{"id":36625,"date":"2025-04-13T19:20:15","date_gmt":"2025-04-13T19:20:15","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/?p=36625"},"modified":"2025-04-13T19:20:15","modified_gmt":"2025-04-13T19:20:15","slug":"il-ritratto-dellartista-nello-specchio-di-narciso-il-volto-la-maschera-il-selfie-la-mostra-al-museo-civico-san-domenico-di-forli","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2025\/04\/13\/il-ritratto-dellartista-nello-specchio-di-narciso-il-volto-la-maschera-il-selfie-la-mostra-al-museo-civico-san-domenico-di-forli\/","title":{"rendered":"Il Ritratto dell\u2019Artista. Nello specchio di Narciso il volto, la maschera, il selfie. La mostra al Museo Civico San Domenico di  Forl\u00ec"},"content":{"rendered":"<p><strong><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/04\/1_E.E.-Hiolle_Narciso-e1744570653407.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-36626\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/04\/1_E.E.-Hiolle_Narciso-e1744570653407.jpg\" alt=\"\" width=\"578\" height=\"453\" \/><\/a>\u201cIl Ritratto dell\u2019Artista. Nello specchio di Narciso. Il volto, la maschera, il selfie\u201d, un saggio in immag<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/04\/4_Pontormo_Doppio-ritratto-e1744570721987.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\" wp-image-36627 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/04\/4_Pontormo_Doppio-ritratto-e1744570721987.jpg\" alt=\"\" width=\"322\" height=\"410\" \/><\/a>ini dall\u2019Antico al Novecento. Un compendio di storia dell\u2019arte attorno al ruolo dell\u2019autoritratto nella poetica degli artisti visitabile fino al 29 giugno 2025 Museo Civico San Domenico, Forl\u00ec.<\/strong> La Fondazione Cassa dei Risparmi di Forl\u00ec e il Museo Civico San Domenico presentano la mostra Il Ritratto dell\u2019Artista. Nello specchio di Narciso. Il volto, la maschera, il selfie. L\u2019esposizione, diretta da Gianfranco Brunelli e curata da Cristina Acidini, Fernando Mazzocca, Francesco Parisi e Paola Refice, celebra il ventennale delle grandi mostre promosse dalla fondazione bancaria forlivese, in collaborazione con l\u2019Amministrazione cittadina, iniziate nel 2005 con la rassegna dedicata a Marco Palmezzano. Il percorso espositivo si sviluppa dall\u2019ex Chiesa del San Giacomo fino alle grandi sale del primo piano che costituirono la biblioteca del Convento di San Domenico. Il progetto di allestimento e la direzione artistica sono a cura dello Studio Lucchi &amp; Biserni. Dall\u2019antichit\u00e0 al Novecento, l\u2019autoritratto \u00e8 il sublime ricordo del mito di Narciso, narrato da Ovidio nelle Metamorfosi: il rispecchiamento di Narciso \u00e8 l\u2019auto-rispecchiamento dell\u2019artista. Leon Battista Alberti nel De pictura (1435) riprende come modello per gli artisti la figura che si specchia nella fonte, teorizzando le arti visive come arti speculative e introducendo la figura dell\u2019artista come uomo di lettere, protagonista del proprio tempo. Il Narciso di Alberti d\u00e0 l\u2019avvio al ruolo dell\u2019artista nella modernit\u00e0, che consegna la propria immagine ai posteri rendendo eterna la propria opera. \u00abIl primo \u00e8 stato Narciso, che guardandosi nello specchio dell\u2019acqua ha conosciuto il proprio volto. Il primo autoritratto. Poi \u00e8 arrivato il selfie \u2013 sottolinea Gianfranco Brunelli, Direttore delle Grandi Mostre della Fondazione Cassa dei Risparmi di Forl\u00ec \u2013. Nei <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/04\/5_Cerrini_La_pittura_regge_lautoritratto_del_pittore-e1744570756479.