{"id":37271,"date":"2025-06-07T21:41:29","date_gmt":"2025-06-07T21:41:29","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/?p=37271"},"modified":"2025-06-07T21:41:29","modified_gmt":"2025-06-07T21:41:29","slug":"museo-fortuny-50-il-museo-fortuny-festeggia-50-anni-e-si-racconta-a-palazzo-pesaro-orfei-a-venezia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2025\/06\/07\/museo-fortuny-50-il-museo-fortuny-festeggia-50-anni-e-si-racconta-a-palazzo-pesaro-orfei-a-venezia\/","title":{"rendered":"MUSEO FORTUNY 50. Il Museo Fortuny festeggia 50 anni e si racconta a Palazzo Pesaro Orfei a Venezia"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/06\/tessuto_marchio-_1-scaled-e1749331687427.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-37272\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/06\/tessuto_marchio-_1-scaled-e1749331687427.jpg\" alt=\"\" width=\"560\" height=\"439\" \/><\/a><strong>Da casa e fabbrica di Mariano Fortuny y Madrazo ed Henriette Nigrin, nata tra le mura di Palazzo Pesaro Orfei, a punto di riferimento per la cultura della citt\u00e0 di Venezia: il Museo Fortuny festeggia 50 anni e si racconta in una giornata speciale.<\/strong><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/06\/Fortuny-Venezia0208_@Massimo-Listri-e1749331715730.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\" wp-image-37273 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/06\/Fortuny-Venezia0208_@Massimo-Listri-e1749331715730.jpg\" alt=\"\" width=\"579\" height=\"434\" \/><\/a><\/p>\n<p><strong>Cinquant\u2019anni fa, nel 1975 Palazzo Pesaro Orfei le porte al pubblico come Museo Fortuny: da centro produttivo cosmopolita, simbolo della dirompente creativit\u00e0 dell\u2019artista spagnolo Mariano Fortuny y Madrazo, il palazzo diventa un luogo per la cultura a Venezia<\/strong>. La citt\u00e0 dove Mariano scelse di vivere, lavorare, creare, insieme alla moglie Henriette Nigrin: ispiratrice, compagna di lavoro, artefice con il marito della grande impresa creativa dell\u2019atelier Fortuny, alla cui generosit\u00e0 e visione si deve la donazione alla citt\u00e0 del palazzo e delle sue collezioni.<br \/>\nCinquant\u2019anni dopo la sua apertura come museo, Venezia si prepara a festeggiare questo anniversario con una giornata speciale, pensata non solo per ricordare, ma per riscoprire e vivere il museo come luogo di creativit\u00e0, sperimentazione e dialogo tra le arti. Marted\u00ec 10 giugno il museo sar\u00e0 aperto gratuitamente a tutti, con un percorso arricchito da opere inedite, proiezioni d\u2019archivio, e nel pomeriggio, musica dal vivo in campo, davanti al palazzo, per trasformare la memoria in festa collettiva.<br \/>\nUn compleanno che \u00e8 anche un\u2019occasione per riflettere sul significato pi\u00f9 profondo di questo luogo nella missione di Fondazione Musei Civici. Il Museo Fortuny non \u00e8 solo un luogo di culto e una casa-museo ma, ieri come oggi, \u00e8 un organismo vivo: dove storia e modernit\u00e0 si incontrano, dove la ricerca convive con lo slancio visionario. \u00c8 un luogo che racconta la straordinaria vicenda di una coppia \u2013 Fortuny e Nigrin \u2013 che pi\u00f9 di tutti ha saputo trasformare la creativit\u00e0 in impresa, la ricerca in uno stile, il laboratorio in poesia.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/06\/Fortuny-Venezia0205_@Massimo-Listri-e1749331757717.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-37274\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/06\/Fortuny-Venezia0205_@Massimo-Listri-e1749331757717.jpg\" alt=\"\" width=\"579\" height=\"434\" \/><\/a>UN PERCORSO INEDITO: FILM, MUSICA, MODA, ISPIRAZIONI, L\u2019INVENZIONE DEL MADE IN ITALY E UN NUOVO CICLO DI RACCONTI DELL\u2019OPERA DI MARIANO ED HENRIETTE. Tra le attivit\u00e0 in programma per la giornata del 10 giugno, saranno proiettati film in formato Path\u00e9 Baby, di edizione e amatoriali girati da Mariano e Henriette in persona e appartenenti alla collezione del museo, tornati alla luce grazie al riversamento digitale eseguito dal laboratorio La Camera Ottica dell\u2019Universit\u00e0 di Udine e dall\u2019Archivio RI-PRESE, nell\u2019ambito del progetto Ininfiammabile promosso da Fondazione di Venezia, Fondazione M9 e Fondazione Iuav.