{"id":36155,"date":"2025-03-02T22:04:13","date_gmt":"2025-03-02T22:04:13","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/?p=36155"},"modified":"2025-03-02T22:04:13","modified_gmt":"2025-03-02T22:04:13","slug":"i-ritratti-di-donna-di-paul-cesar-helleu-la-donazione-del-collezionista-carlo-grassi-alla-pinacoteca-civica-di-como","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2025\/03\/02\/i-ritratti-di-donna-di-paul-cesar-helleu-la-donazione-del-collezionista-carlo-grassi-alla-pinacoteca-civica-di-como\/","title":{"rendered":"I Ritratti di donna di Paul C\u00e9sar Helleu.  La donazione del collezionista Carlo Grassi alla Pinacoteca civica di Como."},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/03\/AND_42821-scaled-e1740952630252.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-36156\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/03\/AND_42821-scaled-e1740952630252.jpg\" alt=\"\" width=\"358\" height=\"537\" \/><\/a>La Pinacoteca civica di Como, nello spazio Campo quadro, celebra la collezione Carlo Grassi con l\u2019esposizione di otto ritratti di donna dell\u2019artista francese\u00a0<strong>Paul C\u00e9sar Helleu\u00a0<\/strong>appartenenti al collezionista Grassi e donati ai Musei civici cittadini dalla moglie, Nedda Mieli, nel 1985 in memoria del figlio Gino, morto volontario durante la Seconda Guerra Mondiale a soli 18 anni.<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/03\/AND_4268-e1740952666937.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\" wp-image-36157 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/03\/AND_4268-e1740952666937.jpg\" alt=\"\" width=\"563\" height=\"468\" \/><\/a><\/p>\n<p>Paul C\u00e9sar Helleu (1859\u20131927) \u00e8 stato un pittore e incisore francese della Belle \u00c9poque, noto soprattutto per i suoi\u00a0<strong>ritratti di donne eleganti e sofisticate<\/strong>, spesso dell\u2019alta societ\u00e0. Il suo stile si \u00e8 sempre distinto per l&#8217;uso di linee fluide e delicate, con una particolare attenzione ai dettagli dei volti, dei capelli e dell\u2019abbigliamento delle sue modelle. Nella sua arte Helleu riusciva a catturare<strong>\u00a0l\u2019essenza e la grazia femminile,<\/strong>\u00a0utilizzando colori tenui e giochi di luce. I suoi ritratti trasmettono, ancora oggi, un senso di raffinatezza e intimit\u00e0, con una grande attenzione ai dettagli e una forte sensibilit\u00e0 estetica.<\/p>\n<p>La donazione \u2013 esposta in Campo quadro\u00a0<strong>dall\u20198 marzo al 11 maggio<\/strong>\u00a0con la curatela di Veronica Vittani e Francesca Testoni &#8211; \u00e8 frutto del prezioso lavoro di consulenza e\u00a0<strong>intermediazione dello storico dell\u2019arte<\/strong>\u00a0<strong>Alberto Longatti<\/strong>\u00a0che ne cap\u00ec anzitempo il valore definendo Helleu \u201c<em>un virtuoso della Belle \u00c9poque di grande piacevolezza descrittiva e sicura professionalit\u00e0<\/em>\u201d e le sue opere \u201c<em>eccellenti per la consumata abilit\u00e0 nell\u2019incisione e la grazia dei soggetti femminili<\/em>\u201d.<\/p>\n<p>Lo\u00a0<strong>\u201cstile Helleu\u201d<\/strong>, <strong>contraddistinto da eleganza, raffinatezza e un&#8217;inconfondibile grazia femminile, riscosse un enorme successo a Parigi, Londra e New York. In mostra trova spazio anche l\u2019immagine di sua moglie Alice, modella prediletta, immortalata nell\u2019unica opera orizzontale della serie.\u00a0<\/strong> <strong>Oltre ai volti di donna realizzati con la tecnica della puntasecca, sono esposti un ritratto realizzato da Boldini che raffigura Helleu stesso e una testa in gesso di Troubetzkoy, anch\u2019esso ritratto di Helleu, in stile \u201cscapigliato\u201d. Come scrisse Longatti \u201c<em>l\u2019insieme delle opere forma una piccola ma abbastanza<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/03\/IMG_1362-e1740952701528.