{"id":35858,"date":"2025-02-03T20:45:31","date_gmt":"2025-02-03T20:45:31","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/?p=35858"},"modified":"2025-02-03T20:45:31","modified_gmt":"2025-02-03T20:45:31","slug":"giorgio-de-chirico-e-il-gruppo-dei-surrealisti-nel-1924-la-mostra-al-museo-delle-arti-decorative-di-torino","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2025\/02\/03\/giorgio-de-chirico-e-il-gruppo-dei-surrealisti-nel-1924-la-mostra-al-museo-delle-arti-decorative-di-torino\/","title":{"rendered":"Giorgio De Chirico e il Gruppo dei Surrealisti nel 1924. La mostra al Museo delle Arti Decorative di Torino"},"content":{"rendered":"<p><strong>In <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/02\/mostra-GIORGIO-DE-CHIRICO-e1738614377256.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-35859\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/02\/mostra-GIORGIO-DE-CHIRICO-e1738614377256.jpg\" alt=\"\" width=\"407\" height=\"170\" \/><\/a>occasione del centenario del Surrealismo (1924-2024), segnato, nell&#8217;ottobre del 1924, dalla pubblicazione del <em>Manifeste du surre\u0301alisme<\/em>\u00a0del critico francese\u00a0Andre\u0301 Breton, la Fondazione Accorsi-Ometto \u00a0dedica una\u00a0mostra a Giorgio de Chirico, ritenuto<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/02\/17-De-Chirico-Autoritratto-1925_25cm-300dpi-scaled-1-e1738614407710.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\" wp-image-35860 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/02\/17-De-Chirico-Autoritratto-1925_25cm-300dpi-scaled-1-e1738614407710.jpg\" alt=\"\" width=\"416\" height=\"576\" \/><\/a> dallo stesso Breton precursore del Surrealismo.<\/strong> La mostra \u00e8 visitabile fino al 2 marzo 2025.<\/p>\n<p>Dopo la mostra &#8220;<em>Parigi era viva. De Chirico, Savinio e Les Italiens de Paris<\/em>&#8221; (1928-1933), Giorgio de Chirico torna quindi nuovamente a essere protagonista di una esposizione.<\/p>\n<p>Prendendo in esame uno specifico arco temporale che va dal 1921 al 1928, la mostra,\u00a0curata da Victoria Noel-Johnson, e\u0300 la prima esposizione a porre l&#8217;attenzione sugli eventi intorno al 1924, anno cruciale per la fondazione del movimento francese, per cui il pittore italiano assunse un ruolo fondamentale. In quanto tale, l&#8217;esposizione intende evidenziare l&#8217;importanza del ruolo <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/02\/20241104_142753-scaled-1-e1738614460445.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-35861\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/02\/20241104_142753-scaled-1-e1738614460445.jpg\" alt=\"\" width=\"453\" height=\"255\" \/><\/a>di de Chirico nella nascita e nello sviluppo del Surrealismo, nonche\u0301 analizzare il suo complicato rapporto con Andre\u0301 Breton, il fondatore del movimento, con il poeta francese Paul E\u0301luard e sua moglie Gala (che poi sposo\u0300 Salvador Dali\u0300).<\/p>\n<p><strong>Sono oltre 70 le opere in mostra tra cui\u00a0una cinquantina di dipinti e opere su carta di Giorgio de Chirico, affiancate a una ventina di ritratti degli artisti, poeti e scrittori surrealisti, fotografati da Man Ray e Lee Miller,<\/strong> tutte provenienti da collezioni private o da importanti musei ed istituzioni, come la GNAM (Galleria Nazionale d&#8217;Arte Moderna) di Roma, il MART (Museo d&#8217;Arte Moderna di Rovereto e Trento) di Trento, l&#8217;Unicredit Art Collection di Milano, la Casa Museo Boschi Di Stefano di Milano, la Casa Museo Rodolfo Siviero di Firenze, il Museo Carlo Bilotti &#8211; Aranciera di Villa Borghese di Roma, l&#8217;Istituto Matteucci di Viareggio, la Bibliotheca Hertziana &#8211; Istituto Max Planck di Roma e il Lee Miller Archives dell&#8217;East Sussex, UK. Grazie al prestigioso prestito della <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/02\/31-de-Chirico-Thebes-1928_25cm-300dpi-scaled-1-e1738614495527.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-35862\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/02\/31-de-Chirico-Thebes-1928_25cm-300dpi-scaled-1-e1738614495527.jpg\" alt=\"\" width=\"560\" height=\"435\" \/><\/a>Bibliothe\u0300que litte\u0301raire Jacques Doucet di Parigi, verra\u0300 <strong>inoltre esposto per la prima volta il carteggio de Chirico &#8211; Breton (1921-1925), inclusa la lettera del 1924, finora poco conosciuta, in cui l&#8217;artista propose di realizzare per Breton la prima replica di un&#8217;opera del periodo metafisico, quella de Le muse inquietanti del 1918.