{"id":37188,"date":"2025-06-01T19:55:21","date_gmt":"2025-06-01T19:55:21","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/?p=37188"},"modified":"2025-06-01T19:55:21","modified_gmt":"2025-06-01T19:55:21","slug":"mario-mafai-e-antonietta-raphae%cc%88l-due-protagonisti-del-novecento-tra-arte-e-amore-in-una-mostra-al-casino-dei-principi-di-villa-torlonia-a-roma","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2025\/06\/01\/mario-mafai-e-antonietta-raphae%cc%88l-due-protagonisti-del-novecento-tra-arte-e-amore-in-una-mostra-al-casino-dei-principi-di-villa-torlonia-a-roma\/","title":{"rendered":"Mario Mafai e Antonietta Raphae\u0308l due protagonisti del Novecento tra arte e amore in una mostra al Casino dei Principi di Villa Torlonia a Roma"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/06\/27_Raphael-Mafai_Casino-dei-Principi_Ph.-Monkeys-Video-Lab_18.12.24052225-scaled-1-e1748807147412.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-37189\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/06\/27_Raphael-Mafai_Casino-dei-Principi_Ph.-Monkeys-Video-Lab_18.12.24052225-scaled-1-e1748807147412.jpg\" alt=\"\" width=\"560\" height=\"374\" \/><\/a>Al\u00a0<strong>Casino dei Principi di Villa Torlonia<\/strong>,\u00a0aperta \u00a0al pubblico\u00a0 fino<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/06\/Antonietta-nel-suo-studio.-dettaglio_800.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\" wp-image-37190 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/06\/Antonietta-nel-suo-studio.-dettaglio_800.jpg\" alt=\"\" width=\"357\" height=\"661\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/06\/Antonietta-nel-suo-studio.-dettaglio_800.jpg 432w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/06\/Antonietta-nel-suo-studio.-dettaglio_800-162x300.jpg 162w\" sizes=\"(max-width: 357px) 100vw, 357px\" \/><\/a> al 2 novembre 2025 la mostra<strong>\u00a0<em>\u201cMario Mafai e Antonietta Raphae\u0308l. Un\u2019altra forma di amore\u201d<\/em><\/strong><em>,\u00a0<\/em>che a\u00a0cinquant\u2019anni dalla scomparsa di\u00a0<strong>Antonietta Rapha\u00ebl<\/strong>\u00a0e a sessanta da quella di\u00a0<strong>Mario Mafai<\/strong>, propone una nuova riflessione sui due artisti considerati tra i protagonisti delle vicende artistiche del Novecento.<\/p>\n<p>L\u2019esposizione, promossa da\u00a0<strong>Roma Capitale, Assessorato alla Cultura &#8211; Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali<\/strong>, \u00e8 ideata dal\u00a0<strong>Centro Studi Mafai Raphae\u0308l<\/strong>\u00a0e curata da\u00a0<strong>Valerio Rivosecchi<\/strong>\u00a0e da\u00a0<strong>Serena De Dominicis<\/strong>, con l\u2019organizzazione e i servizi museali di<strong>\u00a0Z\u00e8tema Progetto Cultura<\/strong>.<br \/>\nDai tardi anni Venti, caratterizzati dall\u2019intensit\u00e0 espressiva culminata nel sodalizio definito da Roberto Longhi la \u201cScuola di via Cavour\u201d, Mario e Antonietta seguono percorsi paralleli ma spesso anche divergenti, fortemente condizionati dalla realt\u00e0 storica. Mario viene presto considerato un maestro indiscusso, un punto di riferimento per l\u2019ambiente <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/06\/13_Raphael-Mafai_Casino-dei-Principi_Ph.-Monkeys-Video-Lab_18.12.24052225-scaled-1-e1748807201642.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-37191\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/06\/13_Raphael-Mafai_Casino-dei-Principi_Ph.-Monkeys-Video-Lab_18.12.24052225-scaled-1-e1748807201642.jpg\" alt=\"\" width=\"560\" height=\"374\" \/><\/a>artistico romano, mantenendo il suo prestigio anche negli anni faticosi del dopoguerra. Serie pittoriche come i\u00a0<em>Fiori secchi<\/em>, le\u00a0<em>Demolizioni<\/em>, le\u00a0<em>Fantasie<\/em>\u00a0rappresentano fin dalla loro prima apparizione il volto pi\u00f9 autentico e antiretorico della cultura italiana.