{"id":3591,"date":"2014-12-03T22:36:55","date_gmt":"2014-12-03T22:36:55","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/?p=3591"},"modified":"2014-12-03T22:36:55","modified_gmt":"2014-12-03T22:36:55","slug":"un-capolavoro-di-raffaello-porta-il-natale-a-milano-e-la-madonna-esterhazy-opera-del-genio-del-rinascimento","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2014\/12\/03\/un-capolavoro-di-raffaello-porta-il-natale-a-milano-e-la-madonna-esterhazy-opera-del-genio-del-rinascimento\/","title":{"rendered":"Un capolavoro di Raffaello porta il Natale a Milano. E&#8217; la Madonna Esterh\u00e1zy, opera del genio del Rinascimento."},"content":{"rendered":"<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: medium\"><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2014\/12\/6a17e5baad7e8c771430b4d9ebbac7342e1a75a.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-3592\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2014\/12\/6a17e5baad7e8c771430b4d9ebbac7342e1a75a.jpg\" alt=\"\" width=\"371\" height=\"500\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2014\/12\/6a17e5baad7e8c771430b4d9ebbac7342e1a75a.jpg 371w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2014\/12\/6a17e5baad7e8c771430b4d9ebbac7342e1a75a-222x300.jpg 222w\" sizes=\"(max-width: 371px) 100vw, 371px\" \/><\/a><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2014\/12\/155416960-a2b0a352-662e-4ec6-a62e-ac8f87f88ce2.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignright size-full wp-image-3593\" 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quest&#8217;anno l&#8217;appuntamento con i capolavori d&#8217;arte per offrire alla citt\u00e0, durante le feste di Natale,ormai canonico dono natalizio della citt\u00e0 ai milanesi e non solo, un incontro speciale con la bellezza. <\/span><span style=\"font-size: medium\"><strong>Fino all&#8217;11 gennaio 2015 infatti, nella sala Alessi a Palazzo Marino, la cinquecentesca sede del Comune di Milano, \u00e8 ospitata la Madonna Esterh\u00e1zy di Raffaello, splendida opera del genio del Rinascimento proveniente dal Museo delle Belle Arti di Budapest (Sz\u00e9pm v\u00e9szeti M\u00fazeum).<\/strong><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: medium\">Promossa dal Comune di Milano, Intesa Sanpaolo e la Rinascente, l&#8217;iniziativa \u00e8 realizzata da Palazzo Reale e dal Museo delle Belle Arti di Budapest in collaborazione con le Gallerie d&#8217;Italia di Piazza Scala, curata da Stefano Zuffi e organizzata con la collaborazione di Arthemisia Group.<\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: medium\"><strong>Il dipinto, raffinatissimo e solare, raffigura la Madonna col Bambino e san Giovannino e segna esattamente la conclusione del fondamentale periodo trascorso da Raffaello a Firenze, prima di essere chiamato a Roma da Papa Giulio II. La composizione di quest&#8217;opera si ispira in modo esplicito a Leonardo, conosciuto e attentamente studiato da Raffaello, che porta con s\u00e9 la tavola nel trasferimento a Roma, luogo dove aggiunge, sullo sfondo, i ruderi del Foro Romano, dipinti con precisione topografica, a riprova di una conoscenza diretta e di una serena e convinta \u201cimmersione\u201d nella classicit\u00e0.<\/strong><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: medium\">La Madonna Esterhazy \u00e8 un toccante dipinto di Raffaello, conservato nel Museo delle Belle Arti di Budapest (Sz\u00e9pm\u0171v\u00e9szeti M\u00fazeum), rimasto incompiuto eppure mirabile per ci\u00f2 che fece definire Raffaello \u201ceccellente in ogni parte della pittura e che port\u00f2 l\u2019arte alla sua estrema perfezione\u201d.<br \/>\nE\u2019 il 1508, dopo quattro anni passati a Firenze a imparare da sommi maestri come Leonardo e Michelangelo, Raffaello si appresta a partire per Roma chiamato dal Papa. Non termina la Madonna, ma come per la sinfonia di Schubert, l\u2019opera contiene gi\u00e0 tutti gli elementi del capolavoro e contiene i tratti propri della pittura raffaellesca e della sua innovazione che consiste nell\u2019aver messo al centro l\u2019espressione dei sentimenti.<br \/>\nInsieme all\u2019intrinseca bellezza la Madonna Esterhazy si presta a narrare molte \u201cstorie\u201d, per il luogo dell\u2019esposizione e per il particolare momento della citt\u00e0 ormai a pochi mesi dall\u2019apertura di Expo 2015. Per questo si \u00e8 deciso di proporre anche il rapporto tra la presenza del dipinto di Raffaello e il contesto artistico e storico di Milano: <\/span><span style=\"font-size: medium\"><strong>insieme al capolavoro proveniente da Budapest verranno esposte due opere pertinenti al patrimonio artistico e alla storia culturale di Milano, accostabili per epoca, per soggetto e per caratteristiche stilistiche, ovvero l\u2019ottima copia della Vergine delle rocce attribuita a Francesco Melzi e conservata presso l\u2019Istituto delle Suore Orsoline di via Lanzone (senza dubbio la migliore versione dell\u2019illustre pala d\u2019altare di Leonardo rimasta a Milano) e un esempio di dipinto per la devozione privata, la Madonna della rosa di Giova<\/strong><\/span><span style=\"font-size: medium\"><strong>nni Antonio Boltraffio conservata nel Museo Poldi Pezzoli.<\/strong> Fra tutte le opere dei leonardeschi lombardi esposte nei musei di Milano, per stile e qualit\u00e0 forse solo questa pu\u00f2 degnamente confrontarsi con un\u2019opera di Raffaello.