<\/strong><\/p>\n<p>Breton, che scopri\u0300 la pittura metafisica di de Chirico nel 1916 a Parigi tramite il poeta-critico Guillaume Apollinaire, inizio\u0300 a<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/02\/28-De-Chirico-Cavalli-Antichi-1927_25cm-300dpi-scaled-1-e1738614545261.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"size-full wp-image-35863 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/02\/28-De-Chirico-Cavalli-Antichi-1927_25cm-300dpi-scaled-1-e1738614545261.jpg\" alt=\"\" width=\"560\" height=\"399\" \/><\/a> corrispondere con l&#8217;artista alla fine del 1921, coinvolgendo poi il braccio destro del Surrealismo, E\u0301luard, e sua moglie Gala. Tra il 1921 e il 1925, de Chirico scrisse loro oltre venticinque lettere e cartoline. Mentre de Chirico e gli E\u0301luard si conobbero a Roma durante l&#8217;inverno del 1923-1924, Breton e de Chirico si incontrarono per la prima volta soltanto verso la fine dell&#8217;ottobre del 1924 a Parigi. In quell&#8217;anno, si avvio\u0300 un&#8217;intensa frequentazione, documentata dalla celebre foto di gruppo scattata da Man Ray al Bureau de recherches surre\u0301alistes (ottobre 1924), scattata pochi giorni dopo la pubblicazione del manifesto di Breton.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/02\/25-De-Chirico-La-famiglia-del-pittore-1926_1000px-e1738614623469.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-35866\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/02\/25-De-Chirico-La-famiglia-del-pittore-1926_1000px-e1738614623469.jpg\" alt=\"\" width=\"396\" height=\"516\" \/><\/a>Il rapporto tra de Chirico e il gruppo dei Surrealisti, segnato da una serie di collaborazioni professionali e di amicizia, si inaspri\u0300 rapidamente nel corso del 1925, con una rottura definitiva nel 1926. Il culmine fu raggiunto con la dichiarazione pubblica di Breton secondo cui de Chirico era &#8216;morto&#8217; artisticamente nel 1918. Per i Surrealisti, il suo improvviso cambiamento avvenuto dal 1919 a favore del Classicismo e dei grandi maestri, era inspiegabile e inferiore rispetto al geniale splendore della<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/02\/8-de-Chirico-Laragosta-1922_25cm-300dpi-scaled-1-e1738614715921.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"size-full wp-image-35869 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/02\/8-de-Chirico-Laragosta-1922_25cm-300dpi-scaled-1-e1738614715921.jpg\" alt=\"\" width=\"560\" height=\"428\" \/><\/a>\u00a0sua prima pittura metafisica degli anni Dieci, una critica parzialmente spiegata da un vero e proprio conflitto di interessi: i Surrealisti erano proprietari della maggior parte delle opere dechirichiane del primo periodo metafisico (1910-1918).<\/p>\n<p>In realta\u0300 la sofisticazione intellettuale, l&#8217;eccellenza tecnica e l&#8217;innovazione creativa delle opere di de Chirico realizzate durante tale periodo (1921-1928), dimostrano l&#8217;esatto contrario da quanto articolato da Breton. In tale ottica, il visitatore trovera\u0300 in mostra una ricca selezione di opere compiute durante la permanenza del pittore in Italia tra Roma e Firenze (databili 1921- 1925), seguita dal suo secondo soggiorno parigino (databile fine 1925 \u2013 1928). Nonostante lo sfondo di crescenti polemiche e critiche da parte dei Surrealisti, il pubblico avra\u0300 la possibilita\u0300 di scoprire come de Chirico continuo\u0300 a realizzare nuove serie dai soggetti innovativi, come Mobili in una stanza, Cavalli in riva al mare, Gladiatori, Archeologhi e Trofei. Esempi presenti in mostra includono i magnifici Combattimento di gladiatori (Fin de combat), 1927 e Chevaux devant la mer (1927-1928).<br \/>\n<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/02\/21-De-Chirico-Facitori-di-Trofei-1925-1928-ca_25cm-300dpi-1-scaled-1-e1738614655406.