<br \/>\nBen diversa la sorte di Antonietta, lituana di origini ebraiche, esposta a pregiudizi di genere, costretta ad allontanarsi da Roma negli anni delle leggi razziali e della guerra, vivr\u00e0 lunghi periodi di ricerca solitaria. La scoperta del suo talento avverr\u00e0 solo a partire dagli anni Cinquanta con riconoscimenti via via pi\u00f9 ampi rispetto al suo ruolo nella definizione di una linea antinovecentesca, della sua originale opera scultorea e dell\u2019ultima accesa e<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/06\/17_Raphael-Mafai_Casino-dei-Principi_Ph.-Monkeys-Video-Lab_18.12.24052225-scaled-1-e1748807229592.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"size-full wp-image-37192 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/06\/17_Raphael-Mafai_Casino-dei-Principi_Ph.-Monkeys-Video-Lab_18.12.24052225-scaled-1-e1748807229592.jpg\" alt=\"\" width=\"560\" height=\"374\" \/><\/a> felice stagione pittorica negli anni Sessanta.<\/p>\n<p>La mostra racconta una vicenda insieme artistica, intellettuale e sentimentale, basata sulle differenze ma anche su una trama sottile di scambi, idee e passioni comuni, in grado di trasformare in poesia ogni evento della realt\u00e0 vissuta.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/06\/Mario-Mafai-Autoritratto-1928-ca_800.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-37193\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/06\/Mario-Mafai-Autoritratto-1928-ca_800.jpg\" alt=\"\" width=\"543\" height=\"574\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/06\/Mario-Mafai-Autoritratto-1928-ca_800.jpg 800w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/06\/Mario-Mafai-Autoritratto-1928-ca_800-284x300.jpg 284w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/06\/Mario-Mafai-Autoritratto-1928-ca_800-768x812.jpg 768w\" sizes=\"(max-width: 543px) 100vw, 543px\" \/><\/a>Il\u00a0<strong>percorso espositivo\u00a0<\/strong>comprende\u00a0<strong>opere pittoriche e scultoree<\/strong>\u00a0provenienti, oltre che dalle collezioni della Sovrintendenza Capitolina, anche dalla\u00a0<strong>Galleria Nazionale d\u2019Arte Moderna e Contemporanea<\/strong>, dai\u00a0<strong>Musei Civici Fiorentini<\/strong>, dalle collezioni d\u2019arte della\u00a0<strong>Camera dei Deputati<\/strong>\u00a0e della\u00a0<strong>Banca d\u2019Italia<\/strong>, da numerose\u00a0<strong>collezioni private<\/strong>\u00a0e dalle\u00a0<strong>collezioni degli eredi<\/strong>\u00a0dei due artisti, con la presenza anche di una rara e selezionata\u00a0<strong>documentazione originale formata da lettere, disegni, fotografie<\/strong>, provenienti dagli\u00a0<strong>archivi di famiglia<\/strong>, dal\u00a0<strong>Centro Studi Mafai Rapha\u00ebl<\/strong>, dal\u00a0<strong>Gabinetto Vieusseux<\/strong>\u00a0di Firenze e<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/06\/Mario-Mafai-Lezioni-di-piano-1934_800.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\" wp-image-37194 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/06\/Mario-Mafai-Lezioni-di-piano-1934_800.jpg\" alt=\"\" width=\"424\" height=\"562\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/06\/Mario-Mafai-Lezioni-di-piano-1934_800.jpg 800w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/06\/Mario-Mafai-Lezioni-di-piano-1934_800-226x300.jpg 226w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/06\/Mario-Mafai-Lezioni-di-piano-1934_800-773x1024.jpg 773w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/06\/Mario-Mafai-Lezioni-di-piano-1934_800-768x1018.jpg 768w\" sizes=\"(max-width: 424px) 100vw, 424px\" \/><\/a> dall\u2019<strong>Archivio della Scuola Romana\u00a0<\/strong>di Sovrintendenza.