{"id":36060,"date":"2025-02-22T13:05:08","date_gmt":"2025-02-22T13:05:08","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/?p=36060"},"modified":"2025-02-22T13:05:08","modified_gmt":"2025-02-22T13:05:08","slug":"suor-anna-carolina-calsolaro-una-santa-missionaria-italiana-e-il-miracolo-ripetuto-della-suora-di-alessano-le","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2025\/02\/22\/suor-anna-carolina-calsolaro-una-santa-missionaria-italiana-e-il-miracolo-ripetuto-della-suora-di-alessano-le\/","title":{"rendered":"Suor Anna Carolina Calsolaro una santa missionaria italiana e il miracolo ripetuto della suora di Alessano\/Le"},"content":{"rendered":"<p><strong><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/02\/1616780108559.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"size-full wp-image-36061 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/02\/1616780108559.jpg\" alt=\"\" width=\"400\" height=\"266\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/02\/1616780108559.jpg 400w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/02\/1616780108559-300x200.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 400px) 100vw, 400px\" \/><\/a><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/02\/DSVch01b.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-36062\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/02\/DSVch01b.jpg\" alt=\"\" width=\"226\" height=\"350\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/02\/DSVch01b.jpg 226w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/02\/DSVch01b-194x300.jpg 194w\" sizes=\"(max-width: 226px) 100vw, 226px\" \/><\/a>Mi sono interessato e ne scrivo oggi, perch\u00e8 memoria non sia perduta, giacch\u00e8 ad Alessano in provincia di Lecce, nessuno ricorda e conosce l\u2019operato di Suor Anna Carolina Calsolaro (al secolo Ottavia Calsolaro) nata per l\u2019appunto in Alessano (Lecce) nell\u2019ottobre del 1914. Apparteneva ad una buona famiglia, meglio dire borghese, perch\u00e9 il padre era segretario comunale ed abitava in un ampio palazzo nella piazza centrale del paese, alla sinistra della Chiesa Collegiata di San Salvatore, palazzo oggi in uso della Fondazione Don Tonino Bello.<\/strong> Di Suor Anna Carolina Calsolaro ne sono venuto a conoscenza attraverso pi\u00f9 strade, anzitutto dalla sorella Bianca che ha lavorato per decenni con mia madre Ada Damiani nello Stato\/Ministero delle Finanze, poi dal fratello Folco Calsolaro che \u00e8 stato non solo sindaco di Alessano in anni storici, ma mio padrino di Cresima, e da documenti ricevuti da mio padre Martino Franza militare della Guardia di Finanza \u00a0che oper\u00f2 nella sede del\u00a0 Comando della Guardia di Finanza in Eritrea ad Asmara -dal 1936 alla fine della guerra- e che ebbe modo di conoscerla e frequentarla.\u00a0 Negli anni Trenta-Quaranta Alessano era una cittadina vivace, operosa, distintiva fra tanti centri del Salento, capace di offrire e dare speranze che spesso altrove non vi erano.\u00a0 Aveva sedici anni Ottavia Calsolaro, quando vedendo passare una processione, al tempo di Don Leone Trono parroco, sent\u00ec nascere in s\u00e9, prepotente, la vocazione alla vita religiosa.\u00a0 Era affascinata dall\u2019azione missionaria in pi\u00f9 parti del mondo, ma l\u2019Africa l\u2019attirava maggiormente, soprattutto l\u2019Eritrea che in quegli anni assisteva al fervore dell\u2019opera italiana -era<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/02\/3-Elementare-e1740228569485.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\" wp-image-36063 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/02\/3-Elementare-e1740228569485.jpg\" alt=\"\" width=\"575\" height=\"338\" \/><\/a> nostra colonia- e dove i nostri religiosi operavano sia in campo religioso e umanitario che in quello culturale e civile. \u00a0\u00a0Ottavia aveva letto vari articoli sulle \u201cFiglie di Sant\u2019Anna\u201d le missionarie che erano giunte in Eritrea quando ancora l\u2019Italia non aveva dato questo nome a quella terra lontana (1890); aveva <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/02\/copertina-x-Carlo.