{"id":36758,"date":"2025-04-25T09:03:29","date_gmt":"2025-04-25T09:03:29","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/?p=36758"},"modified":"2025-04-25T09:03:29","modified_gmt":"2025-04-25T09:03:29","slug":"leuforia-di-tomaso-binga-al-museo-madre-di-napoli-la-piu-ampia-retrospettiva-museale-e-presenta-i-quarantanni-della-sua-pratica-artistica","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2025\/04\/25\/leuforia-di-tomaso-binga-al-museo-madre-di-napoli-la-piu-ampia-retrospettiva-museale-e-presenta-i-quarantanni-della-sua-pratica-artistica\/","title":{"rendered":"L\u2019Euforia di Tomaso Binga al Museo Madre di Napoli. La pi\u00f9 ampia retrospettiva museale e presenta i quarant&#8217;anni della sua pratica artistica"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/04\/Invito-17.040-scaled-e1745571397564.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-36759\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/04\/Invito-17.040-scaled-e1745571397564.jpg\" alt=\"\" width=\"440\" height=\"782\" \/><\/a>La\u00a0<strong>Fondazione Donnaregina per le arti contemporanee \u2013 museo Madre<\/strong>\u00a0apre dal 18 aprile la mostra\u00a0<strong><em>Euforia Tomaso Binga<\/em><\/strong>, a cura di\u00a0<strong>Eva Fabbris con Daria Khan, exhibition design Rio Grande<\/strong>: \u00e8 la sua pi\u00f9 ampia retrospettiva museale e presenta i quarant&#8217;anni della sua pratica artistica attraverso pi\u00f9 di centoventi opere tra installazioni, fotografie, collage, documenti, testimonianze di performance &#8211; molte delle quali mostrate per la prima volta o a decenni di distanza dalla loro prima esposizione &#8211; provenienti da musei e collezioni private.<\/p>\n<p>Il titolo dell\u2019esposizione\u00a0<em>Euforia<\/em>\u00a0\u00e8 una parola particolarmente amata da Binga perch\u00e9 contiene tutte le vocali. \u201cFoneticamente universale ed estroversa diventa un titolo-manifesto, un augurio, una necessit\u00e0 politica di resistenza\u201d \u2013 spiega Eva Fabbris \u2013 e contraddistingue tanto il suo approccio alla pratica verbo-visuale quanto al femminismo. \u201cTomaso Binga \u00e8 un pezzo di storia culturale italiana e non solo reputo urgente raccontare, documentare, analizzare e mostrare, proprio nel momento in cui le nuove generazioni ripensano temi di genere e<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/04\/madre-napoli_euforia-tomaso-binga_AB_1973-Mani-Occhi-copia-1000x600-1-e1745571446409.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\" wp-image-36760 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/04\/madre-napoli_euforia-tomaso-binga_AB_1973-Mani-Occhi-copia-1000x600-1-e1745571446409.jpg\" alt=\"\" width=\"568\" height=\"341\" \/><\/a> definizioni identitarie e linguistiche, e le reinventano con una libert\u00e0 complessa ed eccitante.\u201d<\/p>\n<p>Afferma Angela Tecce, Presidente della Fondazione Donnaregina:<em>\u00a0\u201cCon l\u2019ampia mostra retrospettiva al museo Madre e con il libro \u2013 sostenuto dalla Direzione Generale Creativit\u00e0\u0300 Contemporanea del Ministero della Cultura nell\u2019ambito del programma Italian Council (2023) con il supporto dell\u2019Associazione Amici del Madre \u2013 la Fondazione Donnaregina conferma il proprio impegno nella creazione di un archivio dell\u2019arte contemporanea in Campania, un\u2019attivit\u00e0\u0300 svolta con il costante supporto della Regione. (\u2026) Il lavoro di Binga sfida le convenzioni sociali e culturali esplorando temi legati al genere e alla critica del linguaggio. (\u2026) Esempi emblematici del suo contributo sono gli alfabeti in cui il corpo dell\u2019artista assume le forme delle lettere, una sintesi tra linguaggio verbale e visivo.\u201d<\/em><\/p>\n<p><strong>Tomaso Binga, nome d\u2019arte di Bianca Pucciarelli Menna (nata a Salerno nel 1931, vive e lavora a Roma), artista che dal 1971 ha scelto di entrare nel mondo dell\u2019arte con uno pseudonimo maschile per evidenziare i privilegi dell\u2019uomo anche nel campo culturale<\/strong>:\u00a0<em>\u201cIl mio nome maschile \u2013<\/em>\u00a0dice Binga<em>\u00a0\u2013 gioca sull\u2019ironia e lo spiazzamento; vuole mettere allo scoperto il privilegio maschile che impera nel campo dell\u2019arte, \u00e8 una contestazione per via di paradosso di una sovrastruttura che abbiamo ereditato e che, come donne, vogliamo distruggere. In arte, sesso, et\u00e0, nazionalit\u00e0 non dovrebbero essere delle discriminanti. L\u2019Artista non \u00e8 un uomo o una donna ma una PERSONA\u201d.<\/em><\/p>\n<p>Nella sua pratica quarantennale ha parlato del corpo femminile come di un significante di libert\u00e0 attraverso la sua originale poesia visiva e le sue performance, giocando con le parole per affermare un femminismo gioioso caratterizzato da dissacrazione, umorismo, denuncia.<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/04\/Euforia-Tomaso-Binga_Museo-Madre_ph-Amedeo-Benestante.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\" wp-image-36761 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/04\/Euforia-Tomaso-Binga_Museo-Madre_ph-Amedeo-Benestante.jpg\" alt=\"\" width=\"588\" height=\"331\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/04\/Euforia-Tomaso-Binga_Museo-Madre_ph-Amedeo-Benestante.jpg 640w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/04\/Euforia-Tomaso-Binga_Museo-Madre_ph-Amedeo-Benestante-300x169.