{"id":36091,"date":"2025-02-23T19:53:41","date_gmt":"2025-02-23T19:53:41","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/?p=36091"},"modified":"2025-02-23T19:53:41","modified_gmt":"2025-02-23T19:53:41","slug":"vincenzo-caprile-e-lartista-del-quadro-del-mese-allo-studio-bolzani-di-milano-donna-con-bambino-in-un-cortile-un-capolavoro-pregevole-di-scuola-napoletana","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2025\/02\/23\/vincenzo-caprile-e-lartista-del-quadro-del-mese-allo-studio-bolzani-di-milano-donna-con-bambino-in-un-cortile-un-capolavoro-pregevole-di-scuola-napoletana\/","title":{"rendered":"Vincenzo Caprile \u00e8 l\u2019artista del Quadro del Mese allo Studio Bolzani di Milano. \u201cDonna con bambino in un cortile\u201d un capolavoro pregevole di Scuola Napoletana."},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/02\/Caprile.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-36092\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/02\/Caprile.jpg\" alt=\"\" width=\"382\" height=\"447\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/02\/Caprile.jpg 382w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/02\/Caprile-256x300.jpg 256w\" sizes=\"(max-width: 382px) 100vw, 382px\" \/><\/a>La storica galleria STUDIO BOLZANI di Milano che ha festeggiato i cento anni nel 2022 e attivissima sul versante dell\u2019arte moderna e contemporanea, ci propone per il 2025 \u201cIL QUADRO DEL MESE\u201d. Sicch\u00e8 nelle vetrine della Galleria Strasburgo a ridosso di Piazza San Babila troveremo ogni mese un dipinto di eccezionale valore e di un artista di chiara fama. <strong>Per febbraio 2025 \u00e8 la volta di un dipinto di Vincenzo Caprile (<\/strong><strong>Napoli, 24 giugno 1856 \u2013<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/02\/IMG-20250221-WA0007-e1740339873823.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\" wp-image-36093 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/02\/IMG-20250221-WA0007-e1740339873823.jpg\" alt=\"\" width=\"431\" height=\"323\" \/><\/a> Napoli, 23 giugno 1936<\/strong><strong>), <\/strong>artista di chiara fama della Scuola Napoletana, e i Bolzani da sempre si sono interessati di numerosi pittori di questa scuola regionale che ha conquistato il mondo intero.<\/p>\n<p><strong>L\u2019opera esposta allo Studio Bolzani di Milano\u00a0 (in Galleria Strasburgo) in questo febbraio 2025 ha per titolo \u201cDonna con bambino in un cortile\u201d un olio su tela in formato 51&#215;62, firmato in basso a destra, databile anni \u201990 del XIX secolo, al verso autentica del nipote Teodoro\u00a0 Lienhardy-Via Mergellina 156-Napoli. Opera di evidente leggibilit\u00e0 impressionista, scena popolare ma di grande umanit\u00e0; questa madre con nelle braccia un bambino, il figlio, svela una comunicazione pittorica di emozione, affetti, come si aveva all\u2019interno della civilt\u00e0 contadina allora imperante.\u00a0 La figura della donna con bambino si inserisce in un contesto rurale che si rintraccia anche in un\u2019altra opera dal titolo \u201cContadina e caprette\u201d, la scena abitativa sembrerebbe la stessa. Opera di eccezionale valore pittorico, ritengo fra le pi\u00f9 belle fra quelle di natura agreste; si misura sulla leggiadria del soggetto e la freschezza del colorito. Ancor pi\u00f9 questo dipinto in particolare, dimostra che la sua pittura \u00e8 gentile, nel senso di un aggettivo che comprende un soggetto come elevamento nobile.\u00a0 \u00a0<\/strong><strong>Vincenzo Caprile<\/strong> \u00e8 stato pittore italiano che ha studiato all&#8217;Accademia di Belle Arti di Napoli, con Domenico Morelli e con Gabriele Smargiassi, \u00e8 pittore di impianto impressionista, fu legato alla Scuola di Res\u00ecna, e si \u00e8 dedicato alla rappresentazione di scene paesistiche e personaggi popolari<strong>. La sua tecnica pittorica denota grande freschezza di tratto, che richiama alla mente influenze di Filippo Palizzi, e ne hanno determinato un ottimo successo commerciale.