{"id":37162,"date":"2025-05-30T20:03:02","date_gmt":"2025-05-30T20:03:02","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/?p=37162"},"modified":"2025-05-30T20:03:02","modified_gmt":"2025-05-30T20:03:02","slug":"limmaginario-dipinto-di-samuele-gabai-allo-spazio-officina-di-chiasso-latelier-e-la-natura-dipinta-dallo-svizzero-campione-delle-forme-e-del-colore","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2025\/05\/30\/limmaginario-dipinto-di-samuele-gabai-allo-spazio-officina-di-chiasso-latelier-e-la-natura-dipinta-dallo-svizzero-campione-delle-forme-e-del-colore\/","title":{"rendered":"L\u2019immaginario dipinto di Samuele Gabai allo Spazio Officina di Chiasso.  L\u2019atelier e la natura dipinta dallo svizzero campione delle forme e del colore"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/05\/Artist_Samuele_Gabai_in_his_atelier_-_2020.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-37163\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/05\/Artist_Samuele_Gabai_in_his_atelier_-_2020.jpg\" alt=\"\" width=\"250\" height=\"333\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/05\/Artist_Samuele_Gabai_in_his_atelier_-_2020.jpg 250w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/05\/Artist_Samuele_Gabai_in_his_atelier_-_2020-225x300.jpg 225w\" sizes=\"(max-width: 250px) 100vw, 250px\" \/><\/a>Dal 25 maggio al 13 luglio 2025 lo Spazio Officina ospita la mostra <em>SAMUELE GABAI, un immaginario dipinto<\/em>, a cura di Renato Giovannoli e Nicoletta Ossanna Cavadini. <strong>Il primo approccio verso un pittore \u00e8 sempre la visita del suo atelier, in loco. Quello di Gabai \u00e8 a Vacallo, anche se lui<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/05\/INVITO-fronte-e1748634762245.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\" wp-image-37164 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/05\/INVITO-fronte-e1748634762245.jpg\" alt=\"\" width=\"556\" height=\"326\" \/><\/a> vive in fondo alla Valle di Muggio (Ticino). Con la camera osservo il cambiamento delle stagioni, dei colori, il gelo, la pioggia, la neve. Parte di questi cambiamenti li ritroviamo nelle tele di Gabai, nella materia-colore, nelle &#8220;croste&#8221;, come a lui piace chiamarle. Anche nel film ci sono delle sovrimpressioni. Dietro a questo disordine pittorico, spunta sempre madre natura.<\/strong><\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em>La mostra si inserisce nel filone degli approfondimenti tematici di artisti contemporanei legati per nascita o per operativit\u00e0 al Canton Ticino, e propone un focus su Samuele Gabai (Ligornetto, 1949), con particolare riferimento al rapporto tra arte e grafica. L\u2019artista ha infatti saputo misurarsi con diverse discipline, dalla pittura all\u2019incisione, dalla scultura alla grafica, ai libri d\u2019artista.<\/p>\n<p><strong>Sono globalmente un centinaio le creazioni artistiche esposte allo Spazio Officina: una sessantina di opere pittoriche di grandi dimensioni e raffinate espressioni grafiche, nonch\u00e9 una decina di piccole sculture che, seguendo un percorso tematico-cronologico, presentano i grandi argomenti affrontati dall\u2019autore in diversi decenni di attivit\u00e0. Una sezione specifica viene dedicata in apertura mostra alla grafica e ai libri d\u2019artista, una decina per entrambe le forme espressive.