<\/p>\n<p>La mostra \u00e8 organizzata anche grazie alla collaborazione di:\u00a0<strong>Collezione Augusto e Francesca Giovanardi<\/strong>\u00a0di Milano,\u00a0<strong>Collezione Giuseppe Iannaccone<\/strong>, Milano,\u00a0e del\u00a0<strong>Civico Museo \u201cMaria Maddalena Rossi\u201d<\/strong>\u00a0di Codevilla (PV).<br \/>\nLe oltre\u00a0<strong>cento opere presentate\u00a0<\/strong>\u2013 di cui alcune inedite e altre raramente esposte \u2013 si snodano sui due piani del Casino dei Principi lungo un percorso scandito in\u00a0<strong>sette sezioni tematiche\u00a0<\/strong>per offrire una panoramica sull\u2019opera di entrambi gli artisti e un confronto ad evidenziarne le feconde differenze.<br \/>\n<strong><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/06\/Antonietta-Raphael-I-bambini-si-mascherano-da-grandi-1965_800.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-37197\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/06\/Antonietta-Raphael-I-bambini-si-mascherano-da-grandi-1965_800.jpg\" alt=\"\" width=\"462\" height=\"653\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/06\/Antonietta-Raphael-I-bambini-si-mascherano-da-grandi-1965_800.jpg 800w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/06\/Antonietta-Raphael-I-bambini-si-mascherano-da-grandi-1965_800-212x300.jpg 212w, 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Accanto a quelle di Mafai e Raphae\u0308l sono esposte anche due opere di Scipione.<\/p>\n<p>La sala delle vedute al piano terra accoglie sculture di Antonietta, compresi alcuni inediti di recente ritrovamento, evidenziando il nodo tematico offerto dal rapporto tra\u00a0<strong>femminile, maternit\u00e0\/creazione e fuga<\/strong>, con incursioni nel\u00a0<strong>mito<\/strong>. Tra le opere in mostra anche l\u2019<em>Angoscia n.2<\/em>\u00a0(1936-1963) \u2013 qui esposta per la prima volta \u2013 risultato della laboriosa traduzione in pietra porfirica di un gesso del 1936.<\/p>\n<p>Ancora al piano terra, la sezione\u00a0<strong><em>Intermezzo musicale<\/em><\/strong>\u00a0presenta alcune opere a testimonianza della passione<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/06\/Antonietta-Raphael-Mario-nello-studio-Omaggio-a-Mafai-1966_800_0.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"wp-image-37198 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/06\/Antonietta-Raphael-Mario-nello-studio-Omaggio-a-Mafai-1966_800_0.jpg\" alt=\"\" width=\"384\" height=\"524\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/06\/Antonietta-Raphael-Mario-nello-studio-Omaggio-a-Mafai-1966_800_0.jpg 800w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/06\/Antonietta-Raphael-Mario-nello-studio-Omaggio-a-Mafai-1966_800_0-220x300.jpg 220w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/06\/Antonietta-Raphael-Mario-nello-studio-Omaggio-a-Mafai-1966_800_0-750x1024.jpg 750w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/06\/Antonietta-Raphael-Mario-nello-studio-Omaggio-a-Mafai-1966_800_0-768x1048.jpg 768w\" sizes=\"(max-width: 384px) 100vw, 384px\" \/><\/a> condivisa da Antonietta e Mario per la musica, che ritorna in varie opere, come ad esempio, i dipinti\u00a0<em>Natura morta con chitarra\u00a0<\/em>(1928) e\u00a0<em>La lezione di piano<\/em>\u00a0(1934).