{"id":37361,"date":"2025-06-15T19:45:50","date_gmt":"2025-06-15T19:45:50","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/?p=37361"},"modified":"2025-06-15T19:45:50","modified_gmt":"2025-06-15T19:45:50","slug":"laltro-picasso-con-ritorno-alle-origini-la-vicenda-creativa-picassiana-al-museo-archeologico-regionale-di-aosta","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2025\/06\/15\/laltro-picasso-con-ritorno-alle-origini-la-vicenda-creativa-picassiana-al-museo-archeologico-regionale-di-aosta\/","title":{"rendered":"L&#8217;altro Picasso. Con ritorno alle origini, la vicenda creativa picassiana al Museo Archeologico Regionale di Aosta"},"content":{"rendered":"<p><strong><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/06\/051-nudo-con-collana.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-37363\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/06\/051-nudo-con-collana.jpg\" alt=\"\" width=\"367\" height=\"485\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/06\/051-nudo-con-collana.jpg 886w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/06\/051-nudo-con-collana-227x300.jpg 227w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/06\/051-nudo-con-collana-775x1024.jpg 775w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/06\/051-nudo-con-collana-768x1014.jpg 768w\" sizes=\"(max-width: 367px) 100vw, 367px\" \/><\/a>L&#8217;Assessorato Beni e attivit\u00e0 culturali, Sistema educativo e Politiche per le relazioni intergenerazionali della Regione autonoma Valle d&#8217;Aosta, presso le sale espositive del\u00a0Museo Archeologico Regionale di Aosta, inaugura venerd\u00ec 20 giugno 2025, alle ore 18, la mostra\u00a0<em>L&#8217;altro\u00a0Picasso. Ritorno alle origini<\/em>. <\/strong>L&#8217;esposizione, che\u00a0sar\u00e0 aperta al pubblico<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/06\/Screenshot-2025-06-05-alle-16.25.44-e1750015859233.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\" wp-image-37362 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/06\/Screenshot-2025-06-05-alle-16.25.44-e1750015859233.jpg\" alt=\"\" width=\"434\" height=\"628\" \/><\/a> fino al 19 ottobre 2025, \u00e8 curata da Helena Alonso, J. \u00d3scar Carrascosa e Daria Jorioz ed esplora la profonda influenza delle origini e tradizioni familiari sull&#8217;opera di Pablo Ruiz Picasso (Malaga- Spagna- 1881 \/ Mougins- Francia- 1973), nonch\u00e9 l&#8217;eredit\u00e0 delle culture classiche, in particolare la cultura fenicia, romana e araba, che l&#8217;artista aveva conosciuto durante l&#8217;infanzia a Malaga, sulle sponde del Mediterraneo.<\/p>\n<p><strong>La mostra\u00a0<em>L&#8217;altro Picasso. Ritorno alle origini<\/em>\u00a0ospitata ad Aosta ha ottenuto il patrocinio dell&#8217;Ambasciata di Spagna a Roma.<\/strong> Il progetto propone al pubblico un percorso affascinante che intende ricostruire la vicenda creativa picassiana attraverso i legami esistenti fra le esperienze dell&#8217;infanzia, il costante dialogo con il passato e l&#8217;innovativo uso delle tecniche tradizionali, quali la ceramica, l&#8217;incisione e il design scenografico.<br \/>\nGli\u00a0approfondimenti legati alla poesia, le suggestioni sul\u00a0rapporto con i fotografi suoi contemporanei\u00a0e sulla ricezione della sua opera in Italia negli anni Cinquanta concorrono a comporre un racconto unico che intreccia storia, arte e memoria, rivelando un\u00a0 Picasso\u00a0intimo, un artista non solo innovativo e geniale, vissuto in una continua ricerca, ma anche profondamente consapevole delle proprie origini.<\/p>\n<p>La selezione di opere presentate offre un&#8217;ampia panoramica della produzione di\u00a0Picasso, dalle sue migliori\u00a0creazioni nel campo dell&#8217;incisione, come la serie Il capolavoro sconosciuto o un&#8217;acquaforte tratta dalla Suite Vollard, in cui il mondo classico riemerge davanti ai nostri occhi, fino ai risvolti meno famosi, come il contributo di Picasso\u00a0alle arti sceniche, con le scenografie per il balletto Il cappello a tre punte. Inoltre, la sua passione per la letteratura e la considerazione che aveva di s\u00e9 come scrittore \u2013 una delle sfaccettature meno note dell&#8217;artista \u2013 viene mostrata nella serie di incisioni La Sepoltura del conte di Orgaz e nelle sue poesie.