{"id":36742,"date":"2025-04-23T20:26:59","date_gmt":"2025-04-23T20:26:59","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/?p=36742"},"modified":"2025-04-23T20:26:59","modified_gmt":"2025-04-23T20:26:59","slug":"riapre-lo-studiolo-di-federico-da-montefeltro-al-palazzo-ducale-di-urbino","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2025\/04\/23\/riapre-lo-studiolo-di-federico-da-montefeltro-al-palazzo-ducale-di-urbino\/","title":{"rendered":"Riapre lo Studiolo di Federico da Montefeltro al Palazzo Ducale di Urbino"},"content":{"rendered":"<p><strong><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/04\/voghiq8w.jpeg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-36743\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/04\/voghiq8w.jpeg\" alt=\"\" width=\"590\" height=\"393\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/04\/voghiq8w.jpeg 800w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/04\/voghiq8w-300x200.jpeg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/04\/voghiq8w-768x512.jpeg 768w\" sizes=\"(max-width: 590px) 100vw, 590px\" \/><\/a>L\u2019attesa \u00e8 ormai agli sgoccioli: il prossimo 30 maggio \u00a02025 riaprir\u00e0 lo\u00a0<em>Studiolo<\/em> di Federico da Montefeltro, al Palazzo Ducale di Urbino.<\/strong>\u00a0La chiusura era avvenuta lo scorso 4 novembre, poich\u00e9 l\u2019ambiente doveva essere interessato\u00a0<em>\u00abda interventi di rifunzionalizzazione d<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/04\/y1HB3EHY.jpeg\"><img loading=\"lazy\" class=\" wp-image-36744 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/04\/y1HB3EHY.jpeg\" alt=\"\" width=\"412\" height=\"549\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/04\/y1HB3EHY.jpeg 561w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/04\/y1HB3EHY-225x300.jpeg 225w\" sizes=\"(max-width: 412px) 100vw, 412px\" \/><\/a>egli impianti che rispecchiano la nostra volont\u00e0 di offrire un Palazzo Ducale sempre pi\u00f9 accessibile, in grado di rispondere alle moderne esigenze della museografia e di emozionare il visitatore che arriva a Urbino\u00bb<\/em>\u00a0aveva detto il Direttore della Galleria Nazionale delle Marche,\u00a0<strong>Luigi Gallo<\/strong>.<\/p>\n<p><strong>Venerd\u00ec 30 maggio alle ore 16,00 \u00e8 prevista la presentazione del delicato, quanto complesso \u2013 ma a tratti spettacolare &#8211; intervento che si \u00e8 svolto in questi mesi, seguita alle ore 17,00 dall\u2019inaugurazione vera e propria.<\/strong>\u00a0Entrambi i momenti si svolgeranno alla presenza, oltre che della Direzione museale e delle Autorit\u00e0 cittadine urbinati, del Direttore Generale dei Musei del Ministero della Cultura,\u00a0<strong>Massimo Osanna<\/strong>.<\/p>\n<p><em>\u00abI finanziamenti del PNRR hanno permesso di affrontare il necessario rinnovo degli impianti del museo che erano obsoleti\u00a0<\/em>\u2013 afferma il Direttore\u00a0<strong>Gallo<\/strong>\u00a0\u2013<em>\u00a0con l\u2019occasione, visto anche il considerevole coinvolgimento della struttura, si \u00e8 proceduto a un\u2019operazione accurata di restauro e studio dell\u2019edificio, nonch\u00e9 al completo riallestimento delle opere. Questa operazione sta coinvolgendo progressivamente <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/04\/lJWXS9x4.jpeg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-36745\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/04\/lJWXS9x4.jpeg\" alt=\"\" width=\"561\" height=\"374\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/04\/lJWXS9x4.jpeg 