{"id":36420,"date":"2025-03-23T20:50:25","date_gmt":"2025-03-23T20:50:25","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/?p=36420"},"modified":"2025-03-24T08:15:07","modified_gmt":"2025-03-24T08:15:07","slug":"luigi-conconi-e-lartista-del-quadro-del-mese-allo-studio-bolzani-di-milano-fante-di-fiori-spada-due-acqueforti-in-folium-capolavoro-pregevole-di-scuola-scapigliata","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2025\/03\/23\/luigi-conconi-e-lartista-del-quadro-del-mese-allo-studio-bolzani-di-milano-fante-di-fiori-spada-due-acqueforti-in-folium-capolavoro-pregevole-di-scuola-scapigliata\/","title":{"rendered":"Luigi Conconi \u00e8 l\u2019artista del Quadro del Mese allo Studio Bolzani di Milano. \u201cFante di fiori-Spada\u201d Due acqueforti in folium, capolavoro pregevole di Scuola Scapigliata."},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/03\/2025-03-22-12.11.57.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft wp-image-36421\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/03\/2025-03-22-12.11.57.jpg\" alt=\"\" width=\"587\" height=\"783\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/03\/2025-03-22-12.11.57.jpg 960w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/03\/2025-03-22-12.11.57-225x300.jpg 225w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/03\/2025-03-22-12.11.57-768x1024.jpg 768w\" sizes=\"(max-width: 587px) 100vw, 587px\" \/><\/a>La storica galleria STUDIO BOLZANI di Milano con i suoi cento anni e pi\u00f9) di attivit\u00e0 (celebrati nel 2022) e attivissima sul versante dell\u2019arte moderna e contemporanea, ci propone l\u2019iniziativa per il 2025 de \u201cIL QUADRO DEL MESE\u201d. Sicch\u00e8 nelle sue vetrine in Galleria Strasburgo a ridosso di Piazza San Babila troveremo ogni mese un dipinto di eccezionale valore e di un<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/03\/20200925_182022-scaled-e1742762241758.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"size-full wp-image-36424 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/03\/20200925_182022-scaled-e1742762241758.jpg\" alt=\"\" width=\"560\" height=\"237\" \/><\/a> artista di chiara fama. <strong>Per marzo 2025 \u00e8 la volta di un raro e pregevole foglio di grafica di Luigi Conconi (Milano 1852<\/strong><strong> \u2013 Milano 1917<\/strong><strong>), <\/strong>artista di spiccata nomea appartenente alla Scuola Scapigliata milanese, e i Bolzani da sempre si sono interessati di numerosi pittori con dipinti, disegni e grafica di questa scuola regionale che ha conquistato il mondo italiano ed europeo.<\/p>\n<p><strong>L\u2019opera esposta allo Studio Bolzani in questo marzo 2025 ha un doppio titolo \u201cFante di fiori\u201d e \u201cSpada\u201d, in quanto riprodotte sul folium, il primo in alto in verticale, il secondo in basso in orizzontale; il soggetto \u201cspada\u201d \u00e8 da considerarsi nato come possibile idea per il proprio biglietto da visita. Il foglio a mio avviso, nonostante la collega Anna Maria Brizio lo dati 1884 circa, con pi\u00f9 precisione va invece datato non prima del 1885, proprio perch\u00e8 stampato nello Studio di Via San Paolo 10 a Milano, visto che il Conconi qui si stabil\u00ec nel 1885.\u00a0 Ecco i dati precisi. <\/strong><strong>Oggetto <\/strong>stampa; <strong>Autore Conconi, Luigi (incisore); Titolo <\/strong>[Fante di fiori- Spada]; <strong>Datazione<\/strong> 1885; <strong>Materia e tecnica <\/strong>acquaforte, monotipo per ambedue; <strong>Misure foglio carta cm. 62&#215;47<\/strong>(fante di fiori 197x123mm \u2013 spada 55&#215;108 mm); <strong>Note sull&#8217;immagine <\/strong>Esemplare di stato unico. <strong>Notizie storico-critiche <\/strong>Ottima impressione stampata con segno forte e brillante su carta. Grandi margini, ottima conser<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/03\/2025-03-22-12.13.02-e1742762291553.