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-36628\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/04\/5_Cerrini_La_pittura_regge_lautoritratto_del_pittore-e1744570756479.jpg\" alt=\"\" width=\"415\" height=\"492\" \/><\/a>secoli, ritrarre il proprio volto, la propria immagine \u00e8 stato per ogni artista una sfida, un tributo, un messaggio, una proiezione, un esercizio di analisi profonda che mostra le aspirazioni ideali e le espressioni emotive, ma che rivela anche la maestria e il talento. Poi serve uno specchio. Timore, prudenza o<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/04\/3_G.-Bellini_Presentazione-al-Tempio-e1744570785216.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\" wp-image-36629 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/04\/3_G.-Bellini_Presentazione-al-Tempio-e1744570785216.jpg\" alt=\"\" width=\"570\" height=\"438\" \/><\/a> desiderio, persino bramosia di guardarsi. Allegoria di vizi e virt\u00f9\u00bb. A partire dall\u2019et\u00e0 umanistica l\u2019autoritratto si afferma sempre pi\u00f9 come comunicazione del proprio talento e come rivendicazione e affermazione del ruolo sociale dell\u2019artista. Il percorso espositivo <strong>si apre proprio con la sezione Il mito dell&#8217;artista. Narciso e la nascita del ritratto, animata da opere come il Narciso alla fonte del Tintoretto dalla Galleria Colonna di Roma, il Narciso di Paul Dubois dal Museo D\u2019Orsay o il grande arazzo raffigurante Narciso firmato da Corrado Cagli della collezione del Senato della Repubblica,<\/strong> che ben rappresentano l\u2019articolata riflessione sviluppata dalla mostra, che ambisce a svelare attraverso il tema dell\u2019autoritratto la progressiva definizione della consapevolezza di s\u00e9 dell\u2019artista nella storia dell\u2019arte. Si prosegue con Persona. Lo specchio, la maschera e il volto, una sorta di preludio alle sale successive, che raccoglie oggetti fortemente simbolici, come due splendidi Emblemi di maschere teatrali (10-50 d.C.) dal Museo Etrusco di Villa Giulia a Roma, che in latino venivano chiamate persona, perch\u00e9 servivano a far risuonare, per-sonare, le parole degli attori. Un termine che \u00e8 poi diventato definizione di un ruolo, di un volto, di un individuo. Accanto a questi manufatti anche alcuni specchi incisi riportano al tema della riflessione, di cui lo specchio, da oggetto privo di intenzionalit\u00e0, diviene spunto di riflessione, simbolo e metafora. In riferimento all\u2019eta\u0300 medievale, la curatrice Paola Refice precisa che \u201cNel Medioevo non esistono autoritratti. Esistono, per\u00f2, ritratti che l&#8217;artista fa di s\u00e9 stesso all&#8217;interno dell&#8217;opera. Questa apparente contraddizione si basa sul ruolo stesso del fare artistico. Il pittore \u2013 o il lapicida, o l&#8217;architetto, o il miniatore \u2013 \u00e8 un artigiano. Abile ed esperto quanto si vuole, ma rimane, in sostanza, un esecutore. La sua coscienza di s\u00e9 \u00e8 destinata a<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/04\/7_Arnold-Bocklin_Testa-di-Medusa-e1744570841983.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-36631\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/04\/7_Arnold-Bocklin_Testa-di-Medusa-e1744570841983.jpg\" alt=\"\" width=\"564\" height=\"541\" \/><\/a> <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/04\/6_Hayez_Un-leone-e-una-tigre-entro-una-gabbia-con-il-ritratto-del-pittore-e1744570814761.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"wp-image-36630 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/04\/6_Hayez_Un-leone-e-una-tigre-entro-una-gabbia-con-il-ritratto-del-pittore-e1744570814761.jpg\" alt=\"\" width=\"457\" height=\"389\" \/><\/a>crescere mano a mano che la sua attivit\u00e0 si affranca dalla sfera delle arti meccaniche per approdare a quella delle arti liberali. Sin dai primordi di questa lenta ascesa, l&#8217;artista reclama un posto, pur minimo, all&#8217;interno del processo creativo. Rivolgendosi al Creatore, che nella cultura medievale \u00e8 la fonte di ogni rappresentazione della