{"id":35965,"date":"2025-02-13T21:47:28","date_gmt":"2025-02-13T21:47:28","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/?p=35965"},"modified":"2025-02-13T21:47:28","modified_gmt":"2025-02-13T21:47:28","slug":"le-creazioni-di-bizhan-bassiri-fra-luce-e-buio-litalo-persiano-in-mostra-alla-building-gallery-di-milano","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2025\/02\/13\/le-creazioni-di-bizhan-bassiri-fra-luce-e-buio-litalo-persiano-in-mostra-alla-building-gallery-di-milano\/","title":{"rendered":"Le creazioni di Bizhan Bassiri fra luce e buio. L\u2019italo-persiano in mostra alla Building Gallery di Milano"},"content":{"rendered":"<p><strong><em><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/02\/IMG20250128040725712-e1739482814459.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-35966\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/02\/IMG20250128040725712-e1739482814459.jpg\" alt=\"\" width=\"576\" height=\"383\" \/><\/a>&#8220;Bizhan Bassiri. Creazione&#8221;<\/em><\/strong> \u00e8 la prima importante mostra personale dell\u2019artista italo-persiano (Teheran, 1954) che\u00a0<strong>BUILDING<\/strong>\u00a0<strong>Gallery di Milano<\/strong>\u00a0ospita nei suoi spazi\u00a0<strong>dal<\/strong>\u00a0<strong>30 gennaio al 22 marzo 2025.<\/strong> L\u2019esposizione, sviluppata su\u00a0<strong>tre piani espositivi della galleria<\/strong>, trasporta il visitatore in una\u00a0<strong>dimensione ancestrale e senza tempo<\/strong>, in cui le opere, che sembrano emergere da un universo magmatico, prendono forma di volta in volta in\u00a0<strong>sculture<\/strong>\u00a0e\u00a0<strong>dipinti\u00a0<\/strong>contraddistinti da\u00a0<strong>specifici materiali<\/strong>\u00a0e\u00a0<strong>cromie<\/strong>. Dalla\u00a0<strong>dominante rossa del piano terra<\/strong>, passando per il\u00a0<strong>pigmento blu<\/strong>\u00a0impiegato nelle opere del\u00a0<strong>primo piano<\/strong>, fino a giungere all&#8217;<strong>oscurit\u00e0 nera\u00a0<\/strong>del\u00a0<strong>secondo piano<\/strong>, in cui &#8211; ci suggerisce l&#8217;artista &#8211; &#8220;Osservando nel buio, il buio Vedo\u201d.<\/p>\n<p>Esordendo a Roma nel 1981, dopo aver compiuto gli studi presso l&#8217;Accademia di Belle Arti di quella citt\u00e0 alla scuola di Toti Scialoja tra il 1976 e il 1980,\u00a0<strong>Bassiri<\/strong>\u00a0si \u00e8 distinto tra i protagonisti della generazione che negli anni Ottanta\u00a0<strong>ha sviluppato in Europa una propria\u00a0<em>Weltanschauung\u00a0<\/em>all&#8217;insegna di un \u201cpensiero magmatico\u201d<\/strong>,\u00a0<strong>autentica esperienza pittorico-plastica<\/strong>\u00a0idonea a coniugare fondamenti e proposizioni innovative dell&#8217;arte occidentale e orientale, costruendo un proprio lessico originale di ampia risonanza poetica.<\/p>\n<p>Con un solido percorso alle spalle, esito di eventi memorabili e importanti confronti con i maggiori artisti italiani e internazionali<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/02\/Installation-view-Bizhan-Bassiri-Creazione-BUILDING-Gallery-Milano-ph-Michele-Alberto-Sereni-3-e1739482845210.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\" wp-image-35967 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/02\/Installation-view-Bizhan-Bassiri-Creazione-BUILDING-Gallery-Milano-ph-Michele-Alberto-Sereni-3-e1739482845210.jpg\" alt=\"\" width=\"560\" height=\"373\" \/><\/a> (Kounellis, Boetti, West, Chiari, Anselmo, Kirkeby, Kosuth, Castellani e altri), Bassiri con questa\u00a0<strong>p<\/strong><strong>rima mostra personale a Milano<\/strong>\u00a0evidenzia la\u00a0<strong>maturit\u00e0 linguistica della sua arte<\/strong>, sempre tenuta entro i registri di forme enunciative di una spazio-temporalit\u00e0 che elude gli epifenomeni dell&#8217;attualit\u00e0, orientandosi piuttosto verso dimensioni dove\u00a0<strong>visione palingenetica<\/strong>,\u00a0<strong>intuizione poetica<\/strong>\u00a0e\u00a0<strong>formalizzazione di un sistema iconografico<\/strong> basato su archetipi cosmologici e mitici assume il carattere di &#8216;summa immaginaria&#8217;.