{"id":36773,"date":"2025-04-26T22:51:48","date_gmt":"2025-04-26T22:51:48","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/?p=36773"},"modified":"2025-04-26T22:51:48","modified_gmt":"2025-04-26T22:51:48","slug":"haori-gli-abiti-maschili-del-primo-novecento-narrano-il-giappone-la-mostra-al-mao-museo-darte-orientale-di-torino","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2025\/04\/26\/haori-gli-abiti-maschili-del-primo-novecento-narrano-il-giappone-la-mostra-al-mao-museo-darte-orientale-di-torino\/","title":{"rendered":"Haori. Gli abiti maschili del primo Novecento narrano il Giappone. La mostra al MAO Museo d\u2019Arte Orientale di Torino"},"content":{"rendered":"<p>La mo<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/04\/haori-nero.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-36774\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/04\/haori-nero.jpg\" alt=\"\" width=\"572\" height=\"572\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/04\/haori-nero.jpg 600w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/04\/haori-nero-300x300.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/04\/haori-nero-150x150.jpg 150w\" sizes=\"(max-width: 572px) 100vw, 572px\" \/><\/a>stra\u00a0<em><strong>Haori.\u00a0Gli\u00a0abiti maschili del primo Novecento narrano il Giappone<\/strong><\/em><strong>\u00a0e visitabile f<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/04\/Haori-300x300-1.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"size-full wp-image-36775 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/04\/Haori-300x300-1.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/04\/Haori-300x300-1.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/04\/Haori-300x300-1-150x150.jpg 150w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>ino al 7 settembre 2025<\/strong>, offre una singolare esplorazione della cultura materiale giapponese attraverso\u00a0<strong>circa 50\u00a0<\/strong><em><strong>haori<\/strong><\/em><strong>\u00a0e\u00a0<\/strong><em><strong>juban<\/strong><\/em>\u00a0(le giacche sovrakimono e le vesti sotto\u00a0<em>kimono<\/em>\u00a0maschili), nonch\u00e9 alcuni abiti tradizionali da bambino, provenienti dalla\u00a0<strong>collezione Manavello<\/strong>,\u00a0<strong>in dialogo con installazioni di artisti contemporanei<\/strong>. La mostra non ha attualmente precedenti n\u00e9 in Italia n\u00e9 in Europa e si pone quindi come una novit\u00e0 assoluta nel panorama delle proposte aventi come tematica l&#8217;arte dell&#8217;estremo Oriente.<\/p>\n<p>Le\u00a0<strong>raffigurazioni<\/strong>\u00a0che decorano gli abiti presentati non sono solo esempi di preziosa manifattura, ma\u00a0<strong>documenti e testimonianze che approfondiscono il Giappone del primo Novecento<\/strong>, un periodo cruciale segnato da\u00a0<strong>trasformazioni sociali, culturali e politiche<\/strong>, tra modernizzazione accelerata e tensioni imperialiste. All\u2019interno del percorso espositivo sono presentate opere di artisti contemporanei come strumenti di analisi e riflessione, invitando il pubblico a orientarsi in un\u2019epoca storica di relazioni complesse tra Giappone, Cina e Corea ancora poco conosciuta in Italia<\/p>\n<p><strong>Haori. \u00a0Gli abiti maschili del primo Novecento narrano il Giappone. <\/strong>Le\u00a0<strong>raffigurazioni<\/strong>\u00a0che decorano gli abiti presentati non sono solo esempi di preziosa manifattura, ma\u00a0<strong>documenti e testimonianze che approfondiscono il Giappone del primo<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/04\/33572-e1745707098896.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\" wp-image-36776 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/04\/33572-e1745707098896.jpg\" alt=\"\" width=\"560\" height=\"373\" \/><\/a> Novecento<\/strong>, un periodo cruciale segnato da\u00a0<strong>trasformazioni sociali, culturali e politiche<\/strong>, tra modernizzazione accelerata e tensioni imperialiste. All\u2019interno del percorso espositivo sono presentate opere di artisti contemporanei come strumenti di analisi e <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/04\/images.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-36777\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/04\/images.jpg\" alt=\"\" width=\"275\" height=\"183\" \/><\/a>riflessione, invitando il pubblico a orientarsi in un\u2019epoca storica di relazioni complesse tra Giappone, Cina e Corea ancora poco conosciuta in Italia.