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-36077\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/02\/copertina-x-Carlo.jpg\" alt=\"\" width=\"536\" height=\"782\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/02\/copertina-x-Carlo.jpg 559w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/02\/copertina-x-Carlo-206x300.jpg 206w\" sizes=\"(max-width: 536px) 100vw, 536px\" \/><\/a>letto con quanto eroismo due di quelle missionarie si erano prodigate da sole ad assistere il centinaio di scampati al massacro di Dogali (1887). E dopo aver letto, ed essersi documentata, voleva essere una di loro. Ma la piccola Ottavia non trov\u00f2 l\u2019immediato consenso dei genitori che vedevano in quella vocazione dell\u2019adolescente solo la sua perdita.\u00a0 Se fosse andata in Africa, forse non l\u2019avrebbero mai pi\u00f9 rivista. Due anni dur\u00f2 la loro resistenza, ma Ottavia con la sua tenacia nell\u2019opera di convincimento, e con le preghiere al Sacro Cuore di Ges\u00f9 cui era profondamente devota, fin\u00ec per vincere la sua battaglia.\u00a0 <strong>Si trasfer\u00ec a Roma ove a diciott\u2019anni entr\u00f2 a far parte dell\u2019Ordine delle Figlie di Sant\u2019Anna, prendendo il nome di Suor Anna Carolina Calsolaro. Qualche anno dopo, finiti gli studi e il suo tirocinio, fu inviata in Eritrea. Giunse ad Asmara nel 1934 e prese dimora nella Casa delle consorelle (adiacente alla cattedrale)<\/strong> complesso comprendente aule scolastiche, un orfanatrofio per meticce, una scuola di avviamento professionale (taglio, cucito, ricamo, economia domestica, ecc.) una scuola di pianoforte e forse altre istituzioni. <strong>E l\u00ec in Eritrea, ad Asmara, rimase per settant\u2019anni, insegnando a stuoli di alunni ed<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/02\/pagina-archivio-x-Carlo.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"wp-image-36067 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/02\/pagina-archivio-x-Carlo.jpg\" alt=\"\" width=\"583\" height=\"490\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/02\/pagina-archivio-x-Carlo.jpg 1035w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/02\/pagina-archivio-x-Carlo-300x252.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/02\/pagina-archivio-x-Carlo-1024x861.jpg 1024w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/02\/pagina-archivio-x-Carlo-768x646.jpg 768w\" sizes=\"(max-width: 583px) 100vw, 583px\" \/><\/a> alunne.<\/strong>\u00a0 Insegn\u00f2 alle elementari, ma pi\u00f9 tardi pass\u00f2 alla Scuola Media Statale Ferdinando Martini ove fu insegnante di italiano e latino.<\/p>\n<p><strong>Fu una delle fondatrici e animatrici del \u201cCollegio Sant\u2019Anna\u201d, una vera perla nel cuore dell\u2019Africa. Negli anni \u201980 (ritengo fu nell\u201988) fin\u00ec il suo servizio nella scuola.<\/strong> Per quanto aveva fatto avrebbe dovuto avere una pensione, ma l\u2019incuria delle autorit\u00e0 preposte a questo compito port\u00f2 alla perdita dei documenti. E cos\u00ec della pensione non se ne fece nulla. Nel frattempo i suoi familiari, vale a dire otto fra fratelli e sorelle, tra questi sia il mio padrino Folco, che Bianca la compagna di lavoro di mia madre, erano un po&#8217; alla volta scomparsi. Dunque Suor Anna Carolina doveva vivere di quel che le passava la comunit\u00e0, sufficienti per lei, ma non bastevoli per la carit\u00e0 che giornalmente soleva fare.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/02\/DSVch01a.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-36069\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/02\/DSVch01a.jpg\" alt=\"\" width=\"350\" height=\"263\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/02\/DSVch01a.jpg 350w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/02\/DSVch01a-300x225.