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 588px) 100vw, 588px\" \/><\/a><\/p>\n<p>Dopo importanti sperimentazioni di scrittura desemantizzata (segni illeggibili scritti a mano che disintegrano e azzerano il linguaggio), dal 1975 il progetto della Scrittura Vivente si declina in una serie di opere in cui il suo corpo fotografato prende la forma delle lettere dell\u2019alfabeto. Nuda e priva di qualsiasi connotazione sociale, l\u2019artista si fa segno linguistico, diventa il \u201ccorpo della parola\u201d assumendo in s\u00e9 la responsabilit\u00e0 dei suoi messaggi. Binga stessa diventa alfabeto disponendosi come strumento linguistico con cui stimolare nuovi processi di apprendimento e comprensione. Scritti con questo alfabeto, le lettere, i pronomi e le parole si reinventano e si interrogano per indagare il corpo e le gerarchie grammaticali e simboliche a cui esso \u00e8 sottoposto.<\/p>\n<p><strong>L\u2019esposizione, aperta fino al 21 luglio 2025,<\/strong>\u00a0costituisce il risultato di due anni di ricerche realizzate in stretta collaborazione con l\u2019artista e il suo archivio e si snoda con un percorso tematico nelle diciotto sale del terzo piano del museo con un allestimento sperimentale dal tracciato circolare ideato dal collettivo multidisciplinare Rio Grande in dialogo con Tomaso Binga. Questo display \u00e8 concepito secondo criteri di affinit\u00e0 tanto grafici e visivi quanto contenutistici di continuit\u00e0, duttilit\u00e0 e gioco. Per il museo Madre realizzare questa prima ampia retrospettiva su Tomaso Binga significa ribadire l\u2019attualit\u00e0 di temi e metodi con cui questa artista da decenni mette in discussione urgenze identitarie e sociali attraverso la reinvenzione linguistica.<\/p>\n<p>L\u2019artista si occupa di scrittura verbo-visiva ed \u00e8 tra i protagonisti della poesia fonetico-sonora-performativa italiana: partecipa alla celebre mostra \u201cMaterializzazione del Linguaggio\u201d alla Biennale Arte del 1978 invitata da Mirella Bentivoglio. Docente di Teoria e Metodo dei Mass Media presso l\u2019Accademia di Belle Arti di Frosinone, \u00e8 stata una attiva organizzatrice culturale e ha diretto dal 1974 l\u2019associazione culturale \u201cLavatoio Contumaciale\u201d di Roma e dal 1992 \u00e8 prima vicepresidente e poi presidente della Fondazione \u201cFiliberto Menna\u201d di Salerno. Ha partecipato a mostre e festival presso istituzioni italiane e internazionali: Museo di Castelvecchio, Verona; 38., 49. e 59. Biennale Arte a Venezia; XIV Biennale di S\u00e3o Paulo do Brasil; XI Quadriennale di Roma; Fondazione Prada, Milano; Galleria Nazionale d\u2019Arte Moderna e Contemporanea, Roma; Museion, Bolzano; Mimosa House, Londra; Centre d\u2019Art Contemporain Gen\u00e8ve, Ginevra.<\/p>\n<p><strong>Il libro che accompagna la mostra,<\/strong>\u00a0edito da Lenz Press in italiano e inglese, \u00e8 a cura di Eva Fabbris, Lilou Vidal e Stefania Zuliani. \u00c8 articolato in tre parti: la prima presenta saggi e un\u2019intervista all\u2019artista; la seconda una serie di brevi testi critici che analizzano opere singole o piccoli corpus di lavori delle principali aree di interesse dell\u2019artista; la terza \u00e8 dedicata alla poesia visiva.<\/p>\n<p><strong>Carlo Franza<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>La\u00a0Fondazione Donnaregina per le arti contemporanee \u2013 museo Madre\u00a0apre dal 18 aprile la mostra\u00a0Euforia Tomaso Binga, a cura di\u00a0Eva Fabbris con Daria Khan, exhibition design Rio Grande: \u00e8 la sua pi\u00f9 ampia retrospettiva museale e presenta i quarant&#8217;anni della sua pratica artistica attraverso pi\u00f9 di centoventi opere tra installazioni, fotografie, collage, documenti, testimonianze di performance &#8211; molte delle quali mostrate per la prima volta o a decenni di distanza dalla loro prima esposizione &#8211; provenienti da musei e collezioni private. Il titolo dell\u2019esposizione\u00a0Euforia\u00a0\u00e8 una parola particolarmente amata da Binga perch\u00e9 contiene tutte le vocali. \u201cFoneticamente universale ed estroversa diventa un [&hellip;]<\/p>\n&nbsp;&nbsp;<div class=\"readmore\"><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2025\/04\/25\/leuforia-di-tomaso-binga-al-museo-madre-di-napoli-la-piu-ampia-retrospettiva-museale-e-presenta-i-quarantanni-della-sua-pratica-artistica\/\">Continua a leggere...<\/a><\/div><\/p>","protected":false},"author":1009,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[44800,59281,53889,53888,53709,53710,9894,28280,10357,596320,44441,87,26,59583,17505,35188,28369,409394,44754],"tags":[462677,598410,339885,202366,355195,328218],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/36758"}],"collection":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1009"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=36758"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/36758\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":36763,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/36758\/revisions\/36763"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=36758"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=36758"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=36758"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}