<br \/>\nDurante l\u2019intera giornata saranno proiettati in loop i film di edizione. Una raccolta straordinaria che restituisce una parte poco nota dei<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/06\/Fortuny-Venezia0064_Massimo-Listri.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\" wp-image-37275 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/06\/Fortuny-Venezia0064_Massimo-Listri.jpg\" alt=\"\" width=\"573\" height=\"764\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/06\/Fortuny-Venezia0064_Massimo-Listri.jpg 756w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/06\/Fortuny-Venezia0064_Massimo-Listri-225x300.jpg 225w\" sizes=\"(max-width: 573px) 100vw, 573px\" \/><\/a> molteplici interessi di Fortuny rimarcando, una volta di pi\u00f9, quanto il genio di questo artista, nella sua versatilit\u00e0, spaziasse insaziabilmente tra arte, natura e scienza. La collezione dei Fortuny si compone di filmati di culture e tradizioni di altri paesi, dalle danze cambogiane ai rituali islamici, dai beduini nel deserto ai nativi d\u2019America, documenti di carattere etnografico, fino a studi botanici e naturalistici sulla fauna e la flora terrestre e marina, indagini al microscopio, filmati su citt\u00e0 e architetture europee e orientali, Bruges, Granada, Algeria, India, film su personalit\u00e0 artistiche dell\u2019epoca, come l\u2019attrice Sarah Bernhardt o la danzatrice Lo\u00efe Fuller, fino ai cartoni animati, con le avventure del gatto Felix, prima star mondiale del cinema di animazione.<\/p>\n<p>Nel pomeriggio il pubblico potr\u00e0 inoltre partecipare a tre momenti dedicati alla proiezione dei filmati d\u2019autore, accompagnati da improvvisazioni sonore dal vivo di Sofia Pozdniakova ed Emanuele Wiltsch Barberio. Preziosi documenti che trasporteranno i visitatori nel cuore dei loro viaggi tra gli anni Venti e Trenta. Attraverso la visione di paesaggi, architetture e scene di vita quotidiana, si parte da Venezia per percorrere insieme l\u2019Andalusia e raggiungere il Marocco e le sue magiche atmosfere.<\/p>\n<p>Per questa occasione il percorso espositivo al primo e secondo piano si arricchir\u00e0 con oggetti e documenti d\u2019archivio che, per fragilit\u00e0 e delicatezza, non sono generalmente esposti in modo permanente e, per la prima volta in assoluto, alcuni manufatti di recente acquisizione che fanno ritorno a casa, nel luogo dove sono stati creati, pezzi finora noti solo tramite documentazione fotografica. Oltre a disegni preparatori, schizzi, matrici e prove di stampa, campionari, fotografie, affiche e depliant pubblicitari, i significativi registri di vendita, stampe antiche patrimonio della collezione di Mariano, tra cui l\u2019album dei Capricci di Goya, incisioni di Rembrandt, Tiepolo, Canaletto, trovano spazio pregiati sete parietali, teli e velluti di seta stampato.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/06\/Fortuny-Venezia0059_Massimo-Listri-3.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-37280\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/06\/Fortuny-Venezia0059_Massimo-Listri-3.jpg\" alt=\"\" width=\"631\" height=\"474\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/06\/Fortuny-Venezia0059_Massimo-Listri-3.jpg 756w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/06\/Fortuny-Venezia0059_Massimo-Listri-3-300x225.