realt\u00e0, gli dedica la propria opera raffigurandosi al suo interno. Sono le figure che troviamo nelle lastre scolpite degli amboni o nei codici miniati, e, pi\u00f9 tardi, nei cicli degli affreschi di et\u00e0 gotica: non soggetti dell&#8217;opera, come accadr\u00e0 dal Rinascimento, ma parte sostanziale del processo creativo\u201d. In Per speculum&#8230; L&#8217;immagine dell&#8217;Invisibile si affronta il tema del volto come espressione dell\u2019anima, quindi veicolo del divino. Il tema dello specchio, centrale a partire dal Medioevo, quando viene inventato il vetro riflettente (1250) da strumento diventa allegoria, e il volto specchiato, lungo tutto il Rinascimento, genera una lunga serie di allegorie \u2013 specchiata virt\u00f9, vanit\u00e0, bramosia \u2013 spesso a soggetto femminile. <strong>Nelle due sezioni Allegorie dell&#8217;immagine \u2013 La prudenza, virt\u00f9 specchiata e Vanitas\/Veritas \u2013 troviamo dunque opere come l\u2019Allegoria della Prudenza di Marcello Venusti e di Donato Creti o La Sapienza e la Prudenza del Rustichino, la Venere di Tiziano o Venere e Amore di Jacob de Backer.<\/strong> In riferimento al tema dello specchio la curatrice Cristina Acidini riferisce che \u201cLa coscienza della propria identit\u00e0 interiore passa attraverso la contempla<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/04\/8_Pietro_Annigoni_Autoritratto-e1744570872101.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"wp-image-36632 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/04\/8_Pietro_Annigoni_Autoritratto-e1744570872101.jpg\" alt=\"\" width=\"367\" height=\"460\" \/><\/a>zione dell&#8217;immagine di s\u00e9, come si vede riflessa nello specchio: uno specchio che, nel linguaggio simbolico della filosofia e dell&#8217;arte d&#8217;Occidente, pu\u00f2 essere a seconda del<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/04\/9_Sofianopulo_Maschere-e1744570913775.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-36633\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/04\/9_Sofianopulo_Maschere-e1744570913775.jpg\" alt=\"\" width=\"554\" height=\"413\" \/><\/a> contesto lo strumento di un&#8217;analisi virtuosa oppure l&#8217;arnese &#8220;micidiale&#8221; (l&#8217;aggettivo \u00e8 del Petrarca) di un vano compiacimento. <strong>Per questo in mostra sono rappresentate le allegorie, di segno opposto, della Prudenza e della Vanit\u00e0. La prima \u00e8 una virt\u00f9 che si scruta nello specchio, meditando scelte caute e assennate. La seconda, invece, cerca nello specchio la conferma della sua effimera bellezza fisica.<\/strong> Il nome latino, vanitas, designa un tipo di &#8220;natura morta&#8221; che allude alla brevit\u00e0 della vita e dei piaceri. Il tema dello specchio torna nell&#8217;autoritratto, un genere speciale di ritratto in cui l&#8217;artista rappresenta s\u00e9 stesso e insieme il suo stato sociale, i suoi gusti, il suo mondo. Fra quelli in mostra, un nucleo proviene dalla collezione di autoritratti pi\u00f9 prestigiosa al mondo, nelle Gallerie degli Uffizi a Firenze\u201d. Come l\u2019autoritratto dell\u2019artista possa assumere significati e farsi portavoce di istanze anche molto diverse \u00e8 il tema al centro di \u201cAd acquistar nome\u201d, anche in questo caso declinato secondo due prospettive: L\u2019artista soggetto narrante e L\u2019immagine di s\u00e9 tra gli uomini illustri. Nel XV secolo per la prima volta gli artisti sentono la necessit\u00e0 di autorappresentarsi introducendo i propri ritratti in scene collettive, dove compaiono come commentatori del significato morale dell\u2019opera o testimoni dei fatti rappresentati, scrollandosi di dosso il ruolo di semplice artigiano, come ad esempio nella Presentazione al Tempio di Giovanni Bellini. Nel Cinquecento invece, parallelamente allo sviluppo del genere biografico, l\u2019autoritratto diventa un genere a s\u00e9, spesso accompagnato anche da una meditazione sull\u2019esistenza e sul significato dell\u2019arte, come in<strong> Testa di giovane con acconciatura del Parmigianino dalle Collezioni d\u2019Arte Fondazione Cariparma, nel Doppio ritratto del Pontormo e in Autoritratto con spinetta di Sofonisba Anguissola del Museo e Real Bosco di Capodimonte.