{"id":36394,"date":"2025-03-21T20:26:20","date_gmt":"2025-03-21T20:26:20","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/?p=36394"},"modified":"2025-03-21T20:26:20","modified_gmt":"2025-03-21T20:26:20","slug":"marisa-settembrini-e-i-suoi-racconti-del-quotidiano-alla-fondazione-atm-di-milano-radici-storia-occidente-cultura-e-attualita-ne-legano-il-percorso-artistico","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2025\/03\/21\/marisa-settembrini-e-i-suoi-racconti-del-quotidiano-alla-fondazione-atm-di-milano-radici-storia-occidente-cultura-e-attualita-ne-legano-il-percorso-artistico\/","title":{"rendered":"Marisa Settembrini e i suoi racconti del quotidiano alla Fondazione ATM di Milano.  Radici, storia, occidente, cultura   e attualit\u00e0 ne legano il percorso artistico"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/03\/IMG_3235.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-36395\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/03\/IMG_3235.jpg\" alt=\"\" width=\"560\" height=\"420\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/03\/IMG_3235.jpg 820w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/03\/IMG_3235-300x225.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/03\/IMG_3235-768x576.jpg 768w\" sizes=\"(max-width: 560px) 100vw, 560px\" \/><\/a>La mostra dal titolo <strong>\u201cRacconti del quotidiano\u201d<\/strong> dell\u2019artista <strong>MARISA SETTEMBRINI<\/strong> rientra in un progetto artistico internazionale, \u201c<strong>NUOVO ATLANTE DELLE ARTI<\/strong>\u201d per la FONDAZIONE ATM di MILANO, istituzione attestata<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/03\/Invito-SETTEMBRINI-Front-Fondazione-ATM.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\" wp-image-36396 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/03\/Invito-SETTEMBRINI-Front-Fondazione-ATM.jpg\" alt=\"\" width=\"429\" height=\"790\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/03\/Invito-SETTEMBRINI-Front-Fondazione-ATM.jpg 659w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/03\/Invito-SETTEMBRINI-Front-Fondazione-ATM-163x300.jpg 163w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/03\/Invito-SETTEMBRINI-Front-Fondazione-ATM-556x1024.jpg 556w\" sizes=\"(max-width: 429px) 100vw, 429px\" \/><\/a> internazionalmente, che focalizza l\u2019attenzione su talune figure in progress della nuova stagione artistica europea.\u00a0 L\u2019esposizione curata dal Prof. Carlo Franza, illustre Storico dell\u2019Arte di piano internazionale, che firma anche il testo, riunisce un certo numero di opere, capaci di campionare il percorso singolare di questa illustre artista italiana. <strong>All\u2019inaugurazione i saluti del Presidente e una prolusione del Prof. Carlo Franza, curatore della mostra, unitamente alla partecipazione di intellettuali italiani e stranieri e di numerosi collezionisti<\/strong>.<\/p>\n<p><strong>L\u2019arte di Marisa Settembrini persegue la ricerca di un ideale millenario che la nostra civilt\u00e0 ha sempre considerato una delle sue espressioni pi\u00f9 alte, la bellezza tradotta da una certa concezione del corpo umano. Da Fidia e Prassitele a Rodin, passando da Michelangelo e Canova, eppoi verso taluni contemporanei come Mimmo Rotella e Jacques Villegl\u00e8, la sua pittura esprime, tramite la perfezione dell\u2019architettura umana, la presenza del mistero. Le sue opere si snodano\u00a0\u00a0 attorno alla riconquista di una forma di bellezza considerata desueta da quei modernisti. Fin dai suoi esordi, negli anni Settanta, il lavoro della Settembrini si \u00e8 mosso ai margini di correnti dominanti quale l\u2019arte concettuale, l\u2019arte minimalista o i diversi approcci dell\u2019arte astratta. Ella pu\u00f2 <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/03\/SETTEMBRINI-X-INVITO.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-36397\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/03\/SETTEMBRINI-X-INVITO.jpg\" alt=\"\" width=\"368\" height=\"426\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/03\/SETTEMBRINI-X-INVITO.jpg 368w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/03\/SETTEMBRINI-X-INVITO-259x300.jpg 259w\" sizes=\"(max-width: 368px) 100vw, 368px\" \/><\/a>essere associata da una parte ai Nouveaux realistes per una affinit\u00e0 stilistica o generazionale per via degli strappi cartacei, i decollages, dall\u2019altra alla Poesia Visiva o meglio alla Poesia Visuale.