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-35867\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/02\/21-De-Chirico-Facitori-di-Trofei-1925-1928-ca_25cm-300dpi-1-scaled-1-e1738614655406.jpg\" alt=\"\" width=\"415\" height=\"518\" \/><\/a>Come accertato, il pittore si accosto\u0300 al Classicismo in maniera evidente dal 1919 al 1925: lo si evince dalla formidabile Lucrezia, 1921 circa, dall&#8217;Autoritratto con la madre, 1922, e dall&#8217;Autoritratto, 1925 \u2013 la prima opera dechirichiana acquistata dallo Stato Italiano \u2013 dai quali traspare evidente la sua conoscenza e il rispetto profondo per la pittura italiana del Quattrocento. L&#8217;elemento della sua continuita\u0300 dell&#8217;opera metafisica degli anni Dieci, da lungo denominata come una &#8220;metafisica continua&#8221;, e\u0300 illustrata, ad esempio, da Natura morta con cocomero e corazza, 1922, L&#8217;aragosta (Natura morta con aragosta e calco), 1922, o La mia camera nell&#8217;Olimpo, 1927, dove, in un&#8217;atmosfera fantastica ed enigmatica, compaiono, uno accanto all&#8217;altro, oggetti accostati apparentemente in maniera casuale. Oppure i Facitori di Trofei (1926-1928), una chiara evoluzione del primo periodo metafisico di de Chirico, in cui convivono elementi del passato e del presente: figure antiche, frammenti di colonne, fiamme stilizzate, profili di cavalli, il timpano di un edificio classico, fusi insieme da tre personaggi-manichino intenti nella costruzione dell&#8217;iconico &#8220;totem-trofeo&#8221;. Inoltre, opere come Tempio in una stanza e La famiglia del pittore, entrambi del 1926, o The\u0300bes, 1928, illustrano lo sviluppo innovativo di certi temi e soggetti degli anni Dieci come gli &#8216;Interni ferraresi&#8217; e i &#8216;Manichini&#8217;.<\/p>\n<p>Nonostante le polemiche dei Surrealisti, in primis quelle di Breton, questo avvicinamento al Classicismo non impedi\u0300 al critico francese di commissionare a de Chirico delle repliche di opere del primo periodo metafisico, oppure a Paul e Gala E\u0301luard di acquistarne altre con soggetto e stile piu\u0300 tradizionali, come Natura morta con selvaggina (il bicchiere di vino), 1923, e Ulisse (Autoritratto), 1924, entrambi esposti in mostra. La presenza di questi dipinti (gia\u0300 collezione E\u0300luard) evidenzia la conflittualita\u0300 tra la critica surrealista verso le opere degli anni Venti di de Chirico e tale realta\u0300 poco conosciuta.<br \/>\nPubblicato da Silvana Editoriale, il catalogo bilingue (italiano\/inglese) contiene testi inediti di studiosi internazionali, oltre 100 riproduzioni a colori, e una cospicua selezione di documentazione archivistica.<\/p>\n<p><strong>Carlo Franza <\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>In occasione del centenario del Surrealismo (1924-2024), segnato, nell&#8217;ottobre del 1924, dalla pubblicazione del Manifeste du surre\u0301alisme\u00a0del critico francese\u00a0Andre\u0301 Breton, la Fondazione Accorsi-Ometto \u00a0dedica una\u00a0mostra a Giorgio de Chirico, ritenuto dallo stesso Breton precursore del Surrealismo. La mostra \u00e8 visitabile fino al 2 marzo 2025. Dopo la mostra &#8220;Parigi era viva. De Chirico, Savinio e Les Italiens de Paris&#8221; (1928-1933), Giorgio de Chirico torna quindi nuovamente a essere protagonista di una esposizione. Prendendo in esame uno specifico arco temporale che va dal 1921 al 1928, la mostra,\u00a0curata da Victoria Noel-Johnson, e\u0300 la prima esposizione a porre l&#8217;attenzione sugli eventi intorno [&hellip;]<\/p>\n&nbsp;&nbsp;<div class=\"readmore\"><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2025\/02\/03\/giorgio-de-chirico-e-il-gruppo-dei-surrealisti-nel-1924-la-mostra-al-museo-delle-arti-decorative-di-torino\/\">Continua a leggere...<\/a><\/div><\/p>","protected":false},"author":1009,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[74779,66803,66558,9894,417373,44441,87,35351,26,17505,35188,28369,51665,4625,409394],"tags":[57379,597923,597922,597925,44595,597921,597924,355195,231379],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/35858"}],"collection":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1009"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=35858"}],"version-history":[{"count":6,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/35858\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":35872,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/35858\/revisions\/35872"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=35858"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=35858"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=35858"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}