{"id":36249,"date":"2025-03-09T19:05:53","date_gmt":"2025-03-09T19:05:53","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/?p=36249"},"modified":"2025-03-09T19:05:53","modified_gmt":"2025-03-09T19:05:53","slug":"renato-paresce-e-les-italiens-de-paris-alla-casa-museo-osvaldo-licini-a-monte-vidon-corrado","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2025\/03\/09\/renato-paresce-e-les-italiens-de-paris-alla-casa-museo-osvaldo-licini-a-monte-vidon-corrado\/","title":{"rendered":"Renato Paresce e Les italiens de Paris alla Casa Museo Osvaldo Licini a Monte Vidon Corrado"},"content":{"rendered":"<p><strong><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/03\/481598624_18362389777124100_1845226957187135691_n-1229x1536-1-960x1200-1-e1741546666619.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\" wp-image-36250 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/03\/481598624_18362389777124100_1845226957187135691_n-1229x1536-1-960x1200-1-e1741546666619.jpg\" alt=\"\" width=\"328\" height=\"410\" \/><\/a><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/03\/1420669_CfakepathImmagineWhatsApp20250301ore1749257b820e2e_std.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-36251\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/03\/1420669_CfakepathImmagineWhatsApp20250301ore1749257b820e2e_std.jpg\" alt=\"\" width=\"605\" height=\"341\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/03\/1420669_CfakepathImmagineWhatsApp20250301ore1749257b820e2e_std.jpg 728w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/03\/1420669_CfakepathImmagineWhatsApp20250301ore1749257b820e2e_std-300x169.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 605px) 100vw, 605px\" \/><\/a>Il Centro Studi Osvaldo Licini, il Comune di Monte Vidon Corrado e la Fondazione Cassa di Risparmio di Jesi,\u00a0<\/strong>istituzioni della Regione Marche molto attive sul piano culturale, \u00a0e ancor pi\u00f9 attente alla cultura di impianto internazionale,\u00a0 presentano la mostra\u00a0<strong><em>Renato Paresce e Les italiens de Paris<\/em><\/strong>\u00a0curata da Stefano De Rosa.<\/p>\n<p><strong>L\u2019esposizione \u00e8 suddivisa in due tappe: dal 2 marzo al 4 maggio 2025 sar\u00e0 alla Casa Museo Osvaldo Licini di Monte Vidon Corrado (FM), per poi proseguire dal 16 maggio al 14 settembre 2025 nelle sale espositive di Palazzo Bisaccioni, sede della Fondazione Cassa di Risparmio di Jesi.<\/strong><\/p>\n<p>Ma qual \u00e8 la connessione tra Osvaldo Licini e Renato Paresce? Entrambi frequentarono il vivace ambiente artistico e culturale parigino nei primi decenni del \u2019900. Non si incontrarono mai di persona, ma esposero entrambi nella collettiva\u00a0<em>Les artistes italiens de Paris<\/em>\u00a0nel 1928 allestita al Salon de l\u2019Escalier di Parigi, dove figuravano opere degli stessi Licini e Paresce, e poi di Giorgio De Chirico, Alberto Savinio, Mario Tozzi, Filippo de Pisis, Gino Severini, Massimo Campigli e altri. Da allora il gruppo \u2013 escluso Licini che non ne fece parte &#8211; fu presentato in diverse esposizioni, fino all\u2019ultima, nel 1933, alla Gal\u00e9rie Charpentier di Parigi. Da qui \u00e8 nata l\u2019idea della mostra\u00a0<strong><em>Renato Paresce e Les italiens de Paris<\/em>\u00a0<\/strong>che presenta un nucleo di circa 30 opere &#8211; di una <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/03\/images.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-36252\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/03\/images.jpg\" alt=\"\" width=\"259\" height=\"194\" \/><\/a>collezione privata marchigiana, scelte con rigore, passione e competenza \u2013 di Paresce insieme ad una sezione dedicata agli altri\u00a0<em>Italiens de Paris<\/em>. Il percorso espositivo<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/03\/155063-unnamed_5_.