<\/p>\n<p>A questo si aggiunga una\u00a0vasta selezione di ceramiche: a partire dal 1946\u00a0Picasso\u00a0trova in questa tecnica millenaria un intero universo creativo da esplorare. A 65 anni, quando decide di stabilirsi vicino al Mare Nostrum delle sue origini, Picasso \u00a0\u00a0si sente come un bambino nello scoprire e indagare una forma d&#8217;arte che gli permette di conciliare gli aspetti stilistici e tecnici di disegno, incisione e scultura.<\/p>\n<p>Nella Malaga della sua infanzia, dove Picasso \u00a0 conosceva i laboratori di ceramica nei pressi della casa di famiglia, il padre Jos\u00e9 Ruiz Blasco, professore di disegno e curatore del museo cittadino, fu il suo primo maestro e permise alle doti artistiche del piccolo Pablo di emergere e svilupparsi.<br \/>\n<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/06\/077-piatto-con-passo-di-muleta.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-37366\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/06\/077-piatto-con-passo-di-muleta.jpg\" alt=\"\" width=\"592\" height=\"395\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/06\/077-piatto-con-passo-di-muleta.jpg 886w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/06\/077-piatto-con-passo-di-muleta-300x200.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/06\/077-piatto-con-passo-di-muleta-768x512.jpg 768w\" sizes=\"(max-width: 592px) 100vw, 592px\" \/><\/a>In quella casa, circondato da donne, la madre, le sorelle e le zie, il piccolo Pablo scopr\u00ec inoltre la musica tradizionale spagnola, le canzoni, i distici e le danze, le ricette di cucina della famiglia e i tejeringos, una variante dei churros, a cui far\u00e0 riferimento diversi decenni pi\u00f9 tardi negli esercizi di scrittura automatica svolti a Parigi.<\/p>\n<p>Sempre in questo ambiente svilupp\u00f2 una\u00a0fascinazione per il mondo dei tori. Alle corride frequentate con il padre\u00a0Picasso\u00a0torner\u00e0 a pi\u00f9 riprese da adulto nel sud della Francia, rievocando una festa mediterranea di tradizione millenaria. Il toro diventer\u00e0 un potente simbolo non solo di violenza, ma anche di erotismo. \u00c8 l&#8217;alter ego di\u00a0Picasso.<br \/>\nNella sua Malaga natia inizi\u00f2 anche a conoscere il teatro, e in particolare i grandi maestri della pittura, attraverso gli insegnamenti trasmessi dal padre e dai pittori suoi coetanei che frequentavano la casa di famiglia.<\/p>\n<p>Questo patrimonio culturale immateriale forma il background che segner\u00e0\u00a0Picasso\u00a0per tutta la vita e incentra il contenuto della mostra su una visione meno conosciuta di questo straordinario maestro, in un vitale eterno ritorno alle radici mediterranee e alle origini familiari e culturali che lo accompagneranno fino alla fine, sopraggiunta in un giorno di aprile del 1973.<\/p>\n<p><strong>Picasso e la ceramica. <\/strong>La ceramica \u00e8 il mezzo artistico su cui la ricerca di\u00a0Picasso\u00a0si concentra con maggiore intensit\u00e0 negli anni della maturit\u00e0 e della vecchiaia. \u00c8 affascinato dal processo di trasmutazione quasi magico sub\u00ecto dai colori durante la cottura. Attraverso la ceramica, l&#8217;artista \u00e8 artefice della metamorfosi, operata dal fuoco, dei<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/06\/i__id28119_crop3_2c_t1748349436.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\" wp-image-37367 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/06\/i__id28119_crop3_2c_t1748349436.jpg\" alt=\"\" width=\"575\" height=\"383\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/06\/i__id28119_crop3_2c_t1748349436.jpg 543w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/06\/i__id28119_crop3_2c_t1748349436-300x200.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 575px) 100vw, 575px\" \/><\/a> supporti e dei colori che ha manipolato.