{"id":36839,"date":"2025-05-02T19:07:03","date_gmt":"2025-05-02T19:07:03","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/?p=36839"},"modified":"2025-05-02T19:07:03","modified_gmt":"2025-05-02T19:07:03","slug":"la-pittura-di-el-greco-sulle-vie-veneziane-della-civilta-la-mostra-a-palazzo-ducale-a-venezia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2025\/05\/02\/la-pittura-di-el-greco-sulle-vie-veneziane-della-civilta-la-mostra-a-palazzo-ducale-a-venezia\/","title":{"rendered":"La pittura di El Greco sulle vie veneziane della civilt\u00e0. La mostra a Palazzo Ducale a Venezia."},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/05\/2-e1746211664254.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-36840\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/05\/2-e1746211664254.jpg\" alt=\"\" width=\"566\" height=\"873\" \/><\/a>Un nuovo approfondimento scientifico sulle \u201cvie veneziane\u201d della civilt\u00e0: una scuola pittorica, quella veneto-cretese, a met\u00e0, per pi\u00f9 di quattro secoli, tra Oriente bizantino e Occidente latino. Un mondo di immagini da scoprire insieme ai loro originali artefici, tra questi anche<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/05\/4-e1746211764654.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\" wp-image-36841 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/05\/4-e1746211764654.jpg\" alt=\"\" width=\"368\" height=\"437\" \/><\/a> Dominikos Theotokopoulos, divenuto poi El Greco.<\/p>\n<p>Un filo dorato lega le vicende storiche, artistiche, gli equilibri diplomatici e la devozione nel Mediterraneo lungo la rotta tra Venezia e Creta, la Candia dal XIII secolo, perla dello Stato da Mar della Serenissima. <strong>L\u2019oro dipinto, che fa risplendere di luce spirituale le icone, \u00e8 il protagonista della mostra a Palazzo Ducale curata dalla Direttrice Scientifica di Fondazione Musei Civici Chiara Squarcina, dal responsabile del Museo Correr Andrea Bellieni e dal Direttore Generale Museo Bizantino e Cristiano di Atene Katerina Dellaporta; esso fa da sfondo ad una lunga storia di intense relazioni pittoriche tra due isole.<\/strong><br \/>\nDopo la Caduta di Costantinopoli (1453) Candia diventa il pi\u00f9 importante polo artistico per l\u2019antica tradizione bizantina, alla quale si richiamano fedelmente oltre cento botteghe di \u201cmadoneri\u201d, soprattutto autori di immagini devozionali popolari. Parallelamente Venezia \u2013 come una nuova Bisanzio \u2013 vede l\u2019arrivo di un numero sempre maggiore di opere e di artisti dall\u2019isola dell\u2019Egeo: \u201cpittori iconografi\u201d in viaggio o immigrati tra Creta, le isole dello Ionio e la capitale. Il risultato fu l\u2019incontro e l\u2019originale sintesi tra la nativa impronta aulica bizantina \u2013 gi\u00e0 una delle anime essenziali della stessa tradizione veneziana \u2013 e il linguaggio figurativo occidentale, prima tardogotico, poi rinascimentale, umano-centrico, naturalistico e vivace.<br \/>\nUna relazione fortunata si intreccia senza mai esaurirsi, dall\u2019aureo rinascimento veneto fra Quattro e Cinquecento, fino alle soglie dell\u2019Ottocento, con momenti di sempre originale simbiosi. L\u2019esposizione vuole rappresentare un\u2019occasione , preziosa e finora rara in Italia, di rilettura e approfondimento su un fenomeno culturale che fu rilevantissimo e ancora poco indagato.<\/p>\n<p><strong>Le sette sezioni della mostra scandiscono e illustrano cronologicamente tale singolare percorso pittorico: dalle origini nel secolo XV, coi primi maestri che progressivamente guardano all\u2019occidente gotico \u2013 tra questi Angelos, Akotantos e<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/05\/6-e1746211803782.