{"id":36354,"date":"2025-03-18T20:31:20","date_gmt":"2025-03-18T20:31:20","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/?p=36354"},"modified":"2025-03-18T20:31:20","modified_gmt":"2025-03-18T20:31:20","slug":"destra-sinistra-e-viceversa-il-libro-di-a-caporale-e-s-merlo-una-sferzata-alla-politica-italiana","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2025\/03\/18\/destra-sinistra-e-viceversa-il-libro-di-a-caporale-e-s-merlo-una-sferzata-alla-politica-italiana\/","title":{"rendered":"\u201cDestra, sinistra e viceversa\u201d. Il libro di A. Caporale e S. Merlo, una sferzata alla politica italiana"},"content":{"rendered":"<p><strong><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/03\/1712815925132.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-36355\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/03\/1712815925132.jpg\" alt=\"\" width=\"564\" height=\"817\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/03\/1712815925132.jpg 536w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/03\/1712815925132-207x300.jpg 207w\" sizes=\"(max-width: 564px) 100vw, 564px\" \/><\/a>\u201cDestra, sinistra e viceversa\u201d<\/strong> \u00e8 il libro di <strong>Antonello Caporale<\/strong>\u00a0e\u00a0<strong>Salvatore Merlo (ppg. 224, Marsilio, 2024)<\/strong>,\u00a0che mostra\u00a0\u00a0 e indica errori, prospettive, vizi e virt\u00f9 della politica italiana.\u00a0 Destra e sinistra ormai pari sono? O restano due visioni alternative del mondo? E quali battaglie ciascuna dovrebbe portare avanti per il bene dell&#8217;Italia? Due elettori italiani, Caporale e Merlo, riluttanti e apolidi dialogano l&#8217;uno con la destra e l&#8217;altro con la sinistra, spronandole a mettere a frutto quelle che individuano come occasioni. Salvatore Merlo vede nella prova di governo l&#8217;opportunit\u00e0 per sviluppare in Italia una destra conservatrice moderna, mai esistita prima. Antonello Caporale invoca un campo progressista capace, proprio perch\u00e9 all&#8217;opposizione, di recuperare il rapporto con le persone, per cambiare passo e svoltare finalmente a sinistra. Adottando una \u201cprospettiva rovesciata\u201d &#8211; letteralmente &#8211; su problemi e punti di forza del Paese, invitano ad abbandonare i fantasmi del passato, indicano programmi da attuare e bisogni urgenti a cui rispondere. Il risultato \u00e8 un incalzante canto-controcanto in cui si mescolano passione e moderazione, pragmatismo e ideali, critiche e proposte, nella convinzione che \u201cogni democrazia avrebbe bisogno di una sinistra progressista, riformista, anche radicale nelle scelte, e di una destra liberale e aperta al mondo, rigorosa nei suoi riferimenti costituzionali\u201d. Forse \u00e8 troppo, ma questo \u00e8. <strong>Antonello Caporale, giornalista de\u00a0<em>il<\/em>\u00a0<em>Fatto Quotidiano<\/em>, auspicherebbe un campo progressista capace, in quanto all\u2019opposizione, di recuperare il rapporto con le persone, \u201cLe battaglie sono popolari quando sono avvertite come necessarie da una parte rilevante della societ\u00e0\u201d. Merlo, giornalista de\u00a0<em>Il Foglio<\/em>, vede nell\u2019attuale governo la possibilit\u00e0 di veder sviluppare in Italia una destra moderna, \u201cChe non sia vittima del proprio passato, n\u00e9 destinata a perpetuare gli schemi berlusconiani\u201d.<\/strong> \u00a0Meraviglia non poco che Caporale ben sottolinea che ormai da tempo la sinistra non si occupa pi\u00f9 degli ultimi, vale a dire degli operai, dei disoccupati e di quella parte di societ\u00e0 abbandonata dai pi\u00f9, non mostrando ancora nessuna intenzione di portare loro una politica di accortezza; e scrive: \u201cLa sinistra ha perduto persino il sorriso, la voglia e il piacere. Tra meno di trent\u2019anni, il paese perder\u00e0 circa quattro milioni e mezzo di residenti: la sinistra sta affrontando questa sfida? No. N\u00e9 si occupa delle crisi sistemiche, affitti elevati, tagli al welfare, carenza di asili, investimenti insufficienti nelle scuole\u201d, e ancora puntando sull\u2019oggi osserva che \u201cla sinistra \u00e8 senza popolo, ma allo stesso tempo non ingaggia le battaglie che avrebbero potuto farla avvicinare alla sua gente che oggi neanche la riconosce pi\u00f9\u201d. Sembrerebbe che la sinistra sia fuori strada, con parole, parole, parole, e aggiungo il nulla. Sarebbe ora che la sinistra riprendesse la strada abbandonata, vale a dire rispondere seriamente alla richiesta di cambiamento e ridare fiducia a coloro che l\u2019hanno persa. <strong>Scrive Caporale: \u201cLa mia parte politica dovrebbe spiegarci bene cos\u2019\u00e8 il progressismo e riprendere il filo da dove lo avevamo lasciato. Abbandonare la televisione, tornare in campagna, nelle citt\u00e0 e nei paesi. Imboccare convintamente la strada dell\u2019opposizione, raccogliere le domande che non interessano pi\u00f9, affrontare i problemi che restano insoluti, le questioni irrisolte. Tentare di stare veramente accanto agli ultimi, promuovere il merito, dare ascolto ai talenti, dare riscontro alle necessit\u00e0. Invertire il sistema, capovolgere la