<\/strong> Poi quando negli anni Ottanta abbiamo assistito a un ritorno alla figurazione, alla rivalorizzazione del passato e della mitologia, scopriamo che la sua opera sfugge a precise tendenze e, per contrasto, rivela tutta la sua specificit\u00e0. A prima vista l\u2019opera sorprende per il suo sviluppo organico, per la sua apparente immobilit\u00e0, per la sua costante epurazione, seminando nuove basi, aprendo nuove piste. Ecco spingere l\u2019arbitrariet\u00e0 del segno al punto di dissoluzione segnalato da Jameson, e cio\u00e8 al punto in cui i significanti, lettere, numeri e cos\u00ec via, sono diventati letterali \u201cliberati dal fardello dei loro significati\u201d.\u00a0 La Settembrini attinge dal mondo classico e dal mondo contemporaneo i valori che insuffla nelle sue creazioni. <strong>La serie di \u201cmitografie\u201d (vedi Divus e Diva) e di \u201cliturgie romane\u201d hanno un\u2019efficacia barocca, caratteristica questa ancora presente nelle recenti espressioni figurative.\u00a0 Le immagini vivono un\u2019autentica valenza, una sublimazione creativa che ostenta la storia, la cronaca, l\u2019arte, l\u2019estetica, la narrazione del grande o piccolo frammento; la citazione iconica della\u00a0\u00a0 grande immagine\u00a0\u00a0 \u00e8 costruita in un fotomontaggio che fa leggere sia la lingua figurale che l\u2019impianto verbale che incornicia, solleva, innalza, pone, illumina il senso\u00a0 della visione, ipernova, perch\u00e8 si porta oltre la bellezza artificiosa.\u00a0 Anche le altre immagini -ridotte- catturate dai media, e dal cartaceo, o fotografate dalla originaria culla urbana (vedi le \u201cliturgie romane\u201d) sono dilatate, oltre lo slabbramento dei margini in un paradiso di forme che<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/03\/20231020_163312.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\" wp-image-36398 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/03\/20231020_163312.jpg\" alt=\"\" width=\"478\" height=\"379\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/03\/20231020_163312.jpg 602w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/03\/20231020_163312-300x238.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 478px) 100vw, 478px\" \/><\/a> vivono un happening della memoria.<\/strong> La figura umana, o meglio quelle parti di volto e di sguardo, strappate, ritagliate, vere finestre visive, ne escono altamente valorizzate poich\u00e9 portano in s\u00e9 l\u2019impronta dello sforzo per superarsi. Il suo sguardo, rispetto al passato, non \u00e8 nostalgico, bens\u00ec basato sulla scommessa di insufflare l\u2019ideale di bellezza nell\u2019ambiente quotidiano. La sua ricerca interroga l\u2019atteggiamento modernista, il nostro rapporto con le fonti della nostra civilt\u00e0, il ponte che ci ricollega con il fondo comune dell\u2019identit\u00e0 occidentale. La Settembrini pone in scena una teoria estetica ed etica del volto, ben ricordando le riflessioni di Emmanuel L\u00e9vinas. Di fronte al volto altrui l\u2019io comprende l\u2019alterit\u00e0 e la trascendenza dell\u2019altra persona, in quanto dietro a quel volto si <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/03\/Marisa-Settembrini-Dedicato-a-Kafka-Tecnica-mista-su-tela-cm.130x150-2024.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-36399\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/03\/Marisa-Settembrini-Dedicato-a-Kafka-Tecnica-mista-su-tela-cm.130x150-2024.jpg\" alt=\"\" width=\"208\" height=\"238\" \/><\/a>nasconde la vita intera di un essere umano che ha provato sensazioni, emozioni, che possiede ricordi e aspettative e sogni verso il futuro. E\u2019 acclarato che il volto dimostra la sua grande evocativit\u00e0 filosofica e vedremo anche artistico-letteraria soprattutto perch\u00e9 si tratta della parte del nostro corpo pi\u00f9 personale e pi\u00f9 differente da individuo ad individuo.\u00a0 Esso viene scelto quale mediatore tra l\u2019anima e il corpo. Nel volto non vi sono tracce del nostro vissuto, ma idealmente il volto \u00e8 colui che ci fa comprendere i valori del rispetto di un\u2019individualit\u00e0 differente dalla nostra. Tutto appartiene a una partizione delle voci \u201cvolto\u201d e \u201csguardo\u201d, voci, termini che rimandano a quanto diceva G.A. Becquer: <strong><em>\u201cL\u2019anima pu\u00f2 parlare con gli occhi e baciare con lo sguardo\u201d<\/em>. <\/strong>Il ruolo esistenziale del volto, la magia di esso, assume del tutto una dimensione che coinvolge il valore del ricordo che \u00e8 stato caro a Marcel Proust come al poeta italiano Eugenio Montale del \u201c<em>Non recidere