<\/strong><\/p>\n<p>Le opere, allestite seguendo un taglio critico di \u201cimmaginario dipinto\u201d, individuano i vari temi cardine espressi nel corso di cinque decenni da Samuele Gabai: dalle \u201cMatres Matutae\u201d alle \u201cDonne della Bibbia\u201d, da \u201cStrane presenze\u201d a \u201cCrape e grumi\u201d, dalle \u201cSelve\u201d ai \u201cCieli\u201d, per concludere con i riferimenti biblici di simbolica attualit\u00e0 che costituiscono un topos artistico, concettuale e poetico proprio del pittore.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/05\/6-1068x1388-1-e1748634794661.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-37165\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/05\/6-1068x1388-1-e1748634794661.jpg\" alt=\"\" width=\"595\" height=\"773\" \/><\/a>Il catalogo, pubblicato da Fidia edizioni d\u2019arte per il Centro Culturale Chiasso, presenta un ricco apparato di immagini, nonch\u00e9 i saggi dei co-curatori Renato Giovannoli e Nicoletta Ossanna Cavadini e un\u2019intervista a Samuele Gabai. Per celebrare la mostra monografica, l\u2019artista ha realizzato una speciale cartella grafica a tiratura limitata, in vendita al bookshop, con tecnica ad acquaforte, acquatinta e puntasecca. L\u2019esposizione \u00e8 resa possibile grazie al Dicastero Attivit\u00e0 culturali del Comune di Chiasso, con il sostegno della Repubblica e Cantone Ticino &#8211; Fondo Swisslos, di AGE SA, del Comune di Castel San Pietro, della Ernst G\u00f6hner Stiftung, nonch\u00e9 il contributo dell\u2019aamm Associazione amici del m.a.x. museo, dell\u2019Associazione Villa Pontiggia Cultural Centre, e (per la conferenza) del Circolo \u201cCultura, insieme\u201d Chiasso. Si ringraziano inoltre One Logistics Group, Helvetia, Verzaschella ed Ellipticum per lo sponsoring tecnico.<\/p>\n<p><strong>SAMUELE GABAI. <\/strong>Samuele Gabai nasce a Ligornetto, in Canton Ticino, il 15 febbraio 1949. Dopo essersi diplomato all\u2019Accademia di Belle Arti di Brera nel 1973, approfondisce la conoscenza del mosaico e dell\u2019affresco alla Scuola di Arti applicate del Castello Sforzesco di Milano. Dal 1975 vive a Campora, nella Valle di Muggio, nel cuore del Mendrisiotto, con atelier a Vacallo, mantenendo numerosi contatti con la vita culturale ed artistica milanese. Nel 1982 e nei successivi due anni riceve la Borsa federale per le Belle Arti. Per due anni (dal 1985 al 1987) soggiorna presso l\u2019Istituto svizzero di Roma.<\/p>\n<p>Fin dalla prima met\u00e0 degli anni Settanta realizza numerose mostre personali e collettive, in particolare in Italia, Germania, Francia e Svizzera. Fra le sue esposizioni pubbliche si ricordano quelle tenutesi presso la Pinacoteca del Museo Casa Rusca di Locarno nel 1989, la Sala Diego Chiesa del Comune di Chiasso nel 1992, la Galleria Matasci di Tenero del 1995, il Museo Civicodi Belle Arti a Lugano nel 2005, il Kulturzentrum Englische Kirche di Bad Homburg v.d. H\u00f6he nel 2007, alla C\u00e0 Pasqu\u00e9e di Massagno nel 2016, a Palazzo Chicherio di Bellinzona nel 2019 e a Friburgo nell\u2019Atelier-galerie J.-J. Hofstetter nel 2023.<\/p>\n<p>Alcune delle sue opere grafiche sono conservate presso la Biblioteca Ambrosiana a Milano, la Biblioteca Nazionale Svizzera a Berna, la Biblioteca nazionale tedesca a Francoforte, la Biblioteca cantonale di Lugano, la Collezione d\u2019arte della Confederazione svizzera, la Graphische Sammlung del Politecnico federale di Zurigo, il MASI Lugano, la Pinacoteca comunale Casa Rusca a Locarno, il Museo civico Villa dei Cedri a Bellinzona, il Museo d\u2019arte di Mendrisio e l\u2019Archivio del CIAG Centro Internazionale per l\u2019Arte e la Grafica di Chiasso.