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\" wp-image-36842 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/05\/6-e1746211803782.jpg\" alt=\"\" width=\"589\" height=\"399\" \/><\/a> Andreas Ritzos \u2013 per passare col maturo Quattrocento a significative vicinanze coi modelli del grande rinascimento veneziano \u2013 in primis quelli dei Bellini e dei Vivarini \u2013 in pittori come Ioannis Permeniatis. L\u2019evoluzione prosegue nel Cinquecento con felici ibridazioni fra tradizione bizantina e libere ispirazioni occidentali, mediate soprattutto dalle immagini a stampa, con prolifici e rinomati maestri come Georgios Klontzas e Michael Damaskinos; quest\u2019ultimo importante per il lungo periodo di attivit\u00e0 trascorso a Venezia tra gli anni \u201970 e \u201980 del Cinquecento. Al centro dell\u2019avvincente racconto di storia e di pittura si colloca il pi\u00f9 celebre e stravagante rappresentante della \u201dscuola\u201d: Dominikos Theotokopoulos, El Greco (1541-1614).<\/strong> Nella natia Creta muove i primi passi nell\u2019educazione alla tradizione postbizantina per giungere a Venezia, il viaggio imprescindibile per gli autori dell\u2019epoca, intorno al 1567. L\u2019incontro qui \u00e8 con e con l\u2019arte sorprendente del maturo Tiziano, di Bassano, di Tintoretto. Una tappa cruciale, prima del passaggio per Roma e poi in Spagna, dove si impone come il geniale El Greco. <strong>A testimonianza di questi emblematici passaggi, la mostra ospita la Fuga in Egitto (1570 circa), eccezionale prestito dal Museo del Prado di Madrid, a confronto ad opere della maturit\u00e0 fino al periodo spagnolo con il San Pietro (1600-1607) dalla National Gallery \u2013 Alexandros Soutsos Museum di Atene.<\/strong><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/05\/5-e1746211902168.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-36843\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/05\/5-e1746211902168.jpg\" alt=\"\" width=\"419\" height=\"544\" \/><\/a>Inevitabile l\u2019affondo sul periodo delle Guerre di Morea: la citt\u00e0 di Candia \u2013 attuale Heraklion \u2013 assediata dagli ottomani e strenuamente difesa dai veneziani cade nel 1669 con la resa trattata dal capitano generale Francesco Morosini. L\u2019attivit\u00e0 dei pittori iconografi e delle loro botteghe si dovette forzatamente trasferire nelle altre isole venete, come Corf\u00f9 e Zante; \u00e8 qui che riprendono a lavorare e inviare opere Theodoros Poulakis, Elias Moskos, Lambardos, Prete Victor e altri. Alcuni scelsero di trasferirsi nella stessa Venezia, come Emmanuel Tzanes.<br \/>\nFedele alla vocazione inclusiva della Serenissima, una vivace comunit\u00e0 greca aveva potuto formarsi e prosperare, fino ad oggi, perfettamente integrata all\u2019interno del tessuto economico e civile della citt\u00e0, portatrice feconda della propria spiccata identit\u00e0 culturale e religiosa, con polo<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/05\/3-e1746211943291.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"size-full wp-image-36844 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/05\/3-e1746211943291.jpg\" alt=\"\" width=\"481\" height=\"341\" \/><\/a> essenziale nella sua Scuola e adiacente Chiesa di San Giorgio dei Greci. Una radice ellenica che, in tal modo e in virt\u00f9 di quegli antichi legami, \u00e8 veramente una componente effettiva e riconoscibile dell\u2019animus pi\u00f9 vero di Venezia. Questo lo squarcio aperto significativamente dalla settima e ultima sezione della mostra.<\/p>\n<p>Nelle ultime due sale arte e scienza prendono vita grazie all\u2019intelligenza artificiale: il visitatore diventa protagonista con i due progetti ideati da camerAnebbia, studio fondato nel 2014 tra Milano e Venezia, specializzato nella creazione di video installazioni interattive per mostre e percorsi espositivi nell\u2019ambito dell\u2019arte e della comunicazione scientifica.