\u00a0Picasso\u00a0concepisce la ceramica come un mezzo espressivo che gli consente di combinare pittura e scultura; si sente ammaliato dalle qualit\u00e0 volumetriche e dalla vivacit\u00e0 che acquisisce il colore attraverso il processo di cottura. La ceramica lo attrae per l&#8217;apparente semplicit\u00e0 che, celando invece una grande complessit\u00e0, offre una gamma infinita di possibilit\u00e0 espressive. Questa complessit\u00e0 rappresenta uno stimolo costante, pi\u00f9 che un ostacolo:\u00a0Picasso riscontra forti analogie tra ceramica, incisione e disegno, come si nota nell&#8217;uso del colore o nelle opere monocrome, cos\u00ec come nelle tecniche e negli utensili scelti per realizzare l&#8217;incisione o la manipolazione dell&#8217;argilla.<\/p>\n<p>Alla sua mostra\u00a0Picasso ha lasciato una collezione personale di ceramiche di oltre tremila esemplari, ma l&#8217;interesse per questo mezzo espressivo era sorto gi\u00e0 durante l&#8217;infanzia a Malaga, quando aveva decorato alcuni pezzi: la citt\u00e0 in cui \u00e8 nato e ha vissuto fino ai dieci anni vanta infatti una lunga tradizione di ceramisti. Stabilire un legame con le origini dell&#8217;arte e della civilt\u00e0 \u00e8 uno degli aspetti pi\u00f9 importanti del rapporto di\u00a0Picasso\u00a0con la ceramica: nel corso della sua carriera si era dedicato a pi\u00f9 riprese a questa tecnica, ma solo nel 1947, all&#8217;et\u00e0 di 66 anni,<strong> avvi\u00f2 la produzione di opere in ceramica presso l&#8217;atelier Madoura dell&#8217;amica Suzanne Rami\u00e9, a Vallauris, sulle coste francesi del Mediterraneo.<\/strong><\/p>\n<p>Com&#8217;era accaduto all&#8217;indomani della Prima guerra mondiale, anche dopo la Seconda, tra le ceneri della catastrofe, Picasso sperimenta un ritorno alle origini. Sulle sponde del Mediterraneo, rievoca gli albori dell&#8217;attivit\u00e0 artistica e rituale dell&#8217;umanit\u00e0, ricorrendo a un ricchissimo simbolismo archetipico. Ai piatti, vasi e tazze della produzione abituale di Madoura, Picasso aggiunge nuove forme e la creazione di nuove sculture. Il mese di novembre del 1948 segna uno spartiacque nella creazione ceramica contemporanea. Per la prima volta le ceramiche di\u00a0Picasso\u00a0vengono esposte a Parigi. Bench\u00e9 non avesse l&#8217;abitudine di presenziare alle sue mostre, per l&#8217;occasione l&#8217;artista viaggia con tutta la famiglia per occuparsi personalmente dell&#8217;allestimento. La mostra, ampiamente documentata dalla stampa, ha un impatto immediato su molti altri artisti: pittori, scultori e artigiani di tutto il mondo cominciano a interessarsi a questa antica arte, inclusi Braque, L\u00e9ger, Andr\u00e9 Masson, Wifredo Lam, Lucio Fontana e Cocteau. Lo stesso Marc Chagall, poco dopo essere rientrato in Francia dal suo esilio statunitense, si reca all&#8217;atelier Madoura, ispirato da\u00a0Picasso, per cominciare a lavorare la ceramica. Matisse frequenta lo stesso atelier e realizza alcune prove per i pannelli di ceramica di Vence. Lo scrittore Paul \u00c9luard visita l&#8217;atelier nel 1952, scrivendo una poesia all&#8217;interno di un piatto, e anche Jean Cocteau creer\u00e0 un piatto di ceramica nel 1953.<\/p>\n<p>In quel momento del dopoguerra,\u00a0Picasso\u00a0intende raggiungere un pubblico pi\u00f9 ampio realizzando nuovamente una serie limitata di alcune sue creazioni, stavolta usando la terracotta. Si ripete la stessa situazione che si era creata dopo la Prima guerra mondiale con la litografia, tecnica artistica tornata in auge grazie all&#8217;interesse di\u00a0Picasso, giacch\u00e9, come riconosce Mourlot, molti pittori dell&#8217;epoca avevano deciso di seguirne l&#8217;esempio. Attraverso la ceramica, Picasso \u00a0 stabilisce una comunione con le forme di espressione pi\u00f9 primitive della tradizione mediterranea, utilizzando allo scopo gli stessi materiali, tecniche e forme impiegati da uomini e donne delle civilt\u00e0 che l&#8217;avevano preceduto. Ne sono un esempio i vasi che richiamano le figure rosse e nere della tradizione ateniese, &#8220;Yan bandeau noir&#8221; del 1963, come pure il Vaso con decorazioni pastello del 1953, in cui Picasso \u00a0 si avvicina a modalit\u00e0 arcaiche di rappresentazione umana.