<\/p>\n<h3>IL PERCORSO CREATIVO. Samuele Gabai vive un\u2019esperienza artistica completa, occupandosi di pittura e di incisione nonch\u00e9 delle Arti applicate, con la volont\u00e0 di restituire un\u2019immagine iconica di alta qualit\u00e0 e di grande forza espressiva in una continua tensione tra presenza e assenza.<\/h3>\n<p>Affascinato inizialmente dall\u2019osservazione della natura come forza primordiale e generativa della vita colta nel suo divenire, entro i parametri del naturalismo lombardo, Samuele Gabai approda poi a una fase pi\u00f9 astratta, dove il rapporto tra paesaggio e figura \u00e8 finalizzato a un\u2019indagine intima e spirituale. Le forme di rocce, alberi, radici, monti e boschi della sua valle, la Valle di Muggio<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/05\/f_-gabai-mostra-arte-pittura-artista-samuele-immaginario-1jp6p-e1748634827991.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"size-full wp-image-37166 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/05\/f_-gabai-mostra-arte-pittura-artista-samuele-immaginario-1jp6p-e1748634827991.jpg\" alt=\"\" width=\"440\" height=\"231\" \/><\/a> (nel Canton Ticino), divengono archetipi e metafore della vicenda umana, dove la presenza figurale risulta precaria, sfuggente.<\/p>\n<p>Grazie a un\u2019infinita variet\u00e0 di valori emozionali, l\u2019artista sviluppa il suo personale vocabolario espressivo. Come sottolineato dalla critica, non si tratta per lui di affrontare una trasposizione mimetica d\u2019impressioni provenienti dall\u2019esterno, bens\u00ec di una percezione istintivo-empatica che traduce pittoricamente il tema di un linguaggio astratto-associativo. Afferma Renato Giovannoli a conclusione del suo saggio: &#8220;Gabai non fa della materia un oggetto di culto ma con un\u2019instancabile sperimentazione, attraverso dunque prove ed errori e non senza contraddizioni (o come lui direbbe \u201ccontrasti\u201d), la coltiva per la sua potenza, la sua capacit\u00e0 di esprimere le forme sopracelesti.&#8221;<\/p>\n<p>L\u2019espressione artistica di Samuele Gabai sembra essere refrattaria a qualsiasi definizione preconcetta. In realt\u00e0, ha origine negli anni Settanta con l\u2019inizio della sua prima attivit\u00e0 espositiva e abbraccia in un primo momento \u2013 come gi\u00e0 detto &#8211; la tradizione del naturalismo lombardo di Alfredo Chighine ed Ennio Morlotti; si sviluppa poi in una continua ricerca che trova la massima libert\u00e0 espressiva nell\u2019Informale, con riferimenti al neoespressionismo tedesco, per superarla infine in una declinazione del tutto personale volta all\u2019espressionismo astratto.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/05\/Torso-305x490-1.png\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-37167\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/05\/Torso-305x490-1.png\" alt=\"\" width=\"305\" height=\"490\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/05\/Torso-305x490-1.png 305w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/05\/Torso-305x490-1-187x300.png 187w\" sizes=\"(max-width: 305px) 100vw, 305px\" \/><\/a>Fondamentale e particolarmente evidente nella mostra allo Spazio Officina risulta essere la grande sensibilit\u00e0 dell\u2019artista verso temi letterari che abbracciano le visioni filosofiche dell\u2019esistenzialismo, il che lo porta a collaborare con illustri scrittori e poeti. Samuele Gabai \u00e8 un attento cultore della poesia contemporanea e della letteratura, una passione coltivata fin dagli anni della frequentazione dell\u2019Accademia di Brera grazie ai docenti prestigiosi Roberto Sanesi