<br \/>\nIn tale drammaturgia visiva, Bassiri esibisce le figure essenziali della sua poetica:\u00a0<strong>l&#8217;incessante trasformazione della materia<\/strong>, da lui considerata &#8216;tempesta&#8217; permanente; lo stupore della\u00a0<strong>luce\u00a0<\/strong>ricavata dall&#8217;opera e offerta\u00a0<strong>come entit\u00e0 correlata allo sguardo individuale<\/strong>;\u00a0l&#8217;ineludibile presenza testimone della\u00a0<strong>cifra antropologica<\/strong>; il\u00a0<strong>rischio serpentino dell&#8217;imprevisto<\/strong>; la\u00a0<strong>sorte<\/strong>,\u00a0<strong>invisibile ma attiva forza regolatrice\u00a0<\/strong>e registro supremo dell&#8217;arte che perpetua la tensione vivente, assumendo forme senza tempo. Protesa in uno spazio-tempo indeterminabile, considerato eterno come l&#8217;esistenza, l&#8217;opera appare immagine autonoma destinata a mostrare l&#8217;enigmatico inarrestabile\u00a0processo del pensiero magmatico, sorgente da cui scaturisce l&#8217;arte.<\/p>\n<p>La\u00a0<strong>mostra<\/strong>\u00a0<em>Bizhan Bassiri. Creazione<\/em>\u00a0\u00e8 dunque un\u00a0<strong>paradigma di morfologie fondamentali dell&#8217;artista<\/strong>, caratterizzato da vere e proprie stazioni di opere dislocate negli ambienti di BUILDING Gallery, scanditi dalle dominanti cromatiche riferibili a uno spettro di colori distintivo della sua poetica. Diversi i cicli di opere presentati in mostra, tra cui: gli\u00a0<strong><em>Specchi Solari<\/em>(2024)<\/strong>, superfici in acciaio attraversate da abrasioni fulminee come lampi, che negano la tradizionale funzione dello specchio come oggetto che riflette il mondo e rivelano, invece, la loro stessa natura come sorgente di luce; le\u00a0<strong><em>Particelle della Tempesta<\/em><\/strong>\u00a0<strong>(2024)<\/strong>, dipinti materici simili a stratificazioni geologiche, che <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/02\/th.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-35968\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/02\/th.jpg\" alt=\"\" width=\"554\" height=\"368\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/02\/th.jpg 474w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/02\/th-300x199.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 554px) 100vw, 554px\" \/><\/a>l&#8217;artista ottiene facendo macerare carta di quotidiani in vasche piene di acqua colorata con pigmenti naturali e l&#8217;aggiunta di colle; le<strong>\u00a0<em>Erme<\/em><\/strong>\u00a0<strong>(2000-2024)<\/strong>, che, mutuando la loro morfologia dall&#8217;erma classica antica, si compongono di una base metallica tronco-piramidale rovesciata su cui si innestano le masse informi delle teste di pietra lavica. Questa mostra, concepita in stretta relazione con l\u2019architettura della galleria, \u00e8\u00a0<strong>tra i progetti pi\u00f9 significativi degli ultimi anni<\/strong>, concepita da Bassiri per presentare a Milano un episodio del suo lavoro, tenendo conto della significativa storia culturale e artistica avvenuta nella citt\u00e0. <strong>Le sue opere<\/strong>, presenti in musei e collezioni private internazionali,\u00a0<strong>hanno rappresentato nel 2017 il Padiglione iraniano alla 57\u00aa Esposizione Internazionale d&#8217;Arte Biennale di Venezia<\/strong>.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Bizhan Bassiri<\/strong>, <strong>nato a Teheran nel 1954, si \u00e8 stabilito a Roma nel 1975. Vive tra Roma, la Toscana e l&#8217;Umbria.<\/strong> La sua ricerca artistica parte dall&#8217;utilizzo di materiali diversi: superfici in cartapesta e acciaio e bronzo, elementi lavici, elaborazioni fotografiche. \u00c8 autore di\u00a0<em>Pensiero Magmatico<\/em>\u00a0(1984) e\u00a0<em>Manifesto del Pensiero Magmatico<\/em>\u00a0(1984-2023).