{"id":37286,"date":"2025-06-09T19:28:06","date_gmt":"2025-06-09T19:28:06","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/?p=37286"},"modified":"2025-06-09T19:28:06","modified_gmt":"2025-06-09T19:28:06","slug":"il-paesaggio-marchigiano-di-attilio-alfieri-la-mostra-al-cart-centro-documentazione-arte-contemporanea-palazzo-pergoli-falconara-marittima-an","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2025\/06\/09\/il-paesaggio-marchigiano-di-attilio-alfieri-la-mostra-al-cart-centro-documentazione-arte-contemporanea-palazzo-pergoli-falconara-marittima-an\/","title":{"rendered":"Il paesaggio marchigiano di Attilio Alfieri.  La Mostra al CART &#8211; Centro documentazione ARTe contemporanea Palazzo Pergoli &#8211; Falconara Marittima (An)"},"content":{"rendered":"<p><strong><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/06\/Alfieri-manifesto-CART-e1749496778207.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-37287\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/06\/Alfieri-manifesto-CART-e1749496778207.jpg\" alt=\"\" width=\"356\" height=\"509\" \/><\/a>Mi preme oggi segnalare la mostra e il nome di Attilio Alfieri, artista lauretano vissuto da sempre a Milano, partecipando fin dagli anni Trenta al Movimento dei Chiaristi e poi al nuovo svolgimento figurale che si ebbe dopo gli anni Cinquanta.\u00a0 Amico discreto,<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/06\/Screenshot-2021-12-04-at-22-41-15-2016_ALFIERI_Catalogo-pdf-1.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\" wp-image-37288 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/06\/Screenshot-2021-12-04-at-22-41-15-2016_ALFIERI_Catalogo-pdf-1.jpg\" alt=\"\" width=\"451\" height=\"469\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/06\/Screenshot-2021-12-04-at-22-41-15-2016_ALFIERI_Catalogo-pdf-1.jpg 744w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/06\/Screenshot-2021-12-04-at-22-41-15-2016_ALFIERI_Catalogo-pdf-1-289x300.jpg 289w\" sizes=\"(max-width: 451px) 100vw, 451px\" \/><\/a> cos\u00ec l\u2019ho conosciuto e frequentato, attivo ogni giorno nel suo studio milanese, con una pipa in bocca e un pennello sempre in mano dinanzi a teleri\u00a0 che oltre ritratti raccontavano la sua terra, le sue Marche, il suo C\u00f2nero. <\/strong><\/p>\n<p>La mostra, nata da un\u2019idea del direttore scientifico del CART di Falconara Marittima, e realizzata in collaborazione con <strong>Aliosca Alfieri<\/strong> figlio dell\u2019artista e Presidente dell\u2019<strong>Archivio Attilio Alfieri<\/strong> di Milano, intende illuminare l\u2019opera di Alfieri attraverso uno spaccato della sua produzione artistica, significativa e utile ad essere approfondita, come il percorso lineare della pratica pittorica pi\u00f9 tradizionale (quella del disegno, degli acquerelli, tempere e oli), che si \u00e8 espressa all\u2019interno di uno dei generi della pittura comunque cari ad Alfieri, come quello del paesaggio, puntando lo sguardo sulle opere rivolte ai territori delle Marche.<\/p>\n<p>In mostra sono esposti disegni e dipinti di tutto l\u2019arco della produzione del maestro sul paesaggio d\u2019origine e d\u2019affezione (comprese vedute urbane), per addentrarsi in un aspetto della ricerca di Alfieri, che del <strong>paesaggio delle Marche<\/strong> ne indaga, interpreta ed elabora l\u2019essenza, conferendole <strong>una solenne e antica dignit\u00e0<\/strong>.