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\" wp-image-36425 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/03\/2025-03-22-12.13.02-e1742762291553.jpg\" alt=\"\" width=\"400\" height=\"534\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/03\/2025-03-22-12.13.02-e1742762291553.jpg 960w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/03\/2025-03-22-12.13.02-e1742762291553-225x300.jpg 225w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/03\/2025-03-22-12.13.02-e1742762291553-768x1024.jpg 768w\" sizes=\"(max-width: 400px) 100vw, 400px\" \/><\/a>vazione. <strong>Bibliografia <\/strong>A. Mezzetti,\u00a0<em>L&#8217;acquaforte lombarda nella seconda met\u00e0 dell&#8217;800<\/em>, Milano 1935; <em>Scheda descrittiva completa in\u00a0<\/em>M. Bianchi, G. Ginex,\u00a0<em>Luigi Conconi incisore<\/em>, catalogo mostra, Federico Morra editore Milano 1994.<em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p><strong>Fra le personalit\u00e0 artistiche del secondo Ottocento spicca anche quella di Luigi Conconi (1852-1917), poliedrico esponente della seconda generazione degli Scapigliati ma anche unico artista che ha tradotto con le tecniche incisorie, in un\u2019epoca in cui queste erano un mezzo espressivo molto poco praticato in Italia,<\/strong> la vaporosit\u00e0 della pennellata e la sfocatura o illimpidezza della forma che caratterizzavano la pittura\u00a0<em>scapigliata. <\/em><strong>Luigi Conconi va ricordato sia per la bravura che per le novit\u00e0 tecniche ed espressive introdotte nell\u2019incisione all\u2019acquaforte, tali da inserirlo a pieno titolo fra i pi\u00f9 importanti incisori italiani.<\/strong><\/p>\n<p>Gran parte della sua produzione di fogli incisi fu regalata da Conconi all\u2019amico scrittore Carlo Pisani Dossi, con il quale condivideva il gusto per il romanzo gotico e per il macabro, oltre che la passione per stranezze e curiosit\u00e0 (animali impagliati, reperti archeologici, mirabilia). Ognuno dei due aveva <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/03\/2025-03-22-12.10.36.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft wp-image-36426\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/03\/2025-03-22-12.10.36.jpg\" alt=\"\" width=\"554\" height=\"337\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/03\/2025-03-22-12.10.36.jpg 894w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/03\/2025-03-22-12.10.36-300x183.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/03\/2025-03-22-12.10.36-768x467.jpg 768w\" sizes=\"(max-width: 554px) 100vw, 554px\" \/><\/a>raccolto e collezionato in una specie di\u00a0<em>wunderkammer<\/em>\u00a0ottocentesca oggetti tra i pi\u00f9 vari e strani, ora \u00a0la collezione di Dossi \u00e8 ancora esistente nella sua dimora nobiliare a Corbetta; di quella di Conconi, invece, raccolta nel suo stravagante studio atelier nel Palazzo Spinola di via San Paolo, possiamo farcene solo un\u2019idea leggendo ancora l\u2019articolo di Martinelli e guardando le foto scattate da Emilio Sommariva nel 1918 (dal sito\u00a0<a href=\"http:\/\/www.lombardiabeniculturali\/\"><strong>http:\/\/www.lombardiabeniculturali<\/strong><\/a>). <em>Cos\u00ec Martinelli :\u201cDal soffitto pendono pipistrelli morti polverosi e secchi; sui muri, sugli stipiti delle porte si disegnano paurose e ghignanti le mummie di gatti e di puzzole disseccate sui tetti; lungo le pareti, su tavoli pelli di lucertola, ramarri, sorci, rane, insieme a