{"id":36457,"date":"2025-03-28T21:05:41","date_gmt":"2025-03-28T21:05:41","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/?p=36457"},"modified":"2025-03-28T21:05:41","modified_gmt":"2025-03-28T21:05:41","slug":"salvatore-emblema-e-il-primato-dellastrazione-con-il-suo-dipingere-il-paesaggio-la-mostra-al-museo-emblema-di-terzigno-napoli","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2025\/03\/28\/salvatore-emblema-e-il-primato-dellastrazione-con-il-suo-dipingere-il-paesaggio-la-mostra-al-museo-emblema-di-terzigno-napoli\/","title":{"rendered":"Salvatore Emblema e il primato dell\u2019astrazione con il suo dipingere il paesaggio.  La mostra al Museo Emblema di Terzigno\/Napoli"},"content":{"rendered":"<p><strong><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/03\/emblema_dipingereilpaesaggio_invito-e1743195206946.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-36458\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/03\/emblema_dipingereilpaesaggio_invito-e1743195206946.jpg\" alt=\"\" width=\"379\" height=\"427\" \/><\/a>Venerd\u00ec 28 marzo<\/strong>, alle\u00a0<strong>ore 17.00<\/strong>, al Museo Emblema di Terzigno (NA) inaugurato il progetto espositivo \u201c<em><strong>Dipingere il paesaggio&#8221;<\/strong><\/em>,\u00a0a cura di\u00a0<strong>Renata Caragliano<\/strong>\u00a0ed\u00a0<strong>Emanuele Leone Emblema<\/strong>, programmato e finanziato dalla\u00a0<strong>Regione Campania\u00a0<\/strong>(Fondi POC 2014-2020), realizzato<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/03\/11_Installation-view-mostra-Museo-Emblema-768x576-1.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\" wp-image-36459 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/03\/11_Installation-view-mostra-Museo-Emblema-768x576-1.jpg\" alt=\"\" width=\"562\" height=\"422\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/03\/11_Installation-view-mostra-Museo-Emblema-768x576-1.jpg 768w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/03\/11_Installation-view-mostra-Museo-Emblema-768x576-1-300x225.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 562px) 100vw, 562px\" \/><\/a> da\u00a0<strong>Scabec<\/strong>\u00a0nell\u2019ambito della rassegna\u00a0<strong>Campania by Night,<\/strong>\u00a0con il\u00a0<strong>Museo Emblema<\/strong>. Nella ex casa-studio dell\u2019artista\u00a0<strong>Salvatore Emblema<\/strong>, ai piedi del Vesuvio, si riproporr\u00e0 quel clima di condivisione che l\u2019artista creava ospitando gli amici durante\u00a0<strong>l\u2019equinozio di Primavera<\/strong>: una \u201c<em>festa<\/em>\u201d, come la definiva lo stesso Emblema, per celebrare il momento in cui il giorno e la notte hanno la stessa durata. Oltre alla mostra, con una\u00a0<strong>selezione di opere<\/strong>, soprattutto degli\u00a0<strong>anni Sessanta e Settanta<\/strong>, allestite tra interno ed esterno del museo, sono previsti\u00a0<strong>percorsi didattici<\/strong>,\u00a0<strong>visite guidate<\/strong>\u00a0e\u00a0<strong>performance musicali<\/strong>.<\/p>\n<p>L\u2019inaugurazione del 28 marzo seguita, alle\u00a0<strong>ore 19.30<\/strong>, dalla performance musicale di\u00a0<strong>Dada\u2019<\/strong>, artista napoletana che propone una musica in bilico tra passato e futuro, tradizione e innovazione, &#8216;glocal&#8217;, per cos\u00ec dire, che ha le radici ben piantate nella musica napoletana ma le antenne orientate verso i suoni e le atmosfere del mondo contemporaneo.<\/p>\n<p>Venerd\u00ec\u00a028 marzo, alle\u00a0ore 17, il\u00a0Museo Emblema\u00a0di Terzigno (NA) presenta il progetto espositivo dal titolo \u201cDipingere il paesaggio\u201d di\u00a0Salvatore Emblema (1929-2006), a cura di\u00a0Renata Caragliano\u00a0e\u00a0Emanuele Leone Emblema, programmato e finanziato dalla\u00a0Regione Campania\u00a0(fondi POC 2014\u20132020), realizzato da\u00a0Scabec \u2013 Societ\u00e0 Campana Beni Culturali\u00a0nell\u2019ambito della rassegna\u00a0Campania by Night, con il\u00a0Museo Emblema.<\/p>\n<p>Nella ex casa-studio dell\u2019artista Salvatore Emblema, ai piedi del Vesuvio, si ripropone quel clima di condivisione che l\u2019artista creava ospitando gli amici durante l\u2019equinozio di Primavera: una \u201cfesta\u201d, come la definiva lo stesso Emblema, per celebrare il momento in cui il giorno e la notte hanno la stessa durata. <strong>Dir\u00f2 subito che Salvatore Emblema mio grande amico, \u00e8 stato uno dei pi\u00f9 significativi e importanti pittori italiani del secondo Novecento. L\u2019aveva intuito gi\u00e0 il mio maestro e mentore Professor\u00a0 Giulio Carlo Argan, l\u2019ho sempre ribadito io. E ancora oggi, di pi\u00f9.