forbice quel volto\u201d<\/em>; il volto della donna amata, Clizia, una sorta di donna angelo venuta in terra per fornire un segno di una possibile donazione di senso al mondo. Cos\u00ec avvicinarsi al passato non pu\u00f2 essere che un atto mutilato e frammentario. Queste piccole \u201cfinestre\u201d che ricreano la superficie dell\u2019opera sono decorazioni o forse i frammenti di un\u2019altra opera? Ogni frammento rimanda a un\u2019opera che ci sfugge nella sua totalit\u00e0 ma la cui probabile esistenza ci viene indicata dall\u2019immaginario. In questo modo ogni frammento evoca altro e cos\u00ec via, all\u2019infinito. L\u2019uso della frammentazione e del collage \u00e8 una pratica moderna, porta ad assemblaggi insoliti. Il gusto di fabbricare storie ci ricorda i romantici e la loro passione per le rovine, per le tracce delle intemperie e i segni del tempo trascorso. Ancora una volta ci\u00f2 che \u00e8 in ballo \u00e8 il nostro rapporto sempre mutilato con il passato e la sua abilit\u00e0 di artefice. Il frammento rivela la mano e l\u2019abilit\u00e0 dell\u2019artista, non il talento aleatorio del tempo. \u201cCon modernit\u00e0 intendo l\u2019effimero, il fugace e il contingente\u201d scriveva Charles Baudelaire nel 1863, \u201cla met\u00e0 dell\u2019arte di cui l\u2019altra met\u00e0 \u00e8 l\u2019eterno e l\u2019immutabile\u201d.<\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><strong>Marisa Settembrini <\/strong>\u00e8 nata nel 1955.\u00a0 Vive a Milano dal 1980. Dopo aver frequentato l\u2019Accademia di Brera e la Kunst Akademie di Monaco di Baviera, allieva di Gunther Forg,\u00a0 \u00e8 stata Titolare della Cattedra di Pittura al Liceo di Brera. La sua attivit\u00e0 parte dal 1976 con l\u2019invito alla mostra \u201cLa nuova figurazione italiana\u201d al Palazzo dei Congressi di Roma, per conto della Quadriennale Romana. Numerose le mostre personali in Italia (Roma, Firenze, Venezia, Alcamo, Lecce, Todi, Milano, Erice, San Vito Lo Capo, Pavia, Brescia, Sondrio, Loreto, Teglio, Mantova, Recanati, Matera, Genova, Napoli, ecc.) e all\u2019estero (New York, Monaco di Baviera, Berlino, Dusseldorf, Praga, Londra, Parigi, ecc.), e le partecipazioni a importanti rassegne. Presente in vari Musei stranieri e italiani. Ha vinto il Premio Lyceum per la grafica nel 1984, per la pittura nel 1994 il Premio Cortina, nel 1995 il Premio Saint Vincent, nel 1996 il Premio Bormio e il Premio Milano, il Premio Turris Magna- Citt\u00e0 di Tricase, il Premio delle Arti- Premio della Cultura nel 2000 e nel 2003, il Premium International Florence Seven Stars-Grand Prix Absolute nel 2017, nel 2018 il Premio Artecom per la Cultura a Roma alla Biblioteca Vallicelliana e insignita dell\u2019onorificenza di Ambasciatrice dell\u2019Arte a Firenze. Nel<strong> 2011 viene invitata a partecipare alla 54ma Edizione della Biennale di Venezia<\/strong>. <strong>Nel 2019, promossa dalla Regione Marche-Assessorato alla Cultura e dal Comune di Recanati-Assessorato alla Cultura tiene una personale dedicata al poeta Leopardi per la ricorrenza dei 200 anni dell\u2019Infinito<\/strong>; e poi a Matera capitale della Cultura 2019. <strong>Nel 2021 tiene una personale a Roma per il Ventennale della Collezione Farnesina, promossa dal Circolo Esteri del Ministero degli Esteri.<\/strong> <strong>Nel 2022 \u00e8 invitata in un Progetto\/Biennale di Venezia 2022 dal titolo \u201cMonumentalmente\u201d.<\/strong> Della sua arte hanno scritto critici e scrittori italiani e stranieri, da Giulio Carlo Argan a Luigi Carluccio, da Antonio Del Guercio a Enzo Fabiani, da Ferguson a Carlo Franza, da Virgilio Guzzi a Domenico Montalto, da Elisabetta Muritti a Nello Ponente, da Franco Russoli a Roberto Sanesi, da Walter Schonenberg a Marco Valsecchi, e ancora Fulvio Papi.<\/p>\n<p><strong>Carlo Franza <\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>La mostra dal titolo \u201cRacconti del quotidiano\u201d dell\u2019artista MARISA SETTEMBRINI rientra in un progetto artistico internazionale, \u201cNUOVO ATLANTE DELLE ARTI\u201d per la FONDAZIONE ATM di MILANO, istituzione attestata internazionalmente, che focalizza l\u2019attenzione su talune figure in progress della nuova stagione artistica europea.\u00a0 L\u2019esposizione curata dal Prof. Carlo Franza, illustre Storico dell\u2019Arte di piano internazionale, che firma anche il testo, riunisce un certo numero di opere, capaci di campionare il percorso singolare di questa illustre artista italiana. 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