<\/strong> Nel XVII secolo prende<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/04\/Juana-Romani_Autoritratto-e1744571060249.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-36638\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/04\/Juana-Romani_Autoritratto-e1744571060249.jpg\" alt=\"\" width=\"357\" height=\"446\" \/><\/a> <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/04\/10_Renato-Guttuso_Autoritratto-e1744571040786.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\" wp-image-36637 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/04\/10_Renato-Guttuso_Autoritratto-e1744571040786.jpg\" alt=\"\" width=\"584\" height=\"471\" \/><\/a>piede la rappresentazione dell\u2019artista nel suo ambiente di lavoro, nel momento della creazione artistica, una moda sostenuta dallo stesso collezionismo a partire dalla met\u00e0 del XVI secolo, anche se l\u2019artista resta in bilico tra intellettuale, ausiliare del potere, cortigiano, attore, buffone. \u00c8 questo il tema affrontato nella sezione Trasfigurazioni dell&#8217;artista dove, accanto al tema del ritratto intimo e colloquiale si fa strada il modello dell\u2019intellettuale gentiluomo, del pictor doctus. Qui incontriamo il disegno con cui un <strong>giovane Lorenzo Bernini si ritrae per la prima volta, Erodiade di Simon Vouet, alcune incisioni di Rembrandt, il Ritratto di Juan de Cordoba di Diego Vel\u00e1zquez dai Musei Capitolini e Artemisia Gentileschi da Palazzo Barberini<\/strong>. Nel gran teatro del mondo, indaga invece come alla fine del Seicento recitare col proprio volto fosse diventata una questione legata non solo al teatro ma anche agli artisti. Nella societ\u00e0 delle maschere delle corti di allora i volti diventavano maschere, e teatro e vita l\u2019uno lo specchio dell\u2019altra. In questa parte del percorso sono esposte l\u2019Allegoria delle tre Arti (Pittura, Musica, Poesia) ovvero Le tre sorelle di Sirani o l\u2019Autoritratto in veste di guerriero di Salvator Rosa. Gli artisti del XVIII secolo sono i protagonisti della sezione L\u2019autoritratto indeciso. Tra il bello ideale e il sentimento del sublime, che racconta di un crocevia di diverse linee di sviluppo del pensiero, tra idealit\u00e0 e storia, ragione e sentimento, tra la ricerca del bello ideale e l\u2019irrompere del sublime: un contesto in cui l\u2019artista \u00e8 andato alla ricerca di una forma perfetta, per poi scoprire al proprio fianco l\u2019irrompere della realt\u00e0 della storia e il sentimento della natura. Nel suo autoritratto, proveniente dagli Uffizi, Anne Seymour Damer appone orgogliosamente la sua firma in caratteri greci, per affermare una cultura normalmente preclusa all\u2019universo femminile e dichiararsi erede dei grandi scultori antichi. In riferimento all\u2019et\u00e0 moderna, il curatore Fernando Mazzocca precisa che \u201ccon l\u2019aprirsi dell\u2019Ottocento, saranno <strong>i due grandi protagonisti della nascita e dell\u2019affermazione della moderna scultura neoclassica, Antonio Canova e Bertel Thorvaldsen<\/strong> a perseguire &#8211; entrando a un certo punto in rivalit\u00e0 &#8211; un percorso di autocelebrazione, affidando ai loro autoritratti divinizzati, la loro gloria immortale. Ma il genere dell&#8217;autoritratto si affermer\u00e0 soprattutto con la nuova temperie romantica,<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/04\/Tintoretto_Narciso-alla-fonte.