{"id":36880,"date":"2025-05-06T19:48:26","date_gmt":"2025-05-06T19:48:26","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/?p=36880"},"modified":"2025-05-06T19:48:26","modified_gmt":"2025-05-06T19:48:26","slug":"giorgio-morandi-e-lucio-fontana-tra-invisibile-e-infinito-la-mostra-al-camec-della-spezia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2025\/05\/06\/giorgio-morandi-e-lucio-fontana-tra-invisibile-e-infinito-la-mostra-al-camec-della-spezia\/","title":{"rendered":"Giorgio Morandi e Lucio Fontana tra invisibile e infinito. La mostra al CAMeC della Spezia"},"content":{"rendered":"<p><strong><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/05\/copertina.jpeg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-36881\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/05\/copertina.jpeg\" alt=\"\" width=\"384\" height=\"549\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/05\/copertina.jpeg 448w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/05\/copertina-210x300.jpeg 210w\" sizes=\"(max-width: 384px) 100vw, 384px\" \/><\/a>Il nuovo CAMeC &#8211; Centro d\u2019Arte Moderna e Contemporanea della Spezia si apre ai grandi eventi. In primavera una mostra dedicata a due grandi protagonisti dell\u2019arte italiana del Novecento.<\/strong> Fino al 14 settembre 2025 il nuovo CAMeC &#8211; Centro d\u2019Arte Moderna e Contemporanea della Spezia ospiter\u00e0 la mostra<em>\u00a0Morandi e Fontana. Invisibile e Infinito<\/em>, dedicata a due grandi interpreti dell\u2019arte italiana del<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/05\/1.-Lucio-Fontana-Concetto-Spaziale-Teatrino-1965-Collezione-Privata-968x1024-1.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\" wp-image-36882 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/05\/1.-Lucio-Fontana-Concetto-Spaziale-Teatrino-1965-Collezione-Privata-968x1024-1.jpg\" alt=\"\" width=\"562\" height=\"595\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/05\/1.-Lucio-Fontana-Concetto-Spaziale-Teatrino-1965-Collezione-Privata-968x1024-1.jpg 968w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/05\/1.-Lucio-Fontana-Concetto-Spaziale-Teatrino-1965-Collezione-Privata-968x1024-1-284x300.jpg 284w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/05\/1.-Lucio-Fontana-Concetto-Spaziale-Teatrino-1965-Collezione-Privata-968x1024-1-768x812.jpg 768w\" sizes=\"(max-width: 562px) 100vw, 562px\" \/><\/a> Novecento, per la prima volta insieme in un confronto diretto. Le opere di entrambi gli artisti, infatti, in passato sono state protagoniste di importanti collettive dedicate all\u2019arte d\u2019avanguardia in Italia, ma mai era accaduto di assistere a un confronto cos\u00ec diretto. L\u2019accostamento proposto invita il visitatore a guardare le loro opere con occhio nuovo, non solo mettendo a fuoco le composizioni, le geometrie, i volumi e l\u2019armonia dei colori, ma comprendendo il valore degli spazi cos\u00ec da coglierne l\u2019enigma. Una mostra che vuole aggiungere un tassello inedito alla comprensione di Morandi e Fontana, due maestri ormai riconosciuti a livello internazionale.<\/p>\n<p>L\u2019esposizione, a cura di Maria Cristina Bandera, tra le maggiori studiose dell\u2019arte del Novecento, curatrice delle indimenticabili antologie di Morandi al Metropolitan di New York e a Palazzo Reale, e Sergio Risaliti, direttore del Museo Novecento di Firenze che recentemente ha curato<em>\u00a0Lucio Fontana. L&#8217;origine du monde<\/em>\u00a0e\u00a0<em>Alberto Giacometti e Lucio Fontana. La ricerca dell\u2019assoluto<\/em>, presenta circa 60 opere provenienti da prestigiosi musei italiani, tra cui il Museo Morandi di Bologna, la GAM di Torino e il MART di Rovereto, e importanti collezioni private, nonch\u00e9 dalla collezione permanente del Museo CAMeC della Spezia.