{"id":36402,"date":"2025-03-22T21:54:20","date_gmt":"2025-03-22T21:54:20","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/?p=36402"},"modified":"2025-03-22T21:54:20","modified_gmt":"2025-03-22T21:54:20","slug":"fratello-sole-sorella-luna-la-natura-nellarte-tra-beato-angelico-e-corot-alla-galleria-nazionale-dellumbria-a-perugia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2025\/03\/22\/fratello-sole-sorella-luna-la-natura-nellarte-tra-beato-angelico-e-corot-alla-galleria-nazionale-dellumbria-a-perugia\/","title":{"rendered":"Fratello Sole, Sorella Luna. La Natura nell\u2019Arte, tra Beato Angelico e Corot, alla Galleria Nazionale dell\u2019Umbria a Perugia"},"content":{"rendered":"<p><strong><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/03\/Z81_4732-1920x1280-1-1024x683-1-e1742679244383.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-36403\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/03\/Z81_4732-1920x1280-1-1024x683-1-e1742679244383.jpg\" alt=\"\" width=\"558\" height=\"373\" \/><\/a>La Galleria Nazionale dell\u2019Umbria a Perugia ospita fino al 15 giugno 2025 la mostra<\/strong>\u00a0\u201c<strong><em>Fratello Sole,\u00a0Sorella Luna. La Natura nell\u2019Arte, tra Beato Angelico e Corot\u201d<\/em><\/strong>, <strong>in occasione dell\u2019ottavo centenario dalla composizione del\u00a0<em>Cantico<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/03\/Z81_4730-1920x1280-1-1024x683-1-e1742679271721.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\" wp-image-36404 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/03\/Z81_4730-1920x1280-1-1024x683-1-e1742679271721.jpg\" alt=\"\" width=\"564\" height=\"377\" \/><\/a> delle Creature<\/em>\u00a0di san Francesco d\u2019Assisi, fra i primi testi poetici in lingua volgare, ma anche prima manifestazione di un rapporto rinnovato con la Natura,<\/strong> alla quale il Santo d\u00e0 del \u201ctu\u201d per la prima volta, in un ideale ecologico, nel senso etimologico del termine, che ha avuto un\u2019influenza straordinaria sull\u2019arte, a partire dal XIII secolo. La rassegna, curata da Costantino D\u2019Orazio, direttore dei Musei Nazionali di Perugia \u2013 Direzione regionale Musei nazionali Umbria, da Veruska Picchiarelli e Carla Scagliosi, storiche dell\u2019arte responsabili delle collezioni della Galleria Nazionale dell\u2019Umbria, con il patrocinio della Regione Umbria e del Comune di Perugia, il sostegno del Comitato per le celebrazioni dell\u2019ottavo centenario della morte di san Francesco d\u2019Assisi e il contributo della Fondazione Perugia, presenta\u00a0<strong>oltre ottanta opere, tra dipinti, disegni, incisioni, sculture e volumi a stampa\u00a0<\/strong>di alcuni tra gli artisti pi\u00f9 celebri della storia dell\u2019arte italiana ed europea, quali<strong>\u00a0Pisanello<\/strong>,<strong>\u00a0Stefano da Verona<\/strong>,<strong>\u00a0Paolo<\/strong><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/03\/Z81_4726-1920x1280-1-1024x683-1-e1742679295829.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\" wp-image-36405\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/03\/Z81_4726-1920x1280-1-1024x683-1-e1742679295829.jpg\" alt=\"\" width=\"560\" height=\"374\" \/><\/a><\/p>\n<p><strong>Uccello<\/strong>,<strong>\u00a0Jan van Eyck<\/strong>,<strong>\u00a0Beato Angelico<\/strong>,<strong>\u00a0Piero della Francesca<\/strong>,\u00a0<strong>Antonello da Messina<\/strong>,<strong>\u00a0Leonardo da Vinci<\/strong>,<strong>\u00a0Leon Battista Alberti<\/strong>,<strong>\u00a0Albrecht D\u00fcrer<\/strong>,<strong>\u00a0Lorenzo Lotto<\/strong>,<strong>\u00a0Dosso Dossi, Giambologna<\/strong>,<strong>\u00a0Jan Brueghel il Vecchio<\/strong>,<strong>\u00a0Domenichino, Annibale Carracci<\/strong>,<strong>\u00a0Nicolas Poussin<\/strong>,<strong>\u00a0Salvator Rosa<\/strong>,<strong>\u00a0Giambattista Piranesi<\/strong>,<strong>\u00a0Jean-Baptiste Camille Corot\u00a0<\/strong>e molti altri, i cui capolavori segneranno i momenti di svolta in cui le arti figurative hanno affrontato e rispecchiato nel corso dei secoli il rapporto dell\u2019uomo con la Natura. L\u2019intento \u00e8 quello di dare conto in maniera approfondita e suggestiva d<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/03\/Z81_4656-1920x1280-1-1024x683-1-e1742679339211.