800w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/04\/lJWXS9x4-300x200.jpeg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/04\/lJWXS9x4-768x512.jpeg 768w\" sizes=\"(max-width: 561px) 100vw, 561px\" \/><\/a>tutti gli spazi: prima l\u2019ala orientale, con l\u2019<\/em>Appartamento della Jole<em>, poi quella occidentale, con le stanze dette\u00a0<\/em>\u201cdegli Ospiti\u201d<em>\u00a0e ora l\u2019<\/em>Appartamento del Duca<em>\u00a0con celebre\u00a0<\/em>Studiolo\u00a0<em>per poi terminare con i restanti ambienti. Un\u2019azione complessa messa in atto per migliorare gli standard museali della Galleria Nazionale delle Marche e che, al contempo, cela un accurato lavoro di indagine, studio e restauro del palazzo e delle collezioni\u00bb<\/em>.<\/p>\n<p><strong>Cenni storico-artistici sullo Studiolo<\/strong>. Lo\u00a0<strong><em>Studiolo<\/em>\u00a0<\/strong>\u00e8 l\u2019ambiente pi\u00f9 intimo dell\u2019appartamento di Federico da Montefeltro e allo stesso tempo quello pi\u00f9 r<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/04\/fbhtjVrA.jpeg\"><img loading=\"lazy\" class=\" wp-image-36746 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/04\/fbhtjVrA.jpeg\" alt=\"\" width=\"578\" height=\"433\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/04\/fbhtjVrA.jpeg 800w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/04\/fbhtjVrA-300x225.jpeg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/04\/fbhtjVrA-768x576.jpeg 768w\" sizes=\"(max-width: 578px) 100vw, 578px\" \/><\/a>appresentativo della sua figura pubblica del Duca. Si tratta di un luogo di studio e di meditazione individuale la cui tipologia ha le sue radici secolari nei monasteri medievali. Con la riscoperta del mondo classico greco e romano da parte degli umanisti, la realizzazione di questi spazi raccolti si caric\u00f2 di ulteriori significati legati alla cura dello spirito nelle ore lasciate libere dal lavoro quotidiano.<\/p>\n<p>Sulla porta d\u2019accesso dal lato della\u00a0<em>Sala delle Udienze<\/em>\u00a0si era introdotti allo\u00a0<strong><em>Studiolo<\/em>\u00a0<\/strong>dal ritratto dinastico di Federico e del figlio Guidubaldo del pittore spagnolo Pedro Berruguete.<\/p>\n<p>L\u2019abile scorcio dal basso e lo straordinario realismo della pittura si fondono per dare vita alla figura pubblica del signore di Urbino, raffigurato intento nella lettura ma vestito dell\u2019armatura che lo aveva reso grande tra i signori d\u2019Italia. Il pittore aveva messo bene in vista i prestigiosi riconoscimenti ricevuti nell\u2019estate del 1474 da Ferdinando d\u2019Aragona re di Napoli, e da Edoardo IV d\u2019Inghilterra: il collare dell\u2019ermellino e la giarrettiera, ripetuti anche nelle tarsie.<\/p>\n<p>Tradizionalmente, la conclusione della decorazione dello\u00a0<strong><em>Studiolo<\/em><\/strong><em>\u00a0<\/em>\u00e8 fissata al 1476, data scritta nella fascia celebrativa al di sotto del soffitto. Questo e le tarsie furono realizzati a Firenze dai fratelli Giuliano e Benedetto da Maiano, mentre i dipinti di <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/04\/5tEtf9tA.jpeg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-36750\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/04\/5tEtf9tA.jpeg\" alt=\"\" width=\"580\" height=\"435\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/04\/5tEtf9tA.jpeg 800w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/04\/5tEtf9tA-300x225.jpeg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/04\/5tEtf9tA-768x576.jpeg 