<\/p>\n<p>Nel percorso espositivo e nel catalogo della mostra, si possono ritrovare tutti i periodi pittorici dell\u2019artista e l\u2019amore per la sua terra d\u2019origine. Dai primi disegni del <strong>1926<\/strong> agli oli in <strong>versione chiarista,<\/strong> dai dipinti di ispirazione cezanniana degli anni <strong>Trenta<\/strong> al materico degli anni <strong>Quaranta<\/strong> e, a seguire, la vasta produzione degli anni <strong>Settanta<\/strong> ed <strong>Ottanta<\/strong>. Alle opere in mostra fa da preludio un primo disegno (<em>Soldato<\/em> del 1919, eseguito all\u2019et\u00e0 di 15 anni), per far comprendere al visitatore il talento naturale di questo artista.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/06\/Attilio-Alfieri-Campi-marchigiani-1932-olio-su-tela-cm.60x85.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-37289\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/06\/Attilio-Alfieri-Campi-marchigiani-1932-olio-su-tela-cm.60x85.jpg\" alt=\"\" width=\"587\" height=\"412\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/06\/Attilio-Alfieri-Campi-marchigiani-1932-olio-su-tela-cm.60x85.jpg 553w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/06\/Attilio-Alfieri-Campi-marchigiani-1932-olio-su-tela-cm.60x85-300x210.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 587px) 100vw, 587px\" \/><\/a>Il paesaggio marchigiano ha accompagnato Attilio Alfieri nel corso di tutta la sua esistenza e nonostante si fosse trasferito giovanissimo a Milano l\u2019artista \u00e8 sempre tornato regolarmente nella sua terra. Ogni volta <strong>attratto irrimediabilmente da un paesaggio<\/strong> che sosteneva essere del tutto tipico, unico per la sezione del terreno e per il cangiantismo dei colori, ed eccezionalmente straordinario per la <strong>capacit\u00e0 di trasmettere un senso religioso e di intima pace<\/strong>. <strong>Specie il Conero, un monte mitizzato fin da ragazzo e dalle suggestioni poetiche leopardiane<\/strong>, con il suo carico di memorie e richiami sentimentali, secondo quello che nel testo in catalogo, \u00e8 stato definito essere una<strong> geografia affettiva delle Marche<\/strong> ed anche un <strong>sentire epidermico dell\u2019artista della pittura di paesaggio del versante adriatico<\/strong>.<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/06\/Attilio-Alfieri-Vigne-al-Conero-1984-olio-su-tela-cm.45x60.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\" wp-image-37290 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/06\/Attilio-Alfieri-Vigne-al-Conero-1984-olio-su-tela-cm.45x60.jpg\" alt=\"\" width=\"566\" height=\"418\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/06\/Attilio-Alfieri-Vigne-al-Conero-1984-olio-su-tela-cm.45x60.jpg 490w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/06\/Attilio-Alfieri-Vigne-al-Conero-1984-olio-su-tela-cm.45x60-300x222.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 566px) 100vw, 566px\" \/><\/a><\/p>\n<p>Sono chine, acquerelli, tempere e oli, realizzati sempre all\u2019aperto, a contatto con l\u2019amata natura, in una sorta di ricerca e rigenerazione di s\u00e9 stesso. Non \u00e8 quindi un caso se gli ultimi e unici lavori siano stati i paesaggi, decine di disegni eseguiti a pennarello a cavallo del 1990 e \u201891, qui nella sua terra natale nel tentativo di alleviare il dolore causato dalla morte della moglie.<\/p>\n<p>Le opere in mostra, oltrech\u00e9 dall\u2019Archivio Attilio Alfieri di Milano provengono da collezioni private e pubbliche anche del territorio (come in particolare dalle Collezioni del Comune di Loreto e del Comune di Sassoferrato), per sottolineare anche una partecipazione condivisa dei luoghi vissuti e rappresentati da Alfieri.