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-36640\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/04\/Tintoretto_Narciso-alla-fonte.jpg\" alt=\"\" width=\"524\" height=\"409\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/04\/Tintoretto_Narciso-alla-fonte.jpg 600w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/04\/Tintoretto_Narciso-alla-fonte-300x234.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 524px) 100vw, 524px\" \/><\/a><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/04\/Sironi_Autoritratto-e1744571090900.jpeg\"><img loading=\"lazy\" class=\"wp-image-36639 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/04\/Sironi_Autoritratto-e1744571090900.jpeg\" alt=\"\" width=\"469\" height=\"560\" \/><\/a> assumendo un valore emblematico nel restituire la potenza creativa, l\u2019ingegno, e la condizione esistenziale dell\u2019artista, oltre che il suo ruolo \u2013 talvolta conflittuale \u2013 in una societ\u00e0 che stava cambiando. Nei moltissimi autoritratti, scanditi con continuit\u00e0 lungo tutto lo svolgimento di una strepitosa carriera, sar\u00e0 <strong>Francesco Hayez \u2013 protagonista del Romanticismo storico italiano \u2013 a dimostrare di saper gestire, come pochi altri artisti, la propria immagine, anche nei rapporti con la committenza e il potere. Lungo tutto il secolo, gli artisti &#8211; da Ingres a Moreau, dal Piccio a Fattori, da Max Klinger a Franz von Stuck \u2013 hanno impiegato l\u2019autoritratto come mezzo per rivendicare orgogliosamente il loro posto nella societ\u00e0,<\/strong> oppure come strumento di autoanalisi mettendo a nudo la loro dimensione pi\u00f9 intima. Un cambiamento radicale avverr\u00e0 nel Novecento, con la nascita delle avanguardie e poi nel clima del ritorno all\u2019ordine tra le due guerre, quando l\u2019autoritratto assumer\u00e0 il valore di una dichiarazione programmatica del percorso creativo dell\u2019artista, come nel caso di Giorgio de Chirico che varier\u00e0 all\u2019infinito la rappresentazione di s\u00e9 stesso, rispecchiandovi i diversi momenti di una vicenda straordinaria\u201d. Autobiografie. Le passioni e la storia racconta l\u2019autoritratto con una valenza romantica, l\u2019elaborazione di un mito dell\u2019artista eroe solitario e profeta dell\u2019arte. La generazione tra la fine del Settecento e i primi trent\u2019anni dell\u2019Ottocento si mostra in una sequenza di volti da fermo immagine, in un turbinio di eventi storici e emozioni, un\u2019incredibile galleria di autoritratti che raccontano la ricerca dell\u2019io fino all\u2019arrivo <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/04\/2_maschera-Lipari-e1744571145763.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-36641\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/04\/2_maschera-Lipari-e1744571145763.jpg\" alt=\"\" width=\"440\" height=\"440\" \/><\/a>della fotografia che se ne impossesser\u00e0. Paradigmatico in questo contesto l\u2019Autoritratto di Gustave Moreau. Francesco Parisi, curatore della mostra, sottolinea come \u201cIl periodo definito fin-de-si\u00e8cle suggerisce un clima culturale che copre sia ci\u00f2 che \u00e8 caratteristico di molti fenomeni moderni, sia lo \u201cstato d&#8217;animo\u201d di fondo che in essi trova espressione. In questo periplo la morte, il diavolo e la bellezza medusea occupano un posto centrale nell&#8217;iconografia simbolista e anche il tema dell\u2019autoritratto si adegua a questa inclinazione giocando un ruolo fondamentale offrendo agli artisti nuovi spunti di rappresentazione, come l&#8217;immutabile tranquillit\u00e0 del teschio, l&#8217;artista assorbito nel sogno, l&#8217;amore per la morte e la morte stessa. Oltre al modello di carattere moralistico di Homo bulla est, l\u2019immagine del teschio che spesso accompagna gli autoritratti diventa per i pittori simbolisti \u2013 anche laddove celato