e Francesco Leonetti. Negli anni Ottanta e Novanta si intensificano anche le sue pubblicazioni a carattere bibliofilo di libri d\u2019artista, in collaborazione con poeti e scrittori quali Gilberto Isella, Leopoldo Lonati, Silvana Lattmann, Mario Luzi, a cui seguono Giovanni Testori e Marie No\u00ebl; si ricordano a questo proposito le svariate opere calcografiche e libri d\u2019artista in cui alle sue incisioni, acqueforti o acquetinte vengono associati testi inediti. La produzione pi\u00f9 recente \u00e8 quella delle pubblicazioni bibliofile dei Quaderni in ottavo che in tre serie di volumi (2017, 2019 e 2020) ha visto riuniti attorno a Gabai contributi poetici di Sergio Givone, Marco Ceriani, Fabio Pusterla, Antonella Anedda, Franca Grisoni, Alberto Nessi, Antonio Rossi, Anna Ruchat, Enrico Testa e Renato Giovannoli.<\/p>\n<p>Con l\u2019apertura del terzo millennio l\u2019artista dimostra un pi\u00f9 maturo esito in cui la carica di una forte tensione si avverte nelle sue opere, una espressione che si fa concitata fra macchie, segni e grumi. \u00c8 stato scritto, nel suo caso, che la tela diviene il luogo di scontro tra forze contrarie, fra costruzione e destrutturazione dell\u2019immagine rappresentata in una chiave interpretativa di espressionismo astratto. In tutte le tecniche usate da Samuele Gabai si notano la liberazione del gesto e la scarnificazione del segno, con il risultato di una matura espressione lirica. Un passaggio, questo, che nel suo saggio in catalogo Nicoletta Ossanna Cavadini paragona, a livello letterario, con la poesia di Eugenio Montale: \u201cusando non pi\u00f9 il linguaggio analogico in relazione alla natura ma la poetica degli oggetti, citati come equivalenti della condizione interiore del poeta, ossia come concetti astratti: un passaggio epocale di modernit\u00e0 nelle relazioni interdipendenti con il mondo\u201d.<\/p>\n<h3>La mostra in cifre. Allo Spazio Officina sono esposte oltre cento opere, fra grafiche, tele materiche di piccolo e grande formato, realizzazioni plastiche, grafiche, libri d\u2019artista, taccuini e schizzi.<\/h3>\n<p>Nello specifico, fra i 65 lavori artistici si contano 52 oli su tela, un olio su tavola, uno su materiale misto, una tempera su tela; 9 sono i bronzi, accanto a una piccola scultura in tecnica mista (metallo e cartapesta). A questi si aggiungono 16 grafiche calcografiche (acqueforti, acquetinte e puntasecca), 13 fogli con disegni (a tecniche miste) e 7 taccuini contenenti appunti, schizzi e disegni (a grafite, acquerello e pastelli colorati), nonch\u00e9 17 libri d\u2019artista (di cui due donati alla collezione d\u2019arte del Centro Culturale Chiasso).<\/p>\n<h3>PERCORSO ESPOSITIVO. Seguendo la naturale predisposizione architettonica dello Spazio Officina, l\u2019area espositiva \u00e8 suddivisa in \u201cstanze<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/05\/samuele_gabai_chiasso_spazio_officina_2025.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\" wp-image-37168 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/05\/samuele_gabai_chiasso_spazio_officina_2025.jpg\" alt=\"\" width=\"582\" height=\"872\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/05\/samuele_gabai_chiasso_spazio_officina_2025.jpg 683w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/05\/samuele_gabai_chiasso_spazio_officina_2025-200x300.jpg 200w\" sizes=\"(max-width: 582px) 100vw, 582px\" \/><\/a> dell\u2019arte\u201d in cui il visitatore pu\u00f2 liberamente prendere visione di un tema specifico alla volta: dall\u2019iniziale sezione dedicata a \u201cStrane Presenze\u201d, quindi al tema centrale in cui Gabai ricerca l\u2019essenza spirituale da un\u2019intera vita artistica intitolata \u201cMatres Matutae\u201d; seguono le opere a grande formato dedicate alle \u201cDonne della Bibbia\u201d, quindi viene affrontata la cruda e incisiva riflessione sulla morte con \u201cCrape e Grumi\u201d, per poi coinvolgere lo spettatore nella sezione dedicata alla poesia del colore con \u201cSelve\u201d e \u201cCieli\u201d.