<br \/>\nLe evidenti affinit\u00e0 (basti osservare, in tutte e tre le opere, il volto della Vergine e i gesti dei bambini) si combinano con le forti differenze: Raffaello pone il gruppo di figure in un luminoso paesaggio, Boltraffio preferisce un contatto pi\u00f9 intimo e ravvicinato. <\/span><span style=\"font-size: medium\"><strong>Per epoca e per stile, inoltre, la Madonna Esterhazy si colloca in modo perfetto tra i due capolavori di Raffaello presenti da secoli nei musei di Milano: lo Sposalizio della Vergine di Brera (1504) \u00e8 lo snodo tra l\u2019attivit\u00e0 giovanile e il trasferimento a Firenze; il cartone della Scuola di Atene (1509) , tesoro inestimabile dell\u2019Ambrosiana, segna invece l\u2019eccezionale \u201claboratorio creativo\u201d della Stanza della Segnatura.<\/strong><\/span><\/p>\n<p>Il rapporto con Leonardo: un confronto tra Raffaello e i lombardi. Nella Madonna Esterhazy il riferimento a Leonardo appare evidente, soprattutto nell&#8217; azione fisica e sentimentale che lega le tre figure, organizzate secondo il classico schema triangolare. Qui il pittore mostra di essersi impossessato dei presupposti stessi del linguaggio figurativo di Leonardo forse come in nessun\u2019altra sua opera. Il movimento circolare del corpo della Vergine presentata \u201cdi spalla\u201d, nell\u2019atto di accudire il Figlio proteso verso il piccolo San Giovanni, anch&#8217;esso in posa molto complessa, con una rotazione contrapposta della testa e del corpo, e la vivace dinamicit\u00e0 del gruppo entro uno schema compositivo insieme semplice e calibratissimo, sarebbero impossibili senza lo studio e la comprensione profonda dei modelli leonardeschi. <span style=\"font-size: medium\"><strong>Il ritorno di Leonardo da Milano a Firenze segna una svolta nella storia dell\u2019arte italiana, con una diffusione dei modelli leonardeschi che si estende dal Nord al Centro dell\u2019Italia.<\/strong><\/span><span style=\"font-size: medium\"> L\u2019esposizione della Madonna Esterhazy a Palazzo Marino consente di illustrare questo decisivo passaggio in modo chiaro e avvincente con l\u2019accostamento all\u2019opera di Melzi e Boltraffio. <\/span><span style=\"font-size: medium\"><strong>Una storia movimentata: grandi collezionisti e un furto clamoroso. <\/strong><\/span><span style=\"font-size: medium\">La Madonna Esterhazy ha inoltre una storia straordinaria anche per quel che riguarda il collezionismo. Non se ne conosce la storia fino all\u2019inizio del XVIII secolo, quando viene donata da papa Clemente XI Albani a Elisabetta Cristina di Brunswick-Wolfenbuttel, moglie dell\u2019imperatore Carlo VI d\u2019Asburgo e discendente dalla dinastia dei conti di Braunschweig, a loro volta grandi intenditori e collezionisti di pittura. Elisabetta Cristina, madre dell\u2019imperatrice Maria Teresa, don\u00f2 la tavola di Raffaello al conte Wenzel Anton von Kaunitz, figura di spicco nella politica imperiale. Alla morte di Kaunitz (1794) il dipinto pass\u00f2 infine agli Esterhazy e da qui al museo nazionale ungherese. <\/span><span style=\"font-size: medium\"><strong>La mostra \u00e8 anche l\u2019occasione per ricordare le vicende drammatiche, ma anche il \u201clieto fine\u201d, del furto avvenuto poco pi\u00f9 di trent\u2019anni fa (novembre 1983), considerato il pi\u00f9 clamoroso furto d\u2019arte dai musei del XX secolo<\/strong><\/span><span style=\"font-size: medium\">. <\/span><span style=\"font-size: medium\"><strong>Approfittando dei lavori di restauro al museo, un gruppo di italiani, su commissione di un magnate greco, ha messo a segno un \u201ccolpo\u201d clamoroso, rubando sei opere di arte italiana, fra cui la Madonna Esterhazy. Tutti i<\/strong><\/span><span style=\"font-size: medium\"><strong>capolavori sono stati ritrovati dai carabinieri del nucleo recupero di opere d\u2019arte in un convento dismesso in Grecia. Tutti i ladri sono stati identificati e arrestati. <\/strong><\/span><span style=\"font-size: medium\">Dopo il furto, la tavola \u00e8 stata accuratamente sottoposta a indagini e restaurata: nel catalogo della mostra, edito da Skira, ci sono contributi specifici riguardanti il collezionismo, il furto e il restauro dell\u2019opera di Raffaello. La pubblicazione si configura cos\u00ec come la prima, completa monografia critica sull\u2019opera. Inoltre il prestito eccezionale dal Museo di Belle Arti di Budapest \u00e8 il preludio alla grande mostra di Palazzo Reale nel 2016 che porter\u00e0 a Milano i capolavori conservati nel museo della capitale ungherese.<\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: medium\"><strong>Carlo Franza <\/strong><\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Il Comune di Milano rinnova anche quest&#8217;anno l&#8217;appuntamento con i capolavori d&#8217;arte per offrire alla citt\u00e0, durante le feste di Natale,ormai canonico dono natalizio della citt\u00e0 ai milanesi e non solo, un incontro speciale con la bellezza. Fino all&#8217;11 gennaio 2015 infatti, nella sala Alessi a Palazzo Marino, la cinquecentesca sede del Comune di Milano, \u00e8 ospitata la Madonna Esterh\u00e1zy di Raffaello, splendida opera del genio del Rinascimento proveniente dal Museo delle Belle Arti di Budapest (Sz\u00e9pm v\u00e9szeti M\u00fazeum). 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