{"id":36307,"date":"2025-03-14T22:38:04","date_gmt":"2025-03-14T22:38:04","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/?p=36307"},"modified":"2025-03-14T22:38:04","modified_gmt":"2025-03-14T22:38:04","slug":"il-fotografo-eugenio-schmidhauser-uno-dei-padri-dellimmaginario-ticinese-al-masi-di-lugano","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2025\/03\/14\/il-fotografo-eugenio-schmidhauser-uno-dei-padri-dellimmaginario-ticinese-al-masi-di-lugano\/","title":{"rendered":"Il fotografo Eugenio Schmidhauser. Uno dei padri dell\u2019immaginario ticinese al Masi di Lugano"},"content":{"rendered":"<p><strong>Il MASI Lu<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/03\/08.-Eugenio-Schmidhuaser-scaled-e1741990792290.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\" wp-image-36309 alignleft\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/03\/08.-Eugenio-Schmidhuaser-scaled-e1741990792290.jpg\" alt=\"\" width=\"367\" height=\"507\" \/><\/a>gano presenta la prima mostra dedicata da un&#8217;istituzione museale al fotografo Eugenio Schmidhauser (Seon, 1876 &#8211; Astano, 1952). Attraverso una selezione di circa 90 fotografie tra vintage e nuove stampe da negativi originali su lastra di vetro, il percorso a<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/03\/10.-Eugenio-Schmidhuaser-e1741990752939.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\" wp-image-36308 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/03\/10.-Eugenio-Schmidhuaser-e1741990752939.jpg\" alt=\"\" width=\"338\" height=\"468\" \/><\/a> Palazzo Reali offre l\u2019occasione di riscoprire un fotografo considerato da sempre uno dei padri dell\u2019immaginario turistico ticinese. <\/strong>Il progetto espositivo \u00e8 il risultato di un lungo lavoro di ricerca e catalogazione sull\u2019archivio di Schmidhauser, depositato dalla famiglia Brentano-Motta di Brugg all\u2019Archivio di Stato del Cantone Ticino, e che ha portato alla luce un corpus di opere inedite e sconosciute. Oltre ad offrire una panoramica sulle principali componenti del lavoro di Eugenio Schmidhauser, la mostra presenta al pubblico, per la prima volta, un nucleo di preziose stampe artistiche esposte dal fotografo in occasione di importanti rassegne internazionali all\u2019inizio del Novecento. Ad una selezione delle immagini pi\u00f9 note del fotografo &#8211; la sua celebre serie di cartoline o le illustrazioni per <em>Fr\u00f6hliches Volk im Tessin<\/em> del 1906 &#8211; viene inoltre accostato, in mostra, un nucleo di lavori inediti dedicati all\u2019Appenzello, ampliando cos\u00ec la visione sulla produzione di Schmidhauser in ambito turistico. Infine, una speciale sezione \u00e8 dedicata ad Astano, villaggio con cui il fotografo entr\u00f2 in una sorta di intima relazione riprendendone la gente, gli eventi, i vicoli e la natura in maniera continuativa dall\u2019inizio secolo fino al 1950.<\/p>\n<p>In questo senso, come recita il titolo stesso \u201cEugenio Schmidhauser, oltre il Malcantone\u201d, il progetto espositivo al MASI intende far emergere un nuovo capitolo della produzione fotografica di Schmidhauser, capace di sconfinare dai canoni della fotografia turistica \u2013 spesso criticata per la ricerca del pittoresco e del caricaturale \u2013 e di muoversi in \u201cun ambiente culturale in cui vengono a cadere le frontiere, tra l\u2019Appenzello e la Baviera, tra Astano e l\u2019Europa, tra un immaginario e l\u2019altro\u201d, spiega il co-curatore della mostra, Gianmarco Talamona.<\/p>\n<p>\u201cIl progetto rientra tra le iniziative del MASI volte a riscoprire gli archivi d\u2019artista, con una particolare attenzione alla fotografia storica e al patrimonio regionale, che riveste un\u2019importanza fondamentale per il territorio e per la memoria collettiva di una comunit\u00e0, tra passato e presente\u201d sottolinea Ludovica Introini, <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/03\/07.-Eugenio-Schmidhuaser-scaled-e1741990869667.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-36310\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/03\/07.-Eugenio-Schmidhuaser-scaled-e1741990869667.jpg\" alt=\"\" width=\"386\" height=\"275\" \/><\/a>co-curatrice della mostra.<\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><strong>La costruzione di un immaginario turistico. <\/strong>Vedute di borghi e villaggi incontaminati, abitati da persone autentiche, che conducono una vita<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/03\/09.