768w\" sizes=\"(max-width: 580px) 100vw, 580px\" \/><\/a>28 illustri personalit\u00e0 del mondo greco-romano e del medioevo, con significative presenze di personaggi contemporanei (l\u2019amato maestro Vittorino da Feltre, l\u2019amico Bessarione, papa Sisto IV), furono affidati, in Urbino, al fiammingo Giusto di Gand e poi completati dallo stesso Berruguete. La collocazione su due livelli separa gli uomini di chiesa in basso (con l\u2019aggiunta dei poeti cristiani Dante e Petrarca), dai laici in alto. Di tutti loro Federico possedeva gli scritti nella sua biblioteca.<\/p>\n<p>Pi\u00f9 in basso, le tarsie, raffigurano scansie sui ripiani delle quali sono sparsi \u2013 in apparente disordine \u2013 armi, libri e pergamene, strumenti musicali e matematici, persino pedine degli scacchi, le Virt\u00f9 teologali (<em>Speranza, Fede e Carit\u00e0<\/em>) e Federico in persona. Sotto di esse, in una fascia divisa in riquadri, ci sono le imprese araldiche personali del Duca, che traducono in un sistema di simboli le sue qualit\u00e0 morali. A questo manifesto della cultura del signore di Urbino si unisce un gusto raffinato per il gioco arguto, che trasforma la realt\u00e0. Il realismo di stoffe e gioielli dipinti e l\u2019illusione della prospettiva delle tarsie producono nell\u2019osservatore l\u2019immersione in uno spazio dove nulla \u00e8 come sembra.<\/p>\n<p>Nel 1631, con la morte di Francesco Maria II della Rovere, il ducato d\u2019Urbino torn\u00f2 alla Chiesa: fu allora che il cardinale Antonio Barberini, appassionato d\u2019arte, si fece donare i dipinti dello\u00a0<strong><em>Studiolo<\/em>\u00a0<\/strong>dallo zio papa Urbano VIII. Le grandi tavole furono strappate dalle pareti, segate in singoli riquadri e trasferite a Roma nella sua collezione; passarono quindi in quella di famiglia, dove rimasero fino al 1812.<\/p>\n<p>Nel 1861, ben 14 ritratti furono acquistati da Napoleone III per il nascente Mus\u00e9e Napoleon, il futuro Louvre, dove attualmente si trovano. I ritratti rimasti in Italia furono acquistati dallo Stato nel 1934 e destinati alla Galleria Nazionale delle Marche.<\/p>\n<p><strong>Gli interventi conservativi nei secoli.<\/strong> La vicenda conservativa delle tarsie riporta minime modifiche ai suoi elementi, con pochi dati certi relativi alla risistemazione dello stanzino da parte del cardinal legato Pasquale Badia, di un intervento del novembre 1883, del successivo smontaggio da parte di Pasquale Rotondi, nel 1939, durante la messa in sicurezza dei beni storico-artistci dai danni della guerra, e del restauro del periodo 1969-72 eseguito a Bologna da Otello Caprara, l\u2019ultimo in ordine di tempo prima dell\u2019attuale. A oggi non sono note informazioni, memorie grafiche o documentarie sullo\u00a0<strong><em>Studiolo<\/em><\/strong><em>\u00a0<\/em>che testimonino il suo stato nell\u2019arco di tempo che va dal 1632 al 1852-53.<\/p>\n<p>In relazione al soffitto si sa ancor meno: al di l\u00e0 di qualche ravvivamento della cromia degli intagli, tuttora molto visibile sull\u2019intera superficie, l\u2019unico restauro a oggi documentato \u00e8 quello eseguito nel 1969-72 da Silvestro Castellani, il quale annotava che in precedenza esso non era mai stato oggetto di uno smontaggio.<\/p>\n<p><strong>L\u2019ultimo restauro.