teschi funebremente bianchi, civettoni, gufi e negli angoli i pi\u00f9 strani ghiribizzi che mania di collettore abbia potuto accumulare nelle ricerche delle tombe etrusche e negli scavi preistorici \u2026 Un orologio col quadrante dipinto a teschi e coi pesi a foggia di osso di morto e di mummia di pipistrello \u00e8 stato poi riprodotto in una delle sue acqueforti\u201d. <\/em><\/p>\n<p>Conconi coltiv\u00f2 l\u2019attivit\u00e0 incisoria in parallelo con quella pittorica, temi e soggetti cari alla pittura\u00a0<em>scapigliata,<\/em>\u00a0come i ritratti, maschili e femminili, riguardanti la propria ristretta cerchia di amicizie, sono resi secondo modalit\u00e0 che non sono solo descrittive ma rispondono ad un intento emotivo ancora romantico e con una carica psicologica forte, toccante. <strong>Il tocco pittorico viene<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/03\/Conconi-Luigi-_-fotografia-.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\" wp-image-36427 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/03\/Conconi-Luigi-_-fotografia-.jpg\" alt=\"\" width=\"377\" height=\"572\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/03\/Conconi-Luigi-_-fotografia-.jpg 527w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/03\/Conconi-Luigi-_-fotografia--198x300.jpg 198w\" sizes=\"(max-width: 377px) 100vw, 377px\" \/><\/a> tradotto all\u2019acquaforte in segni evanescenti, la morbida sfocatura dei contorni viene resa anche attraverso una particolare inchiostrazione della lastra.<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong>E veniamo alla tecnica grafica. Si tratta di quello che viene tecnicamente chiamato il <em>monotipo:<\/em>\u00a0la lastra \u00e8 incisa in parte all\u2019acquaforte, ma gli effetti sfumati o i chiaro-scuri sono realizzati con l\u2019inchiostro direttamente sulla lastra. Come indica il termine, dal\u00a0<em>monotipo\u00a0<\/em>\u00e8 possibile ottenere solo un esemplare stampato, perch\u00e9 l\u2019inchiostro applicato sulla superficie della lastra viene immediatamente assorbito dal foglio durante la stampa. Per Conconi quindi l\u2019incisione su rame con le morsure era spesso solo una base da completare poi pittoricamente nella fase di inchiostrazione. Come spiega Liliana Menta (in\u00a0<em>Luigi Conconi incisore,\u00a0<\/em>edito da Federico Motta, 1994): <em>\u201cDurante la fase di inchiostrazione<\/em>\u00a0<em>della matrice stendeva l\u2019inchiostro sulla lastra come se l\u2019uno fosse il pigmento e l\u2019altra la tela. Da un certo momento della sua carriera, dal 1878 secondo Luca Beltrami, ha fuso la disciplina pittorica e quella grafica. Perch\u00e9 l\u2019immagine risultasse chiaramente leggibile, era necessario che, per ogni tiratura, i segni incisi sulla lastra fossero completati con l\u2019inchiostrazione a monotipo. Quando i soli strumenti non garantivano l\u2019effetto ricercato, interveniva direttamente con le dita, come rilevano le impronte digitali visibili su alcuni esemplari\u201d. <\/em>La firma su molti dei suoi monotipi \u2013 bella e inconfondibile \u2013 non \u00e8 incisa, bens\u00ec realizzata asportando l\u2019inchiostro fresco. Proprio per l\u2019importanza dell\u2019inchiostrazione, Conconi eseguiva personalmente la stampa dei suoi rami: nello studio di via San Paolo aveva il grande e antico torchio lasciatogli dalla Famiglia Artistica, della quale era stato socio fin dal 1881, quando aveva partecipato attivamente alla\u00a0\u201c<em>Indisposizione Artistica<\/em><em>\u201d, una sorta di <\/em>burlesca e irriverente risposta in prima persona all\u2019ufficialissima\u00a0<em>Esposizione Nazionale Milanese\u00a0<\/em>dello stesso anno.