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 631px) 100vw, 631px\" \/><\/a>E ancora, in mostra gli esemplari della collezione che hanno creato il patrimonio visivo e immaginifico di Mariano; nei disegni di tessuti Fortuny rivivono motivi copti, persiani, turchi, cretesi e minoici, l\u2019architettura gotica e i codici medievali, l\u2019arte medio-orientale, i motivi ispano-moreschi, le geometrie e il dinamismo dell\u2019architettura islamica, la calligrafia araba, il rinascimento italiano e spagnolo, merletti e ricami antichi, il barocco, il rococ\u00f2 e il neoclassicismo, le figurazioni zoomorfe, l\u2019arte giapponese, il decorativismo ottocentesco e le influenze Art d\u00e9co. A testimonianza delle ricerche e delle sperimentazioni effettuate da Fortuny per l\u2019ideazione di processi produttivi e pattern, il pubblico avr\u00e0 l\u2019opportunit\u00e0 di ammirare alcuni katagami, stencil giapponesi realizzati con carta Washi finemente intagliata, volumi sulle antiche tecniche di stampa e ricettari presenti nel<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/06\/Delphos_-rosso-con-cintura-scaled-e1749332028168.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\" wp-image-37281 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/06\/Delphos_-rosso-con-cintura-scaled-e1749332028168.jpg\" alt=\"\" width=\"562\" height=\"742\" \/><\/a>la sua biblioteca privata.<\/p>\n<p>Fondamentali per la storia della moda, le cinque copie anastatiche di brevetti che svelano l\u2019innovazione fortunyana nel campo del tessile. Tra questi il brevetto della plissettatura della seta e un particolare tipo di abito femminile, alla base dell\u2019abito Delphos, l\u2019iconica tunica in seta plissettata ispirata alla statuaria ellenistica e la sua variante, il Peplos.<\/p>\n<p>Proprio l\u2019immortale Delphos \u00e8 la chiave di volta per raccontare l\u2019apporto rivoluzionario dei Fortuny nella moda: un abito senza tempo e senza taglia, nato per liberare il corpo e per adattarsi a qualsiasi sua forma, amato da personalit\u00e0 del cinema e della cultura pop fino ai nostri giorni, indossato da Geraldine Chaplin a Barbara Streisand, protagonista assoluto negli anni Novanta nel film The Wings of the Dove, fino alla serie Downtown Abbey. Un abito che inventa e brevetta, letteralmente, il \u201cmade in Italy\u201c: una dicitura mai vista prima che compare sull\u2019etichetta dell\u2019abito, decenni prima della nascita di questo concetto negli anni Cinquanta del Novecento.<br \/>\nUn abito che \u00e8 un simbolo e che restituisce, al contempo, la centralit\u00e0 nell\u2019avventura artistica, creativa e imprenditoriale ad Henriette Nigrin: non solo musa di Mariano ma figura cardine della storia dell\u2019impresa e dello stesso Museo. Insieme ai cinquant\u2019anni dall\u2019apertura del museo, ricorrono i sessant\u2019anni dalla morte di Henriette Nigrin e Fondazione Musei Civici intende raccontare e ripercorrere la grandezza della sua personalit\u00e0. Dal suo fondamentale apporto nell\u2019invenzione e creazione degli abiti, tra cui proprio il Delphos, fino alla gestione della fabbrica, del personale e delle vendite. Una general manager e, allo stesso tempo, una creativa.Alla coppia saranno dedicate le conferenze, Eternit\u00e0 e impermanenza. Segno, traccia e archetipo nell\u2019opera di Mariano e Henriette Fortuny in programma dall\u2019autunno del 2025, fino alla primavera 2026, illustrate nel corso della mattinata.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/06\/Copia-di-12_MFTP0204_modern_print_30x225-scaled-e1749332071583.