<\/p>\n<p>Numerosi volti circolari popolano l&#8217;enorme variet\u00e0 e ricchezza espressiva dei suoi piatti, grazie a un uso magistrale del tratto e del colore, a cui si sommano i giochi di luci e ombre creati da rilievi e fenditure dell&#8217;argilla. In Volto di donna, appartenente alle ultime serie di ceramiche realizzate nel marzo del 1971, due anni prima di morire,\u00a0Picasso\u00a0vuole mettere in risalto la semplicit\u00e0 delle forme, l&#8217;assenza di pigmenti e l&#8217;applicazione di sigilli, caratteristica dell&#8217;ultima fase della sua produzione. Un ritorno alla trasmissione della conoscenza attraverso il riferimento alla &#8220;ceramica sigillata&#8221; dell&#8217;inizio della nostra era.<\/p>\n<p><strong><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/06\/047-Minotauro.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-37369\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/06\/047-Minotauro.jpg\" alt=\"\" width=\"556\" height=\"432\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/06\/047-Minotauro.jpg 886w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/06\/047-Minotauro-300x233.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/06\/047-Minotauro-768x597.jpg 768w\" sizes=\"(max-width: 556px) 100vw, 556px\" \/><\/a>Picasso e la letteratura. <\/strong>Per\u00a0Picasso\u00a0la letteratura era una delle arti che esercitava pi\u00f9 influenza sulla sua produzione plastica, specialmente quella ispirata ai classici greci e romani, e rappresentava inoltre il terreno comune su cui si basava il sodalizio con poeti quali Apollinaire, Max Jacob o Paul \u00c9luard. Una parte significativa dell&#8217;esposizione \u00e8 dedicata alle incisioni destinate a illustrare diverse opere letterarie, dai classici alle creazioni dei suoi amici. Una sezione in particolare documenta l&#8217;importante ruolo del linguaggio nell&#8217;opera di\u00a0Picasso, in cui la parola \u00e8 il veicolo creativo usato per rendere conto delle sue origini e dei suoi ricordi attraverso un mezzo di espressione surrealista: la pratica della scrittura automatica.<\/p>\n<p><strong>Picasso e il ritorno alla musica e alla danza tradizionale spagnola<\/strong>. <strong>Il balletto Il cappello a tre punte.<br \/>\n<\/strong>L&#8217;inizio del XX secolo segna uno dei momenti pi\u00f9 fertili di simbiosi creativa tra artisti di diverse discipline. Nascono rapporti tra compositori, musicisti e artisti plastici, specie nel campo della danza, che si trasforma in uno dei principali luoghi d&#8217;incontro delle arti.<br \/>\nAgli esponenti di maggior spicco delle avanguardie, come Sonia Delaunay o Cocteau, a cui \u00e8 affidata la creazione di costumi e scenografie, si aggiungono i migliori musicisti, come Poulenc o Stravinskij, e svariate stelle della danza europea, che in alcuni casi adotteranno persino un nome d&#8217;arte russo, come la britannica Alicia Markova, nata Alice Marks. Tra queste ballerine, Picasso\u00a0incontrer\u00e0 la sua prima moglie, Olga Chochlova. Picasso riceve da Djagilev l&#8217;incarico di creare la scenografia e i costumi per il balletto Il cappello a tre punte, con musiche di un altro artista andaluso, Manuel de Falla.\u00a0Picasso non era un grande danzatore, ma l&#8217;energia della produzione artistica che caratterizza questo nuovo scenario lo porta a impegnarsi al punto da truccare personalmente i ballerini. Lo spettacolo debutt\u00f2 all&#8217;Alhambra Theatre di Londra nel 1919 e a Parigi nel 1920, quando\u00a0Picasso cre\u00f2 la serie di schizzi che sono presentati in mostra. Il pubblico accolse il balletto nel clima dei festeggiamenti per la fine della Prima guerra mondiale. Il libretto \u00e8 basato sul romanzo del 1874 di Pedro Antonio de Alarc\u00f3n.\u00a0Picasso contribu\u00ec anche alla composizione, aggiungendo personaggi come i pazzi e la Mallorquina, nonch\u00e9 tutti i dettagli a tema taurino presenti nell&#8217;opera, a cominciare dal sipario, aspetti che non sono presenti nel romanzo di Alarc\u00f3n, dove non si fa alcun riferimento a toreri, picador o corride.