<\/p>\n<p><strong>Opera rara e di eccezionale valore grafico e collezionistico, ritengo fra le pi\u00f9 belle e significative di Conconi anche per il fatto che nel folium vi sono impresse due immagini, cosa piuttosto rara (ricordo un altro folium con due immagini che ha per titolo Cenerentola). Soggetto particolare, rimanda a immagine medioevale.\u00a0 <\/strong><\/p>\n<p><strong><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/03\/Conconi-Luigi-_-lo-studio.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft wp-image-36428\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/03\/Conconi-Luigi-_-lo-studio.jpg\" alt=\"\" width=\"595\" height=\"460\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/03\/Conconi-Luigi-_-lo-studio.jpg 800w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/03\/Conconi-Luigi-_-lo-studio-300x232.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/03\/Conconi-Luigi-_-lo-studio-768x593.jpg 768w\" sizes=\"(max-width: 595px) 100vw, 595px\" \/><\/a>&#8220;Luigi <\/strong>C<strong>onconi\u00a0<\/strong>(Milano, 1852 \u2013 1917. Nato a Milano nel 1852, Luigi Conconi si laurea al Politecnico mentre nel contempo studia all\u2019Accademia di Brera, dove conosce Guido Pisani Dossi e Luca Beltrami, coi quali coltiva una profonda amicizia. Terminati gli studi entra in contatto con alcuni artisti \u201cscapigliati\u201d, tra i quali Daniele Ranzoni e Luigi Cremona (fratello di Tranquillo, che verosimilmente ha fatto da tramite tra il familiare e il Conconi), che lo avvicinano allo stile proprio della loro \u201cscuola\u201d. Inconfondibili sono quelle peculiarit\u00e0 che hanno fatto degli scapigliati dei veri e propri innovatori nella seconda met\u00e0 dell\u2019Ottocento: si possono infatti notare, anche nelle opere del giovane Conconi, i contorni indefiniti dei personaggi, l\u2019analisi quasi psicologica di quest\u2019ultimi e il trattamento \u201cannebbiato\u201d dello sfondo, che si fonde quasi con la figura dipinta e concentra maggiormente l\u2019attenzione dello spettatore sul volto del soggetto ritratto (<em>Ragazzi in giardino<\/em>, 1879). Un semplice accostamento tra alcuni ritratti del Conconi (<em>Ritratto della signora Torelli<\/em>,\u00a0<em>Ritratto di Ada Valdata<\/em>, oppure\u00a0<em>Ritratto di Primo Levi<\/em>) e opere di Tranquillo Cremona (<em>I due cugini<\/em>), o tra paesaggi del Nostro (<em>Villa in giardino<\/em>) e vedute del Ranzoni (<em>Ascona vista dalle isole di Saint-L\u00e9ger<\/em>), pu\u00f3 dimostr<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/03\/luigiconconipros00giol_0001.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\" wp-image-36429 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/03\/luigiconconipros00giol_0001.jpg\" alt=\"\" width=\"552\" height=\"739\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/03\/luigiconconipros00giol_0001.jpg 719w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/03\/luigiconconipros00giol_0001-224x300.jpg 224w\" sizes=\"(max-width: 552px) 100vw, 552px\" \/><\/a>are in modo soddisfacente il debito artistico di Conconi nei confronti di questi maestri.<\/p>\n<p>Nonostante l\u2019importante ruolo avuto nella pittura italiana tra secondo Ottocento e primo Novecento (vince alcuni concorsi di pittura, tra i quali il Premio Broggi, nel 1881, e medaglie d\u2019oro a Parigi, nel 1900, e a Monaco, nel 1913), Luigi Conconi non pu\u00f3 essere ricordato solamente per riconoscimenti ricevuti in questo settore artistico: infatti \u00e8 anche architetto, illustratore ed incisore. Nel primo campo si segnala per la realizzazione di Villa Dossi a Como e per la facciata di Palazzo Turati a Milano, nonch\u00e9 per