<\/p>\n<p><strong>Il progetto espositivo si avvale della consulenza curatoriale di Silvia Vesco (docente di Storia dell\u2019Arte Giapponese presso l\u2019Universit\u00e0 Ca\u2019 Foscari di Venezia), Lydia Manavello, You Mi (curatrice indipendente e attualmente docente di Arte ed Economia all\u2019Universit\u00e0 di Kassel),<\/strong> in collaborazione con il Direttore del MAO, Davide Quadrio, le curatrici Anna Musini e Francesca Filisetti, con l\u2019assistenza di Francesca Corrias.<\/p>\n<p><strong>I kimono da uomo. <\/strong>Svelare, non esibire, suggerire senza palesare. A questi principi si ispira la millenaria\u00a0<strong>cultura <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/04\/33573-e1745707156908.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-36778\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/04\/33573-e1745707156908.jpg\" alt=\"\" width=\"590\" height=\"393\" \/><\/a>giapponese<\/strong>\u00a0che, sull\u2019equilibrio in perenne divenire fra pieni e vuoti e sul senso dell\u2019armonia, tesse ancor oggi la propria esistenza.<strong> L\u2019abbigliamento<\/strong> concorre a definire i ruoli e gli spazi in cui si configura e si muove la complessa societ\u00e0 nipponica; in questo contesto grande interesse ha sempre destato il\u00a0<em>kimono<\/em>\u00a0femminile,<\/p>\n<div id=\"attachment_36781\" style=\"width: 579px\" class=\"wp-caption alignright\"><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/04\/unnamed-2.jpg\"><img aria-describedby=\"caption-attachment-36781\" loading=\"lazy\" class=\" wp-image-36781\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/04\/unnamed-2.jpg\" alt=\"\" width=\"569\" height=\"379\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/04\/unnamed-2.jpg 512w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/04\/unnamed-2-300x200.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 569px) 100vw, 569px\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-36781\" class=\"wp-caption-text\"><\/p>\n<p><\/p><\/div>\n<p>mentre l\u2019ambito degli indumenti maschili \u00e8 stato ancora poco indagato.<\/p>\n<p>Meno appariscenti ma assai interessanti,\u00a0<strong>le vesti da uomo costituiscono<\/strong>, in realt\u00e0,\u00a0<strong>una parte\u00a0consistente del ricco apparato tessile giapponese<\/strong>. Nell\u2019eleganza austera del completo cerimoniale o nella sobriet\u00e0 di un abito da vivere tutti i giorni, i\u00a0<em>kimono<\/em> da\u00a0uomo racchiudono e definiscono un universo che si rende accessibile solo nel contesto domestico o nel segreto di un incontro amoroso. A rivelare l\u2019anima di chi li indossa sono i\u00a0<strong>soggetti che impreziosiscono gli interni delle giacche o l\u2019intera\u00a0superficie dei sotto\u00a0<em>kimono<\/em><\/strong>: immagini seduttive o narrative, sempre sofisticate, abilmente tessute o dipinte, elaborate con minuzia o appena suggerite da qualche tratto <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/04\/33574-e1745707218303.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-36780\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/04\/33574-e1745707218303.jpg\" alt=\"\" width=\"524\" height=\"349\" \/><\/a>d\u2019inchiostro, raccontano la cultura del Sol Levante con riferimenti alla letteratura e all\u2019arte della guerra, al mondo naturale e alla sfera divina.<\/p>\n<p><strong><em>Haori<\/em><\/strong><strong>\u00a0e\u00a0<em>Juban. <\/em><\/strong>Tradizionalmente considerati espressione dell\u2019intimit\u00e0 quotidiana,\u00a0<strong>gli\u00a0<em>haori<\/em>\u00a0e le\u00a0<em>juban\u00a0<\/em>presentati in mostra<\/strong><em>\u00a0<\/em>assumono un nuovo significato e diventano\u00a0<strong>un\u2019occasione per affrontare temi di grande attualit\u00e0<\/strong>, fra cui<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/04\/unnamed-1.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\" wp-image-36782\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/04\/unnamed-1.jpg\" alt=\"\" width=\"581\" height=\"387\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/04\/unnamed-1.jpg 512w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/04\/unnamed-1-300x200.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 581px) 100vw, 581px\" \/><\/a><\/p>\n<p>le questioni legate all\u2019espansione giapponese del XX secolo in Asia e alle implicazioni politiche e sociali che ne caratterizzarono il contesto storico. Tra queste anche la propaganda,<\/p>\n<p>affidata non solo ai tradizionali mezzi di comunicazione ma, in modo tanto sorprendente quanto pervasivo, proprio agli\u00a0<strong>abiti<\/strong>, tra i quali anche quelli\u00a0<strong>da bambino<\/strong>, cui \u00e8 dedicata un\u2019apposita sezione in mostra.