<\/h3>\n<p>Al centro dello Spazio Officina \u00e8 esposta la sezione delle piccole sculture denominate dall\u2019artista \u201cSemiminime\u201d, a cui si aggiungono tre grandi bacheche con le opere di grafica contenute nei libri di artista e i \u201ctaccuini\u201d, che raggiungono il massimo momento d\u2019introspezione psicologica di Samuele Gabai.<\/p>\n<p>Il percorso pu\u00f2 essere affrontato secondo il piacere del visitatore, in una sorta di andata e ritorno, in quanto questi temi-cardine della ricerca artistica di Gabai perdurano in tutto il suo arco di vita artistica. Anche il catalogo, nel cuore dedicato alle \u201ctavole\u201d, riproduce le opere esposte nelle sezioni specifiche commentate da alcuni pensieri scritti dallo stesso artista nei suoi taccuini.<\/p>\n<h3>LA CARTELLA GRAFICA. Per celebrare la mostra monografica, l\u2019artista ha realizzato una speciale cartella grafica a tiratura limitata in 20 copie (Serie I e Serie II) riprendendo due lastre incise nel 2022 ma mai portate alla stampa da torchio, realizzate con tecnica ad acquaforte, acquatinta e puntasecca a tre colori dal titolo <em>Se il cielo in testa cade <\/em>(l\u2019una con dimensioni lastra 16,5 x 13,7 cm, e l\u2019altra con lastra 21.5 x 17 cm, foglio 33 x 24 cm), realizzate su carta a mano Hahnem\u00fchle 300g\/m<sup>2<\/sup> nella stamperia d\u2019arte H\u00f9rdega di Locarno di Giuseppe De Giacomi.<\/h3>\n<h3>IL CATALOGO. Alla mostra \u00e8 abbinato il catalogo <em>SAMUELE GABAI, un immaginario dipinto, <\/em>con saggi specifici redatti dai co-curatori Renato Giovannoli (\u201cMater materia. Una lettura semiotico-metafisica della pittura di Samuele Gabai\u201d) e Nicoletta Ossanna Cavadini (\u201cL\u2019espressione artistica di Samuele Gabai: un immaginario dipinto\u201d), nonch\u00e9 un\u2019intervista all\u2019artista. Il volume \u00e8 corredato da 115 pagine con 127 immagini riprodotte a colori nella sezione dedicata alle tavole. Il catalogo <em>SAMUELE GABAI, un immaginario dipinto <\/em>\u00e8 pubblicato da Fidia edizioni d\u2019arte per il Centro Culturale Chiasso, pp. 192, CHF\/euro 30.- ( ISBN 9788872691250)<\/h3>\n<h3>VIDEO IN MOSTRA. In mostra \u00e8 possibile vedere il documentario di Villi Hermann <em>Samuele Gabai. Presenze <\/em>(2005, durata 28\u2019. Produzione Imagofilm Lugano, in coproduzione con Televisione svizzera RTSI).<\/h3>\n<p><strong>Carlo Franza<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Dal 25 maggio al 13 luglio 2025 lo Spazio Officina ospita la mostra SAMUELE GABAI, un immaginario dipinto, a cura di Renato Giovannoli e Nicoletta Ossanna Cavadini. Il primo approccio verso un pittore \u00e8 sempre la visita del suo atelier, in loco. Quello di Gabai \u00e8 a Vacallo, anche se lui vive in fondo alla Valle di Muggio (Ticino). Con la camera osservo il cambiamento delle stagioni, dei colori, il gelo, la pioggia, la neve. Parte di questi cambiamenti li ritroviamo nelle tele di Gabai, nella materia-colore, nelle &#8220;croste&#8221;, come a lui piace chiamarle. 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