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 350px) 100vw, 350px\" \/><\/a>Le strade di Asmara la vedevano aggirarsi, esile e snella, in ogni dove, dai quartieri pi\u00f9 eleganti a quelli pi\u00f9 poveri. Tra i malati, i poveri, gli anziani soli, i bisognosi di conforto. Suor Anna Carolina correva ovunque, la volevano tutti. E quanti italiani aiut\u00f2 a partire (o a fuggire) nei tempi duri delle nazionalizzazioni. Lo ricordava ai pi\u00f9 il factotum della Casa degli Italiani, Vittorio Volpicella, per il quale Suor Anna Carolina nutriva affetto e gratitudine. Col passare degli anni il suo esile corpo si era incurvato, colpito da osteoporosi ed artrosi deformante. Lei, gi\u00e0 abbastanza alta, era divenuta piccola, piccola. Si era anche spezzata per due volte una gamba, la gamba era guarita ma altri dolori ben pi\u00f9 gravi l\u2019attendevano. Una ferita, un\u2019ulcera mal curata all&#8217;altra gamba le aveva causato una piaga profonda fino all&#8217;osso, inguaribile. Soffriva molto, e quando i dolori si infittivano piangeva a dirotto; per asciugare le lacrime non voleva neppure i fazzoletti, ma rotoli di carta igienica, per risparmiare e non far spendere troppi soldi alle sue consorelle. Diceva:<em>\u201cGes\u00f9, il mio<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/02\/san-trifone-s-altar.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"size-full wp-image-36070 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/02\/san-trifone-s-altar.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"200\" \/><\/a> sposo, ha avuto \u00a0mani e piedi trafitti di chiodi. A me ha inviato questa piaga. \u00c8 il suo dono. L&#8217;accetto con gioia\u201d.<\/em> Non poteva pi\u00f9 leggere. I suoi vecchi occhiali, acquistati trent\u2019anni prima erano divenuti ormai inservibili. L\u2019udito se n\u2019era andato, sentiva poco. E nonostante tutte queste infermit\u00e0, finch\u00e8 pot\u00e8 scendere nel salottino della Casa delle Suore, lo fece, per incontrare i suoi poveri ai quali <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/02\/1943.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-36072\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/02\/1943.jpg\" alt=\"\" width=\"477\" height=\"337\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/02\/1943.jpg 477w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/02\/1943-300x212.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 477px) 100vw, 477px\" \/><\/a>preparava sacchetti di zucchero e caff\u00e8, qualche abito usato, qualche paio di scarpe, un po\u2019 di soldini, quando qualcuno glieli dava. Erano per lei, ma per lei non tratteneva nulla, aveva fatto voto di povert\u00e0 e povera doveva rimanere. Poi non scese pi\u00f9 neppure nel salottino. La piaga si era estesa, \u00a0la gamba non reggeva pi\u00f9. Rimaneva ormai nella sua cameretta, ricavata nel fondo del coridoio che divideva in due il dormitorio delle suore. E\u2019 da l\u00ec che pot\u00e8 qualche volta rispondermi al telefono, perch\u00e9 da lei volevo sapere qualcosa di pi\u00f9 di mio padre di quando fu in Asmara. Ed \u00e8 in quella piccola cameretta che questa grande suora, oggi santa certamente per tutti noi, alle ore otto del mattino di sabato 21 agosto 2004 lasciava la sua vita terrena per volare in cielo, divenendo pettirosso girovago per le strade di Asmara.\u00a0 Suor Anna Carolina del paese in cui<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/02\/pulpit-and-view-of-baroque.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"size-full wp-image-36071 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/02\/pulpit-and-view-of-baroque.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"200\" \/><\/a> visse sapeva tutto, conservava intatto il ricordo di chi le era stato vicino, le consorelle, i sacerdoti, i vescovi come Monsignor Marinoni, Monsignor Testa (Padre Zenone) e Monsignor Luca Milesi. Aveva doti eccellenti, bont\u00e0, simpatia, modestia, intelligenza viva, memoria ferrea. Generazioni di studenti sono passati da lei, a loro aveva insegnato con amore, sapienza e pazienza, li ricordava tutti, italiani, eritrei, arabi, indiani. Di tutti rispettava religioni e usanze, ed era rispettata. La sua tomba dove oggi \u00e8 sepolta ad Asmara, \u00e8 pulita, ordinata, vi ho sostato anch\u2019io andandola a salutare per ben due volte, pregandola di starmi sempre vicino. <strong>E ne sono ancor pi\u00f9 oggi convinto che \u00e8 una santa dei nostri giorni, una vera santa, una santa italiana. <\/strong><\/p>\n<p><strong><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/02\/16463597_862100323928500_9056930859707146986_o.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-36073\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/02\/16463597_862100323928500_9056930859707146986_o.jpg\" alt=\"\" width=\"410\" height=\"410\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/02\/16463597_862100323928500_9056930859707146986_o.jpg 720w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/02\/16463597_862100323928500_9056930859707146986_o-300x300.