piramide, trovare il coraggio di impoverirsi. E tornare a ripetere, come ai vecchi tempi: siamo tutti uguali\u201d. Salvatore Merlo nella seconda parte del volume disserta<\/strong> partendo dal \u201c<em>Manifesto dei conservatori\u201d<\/em>, incorniciando le parole di <strong>Giuseppe Prezzolini<\/strong>: \u201cprima di tutto il vero conservatore si guarder\u00e0 bene dal confondersi con i reazionari, i retrogradi, i tradizionalisti, i nostalgici; perch\u00e9 il vero conservatore intende \u201ccontinuare mantenendo\u201d, e non tornare indietro e rifare esperienze fallite\u201d. \u00a0E se in tempi ormai lontani Berlusconi sdogan\u00f2 il nome di Gianfranco Fini che naufrag\u00f2 ben presto, oggi <strong>Giorgia Meloni<\/strong>\u00a0sta provando a dare all\u2019Italia un volto novello, sviluppando in Italia una destra conservatrice moderna. Il conservatorismo di Fini fu divorato dal Berlusconismo, ora la Meloni ha un fronte per costruire un partito conservatore moderno. <strong>\u201cEssere o stare a destra non significa fare la voce grossa, tifare per la detenzione dei neri, spararla grossa dalla mattina alla sera, evocare speronamenti e chiusure di porti, odiare gli islamici e mettere socialmente al bando stranieri e immigrati\u201d. E\u2019 pesante fare politica in materia di immigrazione. \u201cLa democrazia ha il compito di preservare la libert\u00e0 di ciascun individuo, ma non si pu\u00f2 chiederle di sacrificare se stessa [\u2026] La risposta non pu\u00f2 essere nemmeno quella del populismo spacciato per destra, che si limita a giocare sulla paura e a invocare un\u2019impossibile chiusura delle frontiere o, peggio, espulsioni di massa\u201d. <\/strong>In\u00a0<strong>medio stat virtus<\/strong>\u00a0(o anche in medio virtus stat) \u00e8 una locuzione latina, il cui significato letterale in italiano \u00e8: \u201cla virt\u00f9 sta nel mezzo\u201d. La locuzione invita a ricercare l&#8217;equilibrio, che si pone sempre tra due estremi, pertanto al di fuori di ogni esagerazione.<strong> Il conservatorismo in senso strettamente filosofico, scrive Merlo, \u201csi gioca soprattutto sul tema dell\u2019umana libert\u00e0 e dei suoi limiti, mentre in senso politico significa soprattutto realismo, da non confondere con il cinismo\u201d.<\/strong><\/p>\n<p>E ancora, \u201clo scopo della politica, per un conservatore, non \u00e8 il conseguimento della perfezione, bens\u00ec la minimizzazione del male possibile [\u2026]. Il conservatore borghese non pensa che esista una palingenesi sociale che consiste nella repressione dell\u2019individuo; al contrario, crede che il mondo sia sempre da cambiare, da migliorare: non si contenta mai, non si rassegna\u201d. <strong>Oggi a guardarsi bene intorno l\u2019Italia mostra una scarsa competitivit\u00e0 e una produttivit\u00e0 stagnante, e sapete perch\u00e9? Principalmente per il peso eccessivo della PA e delle leggi autoimposte che frenano tutto. Il sistema burocratico italiano, con i suoi 3,3 milioni di addetti, rappresenta la met\u00e0 del PIL lordo.<\/strong> \u201cLa destra dovrebbe sapersi opporre al populismo giudiziario dal sapore sudamericano, e non pu\u00f2 certo rifugiarsi nell\u2019idea sbagliata [\u2026] che il carcere sia lo strumento principale di repressione e di prevenzione dei reati\u201d. Il carcere non \u00e8 la soluzione ottimale \u201cperch\u00e9 capace solo di peggiorare la tenuta morale del soggetto recluso. Per una destra che voglia legarsi al paradigma della libert\u00e0, intesa come assunzione di responsabilit\u00e0 [\u2026], la galera e il profluvio di leggi e di inutili (e non rispettati) divieti non fanno che produrre una spirale viziosa di insicurezza\u201d;\u00a0\u00a0 e ancora, \u201cil mondo culturale antiprogressista \u00e8 assai ampio: dal conservatorismo rivoluzionario, passando per il misticismo estetizzante para-fascista, per il libertarismo e il liberalismo [\u2026], attraversa le posizioni reazionarie, per arrivare infine al conservatorismo tout court e poi abbattersi come un maglio sulla testa della vulgata progressista [\u2026]. Il patrimonio intellettuale della destra esiste [\u2026]. Solo che spesso si guarda bene dal definirsi tale. In parte per scampare alla dittatura culturale della sinistra\u201d.<\/p>\n<p><strong>Libro denso, pieno di esternazioni e di idee, di rapporti, di illuminazioni, di confronti, di proposte, di affondi tra passato e presente, che raccomando ai pi\u00f9 di leggere. Finalmente, finalmente un libro serio, che ci parla di destra e di sinistra.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Carlo Franza <\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>\u201cDestra, sinistra e viceversa\u201d \u00e8 il libro di Antonello Caporale\u00a0e\u00a0Salvatore Merlo (ppg. 224, Marsilio, 2024),\u00a0che mostra\u00a0\u00a0 e indica errori, prospettive, vizi e virt\u00f9 della politica italiana.\u00a0 Destra e sinistra ormai pari sono? O restano due visioni alternative del mondo? E quali battaglie ciascuna dovrebbe portare avanti per il bene dell&#8217;Italia? 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