<\/p>\n<p><strong>Il percorso espositivo si apre con i famosi\u00a0<em>Concetti spaziali<\/em>\u00a0di Fontana e ci accompagna in un excursus, dagli anni \u201850 agli anni \u201960, che, partendo dai famosi buchi e dalle tele con pietre, giunge al periodo dei tagli, le emblematiche\u00a0<em>Attese<\/em>.<\/strong> L\u2019invenzione pi\u00f9 originale di Fontana, il bucare la tela alla ricerca di una dimensione infinita, sposta e capovolge il modo di concepire l\u2019arte segnando l\u2019inizio di una nuova epoca. Nello stesso periodo una differente ricerca chiede al mondo contemporaneo dell\u2019epoca di compiere un altro salto, puntando all\u2019invisibile nascosto nel mondo quotidiano: <strong>il salto vertiginoso \u00e8 indicato da Giorgio Morandi a cui \u00e8 dedicata la sala successiva, in cui troviamo una selezione tra le pi\u00f9 significative opere della sua produzione artistica, tra nature morte e paesaggi, a partire dagli anni \u201920 fino al \u201960. Come serbate in uno scrigno, in questa sala, le celebri composizioni con bottiglie, caraffe, piccoli vasetti, caffettiere, scatole di latta, si alterneranno ai paesaggi di Grizzana, tanto cari a Morandi, che raccontano di un tempo sospeso. Paesaggi contemplati in lontananza, muri riscaldati dal sole d\u2019estate, caseggiati che quasi svaniscono come sottratti alla nostra percezione visiva.<\/strong> Oggetti quotidiani e domestici, luoghi umili e familiari, che sembrano resistere al passare del tempo, che non appartengono n\u00e9 al mondo reale n\u00e9 a quello del linguaggio simbolico.<\/p>\n<p>Il percorso prosegue di nuovo con Fontana con i celebri<em>\u00a0Teatrini<\/em>\u00a0e una\u00a0<em>Fine di Dio<\/em>, tra le opere pi\u00f9 ammirate e ricercate dell\u2019artista. L\u2019ultima sala \u00e8 dedicata ai disegni, agli acquerelli e alle incisioni di Morandi e Fontana, punti di partenze delle loro evoluzioni creative. In mostra anche alcune sculture, tra cui le celebri<em>\u00a0Nature<\/em>\u00a0in bronzo e le\u00a0<em>Nature<\/em>\u00a0e i\u00a0<em>Concetti Spaziali<\/em>\u00a0in vetro, porcellana e ottone. Un\u2019acuta e inusitata indagine sul rapporto tra la materia e l\u2019essenza invisibile delle cose, tra la contingenza e l\u2019infinito, che accomuna i due artisti, Giorgio Morandi e Lucio Fontana, apparentemente molto distanti tra loro.<\/p>\n<p><strong><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/05\/2.-Lucio-Fontana-Multiplo-Pillola-Concetto-Spaziale-1967-CAMeC-300x268-1.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-36883\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/05\/2.-Lucio-Fontana-Multiplo-Pillola-Concetto-Spaziale-1967-CAMeC-300x268-1.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"268\" \/><\/a>Nelle nature morte e nei paesaggi di Morandi, la ripetizione di soggetti essenziali, con minime variazioni, sospende il tempo in un presente immobile.<\/strong> La materia pittorica e il colore creano un universo rarefatto, in cui spazio e tempo si dilatano nell\u2019attimo prolungato della loro apparizione. Nei disegni e negli acquerelli, il segno si fa scrittura impercettibile, un aforisma visivo. Nella sua pittura tonale, che assume registri espressivi sempre nuovi tendendo a una progressiva spogliazione, la luce non \u00e8 naturale ma mentale: principio costruttivo che modella lo spazio e dissolve il confine tra pieno e vuoto, tra realt\u00e0 e astrazione. Gli oggetti, privati della loro funzione, diventano presenze sospese, immerse in una dimensione dilatata e cariche di un\u2019aura metafisica.<br \/>\nA questa ricerca interiore, che scava nella realt\u00e0 fino a trasfigurarla, si contrappone l\u2019azione radicale di Fontana. Con i suoi\u00a0<em>Concetti s<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/05\/2.