<\/strong> Dimor\u00f2 per lunghi periodi a Venezia, alternando pitture della Laguna a paesaggi napoletani. Con altri pittori napoletani (Luca Postiglione, Pietro Scoppetta, Vincenzo Volpe, Edoardo Matania, Attilio Pratella, Giuseppe Alberto Cocco, Giuseppe Casciaro, Giuseppe Chiarolanza, Gaetano Esposito, Vincenzo Migliaro, Vincenzo Irolli) fu chiamato a decorare le sale del Caff\u00e8 Gambrinus di Napoli. Vincenzo Caprile, <strong>si \u00e8 formato nell\u2019atmosfera palizziana, indirettamente, attraverso lo Smargiassi, che riproponeva i temi della Scuola di Posillipo e poi di Rossano, si accosta in qualche modo all\u2019estetica della Repubblica di Portici,<\/strong> lavorando e studiando lungamente in compagnia di Federico Rossano e di Alceste Campriani; ma il pittore non si adatta a un indirizzo determinato, pur avendo, insieme agli amici \u201cporticesi\u201d, <strong>anche una certa propensione all\u2019adozione della \u201cmacchia\u201d che resiste con lui e Vincenzo Volpe, per poi essere abbandonata \u00a0a Napoli \u00a0con l\u2019avvio dell\u2019operazione artistica <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/02\/autoritratto-1914.jpgLarge.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-36094\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/02\/autoritratto-1914.jpgLarge.jpg\" alt=\"\" width=\"581\" height=\"581\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/02\/autoritratto-1914.jpgLarge.jpg 600w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/02\/autoritratto-1914.jpgLarge-300x300.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/02\/autoritratto-1914.jpgLarge-150x150.jpg 150w\" sizes=\"(max-width: 581px) 100vw, 581px\" \/><\/a>che fu di Vincenzo Ciardo,\u00a0 che guardava ai francesi e in special modo\u00a0 a <\/strong><strong>Paul C\u00e9zanne e Pierre Bonnard. <\/strong><strong>Caprile \u00e8 stato sperimentatore eclettico ed appassionato, ci\u00f2 lo portava ad orientarsi in parte anche verso la pittura aneddotica, che si esprimeva con ben altra \u201ccivilt\u00e0\u201d compositiva e cromatica; in questa linea aneddotica va compreso il dipinto esposto allo Studio Bolzani in questi giorni.<\/strong> \u00a0Ne fanno fede il dipinto\u00a0\u201cLa dote di Rita\u201d,\u00a0della collezione D\u2019Angelo, un quadro dominato dal rosso della gonna del modello, un rosso che si ritrova anche ne\u00a0<em>L\u2019interno rustico.\u00a0 <\/em><strong>Ma, oltre che nella pittura di genere, Vincenzo Caprile si esprime felicemente nella pittura di paesaggio, in cui si ritrovano freschezza e grazia istintive.<\/strong> Paesisticamente egli predilige la natura di Positano e l\u2019atmosfera decadente e raffinatissima dei motivi veneziani; cosi l\u2019artista si divide tra i due temi preferiti, trovando nella natura a lui pi\u00f9 congeniale della costiera amalfitana i motivi elegiaci e niente affatto convenzionali di una pittura che proviene da lontano, dagli esempi di un certo vedutismo settecentesco, rivissuto dall\u2019artista sul piano di una descrizione puntuale della vita e degli avvenimenti delle popolazioni marinare che popolano le rocce e le spiagge di Positano, di Amalfi e di altri paesi che s\u2019affacciano sul golfo di Salerno.<\/p>\n<p><strong>VINCENZO CAPRILE\u00a0 (1856 \u2013 1936)<\/strong><strong>. <\/strong>Nato a Napoli da una famiglia benestante ebbe sin da piccolo la passione per la pittura che fu osteggiata dai genitori che Io avviarono a tutt\u2019altre discipline. A soli 17 anni, nel 1873, da autodidatta present\u00f2 un suo dipinto, come dilettante alla Promotrice napoletana, che fu accettato ed inserito in catalogo. Forse per questo successo, e certamente per le sue insistenze, il padre si convinse a presentare alcuni suoi lavori a Morelli che gli consigli\u00f2 decisamente di farlo proseguire per questa strada. Nel 1874 si iscrisse all\u2019Istituto ed ottenne un premio di incoraggiamento. I suoi maestri furono lo stesso Morelli, Carillo, il Mancinelli e Gabriele Smargiassi e da quest\u2019ultimo sub\u00ec l\u2019influenza della tramontata scuola di Posillipo. Nel 1876 una sua esercitazione di paesaggio fu premiata con la somma di 40 lire; dopo poco pi\u00f9 di due anni, terminati gli studi lasci\u00f2 l\u2019Istituto; nell\u201985 fu nominato Professore onorario. Vincenzo Caprile fu amico di Federico Rossano e di Alceste Campriani, animatori della Scuola di Resina. Con