\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/03\/8b_Installation-view-mostra-Museo-Emblema-768x576-1.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-36464\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/03\/8b_Installation-view-mostra-Museo-Emblema-768x576-1.jpg\" alt=\"\" width=\"541\" height=\"406\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/03\/8b_Installation-view-mostra-Museo-Emblema-768x576-1.jpg 768w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/03\/8b_Installation-view-mostra-Museo-Emblema-768x576-1-300x225.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 541px) 100vw, 541px\" \/><\/a>La mostra, aperta fino al 31 luglio, prende il titolo da un\u2019opera di Emblema del 1967-\u201973: \u201cDipingere il paesaggio\u201d, un\u2019installazione composta da un insieme di fascine di rami di castagno ridipinti in un colore Blu Emblema, e propone un viaggio nelle installazioni ambientali nella natura che l\u2019artista ha realizzato ai piedi del Vesuvio. Una vera e propria anticipazione della Land Art sotto il vulcano messa in atto dal 1967 in avanti. Esperimento documentato anche da alcuni scatti fotografici, nei quali si vede come Emblema fosse intervenuto con pigmenti naturali (rosa, bianco, verde) sugli alberi di pino circostanti la sua casa-studio, cambiandone colore. Un\u2019azione bloccata in un fermo immagine, che fissa a un attimo preciso il ciclo di vita di quell\u2019intervento di \u201cdipingere il paesaggio\u201d destinato a scomparire nel tempo.<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/03\/13_Installation-view.-mostra-Museo-Emblema-jpg-1536x1152-1-e1743195344811.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\" wp-image-36465 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/03\/13_Installation-view.-mostra-Museo-Emblema-jpg-1536x1152-1-e1743195344811.jpg\" alt=\"\" width=\"578\" height=\"433\" \/><\/a><\/p>\n<p>In esposizione una selezione di opere, soprattutto degli anni Sessanta e Settanta, allestite tra interno ed esterno del museo, realizzate con materiali industriali, semilavorati e prefabbricati in metallo, \u201cgriglie\u201d che interagiscono con lo spazio circostante utilizzando la linea come forma scultorea. Strutture primarie che, come una rete, danno vita a forme geometriche elementari allo scopo di creare opere pure che si sviluppano in verticale, \u201ctrasparenti\u201d, e che \u2013 come nel caso delle sue opere su tela di juta \u2013 da corpi solidi e tridimensionali perdono peso raggiungendo la trasparenza.<\/p>\n<p>\u201cChe cos\u2019\u00e8 la trasparenza allora, se non il tentativo di eliminare ogni corpo opaco che si metta in mezzo tra i nostri occhi e la luce?\u201d scriveva Emblema. Le forme scultoree incontrano il paesaggio che le circonda trascinando con s\u00e9 nella memoria, una traccia, un segno lasciato o anche un vuoto segnato. La sua opera collocata sullo sfondo della natura contiene la visione della natura stessa. Con le parole di Emblema: \u201cNon imito la natura, creo entro le sue leggi. La luce del sole penetra il dipinto\u201d, in questo caso il corpo della scultura, \u201ccome penetra la terra\u201d.<\/p>\n<p>L\u2019inaugurazione del 28 marzo sar\u00e0 seguita, alle ore 19.30, dalla performance musicale di Dada\u2019, artista napoletana che ha preso il nome da una corrente delle avanguardie artistiche del Novecento, il Dadaismo, e che propone una musica in bilico tra passato e futuro, tradizione e innovazione, &#8216;glocal&#8217;, per cos\u00ec dire, e che ha le radici ben piantate nella musica napoletana ma le antenne orientate verso i suoni e le atmosfere del mondo contemporaneo. L\u2019evento musicale si avvale della consulenza artistica di Stefano Piccolo.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/03\/04_Installation-view-mostra-Museo-Emblema-768x576-1.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-36471\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/03\/04_Installation-view-mostra-Museo-Emblema-768x576-1.jpg\" alt=\"\" width=\"568\" height=\"426\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/03\/04_Installation-view-mostra-Museo-Emblema-768x576-1.jpg 768w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/03\/04_Installation-view-mostra-Museo-Emblema-768x576-1-300x225.