<\/p>\n<p>A seguire, la sezione\u00a0<strong><em>Una silenziosa sfida<\/em><\/strong>\u00a0mette l\u2019accento sul confronto tra Mafai e Raphae\u0308l e su come i due, pur condividendo alcuni temi \u2013 disegni, ritratti e autoritratti, nudi e nature morte \u2013 seguissero poi strade volutamente divergenti, risolvendo gli stessi temi con soluzioni formali distanti. Tra i ritratti anche l\u2019inedito\u00a0<em>Ritratto di Simona<\/em>, dipinto da Mario nel 1932 e qui esposto per la prima volta. All\u2019interno della stessa sezione, un video propone interviste e documentari sui due artisti.<\/p>\n<p><strong><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/06\/Antonietta-Raphael-Donna-del-popolo-con-bambino-1956_800.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-37199\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/06\/Antonietta-Raphael-Donna-del-popolo-con-bambino-1956_800.jpg\" alt=\"\" width=\"400\" height=\"394\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/06\/Antonietta-Raphael-Donna-del-popolo-con-bambino-1956_800.jpg 812w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/06\/Antonietta-Raphael-Donna-del-popolo-con-bambino-1956_800-300x296.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/06\/Antonietta-Raphael-Donna-del-popolo-con-bambino-1956_800-768x757.jpg 768w\" sizes=\"(max-width: 400px) 100vw, 400px\" \/><\/a>La sala centrale del primo piano \u00e8 dedicata a Mario Mafai. <\/strong>Filo\u00a0conduttore, la\u00a0<strong><em>\u201cmetamorfosi\u201d<\/em><\/strong>, concetto esemplificato nello slittamento dal figurativo all\u2019astratto\u00a0attraverso alcuni tra i principali passaggi stilistici della maturit\u00e0, dalla fase \u201ctonale\u201d, piena di incanto e malinconia, dei primi anni Trenta, alla vena espressionista delle\u00a0<em>Fantasie<\/em>, al momento realista dei\u00a0<em>Mercati<\/em>\u00a0del Dopoguerra, fino alle ricerche astratte e informali degli ultimi anni. Il percorso espositivo prosegue con la sezione\u00a0<strong><em>Antonietta Rapha\u00ebl. Un viaggio nell\u2019identit\u00e0 e oltre<\/em><\/strong>\u00a0riservata a sculture e dipinti di Antonietta che veicolano la complessa identit\u00e0 dell\u2019artista alla cui formazione contribuirono molti fattori culturali, in particolare la cultura ebraica, una esistenza \u201cnomade\u201d, i viaggi in Sicilia, Spagna e Cina.<\/p>\n<p><strong>Infine, nell\u2019ultima saletta, a chiudere l\u2019itinerario aperto dal grande\u00a0<em>Ritratto di Antonietta nello studio di scultura<\/em>\u00a0(1934) di Mafai, un solo quadro di Rapha\u00ebl,\u00a0<em>Mario nello studio (Omaggio a Mafai)\u00a0<\/em>del 1966, racchiude tutta l\u2019energia di una vita passata a sfidarsi e amarsi.<\/strong><br \/>\nNello stesso spazio, una selezione di lettere autografe \u2013 frutto di una ricerca a cura di\u00a0<strong>Sara Scalia<\/strong>, nipote degli artisti \u2013 e materiali fotografici restituiscono la vicenda umana e artistica di Mafai e Rapha\u00ebl.<\/p>\n<p><strong>Carlo Franza <\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Al\u00a0Casino dei Principi di Villa Torlonia,\u00a0aperta \u00a0al pubblico\u00a0 fino al 2 novembre 2025 la mostra\u00a0\u201cMario Mafai e Antonietta Raphae\u0308l. Un\u2019altra forma di amore\u201d,\u00a0che a\u00a0cinquant\u2019anni dalla scomparsa di\u00a0Antonietta Rapha\u00ebl\u00a0e a sessanta da quella di\u00a0Mario Mafai, propone una nuova riflessione sui due artisti considerati tra i protagonisti delle vicende artistiche del Novecento. L\u2019esposizione, promossa da\u00a0Roma Capitale, Assessorato alla Cultura &#8211; Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali, \u00e8 ideata dal\u00a0Centro Studi Mafai Raphae\u0308l\u00a0e curata da\u00a0Valerio Rivosecchi\u00a0e da\u00a0Serena De Dominicis, con l\u2019organizzazione e i servizi museali di\u00a0Z\u00e8tema Progetto Cultura. 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