<\/p>\n<p>Per la mostra il collettivo ha ideato l\u2019installazione Imago Physis che trae origine dalle analisi su una specifica icona, realizzate in collaborazione con l\u2019Istituto Nazionale di Fisica Nucleare \u2013 CHNet Cultural Heritage Network: indagini non invasive, che permettono l\u2019esplorazione dell\u2019opera sia della parte scientifica, attraverso fotogrammetrie e rilievi digital per studiarla fin nel profondo, con incursioni \u201cvirtuali\u201d nel suo contesto artistico. \u00c8 cos\u00ec possibile scoprire numerosi documenti e il patrimonio storico artistico dell\u2019Istituto Ellenico di Studi Bizantini e Postbizantini di Venezia, visitare la Chiesa Ortodossa di San Giorgio ai Greci osservandola sin nei minimi dettagli.<\/p>\n<p>Nella seconda e ultima sala trova spazio l\u2019installazione interattiva basata su una rete neurale: un sistema creato con l\u2019intelligenza artificiale che ha scansionato e immagazzinato le icone in mostra, i quadri e le immagini per creare una rete in grado di reinterpretare tutta l\u2019iconografia attraverso il solo tocco della mano sul touch screen. Cos\u00ec il visitatore, dopo aver ammirato con lo sguardo le opere, diventa per un momento pittore avendo la straordinaria occasione di riprodurre con un piccolo gesto la propria opera d\u2019arte. Si pu\u00f2 scegliere tra tre iconografie: le figure, l\u2019angelo e il San Giorgio, opzionando poi le dimensioni delle immagini e la loro permanenza. Gli elementi delle icone si concatenano e le forme prendono corpo istantaneamente sia sul touch screen che nella proiezione a parete, per pochi effimeri secondi, dando vita a un susseguirsi di immagini in movimento.<br \/>\n\u00c8 la prima volta che questa installazione viene proposta al pubblico, un primato per Venezia che consente di unire due mondi finora distanti, quello delle icone dorate e dai colori vividi con quello dell\u2019intelligenza artificiale che diventa, a sua volta, strumento di interpretazione che d\u00e0 la possibilit\u00e0 al pubblico di diventare protagonista della mostra.<br \/>\nPer Mariacristina Gribaudi, Presidente della Fondazione Musei Civici di Venezia &#8220;Con questa esposizione vogliamo offrire al pubblico un viaggio emozionante tra Oriente e Occidente, in cui arte e storia si<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/05\/1_.png\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-36849\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/05\/1_.png\" alt=\"\" width=\"473\" height=\"634\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/05\/1_.png 473w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/05\/1_-224x300.png 224w\" sizes=\"(max-width: 473px) 100vw, 473px\" \/><\/a> intrecciano in una trama dorata che affonda le radici nella nostra identit\u00e0 veneziana. Venezia \u00e8 sempre stata un ponte tra civilt\u00e0, un luogo dove si incontrano culture e linguaggi diversi: questa mostra ne \u00e8 l\u2019espressione pi\u00f9 alta. \u00c8 anche un invito a riscoprire il ruolo centrale della citt\u00e0 lagunare nella storia dell\u2019arte mediterranea, a riscoprire un\u2019amicizia sincera e lungimirante tra Italia e Grecia. Attraverso un racconto affascinante, con oltre 150 opere di cui 30 opere provenienti dalla Grecia e due straordinari El Greco dalla restituiamo al visitatore l\u2019intensit\u00e0 di un dialogo culturale e spirituale che ha plasmato un patrimonio pittorico unico e sorprendente. La mostra permette di osservare da vicino l\u2019evoluzione stilistica di autori che hanno saputo interpretare due mondi, quello bizantino e quello occidentale, fondendoli in una sintesi di rara bellezza e modernit\u00e0 dichiara Chiara Squarcina, Direttrice Scientifica della Fondazione Musei Civici di Venezia e curatrice della mostra, ricordando l\u2019impegno della Fondazione nella realizzazione di questa importante esposizione&#8221;.