questi lavor\u00f2 a lungo in campagna, dal vero, e ci\u00f2 gli consent\u00ec di liberarsi dagli strascichi del rigido insegnamento accademico e di formarsi una personalit\u00e0 pittorica che rimarr\u00e0 immutata per tutta la sua carriera. Nel 1877 present\u00f2 alla Esposizione Nazionale di Belle Arti \u201c<em>Le sempre vive<\/em>\u201d e nello stesso anno alla Promotrice napoletana \u201c<em>Il cortile<\/em>\u201d che riscosse un grosso successo e fu acquistato dal re SM Vittorio Emanuele II. Questo successo favor\u00ec la rapida ascesa dell\u2019artista poco pi\u00f9 che ventenne. Il suo periodo migliore possiamo considerarlo tra gli anni 80 e 90. Nell\u201980 present\u00f2 alla Esposizione Nazionale di Torino la \u201c<em>Dote di Rita<\/em>\u201d che sanc\u00ec il suo successo in campo nazionale, osannato dalla critica tanto che il Corriere della Sera ne esegu\u00ec una riproduzione in stampa a colori che fu donata a tutti i suoi abbonati. Il successo si ripete l\u2019anno successivo con \u201c<em>Chi mi ama mi segua<\/em>\u201d presentato alla Esposizione di Milano; il dipinto raffigura una pastorella sorridente con in mano un fascio di canne e di erba che alcune pecorelle si accingono a brucare. Riportiamo un passo della critica tratta dall\u2019Illustrazione italiana del 1881: \u201c<em>La pittura del Caprile \u00e8 come quella figura, giovane, robusta, sana, schietta e viva<\/em>\u201d. Vincenzo Caprile fu un artista versatile che spazi\u00f2 dal ritratto al paesaggio, alle scene di interni ed a quelle di vita popolare napoletana, ebbe una vastissima produzione, accumul\u00f2 e conserv\u00f2 gelosamente centinaia di piccoli studi su tavolette, propedeutici a lavori eseguiti in studio di pi\u00f9 vasto impegno. Restio a lasciare Napoli effettu\u00f2 pochissimi viaggi dovuti spesso all\u2019esigenza di accompagnare suoi dipinti ad esposizioni, se si esclude la sua permanenza in Argentina durata circa un anno. Le localit\u00e0 italiane che esercitarono sul Caprile un grosso fascino furono certamente, Napoli, Positano e Venezia, ove l\u2019artista si \u00e8 recato per anni in villeggiatura, ritratte innumerevoli volte e che possiamo considerare tra la parte migliore della sua produzione. L\u2019artista, unitamente all\u2019amico Giuseppe de Santis, apr\u00ec una scuola privata di disegno e pittura che fu frequentata dalla migliore societ\u00e0 partenopea e soprattutto gli consent\u00ec di insegnare al di fuori dell\u2019Istituto, senza i rigidi schemi che imponeva l\u2019epoca. <strong>Il Caprile ebbe molti committenti illustri: il re Umberto I acquist\u00f2 nell\u201982 nell\u201985 \u201c<em>Acqua zuffegna<\/em>\u201d presentato alla Promotrice di Napoli; alla triennale di Belle Arti di Milano del\u201994 acquist\u00f2 \u201c<em>Gabbia di scimmie<\/em>\u201d e \u201c<em>Ponte della Colonica<\/em>\u201d; all\u2019Esposizione di Firenze del\u201996\/97 acquist\u00f2 \u201c<em>Vecchio carrubo<\/em>\u201d mentre la regina Margherita prefer\u00ec \u201c<em>Idillio<\/em>\u201d. Nel\u201993 la stessa regina acquist\u00f2 \u201c<em>Santa Lucia<\/em>\u201d e \u201c<em>Napoli vecchia<\/em>\u201d per farne dono all\u2019imperatrice di Germania. L\u2019artista esegu\u00ec anche i ritratti di quasi tutti i reali e nel 1901, su commissione del Senato esegu\u00ec i ritratti dei Principi di Napoli. Nel 1910 Vittorio Emanuele III acquist\u00f2 \u201c<em>Campo San Zanipolo<\/em>\u201d, \u00a0oltre ai reali ebbe una folta e aristocratica committenza, tra cui l\u2019imperatrice madre di Russia.<\/strong> Innumerevoli collezionisti privati, gallerie e musei. Fu gratificato da molte onorificenze: professore onorario a Napoli, al Regio Istituto di Belle Arti di Urbino e nel 1933 fu nominato insieme a Paolo Vetri e Vincenzo Migliaro Accademico di San Luca.\u00a0\u00a0<em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p><strong>Carlo Franza <\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>La storica galleria STUDIO BOLZANI di Milano che ha festeggiato i cento anni nel 2022 e attivissima sul versante dell\u2019arte moderna e contemporanea, ci propone per il 2025 \u201cIL QUADRO DEL MESE\u201d. 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