{"id":35771,"date":"2025-01-26T21:35:18","date_gmt":"2025-01-26T21:35:18","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/?p=35771"},"modified":"2025-01-26T21:35:18","modified_gmt":"2025-01-26T21:35:18","slug":"giro-di-posta-primo-levi-le-germanie-leuropa-la-mostra-a-palazzo-madama-a-torino","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2025\/01\/26\/giro-di-posta-primo-levi-le-germanie-leuropa-la-mostra-a-palazzo-madama-a-torino\/","title":{"rendered":"Giro di posta. Primo Levi, le Germanie, l\u2019Europa. La mostra a Palazzo Madama a Torino"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/01\/04_Primo-Levi_Fotografia-di-Mauro-Raffini-e1737926493809.jpeg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-35772\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/01\/04_Primo-Levi_Fotografia-di-Mauro-Raffini-e1737926493809.jpeg\" alt=\"\" width=\"580\" height=\"385\" \/><\/a>Aperta <strong>a Torino<\/strong>, nella Corte Medievale di<strong> Palazzo Madama, visitabile fino al 5 maggio 2025, <\/strong>la mostra <strong><em>Giro di posta. Primo Levi, le Germanie, l\u2019Europa<\/em>, <\/strong>promossa dal<strong> Centro Internazionale di Studi Primo Levi <\/strong>e curata da<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/01\/05_lettera-di-Levi-a-Riedt-25.8.1961-e1737926547724.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\" wp-image-35773 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/01\/05_lettera-di-Levi-a-Riedt-25.8.1961-e1737926547724.jpg\" alt=\"\" width=\"324\" height=\"452\" \/><\/a><strong> Domenico Scarpa. <\/strong><\/p>\n<p>Realizzata con <strong>documenti in gran parte inediti<\/strong>, <em>Giro di posta<\/em> offre una vasta rete di carteggi privati che soltanto oggi diventano pubblici, e che raccontano l\u2019Europa e la Germania divise in due. A tessere la trama sono <strong>gli <\/strong><strong>interlocutori tedeschi e germanofoni di Levi<\/strong>, ma non soltanto loro. Le corrispondenze esposte \u2013 messaggi scarabocchiati a matita su fogli di fortuna o impeccabili lettere battute a macchina su carta intestata \u2013 attraversano quasi mezzo secolo di storia europea.<\/p>\n<p>Auschwitz, esperienza di cui Levi non smise mai di indagare i segreti e i significati, \u00e8 il fuoco geometrico della vicenda. <em>Se questo \u00e8 un uomo<\/em> suonava fin dal titolo come una domanda rivolta al lettore, ma i fatti del libro erano avvenuti in tedesco e per mano di tedeschi, e dunque a loro quella domanda doveva arrivare. Nel 1959 fu avviata finalmente la traduzione del libro in tedesco, che usc\u00ec nel 1961, lo stesso anno in cui venne costruito il Muro di Berlino. Da quel momento in poi, una \u00abintricata rete epistolare\u00bb mise Primo Levi in contatto con un gran numero di interlocutori notevoli: <strong>lettrici e lettori <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/01\/02_Primo-Levi_Foto-di-proprieta-famiglia-Levi-scaled-e1737926604455.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-35775\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/01\/02_Primo-Levi_Foto-di-proprieta-famiglia-Levi-scaled-e1737926604455.jpg\" alt=\"\" width=\"286\" height=\"469\" \/><\/a>comuni, lettori che erano anche scrittori, ex compagni di Lager, e persino qualcuno che in Auschwitz stava \u00abdall\u2019altra parte\u00bb.<\/strong> Conoscendo Levi, non c\u2019\u00e8 da meravigliarsi che tra i suoi corrispondenti lo attraessero in particolare i pi\u00f9 lontani per mentalit\u00e0 o per geografia.<\/p>\n<p><strong>Negli ottant\u2019anni dalla liberazione di Auschwitz<\/strong> <strong>(27 gennaio 1945 \u2013 27 gennaio 2025)<\/strong>, il \u00abgiro di posta\u00bb del titolo si presenta dunque come <strong>un\u2019ampia<\/strong><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/01\/06_lettera-di-Levi-a-Goes_16-marzo-1962-e1737926640267.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\" wp-image-35776\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/01\/06_lettera-di-Levi-a-Goes_16-marzo-1962-e1737926640267.jpg\" alt=\"\" width=\"570\" height=\"418\" \/><\/a><\/p>\n<p><strong>discussione sulla Shoah e sul suo posto in un\u2019Europa da ricostruire dopo la guerra<\/strong>, ma ben presto divisa in due blocchi contrapposti. E si presenta come una rete per molte ragioni: perch\u00e9 ci sono circuiti di posta dove una stessa lettera viene spedita a pi\u00f9 destinatari per sollecitarli a dire la loro; perch\u00e9 copre come un reticolato aree della Germania a Est e a Ovest, sconfinando in ulteriori paesi; perch\u00e9 vi si intrecciano le quattro lingue \u2013 l\u2019italiano, il francese, l\u2019inglese e il tedesco \u2013 adoperate da Levi.