<br \/>\nGrazie a tutti voi per questa mostra e per l\u2019impegno profuso per la sua realizzazione, l\u2019esito \u00e8 veramente impressionante. Abbiamo bisogno di sempre pi\u00f9 diplomazia culturale in questi tempi turbolenti. Gli scambi tra Grecia e Italia hanno radici antiche e nella loro costanza sono sempre fruttuosi in particolare nel settore della cultura. Per 27 secoli abbiamo scambiato reciprocamente elementi in ogni ambito economico, culturale e umano, e questa mostra \u00e8 solo un pezzo evidente di un tragitto storico e cos\u00ec importante per i nostri due Paesi interviene <strong>Eleni Sourani, Ambasciatrice di Grecia in Italia Vasileios Koukous\u00e0s Presidente Istituto Ellenico di Studi Bizantini e Postbizantini ha ricordato come Il rapporto tra Grecia e Italia \u00e8 da sempre speciale, l\u2019ellenismo \u00e8 legato a doppio filo con Venezia grazie proprio a tutti gli scambi avvenuti nei secoli e per l\u2019ospitalit\u00e0 che Venezia ha offerto ai Greci che qui hanno trovato una nuova casa dando vita alla pi\u00f9 antica comunit\u00e0 greco-ortodossa. Le relazioni e il collegamento tra questi due mondi sono continui, sia dal punto di vista economico che culturale, a Venezia i greci nel tentativo di preservare la loro fede e la loro cultura hanno creato un ponte tra arte bizantina e quella veneziana in un connubio di influenze preziose e reciproche.<\/strong> Il risultato \u00e8 che molti artisti giunsero proprio a Venezia per creare opere e icone straordinarie per abbellire case e chiese. Abbiamo accolto con entusiasmo l\u2019opportunit\u00e0 di collaborare alla realizzazione di questa mostra che raccoglie opere da musei da tutto il mondo e attraverso le immagini rappresenta al meglio lo speciale rapporto tra l\u2019arte cretese e Venezia, sono certo che questa mostra sar\u00e0 una pietra miliare nella vita culturale della citt\u00e0 e sar\u00e0 di certo un successo. Intervenendo in conferenza stampa Olympia Vikatou Direttrice Generale delle Antichit\u00e0 e dell\u2019Eredit\u00e0 Culturale, Ministero della Cultura Greco, ha portato i saluti del Ministro Lina Mendoni che pur non potendo prendere parte alla presentazione odierna, ha mandato i suoi saluti calorosi ai partecipanti e i ringraziamenti ai collaboratori. La mostra offre una rara opportunit\u00e0 per ammirare icone e dipinti bizantini provenienti dai musei pi\u00f9 belli del mondo che hanno offerto il loro contributo unico e prezioso per la realizzazione di questa esposizione. Si tratta di opere che, unite a inedite inedite documentazioni di archivio, hanno offerto nuove prospettive nella comprensione culturale dell\u2019epoca che questa mostra mette in risalto. In parallelo passeggiando per le sale si evidenziano le interazioni tra il mondo greco e quello occidentale e si valorizza la corrente artistica cretese che \u00e8 diventata un centro di produzione dove le tecniche bizantine si uniscono agli elementi del rinascimento italiano, ed in particolare Candia diventa un centro di produzione di opere richiestissime in tutta Europa\u201d ha dichiarato la professoressa Vikatou &#8220;L\u2019esposizione costituisce una prova dell\u2019apertura dinamica della cultura greca e la vicinanza culturale delle genti del Mediterraneo che non \u00e8 solo un luogo geografico ma uno spazio di osmosi di culture e scambio continuo tra civilt\u00e0, ha concluso infine auspicando che questo sia solo il primo esempio di collaborazione. Nel suo intervento Bruno Bernardi, Console Onorario di Grecia a Venezia, ha dichiarato che con grande soddisfazione che saluto l\u2019apertura della mostra L\u2019oro dipinto. El Greco e la pittura tra Creta e Venezia, un progetto nato da un lungo e rigoroso lavoro di ricerca, che oggi trova compimento in un\u2019esposizione di straordinario valore artistico e storico. Questa mostra non \u00e8 solo una celebrazione del patrimonio pittorico bizantino e post-bizantino, ma \u00e8 anche la testimonianza viva del profondo legame culturale che unisce la Grecia e Venezia. Un legame