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/02\/16463597_862100323928500_9056930859707146986_o-150x150.jpg 150w\" sizes=\"(max-width: 410px) 100vw, 410px\" \/><\/a>E che dirvi del fatto che ad Asmara ancora oggi mi dicono che Suor Anna Carolina da tempo andava e va spesso a ritrovare ex-alunni e amici sotto forma di pettirosso. <\/strong>Mi son detto che le leggende cristiane si sono concentrate sulla\u00a0<strong>colorazione del piumaggio<\/strong>\u00a0del pettirosso, anzich\u00e9 sul suo carattere; e secondo una di queste leggende, in principio questi uccellini erano<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/02\/Viaggio_Eritrea177A.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\" wp-image-36074 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/02\/Viaggio_Eritrea177A.jpg\" alt=\"\" width=\"592\" height=\"394\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/02\/Viaggio_Eritrea177A.jpg 800w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/02\/Viaggio_Eritrea177A-300x200.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/02\/Viaggio_Eritrea177A-768x512.jpg 768w\" sizes=\"(max-width: 592px) 100vw, 592px\" \/><\/a> completamente grigi, finch\u00e9\u00a0<strong>uno di loro cerc\u00f2 di liberare Ges\u00f9<\/strong>\u00a0<strong>crocefisso dalla corona di spine macchiandosi di sangue.<\/strong> Ges\u00f9, in segno di riconoscenza, decise di lasciare all\u2019uccellino la particolare colorazione, cos\u00ec che tutti potessero conoscere la bont\u00e0 e la generosit\u00e0 del pettirosso. Bene, in occasione dell\u2019inizio del nuovo anno 2025, mi trovavo ad Alessano e andando a far visita alla tomba di mio padre nella nostra Cappella di Famiglia Franza, appena arrivato notai che sulla porta in ferro battuto sostava un pettirosso; miracolo mi son detto, ma \u00e8 Suor Anna Carolina che tornava a salutare mio padre per anni militare italiano ad Asmara, suo amico fraterno, come per molti ancora oggi lei \u00e8 il pettirosso che svolazza in territorio eritreo, memori della leggenda del pettirosso che and\u00f2 sulla croce di Cristo.<\/p>\n<p><strong>Carlo Franza <\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Mi sono interessato e ne scrivo oggi, perch\u00e8 memoria non sia perduta, giacch\u00e8 ad Alessano in provincia di Lecce, nessuno ricorda e conosce l\u2019operato di Suor Anna Carolina Calsolaro (al secolo Ottavia Calsolaro) nata per l\u2019appunto in Alessano (Lecce) nell\u2019ottobre del 1914. Apparteneva ad una buona famiglia, meglio dire borghese, perch\u00e9 il padre era segretario comunale ed abitava in un ampio palazzo nella piazza centrale del paese, alla sinistra della Chiesa Collegiata di San Salvatore, palazzo oggi in uso della Fondazione Don Tonino Bello. Di Suor Anna Carolina Calsolaro ne sono venuto a conoscenza attraverso pi\u00f9 strade, anzitutto dalla sorella [&hellip;]<\/p>\n&nbsp;&nbsp;<div class=\"readmore\"><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2025\/02\/22\/suor-anna-carolina-calsolaro-una-santa-missionaria-italiana-e-il-miracolo-ripetuto-della-suora-di-alessano-le\/\">Continua a leggere...<\/a><\/div><\/p>","protected":false},"author":1009,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[59246,59281,53889,53888,74779,53709,53710,66803,87,26,28369,28291],"tags":[531878,231441,269250,598045,598052,598053,598049,598050,598046,444314,444307,598051,598048,598047,355195,598044],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/36060"}],"collection":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1009"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=36060"}],"version-history":[{"count":6,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/36060\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":36081,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/36060\/revisions\/36081"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=36060"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=36060"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=36060"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}