<\/strong> Le tarsie dello\u00a0<strong><em>Studiolo<\/em><\/strong><em>\u00a0<\/em>e il soffitto a cassettoni nei mesi scorsi sono stati smontati e ricoverati nei depositi temporanei del museo per consentire anche in quest\u2019area del palazzo i lavori di adeguamento impiantistico elettrico e antincendio. Tutti i pannelli sono stati sottoposti a trattamento anossico\u00a0in combinazione all&#8217;applicazione di prodotti antitarlo, al pari dei dipinti su tavola che saranno riallestiti nell\u2019appartamento del Duca e delle porte intarsiate delle sale, cos\u00ec come sono stati trattati i dipinti dei quattordici Uomini illustri,\u00a0oggetto di una revisione dello stato conservativo e di interventi di manutenzione.<\/p>\n<p><strong>Il nuovo allestimento<\/strong>. <strong>Il nuovo allestimento dello\u00a0<em>Studiolo\u00a0<\/em>del Duca, uno dei luoghi di maggior suggestione del percorso museale della Galleria Nazionale delle Marche, far\u00e0 tesoro dei lunghi studi relativi alla sua primitiva realizzazione e alle vicende che ne hanno caratterizzato i quasi 550 anni di esistenza all\u2019interno di una residenza sontuosa, fino all\u2019attuale volont\u00e0 di riportarne la lettura la pi\u00f9 simile all\u2019originale, anche se diversi elementi non sono pi\u00f9 disponibili.<\/strong><\/p>\n<p>Prima di tutto va considerato che nello Studiolo si fondevano tarsie, pitture e intaglio ligneo, realizzati sia a Firenze, sia a Urbino, nella prima met\u00e0 degli anni settanta del XV secolo.\u00a0<strong>Quindi, la proposta di riallestimento ha dovuto tener conto della perdita parziale delle pitture causata dall\u2019asportazione barberininiana del 1632 e delle modifiche che la stanza ha subito, specialmente nella parte superiore, dal 1632 alla fine degli anni settanta del secolo scorso.<\/strong><\/p>\n<p>Dagli studi pi\u00f9 recenti, e meno, si \u00e8 quindi partiti per riconsiderare globalmente lo\u00a0<strong><em>Studiolo<\/em><\/strong>: la sostanziale differenza, rispetto alla proposta di Rotondi, \u00e8 che ora si rimanda ad una proposta ricostruttiva dell\u2019insieme-studiolo verso un complesso misto di architettura e di pittura, in cui un ruolo non secondario doveva avere la carpenteria (per Rotondi solo pittorica) che connetteva lo spazio intarsiato con quello pittorico e col soffitto a cassettoni.<\/p>\n<p>Per semplificare, si \u00e8 immaginato uno spazio complesso che tenesse maggiormente in conto strutture similari impiegate per la costruzione di polittici e di macchine d\u2019altare \u2018all\u2019antica\u2019, correnti nell\u2019Italia del terzo quarto del Quattrocento. In quest\u2019ottica si deve leggere anche la nuova proposta illuminotecnica, che ha l\u2019obiettivo di restituire alla stanza un\u2019atmosfera d\u2019ambiente per valorizzarne tutte le componenti, con l\u2019aggiunta di alcuni puntamenti localizzati.<\/p>\n<p><strong>Carlo Franza<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>L\u2019attesa \u00e8 ormai agli sgoccioli: il prossimo 30 maggio \u00a02025 riaprir\u00e0 lo\u00a0Studiolo di Federico da Montefeltro, al Palazzo Ducale di Urbino.\u00a0La chiusura era avvenuta lo scorso 4 novembre, poich\u00e9 l\u2019ambiente doveva essere interessato\u00a0\u00abda interventi di rifunzionalizzazione degli impianti che rispecchiano la nostra volont\u00e0 di offrire un Palazzo Ducale sempre pi\u00f9 accessibile, in grado di rispondere alle moderne esigenze della museografia e di emozionare il visitatore che arriva a Urbino\u00bb\u00a0aveva detto il Direttore della Galleria Nazionale delle Marche,\u00a0Luigi Gallo. 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