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\" wp-image-36253 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/03\/155063-unnamed_5_.jpg\" alt=\"\" width=\"457\" height=\"343\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/03\/155063-unnamed_5_.jpg 600w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/03\/155063-unnamed_5_-300x225.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 457px) 100vw, 457px\" \/><\/a> ricostruisce, dal 1913 al 1931, la complessa parabola artistica di Paresce &#8211; che si firmava Renato come giornalista de La Stampa e Ren\u00e9 sulle opere pittoriche &#8211; sviluppata nel contesto d\u2019avanguardia francese, iniziato con l\u2019adesione al post-impressionismo, maturato fino agli albori di una sintesi personale, tradotta poi in uno stile identitario. La vita e la vicenda artistica di Renato Paresce (Carouge, 1886 \u2013 Parigi 1937) sono emblematiche delle contraddizioni, delle inquietudini, dello sperimentalismo e dell\u2019utopia di un periodo storico straordinario. Svizzero di nascita, figlio di un palermitano militante socialista e di madre russa, ha avuto una educazione ricca di suggestioni culturali, di viaggi in Europa e a Mosca, formandosi nella Firenze cosmopolita. L\u2019identit\u00e0 intellettuale di Paresce \u00e8 poliedrica: laureato in fisica, \u00e8 stato giornalista, pittore autodidatta e attento al fermento artistico contemporaneo, critico d\u2019arte. Nel 1912, dopo il matrimonio con Ella Klatchko, pianista ebrea russa, si trasfer\u00ec a Parigi dove nacque la sua passione per la pittura, frequentando i celebri caff\u00e8 parigini come il D\u00f4me, La <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/03\/renato-paresce-mostra-fermo-e-jesi-e1741546804981.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-36255\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/03\/renato-paresce-mostra-fermo-e-jesi-e1741546804981.jpg\" alt=\"\" width=\"553\" height=\"368\" \/><\/a>Rotonde e la Closerie des Lilas ed entrando cos\u00ec in contatto con Pablo Picasso, Sergej Djagilev, Max Jacob, Diego Rivera, Amedeo Modigliani e altri; poi dallo scoppio della Prima guerra mondiale al 1927 si stabil\u00ec a Londra e infine torn\u00f2 nella capitale francese. Dal 1926 la critica e le istituzioni culturali italiane iniziarono a coinvolgere gli artisti italiani esuli fra Parigi e Londra \u2013 e quindi anche Paresce &#8211; in un programma di promozione dell\u2019arte nazionale. Margherita Sarfatti invit\u00f2 il pitt<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/03\/filippo-de-pisis-capriccio-metafisico-1918-1920.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\" wp-image-36256 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/03\/filippo-de-pisis-capriccio-metafisico-1918-1920.jpg\" alt=\"\" width=\"492\" height=\"364\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/03\/filippo-de-pisis-capriccio-metafisico-1918-1920.jpg 596w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/03\/filippo-de-pisis-capriccio-metafisico-1918-1920-300x222.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 492px) 100vw, 492px\" \/><\/a>ore alle mostre del gruppo del Novecento, mentre Maraini lo incaric\u00f2 di allestire nel 1928 una sala della Biennale di Venezia dedicata all\u2019<em>Ecole de Paris\u00a0<\/em>(alla Biennale l\u2019artista espose anche nel 1930, nel 1932 e 1934).