{"id":36446,"date":"2025-03-25T13:05:34","date_gmt":"2025-03-25T13:05:34","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/?p=36446"},"modified":"2025-03-25T13:05:34","modified_gmt":"2025-03-25T13:05:34","slug":"il-veneziano-raoul-schultz-e-le-sue-opere-datate-1953-1970-a-ca-pesaro-a-venezia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2025\/03\/25\/il-veneziano-raoul-schultz-e-le-sue-opere-datate-1953-1970-a-ca-pesaro-a-venezia\/","title":{"rendered":"Il veneziano Raoul Schultz e le sue Opere datate 1953-1970 a C\u00e0 Pesaro  a Venezia"},"content":{"rendered":"<p><strong><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/03\/image.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft wp-image-36447\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/03\/image.jpg\" alt=\"\" width=\"552\" height=\"368\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/03\/image.jpg 992w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/03\/image-300x200.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/03\/image-768x512.jpg 768w\" sizes=\"(max-width: 552px) 100vw, 552px\" \/><\/a>La mostra sull&#8217;artista veneziano\u00a0Raoul Schultz<\/strong>\u00a0<strong>(1931-1971) aperta fino all\u20198 giugno 2025 a C\u00e0 Pesaro a Venezia ripercorre con oltre cinquanta opere la breve ma ricca vicenda artistica dell&#8217;autore;<\/strong> spaziando dalle sue prime esperimentazioni figurative degli anni Cinquanta, esposte nelle collettive dell&#8217;Opera Bevilacqua La Masa, fino alle ricerche pi\u00f9 mature degli anni Sessanta, come le Prospettive curve e le Nuove strutture. In questo periodo, Schultz sviluppa una profonda amicizia con Tancredi, con cui condivide lo studio a Palazzo Carminati. L&#8217;esposizione esplora anche il suo<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/03\/Schultz-Raoul_BA0537-e1742907371508.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\" wp-image-36448 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/03\/Schultz-Raoul_BA0537-e1742907371508.jpg\" alt=\"\" width=\"428\" height=\"282\" \/><\/a> lavoro nel cinema, collaborando con Tinto Brass, e nel fumetto, dove entra in contatto con artisti come Hugo Pratt. Tra le sue opere pi\u00f9 significative, figurano le serie concettuali Calendari e Toponomastiche, che indagano il tempo e la memoria.<\/p>\n<p>Un intervento di valorizzazione e un particolare omaggio a Venezia: quella degli anni Cinquanta e Sessanta, un momento fervido e complesso del panorama culturale, ricco di contraddizioni e suggestioni uniche per i nuovi protagonisti della scena artistica del tempo, in un termine di confronto di grande attualit\u00e0 capace di parlare, ancora oggi, ai giovani autori contemporanei.<\/p>\n<p>La restituzione del lavoro di uno degli artisti pi\u00f9 innovativi di questa stagione inaugura il programma espositivo della Galleria Internazionale d\u2019Arte Moderna di Ca\u2019 Pesaro:\u00a0<strong>Raoul Schultz<\/strong>\u00a0(Lero, Egeo 1931 \u2013 Venezia, 1971) \u00e8 al centro di una significativa e, inevitabilmente, sintetica antologia della sua produzione, dal 1953 al 1970,<strong>\u00a0<\/strong>con<strong>\u00a0<\/strong>oltre cinquanta lavori provenienti sia patrimonio della Galleria veneziana, <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/03\/Calendario-1963.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-36449\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/03\/Calendario-1963.jpg\" alt=\"\" width=\"419\" height=\"295\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/03\/Calendario-1963.jpg 473w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/03\/Calendario-1963-300x211.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 419px) 100vw, 419px\" \/><\/a>come\u00a0<em>Nuove strutture 1665<\/em>, che da collezioni private. Un percorso che inizia con le partecipazioni alle\u00a0<strong>Collettive di Fondazione Bevilacqua La Masa<\/strong>\u00a0con opere figurative dedicate alla rappresentazione delle architetture veneziane, fino alle esperienze pi\u00f9 mature delle\u00a0<em>Prospettive curve\u00a0<\/em>e delle\u00a0<em>Nuove strutture<\/em>\u00a0nei primi anni Sessanta. In questo periodo si colloca la\u00a0<strong>profonda amicizia tra Schultz e Tancredi e la loro condivisione dello studio a Palazzo Carminati<\/strong>; momento, per entrambi, di felice scoperta di un proprio segno originale.