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\" wp-image-36406 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/03\/Z81_4656-1920x1280-1-1024x683-1-e1742679339211.jpg\" alt=\"\" width=\"415\" height=\"277\" \/><\/a>elle diverse sfumature con le quali il Creato \u00e8 stato osservato dalla sensibilit\u00e0 umana e reinterpretato nella visione artistica. \u201cCon questa iniziativa \u2013\u00a0<strong>afferma Costantino D\u2019Orazio<\/strong>\u00a0\u2013 la Galleria Nazionale dell\u2019Umbria si conferma museo di livello internazionale, capace di costruire un dialogo con le principali istituzioni museali italiane e straniere. Un \u2018fare rete\u2019 che contribuisce non solo alla valorizzazione delle collezioni, ma che \u00e8 in grado di stimolare studi e ricerche per offrire ai visitatori un\u2019esperienza che sappia parlare a tutti, e dove tutti possono trovare una motivazione per tornare e per consigliarla\u201d.<br \/>\n<strong>I capolavori in mostra. <\/strong>Tra le opere pi\u00f9 significative esposte a Perugia il formidabile\u00a0<em>Giudizio Universale\u00a0<\/em>di\u00a0<strong>Beato Angelico<\/strong>, prestito eccezionale dal Museo di San Marco di Firenze; dalla Galleria dell\u2019Accademia di Firenze l\u2019enigmatica\u00a0<em>Tebaide<\/em>\u00a0di\u00a0<strong>Paolo Uccello<\/strong>, qui anche con la\u00a0<em>Predella con il Miracolo dell\u2019Ostia<\/em>\u00a0<em>profanata<\/em>\u00a0dalla Galleria Nazionale delle Marche di Urbino. Dalle Gallerie dell\u2019Accademia di Venezia \u00a0\u00e8 arrivato il celebre\u00a0<em>San Girolamo<\/em>\u00a0di\u00a0<strong>Piero della Francesca<\/strong>, che dialogher\u00e0 con lo stesso soggetto dipinto circa cinquant\u2019anni dopo da\u00a0<strong>Lorenzo Lotto<\/strong>, proveniente da Castel Sant\u2019Angelo a Roma. La mostra offre anche <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/03\/Z81_4908-1920x1280-1-e1742679382503.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-36407\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/03\/Z81_4908-1920x1280-1-e1742679382503.jpg\" alt=\"\" width=\"556\" height=\"370\" \/><\/a>l\u2019occasione per un inedito accostamento tra la\u00a0<em>Crocifissione<\/em>\u00a0di\u00a0<strong>Antonello da Messina<\/strong>\u00a0\u2013 dal Brukenthal Museum di Sibiu (Romania) \u2013 e la\u00a0<em>Crocifissione<\/em>\u00a0di\u00a0<strong>Jan van Eyck<\/strong>\u00a0della Galleria Franchetti alla Ca\u2019 d\u2019Oro di Venezia. Quattro disegni di\u00a0<strong>Pisanello<\/strong>\u00a0(dal Louvre di Parigi) sono capaci di restituire l\u2019attenzione naturalistica di questo grande interprete del gotico internazionale, pioniere dell\u2019osservazione scientifica da parte degli artisti.<br \/>\nLa\u00a0<em>Madonna del Roseto<\/em>\u00a0di\u00a0<strong>Stefano da Verona<\/strong>, iconica raffigurazione della natura irreale nella sua perfezione, illustra la cultura<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/03\/Z81_4914-1920x1280-1-1024x683-1-e1742679414884.