<\/p>\n<p>I suggerimenti di\u00a0Picasso\u00a0indussero Falla persino a modificare la composizione e creare un&#8217;ouverture per dare al pubblico il tempo di ammirare il sipario dipinto dall&#8217;artista per il balletto. Falla appartiene a una costellazione intellettuale di artisti straordinari che subirono l&#8217;attrazione e il fascino di\u00a0Picasso. Federico Garc\u00eda Lorca frequentava i suoi salotti, da cui nacque il Concurso de Cante Jondo, celebrato nel 1922. Le scenografie rivelano il debito di\u00a0Picasso\u00a0con Goya, riconoscibile nei riferimenti ai gruppi danzanti di uomini e donne del famoso cartone per arazzo Il fantoccio (1792). Nel 1918 Falla manda a Djagilev una cartolina che riproduce proprio quest&#8217;opera.<\/p>\n<p>Lo stesso\u00a0Picasso\u00a0ebbe un impatto notevole sulla composizione musicale di Falla, come quest&#8217;ultimo ammette in una lettera a Djagilev, considerando molto calzante il suggerimento picassiano di aggiungere l&#8217;ouverture affinch\u00e9 il pubblico potesse contemplare il sipario che aveva creato. Inoltre, le esclamazioni (come gli &#8220;ol\u00e9!&#8221;) e i riferimenti al mondo dei tori, assenti nel romanzo, sono tutti merito di\u00a0Picasso, cos\u00ec come l&#8217;introduzione di nuovi personaggi nel balletto.\u00a0Picasso crea una serie di pochoir, e ne regaler\u00e0 uno a Manuel de Falla con la seguente dedica: &#8220;Al mio ammirevole e ottimo amico Manuel de Falla.\u00a0Picasso. Parigi, 20 giugno 1921&#8221;.<br \/>\nIl Ballet Nacional de Espa\u00f1a mise in scena Il cappello a tre punte con i costumi basati sugli schizzi esposti in questa mostra. Un balletto che trasmette l&#8217;allegria delle danze spagnole e l&#8217;energia delle sue origini, che\u00a0Picasso\u00a0infonder\u00e0 sempre nelle sue opere.<\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><strong>Carlo Franza <\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>L&#8217;Assessorato Beni e attivit\u00e0 culturali, Sistema educativo e Politiche per le relazioni intergenerazionali della Regione autonoma Valle d&#8217;Aosta, presso le sale espositive del\u00a0Museo Archeologico Regionale di Aosta, inaugura venerd\u00ec 20 giugno 2025, alle ore 18, la mostra\u00a0L&#8217;altro\u00a0Picasso. Ritorno alle origini. L&#8217;esposizione, che\u00a0sar\u00e0 aperta al pubblico fino al 19 ottobre 2025, \u00e8 curata da Helena Alonso, J. \u00d3scar Carrascosa e Daria Jorioz ed esplora la profonda influenza delle origini e tradizioni familiari sull&#8217;opera di Pablo Ruiz Picasso (Malaga- Spagna- 1881 \/ Mougins- Francia- 1973), nonch\u00e9 l&#8217;eredit\u00e0 delle culture classiche, in particolare la cultura fenicia, romana e araba, che l&#8217;artista aveva conosciuto [&hellip;]<\/p>\n&nbsp;&nbsp;<div class=\"readmore\"><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2025\/06\/15\/laltro-picasso-con-ritorno-alle-origini-la-vicenda-creativa-picassiana-al-museo-archeologico-regionale-di-aosta\/\">Continua a leggere...<\/a><\/div><\/p>","protected":false},"author":1009,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[59246,74779,53710,66803,66558,9894,10357,41640,46356,28386,44441,87,35351,35407,26,17505,35188,28369,4625,409394],"tags":[599187,599190,459324,599188,599191,599189,599186,355195],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/37361"}],"collection":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1009"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=37361"}],"version-history":[{"count":6,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/37361\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":37372,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/37361\/revisions\/37372"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=37361"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=37361"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=37361"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}