{"id":36764,"date":"2025-04-25T20:42:05","date_gmt":"2025-04-25T20:42:05","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/?p=36764"},"modified":"2025-04-25T20:47:09","modified_gmt":"2025-04-25T20:47:09","slug":"protagonisti-e-capolavori-dellarte-povera-da-tornabuoni-a-firenze","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2025\/04\/25\/protagonisti-e-capolavori-dellarte-povera-da-tornabuoni-a-firenze\/","title":{"rendered":"Protagonisti e Capolavori dell\u2019Arte Povera da Tornabuoni a Firenze"},"content":{"rendered":"<p><strong><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/04\/image002.png\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft wp-image-36765\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/04\/image002.png\" alt=\"\" width=\"578\" height=\"413\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/04\/image002.png 843w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/04\/image002-300x214.png 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/04\/image002-768x548.png 768w\" sizes=\"(max-width: 578px) 100vw, 578px\" \/><\/a>Tornabuoni Arte<\/strong> ha inaugurato, <strong>gioved\u00ec 17 aprile 2025<\/strong>, nella sede di Firenze, la mostra <strong><em>Arte Povera. La bellezza dell\u2019essenziale<\/em><\/strong>, un omaggio al movimento, teorizzato dal critico d&#8217;arte Germano Celant, che ha segnato profondamente l\u2019arte della seconda met\u00e0 del Novecento, riunendo alcuni dei <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/04\/Zorio-Odio-1970-e1745612420401.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\" wp-image-36766 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/04\/Zorio-Odio-1970-e1745612420401.jpg\" alt=\"\" width=\"552\" height=\"414\" \/><\/a>capolavori storici dei suoi principali protagonisti, tra cui <strong>Alighiero Boetti, Pier Paolo Calzolari, Jannis Kounellis, Mario Merz, Giulio Paolini, Pino Pascali, Michelangelo Pistoletto, Gilberto Zorio<\/strong>.<\/p>\n<p>Il termine \u201cArte Povera\u201d fu coniato la prima volta proprio da Germano Celant nel 1967 in un articolo \u201cArte Povera. Appunti per una guerriglia\u201d, pubblicato dalla rivista <em>Flash Art, <\/em>un testo provocatorio che descriveva un gruppo di artisti operanti a Torino il cui lavoro si spingeva oltre i confini dell&#8217;arte e delle sue istituzioni, in totale controtendenza all\u2019egemonia culturale del dopoguerra e alla mercificazione del mondo dell\u2019arte. Artisti dalle pratiche piu\u0300 disparate, mossi da stimoli e sollecitazioni simili, accomunati da una ricerca dell\u2019essenziale e una profonda messa in discussione del rapporto tra uomo e natura. Pur non avendo mai firmato un manifesto, molti di loro continuarono a esporre insieme, sotto l&#8217;egida del movimento. E sebbene alcuni si siano allontanati dall&#8217;estetica poverista nel corso del tempo, il loro lavoro ha continuato a portare l&#8217;influenza di quegli anni formativi.<\/p>\n<p><em><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/04\/Kounellis-Senza-titolo-1996.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft wp-image-36767\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/04\/Kounellis-Senza-titolo-1996.jpg\" alt=\"\" width=\"552\" height=\"613\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/04\/Kounellis-Senza-titolo-1996.jpg 756w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/04\/Kounellis-Senza-titolo-1996-270x300.jpg 270w\" sizes=\"(max-width: 552px) 100vw, 552px\" \/><\/a>Arte Povera. La bellezza dell\u2019essenziale,<\/em> organizzata da Tornabuoni Arte, rievoca lo spirito rivoluzionario che permeava il movimento e che ha cambiato profondamente la natura dell&#8217;arte, ponendo l\u2019accento sul radicalismo dei suoi partecipanti, che hanno sfidato le convenzioni pittoriche e svelato la poesia del quotidiano.<\/p>\n<p>\u201cL\u2019opera poverista\u201d e\u0300 contrassegnata dal punto di vista organico, fisico, dalla simultanea presenza di vuoti e di pieni, evidenzia<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/04\/Ceroli-Serata-di-gala-1981-.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\" wp-image-36768 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/04\/Ceroli-Serata-di-gala-1981-.jpg\" alt=\"\" width=\"593\" height=\"439\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/04\/Ceroli-Serata-di-gala-1981-.jpg 954w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/04\/Ceroli-Serata-di-gala-1981--300x222.