<\/p>\n<p>Il\u00a0<strong>percorso di mostra<\/strong>\u00a0inizia con<em>\u00a0Il barcone<\/em>\u00a0del 1913, che segna l\u2019esordio parigino di Paresce, affascinato dalla pennellata impressionista, che si contamina con una costruttivit\u00e0 della forma nel coevo dipinto<em>\u00a0Le Moulin de la Galette<\/em>. Di matrice\u00a0<em>fauve<\/em>\u00a0sono i due paesaggi del 1917 mentre il curatore De Rosa sostiene che\u00a0<em>La veduta di Parigi\u00a0<\/em>del 1918 costituisce il punto pi\u00f9 alto della sua produzione degli anni \u201810. Paresce non ha coltivato molto il genere del ritratto, ma in mostra ne figurano ben due: uno evidentemente c\u00e9zanniano del 1915 e\u00a0<em>Portrait Fauve<\/em>\u00a0del 1918. Il secondo decennio del \u2018900 \u00e8 il periodo pi\u00f9 presente tra le opere esposta, quello di definitivo allontanamento dall\u2019esperienza\u00a0<em>fauve<\/em>, del confronto con il cubismo, della nascita di una poetica propria. In questa sezione figurano sette nature morte e due paesaggi che testimoniano l\u2019incontro dialettico fra la modernit\u00e0 caparbiamente inseguita e la tradizione.\u00a0 La\u00a0<em>gouache<\/em>\u00a0del 1928 \u00e8 l\u2019annuncio di una nuova fase, la pi\u00f9 conosciuta e celebrata dell\u2019artista, quella delle Biennali veneziane e delle mostre con il gruppo degli\u00a0<em>Italiens de Paris.<\/em> Il terzo decennio si apre con\u00a0<em>Composizione con statua\u00a0<\/em>del 1930, incunabolo di quella produzione caratterizzata da atmosfere rarefatte, stranianti, rese su una superficie pittorica gessosa che ricorda l\u2019affresco, in cui compaiono sculture antiche, manichini, interni vuoti solitari. Ha un\u2019aura misteriosa, magica il paesaggio marino\u00a0<em>La Com\u00e8te<\/em>\u00a0del 1931 che chiude il percorso dedicato a Renato Paresce. La mostra comprende anche un\u00a0<strong>nucleo di opere degli\u00a0<em>Italiens de Paris<\/em><\/strong>\u00a0tra le quali emergono per particolare bellezza un\u00a0<em>Ritratto di signora\u00a0<\/em>di De Chirico del 1921, un\u00a0<em>Ritratto di Marina Severini<\/em>\u00a0di Gino Severini, databile alla fine degli anni trenta e un\u00a0<em>Capriccio metafisico<\/em>\u00a0di De Pisis del 1918-20.<\/p>\n<p><strong>Carlo Franza<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Il Centro Studi Osvaldo Licini, il Comune di Monte Vidon Corrado e la Fondazione Cassa di Risparmio di Jesi,\u00a0istituzioni della Regione Marche molto attive sul piano culturale, \u00a0e ancor pi\u00f9 attente alla cultura di impianto internazionale,\u00a0 presentano la mostra\u00a0Renato Paresce e Les italiens de Paris\u00a0curata da Stefano De Rosa. L\u2019esposizione \u00e8 suddivisa in due tappe: dal 2 marzo al 4 maggio 2025 sar\u00e0 alla Casa Museo Osvaldo Licini di Monte Vidon Corrado (FM), per poi proseguire dal 16 maggio al 14 settembre 2025 nelle sale espositive di Palazzo Bisaccioni, sede della Fondazione Cassa di Risparmio di Jesi. Ma qual \u00e8 [&hellip;]<\/p>\n&nbsp;&nbsp;<div class=\"readmore\"><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2025\/03\/09\/renato-paresce-e-les-italiens-de-paris-alla-casa-museo-osvaldo-licini-a-monte-vidon-corrado\/\">Continua a leggere...<\/a><\/div><\/p>","protected":false},"author":1009,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[80688,66803,66558,9894,10357,180472,44441,87,35351,26,17505,35188,28369,51665,4625,409394,44754],"tags":[231314,376790,598135,598137,93597,66603,44595,76966,317576,386584,422109,355195,598138,598136],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/36249"}],"collection":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1009"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=36249"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/36249\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":36258,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/36249\/revisions\/36258"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=36249"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=36249"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=36249"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}