-Eugenio-Schmidhuaser-scaled-e1741990903686.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\" wp-image-36311 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/03\/09.-Eugenio-Schmidhuaser-scaled-e1741990903686.jpg\" alt=\"\" width=\"420\" height=\"300\" \/><\/a> piacevole in un clima mite: questa l\u2019immagine del Ticino che le fotografie turistiche di Eugenio Schmidhauser volevano veicolare. Pubblicate nel 1906 come serie di cartoline e illustrazioni alla raccolta di poesie sulle figure tipiche del Ticino, intitolata, non a caso, <em>Fr\u00f6hliches Volk im Tessin<\/em>, esse ebbero notevole diffusione e contribuirono in maniera decisiva a far conoscere la regione ticinese oltre-Gottardo. Dall\u2019arrotino al gerlaio, dallo zoccolaio al seggiolaio, le immagini in mostra tratte dalla serie dei <em>petits-m\u00e9tiers<\/em> si presentano come un piccolo catalogo di mestieri tradizionali di un mondo che fu.<\/p>\n<p>Oltre ad un\u2019alta qualit\u00e0 tecnica, da questi scatti nitidi, perfetti, emerge la spiccata capacit\u00e0 registica di Schmidhauser nel ritrarre scene in cui autenticit\u00e0 e artificio si mescolano, talvolta con forti accenni caricaturali. \u201cOggi non si pretende pi\u00f9 da questa iconografia la divulgazione di un\u2019immagine autentica del Ticino rurale del primo Novecento. Da scene folcloristiche artefatte, queste fotografie sono diventate documenti che illustrano il lavoro di costruzione di un immaginario <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/03\/06.-Eugenio-Schmidhuaser-scaled-e1741990962632.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-36312\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/03\/06.-Eugenio-Schmidhuaser-scaled-e1741990962632.jpg\" alt=\"\" width=\"421\" height=\"303\" \/><\/a>turistico che in passato \u00e8 stato troppo severamente qualificato come sottocultura turistica\u201d spiega Damiano Robbiani nel suo saggio nel volume che accompagna la mostra.<\/p>\n<p>I lavori erano commissionati a Schmidhauser da Rudolf Fastenrath, personaggio eccentrico e facoltoso imprenditore tedesco attivo in ambito medico, turistico e culturale \u2013 una figura che eserciter\u00e0 sul fotografo una duratura influenza. Anche le fotografie che Schmidhauser realizza negli stessi anni<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/03\/05.-Eugenio-Schmidhuaser-e1741990993191.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"size-full wp-image-36313 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/03\/05.-Eugenio-Schmidhuaser-e1741990993191.jpg\" alt=\"\" width=\"362\" height=\"365\" \/><\/a> nell\u2019Appenzello nascono sotto l\u2019ala di Fastenrath e fanno parte dello stesso disegno di costruzione di un immaginario turistico ben preciso: paesaggi idilliaci con mucche al pascolo, coppie in costume tradizionale e gruppi di Jodler restituiscono, in mostra, l\u2019idea di un Appenzello bucolico, laborioso e patriottico in cui si riflette un Ticino altrettanto bucolico, ma pi\u00f9 spensierato e scanzonato.<\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><strong>Schmidhauser sconosciuto: le fotografie artistiche. <\/strong>Stessa abilit\u00e0 tecnica ma altri canoni estetici caratterizzano, invece, le fotografie artistiche di Eugenio Schmidhauser, legate a doppio filo con i suoi studi al prestigioso Lehr- und Versuchanstalt f\u00fcr Photographie di Monaco di Baviera (1901-1903). In questo nucleo di stampe vintage si <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/03\/04.-Eugenio-Schmidhuaser-scaled-e1741991033708.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-36314\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/03\/04.-Eugenio-Schmidhuaser-scaled-e1741991033708.jpg\" alt=\"\" width=\"311\" height=\"432\" \/><\/a>trovano diversi ritratti in studio, da cui emerge una particolare sensibilit\u00e0 nell\u2019utilizzo della luce, che scolpisce con efficacia ed eleganza i lineamenti delle persone ritratte. Tinte forti e un\u2019atmosfera cupa, di solitaria drammaticit\u00e0, percorrono invece i paesaggi realizzati sul Lago di Garda intorno al 1903, che si collocano nel solco del pittoricismo romantico e simbolista con cui Schmidhauser era probabilmente entrato in contatto durante gli studi a Monaco. Alcune di queste fotografie colpiscono anche per il grande formato di stampa, che il fotografo riusciva a realizzare grazie ai sofisticati mezzi tecnici di cui disponeva, tra cui uno speciale ingranditore su binari. Diversi scatti da questa serie hanno vinto riconoscimenti in prestigiose rassegne internazionali a cui Schmidhauser partecip\u00f2 tra il 1903 e il 1914. Tra questi si segnala <em>Tra olivi e cipressi<\/em> a cui viene assegnata la medaglia d\u2019oro a Dresda nel 1909, mentre a Roma, al Concorso internazionale di fotografia artistica i <em>Cipressi sul Lago di Garda<\/em> vengono premiati<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/03\/03.