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\" wp-image-36408 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/03\/Z81_4914-1920x1280-1-1024x683-1-e1742679414884.jpg\" alt=\"\" width=\"554\" height=\"370\" \/><\/a> figurativa tardogotica. A breve distanza di tempo, ma ormai in pieno Umanesimo, volumi fondamentali come il\u00a0<em>De Pictura<\/em>\u00a0di\u00a0<strong>Leon Battista Alberti<\/strong>, la<em>\u00a0Summa de arithmetica<\/em>\u00a0di\u00a0<strong>Luca Pacioli<\/strong>\u00a0e il\u00a0<em>De Perspectiva pingendi<\/em>\u00a0di\u00a0<strong>Piero della Francesca\u00a0<\/strong>segnano<strong>\u00a0<\/strong>un\u2019epocale rivoluzione, codificando il sistema prospettico come strumento per la rappresentazione realistica dello spazio. Un focus sar\u00e0 dedicato al\u00a0<em>Codice Atlantico<\/em>\u00a0di\u00a0<strong>Leonardo da Vinci<\/strong>, di cui sono giunti a Perugia due fogli dalla Biblioteca Ambrosiana di Milano per indagare il suo contributo allo studio del volo degli uccelli, sia attraverso l\u2019osservazione della natura sia attraverso la sua ricostruzione in forma di macchina.<br \/>\nCon l\u2019<em>Hypnerotomachia Poliphili<\/em>\u00a0di\u00a0<strong>Francesco Colonna<\/strong>\u00a0sar\u00e0 affrontato il tema del valore simbolico degli elementi naturali, esplorato anche da pittori come\u00a0<strong>Dosso Dossi<\/strong>, con la\u00a0<em>Melissa<\/em>\u00a0dalla Galleria Borghese di Roma,\u00a0<strong>Paris Bordon<\/strong>, con la\u00a0<em>Sacra Famiglia<\/em>\u00a0dal Brukenthal Museum di Sibiu,\u00a0<strong>Federico Barocci<\/strong>, autore di una commovente rappresentazione della\u00a0<em>Stimmate di san Francesco<\/em>, che giunger\u00e0 da Fossombrone, <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/03\/Z81_4839-1920x1280-1-1024x683-1-e1742679443254.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-36409\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/03\/Z81_4839-1920x1280-1-1024x683-1-e1742679443254.jpg\" alt=\"\" width=\"570\" height=\"381\" \/><\/a>e\u00a0<strong>Correggio<\/strong>, di cui sar\u00e0 esposto il\u00a0<em>Ritratto di uomo che legge<\/em>\u00a0del Castello Sforzesco di Milano. Il percorso si immerge quindi nella visione idealizzata della natura attraverso i campioni della pittura classicista e barocca, da\u00a0<strong>Annibale Carracci<\/strong>, con la\u00a0<em>Visione di Sant\u2019Eustachio<\/em>, a\u00a0<strong>Giovanni Lanfranco<\/strong>, con l\u2019<em>Assunzione della Maddalena<\/em>, dal Museo di Capodimonte a Napoli. Il momento focale dell\u2019avvento di un approccio moderno alle scienze naturali, nella classificazione delle specie viventi (anche provenienti dal Nuovo Mondo), sar\u00e0 evidenziato nel passaggio dalle raccolte tipiche delle\u00a0<em>Wunderkammern<\/em>\u00a0alle pubblicazioni di\u00a0<strong>Ulisse Aldrovandi<\/strong>, mentre le scoperte scientifiche e astronomiche di inizio Seicento saranno rappresentate dallo straordinario manoscritto del\u00a0<em>Sidereus Nuncius<\/em>\u00a0di\u00a0<strong>Galileo Galilei<\/strong>\u00a0conservato alla Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze. Ricca \u00e8 la sezione che si immerge nella natura cos\u00ec come appare nei paesaggi tra Seicento e Ottocento: protagonisti saranno autori di enorme importanza nella storia dell\u2019arte,<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/03\/Z81_4787-1920x1280-1-1024x683-1-e1742679465673.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\" wp-image-36410 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/03\/Z81_4787-1920x1280-1-1024x683-1-e1742679465673.jpg\" alt=\"\" width=\"563\" height=\"375\" \/><\/a> quali\u00a0<strong>Nicolas Poussin<\/strong>,\u00a0<strong>William Hamilton<\/strong>,\u00a0<strong>Donato Creti<\/strong>\u00a0\u2013 con due prestiti eccezionali dai Musei Vaticani \u2013\u00a0<strong>Claude Lorrain<\/strong>\u00a0e\u00a0<strong>Giambattista Piranesi<\/strong>, fino alla chiusura della mostra, affidata alla\u00a0<em>Cascata delle Marmore<\/em>, dipinta da\u00a0<strong>Jean-Baptiste Camille Corot<\/strong>.<\/p>\n<p><strong>Le sezioni della mostra<\/strong>. Il percorso si apre con una indagine sulla Natura Madre, la terra generosa, modellata dal lavoro dell\u2019uomo, la cui raffigurazione si muove fin dai pi\u00f9 remoti secoli del Medioevo attraverso i cicli dei mesi e le attivit\u00e0 a essi collegate. Un\u2019ampia sezione\u00a0 dedicata alla rappresentazione del Creato, ossia della Natura intesa come spazio dell\u2019uomo, nella quale si rivela la volont\u00e0 <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/03\/Z81_4777-1920x1280-1-1024x683-1-e1742679497854.