<\/p>\n<p><em>La mostra, promossa dal Comune di Falconara M. (AN), in collaborazione con l\u2019Associazione Attilio Alfieri di Milano, partecipa al sostegno della Regione Marche con il parternariato dell\u2019AMIA &#8211; Associazione Marchigiana Iniziative Artistiche e dell\u2019Associazione Artistica Artemisia.<\/em><\/p>\n<p><strong>Attilio Alfieri (Loreto 1904 &#8211; Milano 1992). <\/strong>Nato a Loreto da genitori analfabeti e in condizioni economiche modeste. Pittore autodidatta, inizia a disegnare all&#8217;et\u00e0 di 15 anni (<em>Il Soldato,<\/em> in mostra) seguendo le orme e i rudimenti del fratello maggiore, decoratore e pittore dilettante. Si perfeziona come aiuto del decoratore piacentino Camozzi, chiamato a lavorare nella Basilica di Loreto, e grazie a lui nel 1923 viene assunto come apprendista a Piacenza dai pittori di chiese Aspetti e Rossi. Si rende per\u00f2 conto che la decorazione \u00e8 un freno alla creativit\u00e0 e nel 1925 trova a Milano un lavoro da imbianchino cos\u00ec da poter frequentare i corsi serali di pittura all&#8217;Accademia di Brera e al Castello Sforzesco.<\/p>\n<p><strong><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/06\/Attilio-Alfieri-Porto-Recanati-1991-pennarello-su-carta-cm.326x478.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-37291\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/06\/Attilio-Alfieri-Porto-Recanati-1991-pennarello-su-carta-cm.326x478.jpg\" alt=\"\" width=\"576\" height=\"390\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/06\/Attilio-Alfieri-Porto-Recanati-1991-pennarello-su-carta-cm.326x478.jpg 518w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/06\/Attilio-Alfieri-Porto-Recanati-1991-pennarello-su-carta-cm.326x478-300x203.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 576px) 100vw, 576px\" \/><\/a>\u201c<em>Feci l\u2019entrata a Milano come un passero tentennante, avido di beccare quel nutrimento cittadino necessario alla mia incolmabile ignoranza, innocente presunzione<\/em>.\u201d\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 (Citazione tratta dai diari di Attilio Alfieri, 1925-1931, Archivio Attilio Alfieri, Milano).<\/strong><\/p>\n<p><strong><sup>\u00a0<\/sup><\/strong>Nell\u2019aprile 1927 viene arruolato nell\u2019esercito e trasferito a Fiume. Il suo spirito libertario e indipendente mal si addice alla rigidit\u00e0 della vita militare; esile di corporatura intraprende un dissimulato digiuno, che gli varr\u00e0 il congedo anticipato nell\u2019ottobre dello stesso anno. Quel periodo a contatto con la natura selvaggia dell\u2019Istria lo stimoler\u00e0 alla pittura en plein air.<\/p>\n<p><strong>\u201c<em>Questa notte ho montato di guardia, vidi uno spettacolo lunare meraviglioso. Ero proprio sbigottito.<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/06\/filologico.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"size-full wp-image-37292 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/06\/filologico.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"416\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/06\/filologico.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/06\/filologico-216x300.jpg 216w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a> Ricorder\u00f2 sempre simile impressione, e decisi di studiare il \u2018vero\u2019 \u2013 la pittura \u2013 giacch\u00e9 la poesia mi ha per sempre abbandonato<\/em>.\u201d (Citazione tratta dai diari di Attilio Alfieri, 1925-1931, Archivio Attilio Alfieri, Milano).