-Fontana-Concetto-spaziale-Ellisse-Collezione-Privata-434x1024-1.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\" wp-image-36884 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/05\/2.-Fontana-Concetto-spaziale-Ellisse-Collezione-Privata-434x1024-1.jpg\" alt=\"\" width=\"330\" height=\"779\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/05\/2.-Fontana-Concetto-spaziale-Ellisse-Collezione-Privata-434x1024-1.jpg 434w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/05\/2.-Fontana-Concetto-spaziale-Ellisse-Collezione-Privata-434x1024-1-127x300.jpg 127w\" sizes=\"(max-width: 330px) 100vw, 330px\" \/><\/a>paziali<\/em>, i buchi e i tagli spezzano la superficie pittorica, aprendo lo sguardo sull\u2019incommensurabilit\u00e0 dello spazio e del tempo. La pratica artistica si riduce a un gesto essenziale, al contempo elementare e assoluto. La materia non \u00e8 pi\u00f9 rappresentata, ma attraversata, mentre la luce, penetrando nelle fenditure, trasforma il quadro in una dimensione nuova, dove il vuoto diventa protagonista. Il suo linguaggio non \u00e8 solo un\u2019indagine fisica dello spazio, ma un\u2019esperienza concettuale ed emotiva, un varco sull\u2019ignoto.<\/p>\n<p>Pur attraverso linguaggi opposti, Morandi e Fontana ci guidano oltre la percezione immediata del reale, aprendo lo sguardo a nuove possibilit\u00e0 dell\u2019assoluto e dell\u2019eterno. Nella pittura sospesa di Morandi e nei tagli di Fontana si intreccia un dialogo inatteso: lo spazio si espande, il tempo si dilata, l\u2019infinito affiora. Come in un\u2019eco leopardiana, le loro opere spingono a meditare sulla condizione finita dell\u2019uomo, evocando quegli \u201cinfiniti spazi e sovrumani silenzi\u201d che conducono la mente sulla soglia dell\u2019infinito.<\/p>\n<p>Oltre alla mostra i visitatori potranno scoprire il nuovo riallestimento della Collezione permanente, a cura del professor Gerhard Wolf, Direttore del Kunsthistorisches Institut in Florenz &#8211; Max Planck Institut e membro dell&#8217;Accademia delle Scienze e delle Lettere di Berlin-Brandenburg, inaugurato lo scorso ottobre. Oltre 200 opere tra quelle presenti nei fondi del museo presentate in un percorso che non segue nettamente le consuete categorie storico-artistiche, ma si apre a nuove costellazioni e libere combinazioni di opere, mettendo a confronto lavori di artisti e artiste italiani e internazionali tra cui Gordon Matta-Clark, Marina Abramovi\u0107 e tanti altri, senza perdere l\u2019orientamento concettuale e cronologico che \u00e8 proprio di ogni allestimento museale.<\/p>\n<p>La gestione dei prestiti delle opere in mostra \u00e8 stata resa possibile grazie alla collaborazione e il fondamentale contributo delle Soprintendenze di Firenze, Bologna, Torino, Siena e Trento.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/05\/3.-Giorgio-Morandi-ph-Giuseppe-Macor-Collezione-Privata-Milano-300x224-2.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-36886\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/05\/3.-Giorgio-Morandi-ph-Giuseppe-Macor-Collezione-Privata-Milano-300x224-2.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"224\" \/><\/a>\u201cIl nuovo e non scontato accostamento di Morandi con Fontana impone di guardare le sue opere con occhio nuovo. Non solo mettendo a fuoco le composizioni, le infinite variazioni, le sue geometrie, i rapporti tra i volumi, lo scalare delle forme, le armonie dei colori, i superbi esiti tonali, la scansione delle luci e delle ombre, ma impone di intendere il valore degli spazi, cos\u00ec da coglierne l\u2019enigma. Questo vale per i \u2018Paesaggi\u2019 che Morandi era solito osservare attraverso una \u2018finestrina\u2019 di pochi centimetri, ritagliata in un cartoncino, quasi fosse