che affonda le sue radici nei secoli e che questa iniziativa intende non solo ricordare, ma anche rilanciare con uno sguardo rivolto al futuro. <strong>Sar\u00e0 un\u2019occasione preziosa per studiosi, appassionati e cittadini di avvicinarsi a un capitolo affascinante della storia dell\u2019arte, esplorando i temi dell\u2019influenza reciproca tra Oriente e Occidente, del dialogo tra le culture, della continuit\u00e0 della tradizione iconografica. Ringrazio il Museo Bizantino e Cristiano di Atene, la Fondazione Musei Civici di Venezia e tutti coloro che hanno reso possibile questa impresa&#8221;.<\/strong> L\u2019oro dipinto \u00e8 molto pi\u00f9 di una mostra: \u00e8 un ponte tra due mondi che hanno saputo parlarsi attraverso l\u2019arte. Prosegue Andrea Bellieni, curatore della mostra e responsabile del Museo Correr sottolineando che questa esposizione racconta una storia di lunga durata e di straordinaria intensit\u00e0 culturale, che unisce l\u2019antica Candia e Venezia in un rapporto costante di scambi e influenze. Per secoli, la citt\u00e0 lagunare \u00e8 stata meta imprescindibile per gli artisti provenienti dal mondo greco: qui incontravano le grandi botteghe del Gotico veneziano, come Vivarini, la famiglia Bellini poi fino ai maestri del pieno Rinascimento come Bassano, Tintoretto, Tiziano. Sono stati incontri folgoranti, capaci di trasformare la forma, il linguaggio e la visione stessa di artisti destinati alla grandezza, come Dominikos Theotokopoulos, il futuro El Greco. Questo percorso mostra come il Mediterraneo orientale e la Serenissima siano stati un unico spazio artistico, vivo e fecondo. Il rapporto privilegiato tra Venezia e l\u2019Oriente, che trova la sua perfetta e celebre definizione di \u201cquasi alterum Byzantium\u201d di Bessarione, \u00e8 oggi pi\u00f9 che mai vivo, in una mostra che, nell\u2019intento curatoriale, vuole portare il mondo misterioso delle icone ad un vasto pubblico, raccontando questa importante componente spirituale per la Grecia. Un patrimonio comune che si compone di opere di grandi artisti che rappresentano la rinascita della scuola paleologa della scuola cretese. L\u2019impressione che abbiamo voluto trasmettere non \u00e8 di una mostra \u201creligiosa\u201d, nonostante le icone siano un simbolo potente di devozione, ma portare un messaggio trasversale, interculturale e di grande valenza storico artistica, parlando agli specialisti e a tutti conclude Katerina Dellaporta Direttore Generale Museo Bizantino e Cristiano di Atene<br \/>\nL\u2019oro dipinto. El Greco e la pittura tra Creta e Venezia rappresenta l\u2019impegno di cooperazione internazionale tra Fondazione Musei Civici di Venezia, Repubblica di Grecia e altri importanti Musei e collezioni \u2013 anche private \u2013 di Grecia, Italia ed Europa. Essenziale \u00e8 stato l\u2019apporto del Ministero della Cultura della Repubblica di Grecia, assieme ad istituti come il Museo Bizantino e Cristiano di Atene, maggiore prestatore di opere, la National Gallery di Atene e l\u2019Istituto Ellenico di studi Bizantini e Postbizantini di Venezia. Speciale contributo \u00e8 giunto dalla Citt\u00e0 di Heraklion e dall\u2019Arcidiocesi di Creta.<\/p>\n<p><strong>Carlo Franza <\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Un nuovo approfondimento scientifico sulle \u201cvie veneziane\u201d della civilt\u00e0: una scuola pittorica, quella veneto-cretese, a met\u00e0, per pi\u00f9 di quattro secoli, tra Oriente bizantino e Occidente latino. Un mondo di immagini da scoprire insieme ai loro originali artefici, tra questi anche Dominikos Theotokopoulos, divenuto poi El Greco. Un filo dorato lega le vicende storiche, artistiche, gli equilibri diplomatici e la devozione nel Mediterraneo lungo la rotta tra Venezia e Creta, la Candia dal XIII secolo, perla dello Stato da Mar della Serenissima. 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