<\/p>\n<p>L\u2019esposizione esplora, dunque, l\u2019immaginario comune del Giappone in Occidente, ancora legato a una visione tradizionale e<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/04\/unnamed.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\" wp-image-36783\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/04\/unnamed.jpg\" alt=\"\" width=\"559\" height=\"372\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/04\/unnamed.jpg 512w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/04\/unnamed-300x200.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 559px) 100vw, 559px\" \/><\/a><\/p>\n<p>romantica, in contrapposizione alla percezione di un Giappone diverso, a tutt\u2019oggi poco conosciuto, che \u00e8 quello che trapela dagli abiti maschili; le\u00a0<strong>immagini<\/strong>\u00a0che li caratterizzano da un lato\u00a0<strong>celebrano il mito dell\u2019Occidente<\/strong>, dai plurimi volti, dall\u2019altro mirano ad\u00a0<strong>enfatizzare l\u2019orgoglio nazionale nipponico<\/strong>, entrambe culminati nell\u2019evoluzione tecnologica e nella strenua difesa della propria identit\u00e0, prima e durante il secondo conflitto mondiale. Questa eredit\u00e0, lungi dall\u2019essere cancellata dal tempo, sopravvive ancor oggi in Paesi e realt\u00e0 al di fuori del Giappone ma allora coinvolti, e di essa le installazioni e i video contemporanei in mostra offrono una<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/04\/images-1.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"size-full wp-image-36786 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/04\/images-1.jpg\" alt=\"\" width=\"275\" height=\"183\" \/><\/a> tangibile testimonianza, arricchendo il racconto con riflessioni sul tempo passato e presente.<\/p>\n<p><strong>Video, sculture e un programma musicale e performativo. <\/strong>Fra i lavori all\u2019interno del percorso espositivo il video\u00a0<em>A Needle Woman<\/em>\u00a0e le sculture\u00a0<em>Bottari\u00a0<\/em>di\u00a0<strong>Kimsooja<\/strong>\u00a0(Taegu, Corea, 1957), che indagano il rapporto tra individuo e societ\u00e0, con particolare attenzione all\u2019idea di ibridismo culturale e linguistico, ponendo l\u2019accento su come il nomadismo e la migrazione plasmino l\u2019identit\u00e0 personale e collettiva; la grande installazione\u00a0<em>Kotatsu (J. Stempel)<\/em>\u00a0di\u00a0<strong>Tobias Rehberger<\/strong>\u00a0(Esslingen, Germania, 1966) che, unendo due tradizioni agli antipodi come quella giapponese e quella tedesca, affronta il tema della morte e della trasformazione.<\/p>\n<p>Infine il video\u00a0<em>Kishi the Vampire<\/em>\u00a0di\u00a0<strong>Royce Ng<\/strong>\u00a0(Hong Kong, 1983), che riscrive la storia di Kishi Nobusuke (primo ministro giapponese dal 1957 al 1960) come una storia di vampiri, utilizzando questo personaggio storico per proporre una rilettura fantastica dell\u2019economia politica tra Giappone, Corea e Cina del XX secolo; a quest\u2019opera fa eco il film\u00a0<em>Tungus,\u00a0<\/em><em>\u901a\u53e4\u65af<\/em>\u00a0di\u00a0<strong>Wang Tuo<\/strong>\u00a0(Changchun, China, 1984) che tratta gli stessi temi attraverso una ricerca storico-artistica che intreccia fatti storici, archivi culturali, finzione e mitologia in narrazioni speculative.<\/p>\n<p>In linea con la programmazione del MAO, la mostra \u00e8 concepita come un organismo vivo e, per tutta la sua durata, presenta un\u00a0<strong>programma musicale e performativo,<\/strong>\u00a0a cura di Chiara Lee e freddie Murphy.<\/p>\n<p><strong>Carlo Franza<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>La mostra\u00a0Haori.\u00a0Gli\u00a0abiti maschili del primo Novecento narrano il Giappone\u00a0e visitabile fino al 7 settembre 2025, offre una singolare esplorazione della cultura materiale giapponese attraverso\u00a0circa 50\u00a0haori\u00a0e\u00a0juban\u00a0(le giacche sovrakimono e le vesti sotto\u00a0kimono\u00a0maschili), nonch\u00e9 alcuni abiti tradizionali da bambino, provenienti dalla\u00a0collezione Manavello,\u00a0in dialogo con installazioni di artisti contemporanei. La mostra non ha attualmente precedenti n\u00e9 in Italia n\u00e9 in Europa e si pone quindi come una novit\u00e0 assoluta nel panorama delle proposte aventi come tematica l&#8217;arte dell&#8217;estremo Oriente. 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