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 568px) 100vw, 568px\" \/><\/a>Per tutta la durata della mostra sono previsti percorsi didattici, visite guidate ed eventi speciali come la presentazione del libro di poesie di Enzo Ragone, \u201cLa seconda vita del desiderio\u201d (Interno Libri Edizioni), in programma domenica 4 maggio presso il Museo Emblema: un volume a cura di Francesco Napoli che connette brillantemente il tratto poetico di Ragone con quello pittorico \u2013 e a suo modo poetico \u2013 di Salvatore Emblema, fondendo due linguaggi con un\u2019unica visione.<\/p>\n<p>Tra i percorsi didattici, si propone un\u2019esperienza a tratti immersiva, per allargare e allacciare allo stesso tempo i confini tra interno ed esterno, natura e cultura. Dopo aver visitato la mostra il pubblico verr\u00e0 invitato a selezionare le opere esposte in una fotogallery virtuale, caricata in un tavolo tattile digitale. Ogni scelta verr\u00e0 fatta sulla base dell\u2019opera che ha provocato la pi\u00f9 intensa partecipazione emotiva, che ha provocato il massimo di stupore e meraviglia rispetto al proprio modo di concepire l\u2019arte e che dialoga di pi\u00f9 con lo spazio esterno della natura. Il secondo percorso educativo disamina a tutto tondo del concetto di pittura, di orizzontalit\u00e0, di proporzioni prospettiche e pattern coloristici storicamente legati alla pittura di paesaggio. Ideato per diverse fasce d\u2019et\u00e0, si caratterizza per una visita interattiva alla mostra e un successivo laboratorio pratico della durata complessiva di circa due ore.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Biografia.<\/strong> Dopo aver frequentato la Scuola del Corallo di Torre del Greco e l\u2019Accademia di Belle Arti a Napoli, e dopo numerosi viaggi, all\u2019inizio degli anni Cinquanta <strong>Salvatore Emblema<\/strong>\u00a0(Terzigno, 1929-2006) si stabilisce a Roma dove, nel 1954, tiene la sua prima mostra alla Galleria San Marco. Si trasferisce per alcuni anni negli Stati Uniti, dove conosce uno dei pi\u00f9 importanti esponenti dell\u2019Espressionismo Astratto americano, Mark Rothko, il cui linguaggio pittorico, caratterizzato da un\u2019estrema sintesi cromatica e lirica, esercita su Emblema un\u2019influenza profonda. <strong>Tornato in Italia alla fine del decennio, alla met\u00e0 degli anni Sessanta conosce il collega critico Giulio Carlo Argan, che contribuir\u00e0 alla definizione e all\u2019analisi del concetto di \u201cTrasparenza\u201d, fulcro della ricerca dell\u2019artista.<\/strong> Gli anni Settanta sono contrassegnati da numerose mostre, fra cui le personali in varie sedi istituzionali, tra cui Villa Pignatelli a Napoli e Palazzo dei Diamanti a Ferrara, a cura di Palma Bucarelli. Nel 1980 e nel 1982 partecipa alla Biennale di Venezia, e nel 1985 una sua personale \u00e8 presentata presso il Palazzo Reale di Napoli. L\u2019ostilit\u00e0 dell\u2019ambiente accademico napoletano e il polemico dibattito artistico contemporaneo spingono l\u2019artista a ritirarsi presso la sua Villa di Terzigno, alle falde del Vesuvio. <strong>Negli ultimi anni la figura e la ricerca artistica di Emblema, fra i pi\u00f9 singolari esponenti italiani della ricerca pittorica nell\u2019ambito dell\u2019astrazione, sono tornate ad essere oggetto di riflessione da parte della critica.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Carlo Franza <\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Venerd\u00ec 28 marzo, alle\u00a0ore 17.00, al Museo Emblema di Terzigno (NA) inaugurato il progetto espositivo \u201cDipingere il paesaggio&#8221;,\u00a0a cura di\u00a0Renata Caragliano\u00a0ed\u00a0Emanuele Leone Emblema, programmato e finanziato dalla\u00a0Regione Campania\u00a0(Fondi POC 2014-2020), realizzato da\u00a0Scabec\u00a0nell\u2019ambito della rassegna\u00a0Campania by Night,\u00a0con il\u00a0Museo Emblema. Nella ex casa-studio dell\u2019artista\u00a0Salvatore Emblema, ai piedi del Vesuvio, si riproporr\u00e0 quel clima di condivisione che l\u2019artista creava ospitando gli amici durante\u00a0l\u2019equinozio di Primavera: una \u201cfesta\u201d, come la definiva lo stesso Emblema, per celebrare il momento in cui il giorno e la notte hanno la stessa durata. 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