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-36411\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/03\/Z81_4777-1920x1280-1-1024x683-1-e1742679497854.jpg\" alt=\"\" width=\"558\" height=\"373\" \/><\/a>divina. Nel passaggio tra il Medioevo e la Modernit\u00e0, il paesaggio e la veduta si affermano come generi autonomi, grazie all\u2019ideazione e alla successiva teorizzazione del metodo della prospettiva lineare a punto di fuga centrale. Oltre che dalle manifestazioni sensibili del Creato, gli artisti si lasciarono sedurre da visioni oniriche e immaginifiche di una natura impossibile, nella sua perfezione o nella sua mostruosit\u00e0. Scenari di meraviglia accompagnano le riproduzioni dell\u2019Eden o del Regno dei Cieli, per esempio nella\u00a0<em>Madonna del Roseto\u00a0<\/em>di Stefano da Verona e nel Paradiso del\u00a0<em>Giudizio Finale<\/em>\u00a0di Beato Angelico.<br \/>\nGli aspetti pi\u00f9 enigmatici della Natura saranno analizzati da un\u2019intera sezione dell\u2019esposizione, volta a indagare il turbamento dell\u2019uomo al cospetto di forze indomabili e soverchianti, nel passaggio dal reverenziale timore verso la furia degli elementi proprio della sensibilit\u00e0 medievale al senso di smarrimento, terrore, tensione verso l\u2019infinito di fronte alla potenza della Natura del XIX secolo, quando si vive l\u2019ultima, intensa stagione della grande pittura di paesaggio. Un approfondimento trasversale si concentra sul mondo animale, il quale, grazie a san Francesco, vede per la prima volta riconosciuta la sua dignit\u00e0 di creatura vivente e senziente. Nella cultura figurativa medievale \u00e8 proprio grazie agli episodi pi\u00f9 celebri della sua vita \u2013 la\u00a0<em>Predica agli uccelli<\/em>, la\u00a0<em>Mansuetudine del Lupo di Gubbio<\/em>\u00a0\u2013 che queste creature smettono di essere attributi iconografici, simboli astratti di vizi o virt\u00f9, o mere comparse strumentali alla narrazione, per divenire protagonisti del racconto.<br \/>\nL\u2019esperienza nella sala immersiva della Galleria Nazionale si concentra sul <em>Cantico della Creature<\/em>, con il quale il pubblico potr\u00e0 confrontarsi per riscoprire il senso di questo capolavoro: una preghiera, ma anche un\u2019ode alla sublime bellezza della Natura, cos\u00ec come appare nelle opere in mostra. L\u2019esposizione \u00e8 accompagnata da un catalogo, edito da\u00a0<strong>Moebius<\/strong>\u00a0con testi dei curatori dell\u2019esposizione e di numerosi studiosi (Costantino D\u2019Orazio, Davide Rondoni, Sofia Menconero e Leonardo Baglioni, Giacomo Calogero, Veruska Picchiarelli, Carla Scagliosi, Lucia Corrain, Giuseppe Cassio), per approfondire e indagare uno dei temi pi\u00f9 affascinanti, ma ancora in parte inedito, della storia delle arti. La mostra si avvale della collaborazione con RAI Umbria, media partner.<\/p>\n<p><strong>Carlo Franza<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>La Galleria Nazionale dell\u2019Umbria a Perugia ospita fino al 15 giugno 2025 la mostra\u00a0\u201cFratello Sole,\u00a0Sorella Luna. La Natura nell\u2019Arte, tra Beato Angelico e Corot\u201d, in occasione dell\u2019ottavo centenario dalla composizione del\u00a0Cantico delle Creature\u00a0di san Francesco d\u2019Assisi, fra i primi testi poetici in lingua volgare, ma anche prima manifestazione di un rapporto rinnovato con la Natura, alla quale il Santo d\u00e0 del \u201ctu\u201d per la prima volta, in un ideale ecologico, nel senso etimologico del termine, che ha avuto un\u2019influenza straordinaria sull\u2019arte, a partire dal XIII secolo. 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