i progetti (mai realizzati) per la sistemazione del Foro Bonaparte a Milano e per il Monumento a Vittorio Emanuele a Roma. Come illustratore di distingue per le vignette satiriche disegnate per il \u201cGuerin Meschino\u201d, un giornale fondato nel 1882 dallo stesso Conconi in collaborazione con Dossi, Borghi e Beltrami, mentre qualche anno pi\u00fa tardi collabora alla rivista \u201cRiforma\u201d, che gli permette di affinarsi come grafico e illustratore politico. Per quanto concerne l\u2019attivit\u00e0 incisoria, gi\u00e0 nel 1877 \u00e8 presente al salone di Parigi\u00a0con un\u2019acquaforte riproducente una veduta del cortile di Palazzo Marino; tra le altre incisioni note si ricorda\u00a0<em>La casa del mago<\/em>, eseguita intorno al 1880, mentre nel 1916 riceve un particolare riconoscimento alla mostra londinese dell\u2019Associazione degli incisori e acquafortisti italiani.<\/p>\n<p>Notevole importanza, per la comprensione dell\u2019uomo-Conconi, occupa lo studio di via San Paolo 10 a Milano: trasferitosi in questo palazzo verso il 1885 (dopo aver condiviso un altro studio con Gaetano Previati, dal quale non rimase per\u00f3 stilisticamente affascinato), col trascorrere degli anni l\u2019artista lo trasforma in un vero e proprio museo della Scapigliatura. \u00abIn queste stanze il Conconi aveva raccolto tutto quanto l&#8217;estroso e bizzarro gusto del tempo poteva colpire la sua immaginazione, che al tempo s&#8217;adeguava senza posa. C&#8217;era, negli scapigliati, un piacere un po&#8217; ironico un po&#8217; convinto del macabro, dell&#8217;orrido, del grottesco malinconico, piacere che stranamente si accompagnava alla bonariet\u00e0 del carattere ed a certi impeti d&#8217;allegria che parevano come il sale delle fedeli e numerose amicizie [\u2026]. Il senso della morte e della distruzione \u00e8 ovunque\u00bb (G.B. Angeletti). E proprio questo senso del macabro e del misterioso, reso tramite toni cupi e tetri, riecheggia in alcune sue opere eseguite dalla fine dell\u2019Ottocento (<em>Variazioni sulla Mezzanotte<\/em>, 1909), talvolta alternate a visioni pi\u00fa luminose e meno opprimenti. Nel 1896 acquista una parte del Chiostro di Voltorre (in provincia di Varese), che adibisce a casa e a studio; l\u2019anno seguente prende in moglie Eugenia Dal Co, con la quale trascorre nella localit\u00e0 varesina, sulle rive del lago di Gavirate, la stagione calda. Attivo politicamente, tra il 1899 e il 1904 \u00e8 membro del Consiglio Comunale di Milano, compito che affronta sempre accompagnato dalla sua verve satirica, che non abbandoner\u00e0 mai neanche col trascorrere degli anni: nel 1913, infatti, dopo che la Sovrintendenza gli impedisce il restauro del suo chiostro, crollato a seguito di un incendio, il Conconi d\u00e0 vita all\u2019ironica incisione\u00a0<em>Ai benemeriti per la conservazione del Chiostro di Voltorre<\/em>. Muore a Milano nel 1917, in seguito ad una lunga malattia&#8221; <strong>( Mirko Moizi<\/strong> &#8211; <strong><em>\u00a0Storico dell\u2019Arte- Universit\u00e0 della Svizzera Italiana). <\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong>Carlo Franza <\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>La storica galleria STUDIO BOLZANI di Milano con i suoi cento anni e pi\u00f9) di attivit\u00e0 (celebrati nel 2022) e attivissima sul versante dell\u2019arte moderna e contemporanea, ci propone l\u2019iniziativa per il 2025 de \u201cIL QUADRO DEL MESE\u201d. Sicch\u00e8 nelle sue vetrine in Galleria Strasburgo a ridosso di Piazza San Babila troveremo ogni mese un dipinto di eccezionale valore e di un artista di chiara fama. 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