un mirino ottico, con la doppia finalit\u00e0 &#8211; di definire e di isolare dal contesto -, o anche di indagare con un cannocchiale, ravvicinando oppure sfocando l\u2019inquadratura, come fosse uno zoom, permettendo alla porzione di paesaggio delle sue speculazioni di essere riconoscibile e nello stesso tempo sfuggente. Vale per le \u2018Nature morte\u2019, che nello scorrere degli anni si semplificano determinando una diminuzione del numero degli oggetti e un annullamento del piano di posa sempre pi\u00f9 coincidente con la parete di fondo fino a divenire vuoto che si insinua tra le forme. Vale soprattutto &#8211; o, meglio, \u00e8 pi\u00f9 percepibile &#8211; per gli acquerelli le cui immagini fluttuano in uno spazio indefinito. Vale anche per i disegni, dal segno abbreviato, a partire dal secondo dopoguerra. Una peculiarit\u00e0 di Morandi che \u00e8 stata catturata dai grandi maestri del cinema. Penso soprattutto a Bernardo Bertolucci che nel 2012 in una attestazione appassionata e destinata a essere raccolta ha dichiarato: \u2018Certo, Morandi \u00e8 qualcuno per cui si pu\u00f2 prendere una cotta fatale, perch\u00e9 in Morandi riesci a vedere un punto &#8211; un po\u2019 come in un racconto di Borges, che si chiama l\u2019Aleph, vi \u00e8 un punto in cui vedi tantissime cose al mondo, contemporaneamente, &#8211; nei quadri di Morandi cos\u00ec apparentemente semplici, cos\u00ec rigorosi, c\u2019\u00e8 sempre un luogo, un punto da cui spiare l\u2019infinito, l\u2019infinito anche di questa sua poesia cos\u00ec pacata, cos\u00ec sommessa\u2019.\u201d(Maria Cristina Bandera, storica dell\u2019arte e curatrice della mostra).<\/p>\n<p>\u201cIn altre occasioni e nel passato le opere di Giorgio Morandi e Lucio Fontana si sono trovate ravvicinate, ma si trattava di importanti mostre collettive dedicate all\u2019arte d\u2019avanguardia in Italia. Mai era accaduto di assistere a un confronto cos\u00ec diretto tra i due artisti. Morandi e Fontana sono assurti negli ultimi decenni a poli magnetici per le nuove generazioni smarrite alla ricerca di valori intramontabili nell\u2019arte. Pur restando inconciliabili come due rette parallele, l\u2019uno e l\u2019altro hanno indirizzato lo sguardo verso l\u2019infinito e l\u2019invisibile. Fontana verso quanto di pi\u00f9 lontano e irraggiungibile potesse esserci da osservare e rappresentare. Forando la superficie, tagliandola con chirurgica precisione, Fontana ha inteso porre fine alla tradizione figurativa occidentale aprendo una nuova era, quella di un\u2019arte libera di circolare fuori dal mondo reale, non pi\u00f9 prigioniera dello spazio e del tempo terrestre. L\u2019altro, Morandi, non \u00e8 uscito fuori dal suo studio, vivendo l\u2019arte come una missione sublime, in modo monacale, tutto dedito alla poesia senza tempo del colore e delle forme. Imbrigliando l\u2019irrappresentabile e l\u2019irraffigurabile, Morandi ha scoperto la metafisica certezza dell\u2019eterno tra oggetti domestici e nel paesaggio, sempre accordando l\u2019assoluto del linguaggio pittorico al relativo dei sentimenti e delle sensazioni. A lui era caro l\u2019infinito dell\u2019invisibile. A Fontana l\u2019invisibile dell\u2019infinito. Una mostra che potr\u00e0 aggiungere qualcosa di inedito alla comprensione di Morandi e Fontana nel pieno del loro riconoscimento internazionale.\u201d (Sergio Risaliti, curatore della mostra e direttore del Museo Novecento di Firenze).<\/p>\n<p><strong>Carlo Franza<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Il nuovo CAMeC &#8211; Centro d\u2019Arte Moderna e Contemporanea della Spezia si apre ai grandi eventi. In primavera una mostra dedicata a due grandi protagonisti dell\u2019arte italiana del Novecento. 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