-Eugenio-Schmidhuaser-scaled-e1741991083961.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\" wp-image-36315 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/03\/03.-Eugenio-Schmidhuaser-scaled-e1741991083961.jpg\" alt=\"\" width=\"405\" height=\"294\" \/><\/a> con una medaglia di bronzo.<\/p>\n<p>All\u2019Esposizione nazionale di Berna del 1914 Schmidhauser espone anche una cartella con immagini del servizio postale nel Ticino rurale. Da Quinto a Madrano, da Astano a Sonogno fino ai ritratti del postino in servizio con l\u2019asino tra Cerentino e Bosco Gurin, in mostra al MASI ritroviamo diversi esempi da questa serie. Sono documenti preziosi, che dimostrano la capillarit\u00e0 del servizio postale nel Cantone Ticino e che hanno avuto, negli anni, una notevole diffusione.<\/p>\n<p>L\u2019attivit\u00e0 fotografica di Schmidhauser comincia a diminuire dopo il 1910, a causa degli impegni legati alla conduzione della Pensione della Posta di Astano e alla progressiva integrazione nella vita associativa e politica del paese. Ci\u00f2 nonostante, il suo obiettivo continua a posarsi sul suo villaggio d\u2019adozione, Astano, e sui suoi abitanti, come testimoniano diverse fotografie esposte al MASI: il gruppo di carnevale, la fienagione, la festa di piantagione al monte Rogorio e naturalmente gli ospiti della sua pensione, che fungeva anche da sala di posa.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/03\/02.-Eugenio-Schmidhuaser-scaled-e1741991147509.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-36316\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/03\/02.-Eugenio-Schmidhuaser-scaled-e1741991147509.jpg\" alt=\"\" width=\"377\" height=\"269\" \/><\/a>\u201cPiuttosto breve, la stagione fotografica di Schmidhauser fu tuttavia straordinariamente intensa e articolata, capace di coniugare l\u2019espressione artistica e la promozione del turismo secondo modalit\u00e0 decisamente innovative, con l\u2019appoggio di una tecnica che forse nel Ticino del tempo nessun altro possedeva\u201d,<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/03\/01.-Eugenio-Schmidhuaser-scaled-e1741991184917.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\" wp-image-36317 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/03\/01.-Eugenio-Schmidhuaser-scaled-e1741991184917.jpg\" alt=\"\" width=\"588\" height=\"416\" \/><\/a> conclude Gianmarco Talamona. <strong>In occasione della mostra\u00a0 pubblicato il volume Eugenio Schmidhauser <\/strong>con saggi di Gianmarco Talamona, Damiano Robbiani e Stefano Spinelli, edito dall\u2019 Archivio di Stato del Cantone Ticino.<\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong>Eventi collaterali dedicati alla mostra<\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong>MASI al cinema<\/p>\n<p>mercoled\u00ec 9 aprile, ore 18:00, cinema Iride, Lugano<\/p>\n<p>Proiezione gratuita con introduzione<\/p>\n<p><strong><em>Anche stanotte le mucche danzeranno sul tetto <\/em><\/strong><\/p>\n<p>Svizzera \u00b7 2020 \u00b7 82\u2019 \u00b7 o.v. italiano e svizzero tedesco, con sottotitoli in italiano. Regia: Aldo Gugolz<\/p>\n<p><strong>Schmidhauser e Donetta a confronto<\/strong><\/p>\n<p>Conversazione tra Gianmarco Talamona e Antonio Mariotti, marted\u00ec 6 maggio, ore 18:00, presso la sede LAC<\/p>\n<p>Il compito degli ospiti Antonio Mariotti e Gianmarco Talamona sar\u00e0 quello di illustrare le similitudini e le differenze che esistono tra i due fotografi, in un vivace scambio di racconti e immagini moderato da Sandra Sain.<\/p>\n<p><strong>\u00a0Carlo Franza <\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Il MASI Lugano presenta la prima mostra dedicata da un&#8217;istituzione museale al fotografo Eugenio Schmidhauser (Seon, 1876 &#8211; Astano, 1952). Attraverso una selezione di circa 90 fotografie tra vintage e nuove stampe da negativi originali su lastra di vetro, il percorso a Palazzo Reali offre l\u2019occasione di riscoprire un fotografo considerato da sempre uno dei padri dell\u2019immaginario turistico ticinese. 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