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-37282\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/06\/Copia-di-12_MFTP0204_modern_print_30x225-scaled-e1749332071583.jpg\" alt=\"\" width=\"554\" height=\"738\" \/><\/a>UN MUSEO, TANTE VITE. Compito di Fondazione Musei Civici \u00e8 stato, negli anni, raccogliere, conservare e raccontare l\u2019incredibile vicenda artistica di Mariano Fortuny, con il suo immenso patrimonio declinato in tutte le discipline \u2013 pittura, scultura, fotografia, incisione, teatro, scenografia, illuminotecnica, design, moda, tessuti, fino alle invenzioni, marchi e brevetti \u2013 mantenendo viva questa fiamma, aprendosi a contaminazioni tra antico e contemporaneo, alla narrazione delle arti applicate e all\u2019indagine estetica come materia viva, tra la Venezia antica e quella dell\u2019innovazione. Trasportando nel contemporaneo un mondo in cui si sono mescolate idee, influssi, materiali, storie di rapporti artistici, di studio e ricerca.<\/p>\n<p>La festa del 10 giugno \u00e8 l\u2019occasione per ripercorrere le molteplici, straordinarie esperienze museali nate e vissute tra le mura Palazzo Pesaro Orfei; con i primi passi da casa a museo, dopo la morte di Mariano Fortuny (1949) e la donazione di Henriette al Comune di Venezia nel 1956, con l\u2019intento che diventasse un centro culturale dedicato alle arti; il museo-laboratorio quando nel 1969 si insedi\u00f2 qui l\u2019Universit\u00e0 Internazionale dell\u2019Arte (UIA), nata dopo l\u2019alluvione del 1966, laboratorio aperto al mondo, luogo di sperimentazione tra arte, restauro e visual design; il centro di documentazione, officina per fotografia, video, grafica, design e arti applicate nata nel 1979 con Venezia \u201879 la fotografia, uno dei pi\u00f9 grandi eventi dedicati alla fotografia realizzati in Italia. Un centro che ospit\u00f2 workshop, mostre e seminari con grandi nomi della scena internazionale; e ancora negli anni \u201990, quando si apre il capitolo del museo civico e Palazzo Pesaro Orfei entra a far parte dei Musei di Venezia, ospitando in questa veste eventi memorabili nel panorama artistico e culturale internazionale come la mostra Watching Water, esplorazione spaziale e multisensoriale di Peter Greenaway. Dal 2007 prende avvio il fortunato ciclo di esposizioni organizzate in occasione della Biennale di Venezia tra cui Artempo, Infinitum, Tra.The Edge of Becoming, Tapi\u00e8s. Lo sguardo dell\u2019artista. Tra i temi indagati, fotografia, pittura del \u2019900, figure femminili e il mondo di Fortuny. Lascia un segno il 2019 con i gravi danni per l\u2019acqua alta che portano a lunghi restauri, conclusi nel 2022 con la riapertura al pubblico e l\u2019impegno di MUVE per aprire il museo in modo permanente, durante tutto l\u2019anno. Una storia ancora da scrivere, con Fortuny e il suo tempo \/ Il nostro tempo e Fortuny e i progetti futuri dedicati al dialogo con i contemporanei di Mariano e Henriette e con i linguaggi dell\u2019attualit\u00e0. Un museo, una voce unica e potente, centro dell\u2019invenzione e della visione: un luogo che ricorda come la cultura possa nascere anche dalla contaminazione, dal lavoro quotidiano, dall\u2019ardire di immaginare forme nuove.<\/p>\n<p>Per questo, oggi pi\u00f9 che mai, \u00e8 importante aprire le sue porte, viverlo, farlo conoscere. E il 10 giugno sar\u00e0 l\u2019occasione perfetta per farlo: una giornata di festa aperta a tutta la citt\u00e0 \u2013 e a tutti \u2013 per celebrare non solo un anniversario, ma un\u2019eredit\u00e0 ancora viva e una parte di storia ancora da scrivere. La giornata di celebrazioni del Museo Fortuny 50 \u00e8 parte del palinsesto de Le Citt\u00e0 in Festa.<\/p>\n<p><strong>Carlo Franza <\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Da casa e fabbrica di Mariano Fortuny y Madrazo ed Henriette Nigrin, nata tra le mura di Palazzo Pesaro Orfei, a punto di riferimento per la cultura della citt\u00e0 di Venezia: il Museo Fortuny festeggia 50 anni e si racconta in una giornata speciale. Cinquant\u2019anni fa, nel 1975 Palazzo Pesaro Orfei le porte al pubblico come Museo Fortuny: da centro produttivo cosmopolita, simbolo della dirompente creativit\u00e0 dell\u2019artista spagnolo Mariano Fortuny y Madrazo, il palazzo diventa un luogo per la cultura a Venezia. 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