nel motivo degli occhi chiusi, per la similitudine tra il sonno e la morte \u2013 simbolo di quella visione attraverso la quale l\u2019artista rivela la dimensione spirituale che si cela dietro il mondo visibile\u201d. Con l\u2019aumento del soggettivismo, l\u2019esito simbolista dell\u2019autoritratto segna, complice la fotografia, la contestazione dei riti collettivi e la<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/04\/maschera-Megara-Hyblaea-e1744571184837.jpeg\"><img loading=\"lazy\" class=\" wp-image-36642 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/04\/maschera-Megara-Hyblaea-e1744571184837.jpeg\" alt=\"\" width=\"558\" height=\"664\" \/><\/a> costruzione di una mitologia personale, tanto da giungere nel cuore del Novecento<strong>. L\u2019Autoritratto di Juana Romani, la Testa di Medusa di Arnold B\u00f6cklin o l\u2019Autoritratto con turbante giallo di Emile Bernard, sono alcune delle opere protagoniste della sezione: Il linguaggio segreto dei simboli, mentre Autosmorfia di Giacomo Balla, Autoritratto con corazza di Armando Spadini accompagnano il pubblico nell\u2019ultima parte della mostra con Narciso nello specchio del Novecento<\/strong>. Nel XX secolo diventa importante la somma di tutte le immagini con cui l\u2019artista cerca di farsi conoscere e di conoscersi, producendo un attento, continuo, quasi ossessivo studio di s\u00e9. L\u2019io diviso, fatto a pezzi, dell\u2019artista \u00e8 lo specchio della societ\u00e0 europea, che sembra, con la Prima Guerra Mondiale, essersi trasformata in un profondo incubo. Il ritorno dello specchio come figura del doppio e come soglia verso l\u2019indecifrabile ripropone il tema della maschera, che torna a manifestare le sue origini lontane nel ritratto moderno dell\u2019artista. Il Novecento scopre nell\u2019orrore della propria storia, che l\u2019uomo \u00e8 l\u2019enigma e il mostro. I corpi non sono solo in lotta per l\u2019arte, ma preludono alla loro distruzione fisica, all\u2019annullamento dell\u2019umano che trover\u00e0 tragicamente riscontro dagli anni Trenta in Europa. <strong>De Chirico \u2013 presente con Autoritratto nudo \u2013 si interroga, attraverso quella innumerevole produzione di autoimmagini, sulla natura dell\u2019uomo e del mondo, assumendo l\u2019enigma come cifra interpretativa dell\u2019umano, con un esito inizialmente nichilista. E anche il Ritorno all\u2019Ordine dei primi novecentisti \u2013 come nell\u2019imbronciato Autoritratto di Sironi del 1908, con quella bipartizione tra \u00abchiaro\u00bb e \u00abscuro\u00bb in una luce senza calore, con la sua solenne sospensione neo-quattrocentesca della figura e del gesto \u2013 sembra cercare di ritrovare quella dispersa armonia tra l\u2019uomo e la realt\u00e0. Conclude l\u2019esposizione la sezione Il volto e lo sguardo, in cui troviamo declinazioni disparate della rappresentazione di s\u00e9, che spaziano da L\u2019uomo nero di Michelangelo Pistoletto a Mario Ceroli che nel suo Autoritratto del 1968, proveniente dalla Collezione Luigi e Peppino Agrati &#8211; Intesa Sanpaolo, si presenta con le sue classiche sagome di legno, in affinit\u00e0 dunque con gli altri suoi soggetti. In questa ultima sezione \u00e8 presente anche Self Portrait, Submerged di Bill Viola e l\u2019opera Ecstasy II dalla serie Eyes Closed di Marina Abramovi\u0107 che indaga come la rappresentazione del s\u00e9 possa contenere anche un grido di dolore, la sofferenza sul viso dell\u2019artista che diventa martire e simbolo dell\u2019Umanit\u00e0 e dei suoi travagli.