<\/p>\n<p>Pittore, illustratore, grafico e scenografo,\u00a0<strong>il percorso di Schultz non \u00e8 mai lineare ma articolato e impervio<\/strong>: torna spesso al disegno, alle note, alle cancellature, alle opere concettuali di grande attualit\u00e0 come le Lettere anonime, i\u00a0<em>Progetti Leonardeschi<\/em>\u00a0e le\u00a0<em>Toponomastiche<\/em>. Il Surrealismo corre lungo tutta l\u2019opera, a cui si aggiungono l\u2019improvvisazione dadaista e dell\u2019arte comportamentale, fino alla decostruzione del<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/03\/raoul-schultz-senza-titolo-1-e1742907528525.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\" wp-image-36450 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/03\/raoul-schultz-senza-titolo-1-e1742907528525.jpg\" alt=\"\" width=\"562\" height=\"401\" \/><\/a> linguaggio. Forte di una naturale interdisciplinarit\u00e0 passa, senza soluzione di continuit\u00e0, dal fumetto al cinema, i nuovi media del tempo, fino agli\u00a0<em>assemblage<\/em>\u00a0e al recupero del collage, tecnica emersa nell\u2019ambito della rivoluzione concettuale cubista, divenuta ben presto dirompente protagonista di numerose istanze artistiche delle Avanguardie.<\/p>\n<p>Nelle contaminazioni con la letteratura, l\u2019illustrazione e la gi\u00e0 citata passione per il cinema fioriscono amicizie e frequentazioni importanti; con lo sceneggiatore e montatore\u00a0<strong>Kim Arcalli<\/strong>,\u00a0<strong>gli scrittori Alberto Ongaro e Goffredo Parise<\/strong>, frequenta\u00a0<strong>Hugo Pratt e il regista Tinto Brass<\/strong>\u00a0per il quale nel 1963 realizza le scenografie del film\u00a0<em>Chi lavora \u00e8 perduto<\/em>.<\/p>\n<p>Per\u00a0<strong>Elisabetta Barisoni<\/strong>,<strong>\u00a0dirigente Area Musei<em>\u00a0&#8211;\u00a0<\/em>Ca\u2019 Pesaro e Museo Fortuny<\/strong><em>\u00a0<\/em><em>\u201cLa mostra si inserisce nella volont\u00e0 programmatica della Galleria Internazionale d\u2019Arte Moderna di Venezia di valorizzare e riscoprire opere ed autori delle proprie collezioni civiche e, attraverso questi, suggerire la ricostruzione di momenti meno noti della storia dell\u2019arte italiana. Secondo questa linea programmatica, appare oggi necessaria un\u2019esposizione dedicata ad un autore come Raoul Schultz, per lungo tempo scomparso dai radar delle grandi mostre nazionali e tuttavia da comprendere tra gli innovatori delle arti in laguna nel periodo che va dagli anni Cinquanta ai Sessanta. Numerosi sono i collegamenti che l\u2019articolata ancorch\u00e9 originalissima produzione di Schultz suggerisce, a partire dall\u2019opera che per prima \u00e8 entrata nelle raccolte di Ca\u2019 Pesaro, Nuove strutture 1665, 1965 acquisita alla 53ma Esposizione Collettiva Bevilacqua La Masa nel 1965. Quello che emerge dall\u2019esposizione \u00e8 il ritratto di un artista che rappresent\u00f2 il corso di una generazione appena successiva a quella di mezzo\u201d.<\/em><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><strong>Carlo Franza <\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>La mostra sull&#8217;artista veneziano\u00a0Raoul Schultz\u00a0(1931-1971) aperta fino all\u20198 giugno 2025 a C\u00e0 Pesaro a Venezia ripercorre con oltre cinquanta opere la breve ma ricca vicenda artistica dell&#8217;autore; spaziando dalle sue prime esperimentazioni figurative degli anni Cinquanta, esposte nelle collettive dell&#8217;Opera Bevilacqua La Masa, fino alle ricerche pi\u00f9 mature degli anni Sessanta, come le Prospettive curve e le Nuove strutture. In questo periodo, Schultz sviluppa una profonda amicizia con Tancredi, con cui condivide lo studio a Palazzo Carminati. 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