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\" wp-image-36158 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/03\/IMG_1362-e1740952701528.jpg\" alt=\"\" width=\"560\" height=\"420\" \/><\/a> significativa personale di Helleu\u00a0<\/em>[&#8230;]\u201d.<\/strong><\/p>\n<p><em>\u201cUna delle finalit\u00e0 che un museo deve necessariamente perseguire \u00e8 quella del ricordo costante di chi ha contribuito a costruire il patrimonio della citt\u00e0 \u2013\u00a0<\/em>afferma\u00a0<strong>Veronica Vittani<\/strong>, curatrice della Pinacoteca civica<em>\u00a0&#8211; Queste donazioni, oggi come ieri, sono atti di generosit\u00e0 infinita, perch\u00e9 permettono a ci\u00f2 che \u00e8 per pochi, di diventare per tutti in eterno. La piccola ma preziosa selezione di opere di Helleu in Pinacoteca racconta di un periodo di grandi cambiamenti, di un artista di stile e della bellezza delle sue donne, ma \u00e8 anche la storia di una famiglia che trasform\u00f2 il dolore, in amore verso la comunit\u00e0. Questo \u00e8 il grande valore dei beni custoditi nei musei come il nostro\u201d.<\/em><\/p>\n<p>Ripercorrendo le tappe storiche, Carlo Grassi (1886-1950) fu un industriale di origini italiane, nato in Grecia e trasferitosi in Egitto alla fine dell&#8217;Ottocento, dove divenne un noto produttore e commerciante di tabacco. Nel 1918 spos\u00f2 Nedda Mieli, anch<strong>\u2019<\/strong>essa di origini italiane, e insieme trascorsero diversi periodi in Italia. Oltre alle residenze di Roma e Milano, possedevano una vasta tenuta, &#8220;Salterio&#8221;, a Lora, che negli anni &#8217;40 fu donata all&#8217;Opera don Guanella di Como e oggi ospita la Casa di Gino. Fu proprio questa villa a diventare la sede della loro vasta collezione d&#8217;arte, che includeva, tra le altre cose, antichit\u00e0 egizie (donate nel 1951 ai Musei Vaticani), oggetti d&#8217;arte orientale, grafiche, e opere di artisti come Manet, Van Gogh, Ensor, C\u00e9zanne, ma anche del XIX secolo italiano, del Divisionismo, e dei protagonisti delle avanguardie (Boccioni, Balla), fino agli artisti degli anni tra le due guerre (Morandi, De Pisis, Tosi). Questa straordinaria raccolta fu donata al Comune di Milano nel 1956 e oggi \u00e8 esposta alla Galleria d&#8217;Arte Moderna.<\/p>\n<p>La donazione al Comune di Como, da parte di Nedda Mieli, avvenne nel 1985, ma le opere giunsero in Pinacoteca solo all\u2019inizio degli anni 2000. Nel 1982 Nedda Mieli Grassi fu insignita del Premio Stecca Citt\u00e0 di Como come \u201cmamma della Casa di Gino\u201d e nel 1986 le fu riconosciuto l\u2019Abbondino d\u2019oro, la massima onorificenza che il Comune di Como riserva alle proprie benemerenze.\u00a0 \u00a0Nedda Mieli, il marito Carlo Grassi e il figlio Gino riposano nella cappella della Madonna delle Grazie, all\u2019interno del compendio della Casa di Gino a Lora.<\/p>\n<p><strong>Carlo Franza<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>La Pinacoteca civica di Como, nello spazio Campo quadro, celebra la collezione Carlo Grassi con l\u2019esposizione di otto ritratti di donna dell\u2019artista francese\u00a0Paul C\u00e9sar Helleu\u00a0appartenenti al collezionista Grassi e donati ai Musei civici cittadini dalla moglie, Nedda Mieli, nel 1985 in memoria del figlio Gino, morto volontario durante la Seconda Guerra Mondiale a soli 18 anni. Paul C\u00e9sar Helleu (1859\u20131927) \u00e8 stato un pittore e incisore francese della Belle \u00c9poque, noto soprattutto per i suoi\u00a0ritratti di donne eleganti e sofisticate, spesso dell\u2019alta societ\u00e0. 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