<\/strong> Il Ritratto dell\u2019Artista Nello specchio di Narciso. Il volto, la maschera, il selfie si pone dunque come un saggio in immagini offrendo una visione affascinante e articolata di uno dei temi pi\u00f9 universali e significativi nell\u2019arte. Mediafriends, arte e solidariet\u00e0 \u201cL\u2019arte cura la vita\u201d, questo lo slogan che riassume la preziosa collaborazione tra la Fondazione Cassa dei Risparmi di Forl\u00ec e Mediafriends, l\u2019Associazione Onlus di Mediaset, Mondadori e Medusa, nel segno dell\u2019arte e della solidariet\u00e0. Una vicinanza consolidata che ha permesso di finanziare, in 10 anni, numerosi progetti di cooperazione e sostegno in Italia e nel mondo. Mostra dopo mostra, quadro dopo quadro, grazie alla sensibilit\u00e0 della Fondazione Cassa dei Risparmi di Forl\u00ec, ai tanti visitatori che hanno affollato le gallerie del San Domenico, Mediafriends ha raccolto pi\u00f9 di 800.000 euro e sostenuto 18 progetti. L\u2019Arte, dunque, non \u00e8 solo un mezzo di espressione estetica ma \u00e8 anche un importante strumento di cura che favorisce il benessere psicologico, promuove la socializzazione e suggerisce modalit\u00e0 nuove per affrontare la vita, e attraverso le grandi esposizioni diviene allo stesso tempo strumento efficace di raccolta fondi. In occasione del decimo anno di questa importante partnership, protagonista \u00e8 la Fondazione Soleterre, prestigiosa organizzazione italiana, dedita a sostenere il percorso di cura dei bambini malati di cancro con l\u2019obiettivo di aumentare le possibilit\u00e0 di guarigione, migliorare la diagnosi e le terapie mediche, occupandosi del benessere emotivo, psicologico e relazionale dei pi\u00f9 piccoli. Questa iniziativa va ad affiancarsi al lavoro gi\u00e0 in corso in due ospedali italiani, il \u201cSan Matteo\u201d di Pavia e il \u201cSS. Annunziata\u201d di Taranto, e in altri come quelli di Leopoli e Betlemme nei quali la vita dei piccoli pazienti \u00e8 molto pi\u00f9 complicata.<\/p>\n<p><strong>Carlo Franza <\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>\u201cIl Ritratto dell\u2019Artista. Nello specchio di Narciso. Il volto, la maschera, il selfie\u201d, un saggio in immagini dall\u2019Antico al Novecento. Un compendio di storia dell\u2019arte attorno al ruolo dell\u2019autoritratto nella poetica degli artisti visitabile fino al 29 giugno 2025 Museo Civico San Domenico, Forl\u00ec. La Fondazione Cassa dei Risparmi di Forl\u00ec e il Museo Civico San Domenico presentano la mostra Il Ritratto dell\u2019Artista. Nello specchio di Narciso. Il volto, la maschera, il selfie. L\u2019esposizione, diretta da Gianfranco Brunelli e curata da Cristina Acidini, Fernando Mazzocca, Francesco Parisi e Paola Refice, celebra il ventennale delle grandi mostre promosse dalla fondazione bancaria [&hellip;]<\/p>\n&nbsp;&nbsp;<div class=\"readmore\"><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2025\/04\/13\/il-ritratto-dellartista-nello-specchio-di-narciso-il-volto-la-maschera-il-selfie-la-mostra-al-museo-civico-san-domenico-di-forli\/\">Continua a leggere...<\/a><\/div><\/p>","protected":false},"author":1009,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[44662,9894,53794,41640,44441,87,35351,26,17505,35188,28369,7576,17494,51665,4625,409394],"tags":[202311,451887,402781,382232,418914,59537,598350,66876,598356,444096,414547,392471,35345,59616,231156,355492,598354,60322,462674,58923,108108,73544,35330,59691,51719,202495,598355,355195,598351,598353,417320],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/36625"}],"collection":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1009"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=36625"}],"version-history":[{"count":7,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/36625\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":36646,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/36625\/revisions\/36646"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=36625"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=36625"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=36625"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}