<\/p>\n<p>La mostra \u2013 con ingresso incluso nel biglietto del museo \u2013 \u00e8 stata realizzata <strong>nell\u2019ambito del progetto LeviNeT<\/strong>, coordinato presso l\u2019Universit\u00e0 di Ferrara da <strong>Martina Mengoni<\/strong>, curatrice del volume <strong><em>Primo Levi. Il carteggio con Heinz Riedt <\/em>edito da Einaudi<\/strong>. Il progetto, <strong>finanziato dallo European Research Council<\/strong>, prevede di qui al 2027 la pubblicazione progressiva in <em>open access<\/em> (<a href=\"http:\/\/www.levinet.eu\">www.levinet.eu<\/a>, sito gi\u00e0 attivo) delle corrispondenze \u201ctedesche\u201d di Levi.<\/p>\n<p>Il progetto di allestimento \u00e8 a cura di <strong>Gianfranco Cavagli\u00e0<\/strong> e <strong>Anna Rita Bertorello<\/strong>; <strong>Ars Media<\/strong> per il progetto grafico e di comunicazione visiva.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/01\/01_Primo-Levi_Foto-di-proprieta-famiglia-Levi-e1737926679344.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-35777\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/01\/01_Primo-Levi_Foto-di-proprieta-famiglia-Levi-e1737926679344.jpg\" alt=\"\" width=\"402\" height=\"536\" \/><\/a>La mostra comprende <strong>cinque sezioni<\/strong>: 1<strong>.\u00a0<em>Primo Levi. Un precoce pensiero europeo<\/em>; 2.\u00a0<em>Hermann Langbein. Un uomo formidabile<\/em>; 3.\u00a0<em>Heinz Riedt. Un tedesco anomalo<\/em>; 4.\u00a0<em>Giro di posta<\/em>\u00a0(\u00e8 quella che d\u00e0 il titolo all&#8217;intero allestimento); 5.\u00a0<em>Le lettrici e i lettori<\/em>.<\/strong> L\u2019allestimento prevede un <strong>percorso di accessibilit\u00e0 per il pubblico con disabilit\u00e0 visiva<\/strong>: saranno presenti mappe e QR-code tattili, tramite i quali sar\u00e0 possibile accedere dal proprio dispositivo mobile a contenuti audio per ciascuna sezione.<\/p>\n<p>In occasione dell\u2019inaugurazione della mostra, il Centro Internazionale di Studi Primo Levi in collaborazione con Poste Italiane ha realizzato un <strong>annullo filatelico dedicato<\/strong>: per il giorno dell\u2019inaugurazione e il successivo giorno di apertura al pubblico, presso Palazzo Madama due ufficiali di Poste Italiane saranno lieti di apporre il timbro sulle cartoline filateliche anch\u2019esse realizzate per l\u2019occasione, con francobollo selezionato a tema.<\/p>\n<p><strong>Carlo Franza <\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Aperta a Torino, nella Corte Medievale di Palazzo Madama, visitabile fino al 5 maggio 2025, la mostra Giro di posta. Primo Levi, le Germanie, l\u2019Europa, promossa dal Centro Internazionale di Studi Primo Levi e curata da Domenico Scarpa. Realizzata con documenti in gran parte inediti, Giro di posta offre una vasta rete di carteggi privati che soltanto oggi diventano pubblici, e che raccontano l\u2019Europa e la Germania divise in due. A tessere la trama sono gli interlocutori tedeschi e germanofoni di Levi, ma non soltanto loro. Le corrispondenze esposte \u2013 messaggi scarabocchiati a matita su fogli di fortuna o impeccabili [&hellip;]<\/p>\n&nbsp;&nbsp;<div class=\"readmore\"><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2025\/01\/26\/giro-di-posta-primo-levi-le-germanie-leuropa-la-mostra-a-palazzo-madama-a-torino\/\">Continua a leggere...<\/a><\/div><\/p>","protected":false},"author":1009,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[59281,74779,66803,9894,10357,87,28340,44697,26,17505,35188,64,28369,44566,51665,4625,44754],"tags":[301249,597859,13599,597857,355195,597860],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/35771"}],"collection":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1009"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=35771"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/35771\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":35779,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/35771\/revisions\/35779"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=35771"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=35771"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=35771"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}