<\/strong><\/p>\n<p><sup>\u00a0<\/sup>Questa necessit\u00e0 lo spinger\u00e0 dopo il congedo a trasferirsi in Brianza per studiare il &#8220;paesaggio&#8221; sulle orme del Segantini. Rientra a Milano nel 1930 e prende in affitto un abbaino in via Solferino 11, un vero e proprio covo di giovani artisti, tra i quali Saltini, Andreoni, Mantica, Bonfantini, Birolli, Spilimbergo, Lilloni, Greggio, Del Bon, e frequentato da intellettuali come Giolli, Persico, Gatto, Cantatore e Carrieri. \u00a0La prima mostra collettiva, <em>I pittori del numero 11<\/em>, \u00e8 del 1931. La seconda nel \u201832 attirer\u00e0 l&#8217;interesse di Giolli e Carr\u00e0, e soprattutto di Persico, che nel &#8220;Corriere Padano&#8221; del 3 marzo 1933 lo annovera tra i pi\u00f9 significativi pittori d&#8217;avanguardia. Lo stesso Persico gli dar\u00e0 l\u2019opportunit\u00e0 di esporre, fuori catalogo, alla Triennale di Milano del 1933, i suoi cinque <em>Omaggi<\/em>. E\u2019 del 1934 invece la prima personale al Circolo Filologico di Milano. Tra il 1933 e il 1944 esegue in Italia e all\u2019estero diversi lavori &#8220;pubblicitari&#8221; per gli stand delle fiere. Inizia cos\u00ec l&#8217;esperienza polimaterica, ereditata in parte da Prampolini, ma personalizzata con tecniche pi\u00f9 avanzate e un\u2019audacia impensabile a quei tempi, che dar\u00e0 vita a una straordinaria serie di &#8220;pannelli e collage&#8221;. Nel 1937 a Parigi, alla Mostra Universale ottiene la medaglia d\u2019oro.<\/p>\n<p>Dal 1939 al 1944 partecipa al Premio Bergamo (premiato 3 volte), alla Quadriennale di Roma (1939 e 1943) e alla Biennale di Venezia (1938, 1942 e 1944). Nel corso degli anni ottiene numerosi premi e riconoscimenti tra cui: il Premio Verona e il Premio Pier della Francesca a Firenze nel \u201842; il Premio Medardo Rosso a Milano nel \u201854; il 1\u00b0 premio Comune di Milano nel \u201957; il 1\u00b0 premio Citt\u00e0 di Imperia nel \u201963; il 1\u00b0 premio Maternit\u00e0 Mangiagalli nel 1966 e nel 1988 il Premio alla Riconoscenza della Provincia di Milano. La prima antologica \u00e8 del 1971 alla Societ\u00e0 Promotrice Belle Arti al Valentino di Torino.<\/p>\n<p>Il riconoscimento del suo ruolo artistico a Milano avviene nel 1981 con l\u2019ampia e approfondita antologica promossa dal Comune di Milano; oltre duecento le opere esposte a Palazzo Reale.\u00a0 A fine carriera far\u00e0 seguito nel 1989 \u201cLe due anime dell\u2019enigma\u201c, curata da A. Ginesi e promossa dal comune di Loreto. Nel 1959 la sua prima monografia edita da Bertieri e curata da Giorgio Kaisserlian, che l\u2019anno successivo curer\u00e0 anche una seconda, \u201c15 disegni di Attilio Alfieri\u201c, ed. Galleria del Milione. Ricordiamo inoltre le esposizioni dall\u2019archivio Attilio Alfieri: nel 2004 alla Mole Vanvitelliana di Ancona in occasione del centenario della nascita, nel 2016 a Fano a cura del Credito Valtellinese.<\/p>\n<p><strong>Carlo Franza <\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Mi preme oggi segnalare la mostra e il nome di Attilio Alfieri, artista lauretano vissuto da sempre a Milano, partecipando fin dagli anni Trenta al Movimento dei Chiaristi e poi al nuovo svolgimento figurale che si ebbe dopo gli anni Cinquanta.\u00a0 Amico discreto, cos\u00ec l\u2019ho conosciuto e frequentato, attivo ogni giorno nel suo studio milanese, con una pipa in bocca e un pennello sempre in mano dinanzi a teleri\u00a0 che oltre ritratti raccontavano la sua terra, le sue Marche, il suo C\u00f2nero. 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