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/04\/Ceroli-Serata-di-gala-1981--768x568.jpg 768w\" sizes=\"(max-width: 593px) 100vw, 593px\" \/><\/a> Bruno Cora\u0300, critico d&#8217;arte e presidente della Fondazione Alberto Burri, nel suo contributo all\u2019interno della pubblicazione <em>Arte Povera, Dialoghi<\/em> (Forma Edizioni, 2024). \u201cUn\u2019opera aperta\u201d che lascia spazio all\u2019intervento dello spettatore che contribuisce alla determinazione e al completamento del messaggio estetico, come nel lavoro di <strong>Pino Pascali<\/strong>, di <strong>Michelangelo Pistoletto<\/strong> e di altri artisti rappresentati in questa sede.<\/p>\n<p>Un linguaggio visivo al tempo stesso eterogeneo e inclusivo, di protesta e poetico, che ha anticipato alcune delle questioni pi\u00f9 urgenti del nostro tempo, come la nozione di belle arti, l&#8217;ecologia e il colonialismo, e continua ad avere un impatto significativo sulla creazione artistica contemporanea.<\/p>\n<p>In mostra troviamo un nucleo di opere di <strong>Alighiero Boetti<\/strong>, realizzate tra la fine degli anni Sessanta e la fine degli anni Settanta, emblematiche di quel periodo, che dimostrano la sua assoluta liberta\u0300 creativa, espressa in tecniche e materiali non prevedibili, come ad esempio <em>Mimetico <\/em>(1967) &#8211; esposto in occasione della prima mostra sull\u2019Arte Povera, organizzata da Germano Celant, nel \u201967, alla galleria La Bertesca a Genova &#8211; o <em>Mettere al mondo il<\/em><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/04\/Alighiero-Boetti-Mimetico-1967-tela-mimetica-militare-145x140-cm-988x1024-1.jpeg\"><img loading=\"lazy\" class=\" wp-image-36769\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/04\/Alighiero-Boetti-Mimetico-1967-tela-mimetica-militare-145x140-cm-988x1024-1.jpeg\" alt=\"\" width=\"405\" height=\"420\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/04\/Alighiero-Boetti-Mimetico-1967-tela-mimetica-militare-145x140-cm-988x1024-1.jpeg 988w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/04\/Alighiero-Boetti-Mimetico-1967-tela-mimetica-militare-145x140-cm-988x1024-1-289x300.jpeg 289w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/04\/Alighiero-Boetti-Mimetico-1967-tela-mimetica-militare-145x140-cm-988x1024-1-768x796.jpeg 768w\" sizes=\"(max-width: 405px) 100vw, 405px\" \/><\/a><\/p>\n<p><em>mondo <\/em>(1975), una combinazione di lettere, parole e segni, realizzato con la penna biro. Come sottolinea Agata Boetti, direttrice dell&#8217;Archivio Alighiero Boetti, \u201cse osserviamo attentamente le opere degli anni Sessanta, vediamo che i concetti fondamentali del lavoro di Boetti sono gi\u00e0 tutti presenti\u201d. Le tematiche della casualit\u00e0, del tempo e della scrittura si ritrovano anche nelle serie pi\u00f9 famose dell&#8217;artista, come le successive <em>Mappe<\/em>.<\/p>\n<p><strong>Mario Merz<\/strong>, presente con una serie di opere pittoriche su carta e cartone, relative agli inizi degli anni Ottanta, e\u0300 fra coloro che hanno esplorato piu\u0300 profondamente il potenziale artistico del mondo che ci circonda, attraverso una grande coscienza politica e un atteggiamento profondamente militante. Il percorso artistico di <strong>Pier Paolo Calzolari<\/strong> \u00e8 documentato, invece, da una serie di lavori fatti di materiali \u201cpoveri\u201d e alternativi, naturali e deperibili, come sale, tabacco, foglie, candele su cartoncino, della fine degli anni Sessanta, e da altri pi\u00f9 recenti come <em>Eroe, <\/em>del 1986, o <em>Specchio,<\/em> del 1990.<\/p>\n<p>La mostra si sofferma anche su quelle figure che non hanno fatto parte del gruppo canonico dell\u2019Arte Povera ma che, soprattutto, all\u2019inizio ne hanno condiviso gli ideali, come <strong>Gianni Piacentino<\/strong> e <strong>Mario Ceroli<\/strong>, invitato da Celant a Genova nel 1967, considerato un po\u2019 il precursore del movimento per l\u2019uso di stracci, di cartoni e del legno che ha definito la sua cifra stilistica. La serie di opere che troviamo in questo contesto, da <em>Gloria eterna ai caduti per la pittura<\/em>, 1972, a <em>Serata di gala<\/em>, 1981, e <em>Squilibrio<\/em>, 1988, sono esempi della sua straordinaria creativit\u00e0 e potenza emotiva.<\/p>\n<p><strong>Carlo Franza<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Tornabuoni Arte ha inaugurato, gioved\u00ec 17 aprile 2025, nella sede di Firenze, la mostra Arte Povera. La bellezza dell\u2019essenziale, un omaggio al movimento, teorizzato dal critico d&#8217;arte Germano Celant, che ha segnato profondamente l\u2019arte della seconda met\u00e0 del Novecento, riunendo alcuni dei capolavori storici dei suoi principali protagonisti, tra cui Alighiero Boetti, Pier Paolo Calzolari, Jannis Kounellis, Mario Merz, Giulio Paolini, Pino Pascali, Michelangelo Pistoletto, Gilberto Zorio. Il termine \u201cArte Povera\u201d fu coniato la prima volta proprio da Germano Celant nel 1967 in un articolo \u201cArte Povera. 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