<br \/>\nNel 2020 ha istituito a Fabro la Fondazione Bassiri, che ha ottenuto il riconoscimento dello Stato italiano e che si propone di gestire e promuovere il suo lavoro, offrendosi anche come punto di riferimento nella promozione dell\u2019arte e della cultura attraverso iniziative multidisciplinari che spaziano dall\u2019arte visiva, alla musica, al teatro, alla letteratura e alla scrittura. Bassiri comincia ad esporre nel 1981 partecipando a mostre personali e collettive. Tra i principali musei e istituzioni culturali in cui ha esposto si ricordano: Accademia di Francia, Villa Medici, Roma;\u00a0 Arsaevi, Collegiumartisticum, Sarajevo (Bosnia); Borholms Kunstmuseum, Borholms (Danimarca); Ca\u2019 Pesaro \u2013 Galleria Internazionale d\u2019Arte Moderna, Venezia; Centre d\u2019Art Contemporain, Thiers (Francia); Centro per l\u2019Arte Contemporanea Luigi Pecci, Prato; Centro Arte Contemporanea BM, Tophane-i Amire, Istanbul (Turchia); Galleria Nazionale dell\u2019Umbria, Perugia; Kunsthalle, Vienna (Austria); Macro Testaccio, Roma; Museo Archeologico Nazionale di Napoli; Museum van Hedendaagse Kunst, Gand (Belgio); Sala dei Cinquecento, Palazzo Vecchio, Firenze; S.M.A.K, Stedelijk Museum voor Actuele Kunst, Gand (Belgio); Tehran (Iran) Contemporary Art Museum, Tehran (Iran).<br \/>\nNel 2017 \u00e8 stato invitato, come unico artista, a rappresentare l\u2019Iran alla 57\u00aa Biennale di Venezia con la mostra <em>Tapesh<\/em>,\u00a0<em>The Golden Reserve of Magmatic Thought<\/em>, a cura di Majid Mollanoruzi. Nel 2019 ha presentato la mostra personale\u00a0<em>Meteorite Narvalo<\/em>, a cura di Gabriella Belli, presso Ca&#8217; Pesaro Galleria Internazionale d&#8217;Arte Moderna, Venezia e la mostra personale\u00a0<em>Il Nottambulo<\/em>, a cura di Bruno Cor\u00e0, presso il National Museum of Iran, Teheran. Nel 2022 ha partecipato alle mostre collettive:\u00a0<em>Il Numinoso<\/em>, a cura di Giorgio Verzotti, presso BUILDING, Milano e la Basilica di San Celso, Milano;\u00a0<em>La Luce del Nero<\/em>, a cura di Bruno Cor\u00e0, presso la Fondazione Burri, Ex Seccatoi del Tabacco, Citt\u00e0 di Castello (Perugia). Nel 2023 ha presentato la mostra personale\u00a0<em>Sokut<\/em>, presso l\u2019Hash Cheshme Art Space, Kashan (Iran).<\/p>\n<p><strong>Carlo Franza <\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>&#8220;Bizhan Bassiri. Creazione&#8221; \u00e8 la prima importante mostra personale dell\u2019artista italo-persiano (Teheran, 1954) che\u00a0BUILDING\u00a0Gallery di Milano\u00a0ospita nei suoi spazi\u00a0dal\u00a030 gennaio al 22 marzo 2025. L\u2019esposizione, sviluppata su\u00a0tre piani espositivi della galleria, trasporta il visitatore in una\u00a0dimensione ancestrale e senza tempo, in cui le opere, che sembrano emergere da un universo magmatico, prendono forma di volta in volta in\u00a0sculture\u00a0e\u00a0dipinti\u00a0contraddistinti da\u00a0specifici materiali\u00a0e\u00a0cromie. Dalla\u00a0dominante rossa del piano terra, passando per il\u00a0pigmento blu\u00a0impiegato nelle opere del\u00a0primo piano, fino a giungere all&#8217;oscurit\u00e0 nera\u00a0del\u00a0secondo piano, in cui &#8211; ci suggerisce l&#8217;artista &#8211; &#8220;Osservando nel buio, il buio Vedo\u201d. Esordendo a Roma nel 1981, dopo aver compiuto [&hellip;]<\/p>\n&nbsp;&nbsp;<div class=\"readmore\"><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2025\/02\/13\/le-creazioni-di-bizhan-bassiri-fra-luce-e-buio-litalo-persiano-in-mostra-alla-building-gallery-di-milano\/\">Continua a leggere...<\/a><\/div><\/p>","protected":false},"author":1009,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[59281,9894,252921,28280,10357,44441,87,35351,35266,26,17505,28369,17494],"tags":[597987,462657,597988,355195],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/35965"}],"collection":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1009"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=35965"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/35965\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":35971,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/35965\/revisions\/35971"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=35965"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=35965"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=35965"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}