{"id":37507,"date":"2025-06-29T15:38:03","date_gmt":"2025-06-29T15:38:03","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/?p=37507"},"modified":"2025-06-29T16:32:33","modified_gmt":"2025-06-29T16:32:33","slug":"la-grande-poesia-di-umberto-piersanti-lisola-tra-le-selve-e-unantologia-fatta-di-luce-come-un-miracoloso-affresco","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2025\/06\/29\/la-grande-poesia-di-umberto-piersanti-lisola-tra-le-selve-e-unantologia-fatta-di-luce-come-un-miracoloso-affresco\/","title":{"rendered":"La grande poesia di Umberto Piersanti. \u201cL\u2019isola tra le selve\u201d \u00e8 un\u2019antologia fatta di luce come un miracoloso affresco."},"content":{"rendered":"<p><strong><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/06\/Lisola-tra-le-selve-WEB-e1751210438353.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft wp-image-37508\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/06\/Lisola-tra-le-selve-WEB-e1751210438353.jpg\" alt=\"\" width=\"547\" height=\"868\" \/><\/a>\u201cTutto \u00e8 intimo\u201d, scriveva Friedrich H\u00f6lderlin. Anche il\u00a0<\/strong><em><strong>fuori<\/strong><\/em><strong>, la realt\u00e0 esteriore<\/strong>. Anche un paesaggio invernale, anche il trascorrere e animarsi delle stagioni con l\u2019autunno e la primavera. Animali e piante dei boschi e dei monti delle Cesane, profili, figure care come la madre e il figlio, luoghi e persone, di tutto ci\u00f2 e altre accensioni, Umberto Piersanti fra una terna dei maggiori poeti italiani ci consegna versi che sono miracolosi affreschi, una poesia della bellezza che \u00e8 l\u2019armonia tra\u00a0<em>dentro<\/em>\u00a0e\u00a0<em>fuori (\u201c\u2026 Itaca \u00e8 l\u00e0\/ cos\u00ec vera\/ e presente,\/ fatta\u00a0 di terra\/ e acque e foglie,\/ l\u2019hai intravista\/ e persa mille volte,\/ un\u2019isola\u00a0 nel mezzo\/ di fitte selve,\/ forse\u00a0 impossibili da solcare\u201d). <\/em><\/p>\n<p><strong>Il titolo del libro \u00e8 ripreso da una bellissima poesia dell\u2019autore; titolo che per Umberto Piersanti significa<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/06\/R-e1751210466954.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"size-full wp-image-37509 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/06\/R-e1751210466954.jpg\" alt=\"\" width=\"580\" height=\"348\" \/><\/a> esattamente quello che vuol dire, un angolo di territorio che non solo orienta il senso della lirica, ma ne svela la sua esistenza inquieta. Non solo, \u201cl\u2019isola tra le selve\u201d che figura nel libro tra le poesie nuove, datata 2023, racchiude e si svela come una bibbia visiva, il viaggio del poeta verso la sua Itaca, il viaggio verso i luoghi vissuti dell\u2019infanzia, della giovinezza e oggi della maturit\u00e0.<\/strong> Tutto si narra e si svolge in un andirivieni che sa di <strong>un tempo altilenante dove la memoria giuoca un ruolo distensivo e ticchettante <\/strong><em>(\u201cil fiore dell\u2019ornello dura poco\/ largo pi\u00f9 della foglia e frammentato\/ dalle ripe del Furlo fino a Urbania \/ striscia d\u2019odori bianchi tutte le macchie\/ sono quei dieci giorni quando la terra\/ gonfia \u00e8 di piante e d\u2019erbe pi\u00f9 d\u2019ogni tempo\/ e il merlo vola basso sopra i rovi\/ si tuffa nero dentro i biancospini\u2026\u201d)<\/em><strong>. \u00a0<\/strong>Nella poesia di Piersanti insorge sovente e motivo costante, un tipo di svolta memoriale che dalla realt\u00e0 passa a un ordine diverso orientato tra un dato metafisico e la coperta allusione simbolica. Il dato memoriale si trasforma in sensazione e se il ricordo \u00e8 passato qualcosa ne rimane pure (\u201c<em>in questo brano di terra\/ che sta sopra l\u2019antico, \/ scuro fosso ventoso\/ dei giorni miei, \/ remoti, \/ tornano i fiordalisi, \/ l\u2019azzurro stelo mischiato\/ al rosso del papavero\/ tra il grano\u2026\u201d). \u00a0<\/em><\/p>\n<p>Un duplice rito di filiale pietas affiora nei versi dove la madre \u00e8 ricordata entro un ambito di larica e laica sacralit\u00e0 (\u201c<em>madre ch\u2019eri fra tutte la pi\u00f9 gentile\/ persa con le tue amiche in fondo al fosso\/ lunga la treccia sul tuo corpo snello\/ scende fino alla vita, nell\u2019acqua chiara\/ hai camminato scalza, scosti le brecce<\/em>\u2026\u201d) \u00a0e oggi con il senso di penosa senilit\u00e0 tutte quei ricordi affidati in cornice a momenti sostanziali, diventano una sorta di liturgia sull\u2019altare della vita (<em>\u201cche tempo \u00e8 stato\/ madre, cos\u00ec lontano e perso\/ che il sogno non l\u2019uguaglia, \/ certo fu prima, prima della Storia, \/ d\u2019ogni casa e memoria, \/ stavi sulla cima del greppo\/ e scende il grano verde\/ fino al fosso colmo di cespi\/ e vento, \/ eri\/ alta come una quercia, \/ snella come una canna \u2026\u201d). \u00a0\u00a0<\/em><\/p>\n<p>La madre rievocata con una luce focalizzata e una efficacia preziosa non appare in figura, ma con forza emerge presente tramite il senso del suo non essere pi\u00f9 concretamente partecipata al luogo dove una volta fu vera ed attuale <em>(\u201c\u2026solo un anno \u00e8 passato, ma tu eri viva\/ e camminavi svelta fra le macchie\/ madre com\u2019era viva come parlavi forte\/\u2026\u201d.)<\/em>\u00a0 Da non tralasciare quel nucleo di liriche\u00a0\u00a0 dietro cui si cela apertamente il figlio, l\u2019argomento filiale, amoroso, innervato nelle occasioni quotidiane, nel tempo doloroso dell\u2019oggi (\u2026<em>sei cresciuto Jacopo\/ dall\u2019altr\u2019anno,\/ ma i giochi e lo sguardo \/ sono gli stessi, figlio, il tempo\u00a0 non ti riguarda\/ il cerchio delle luci\/\u00a0 le feste ora passate\/ la luna di gennaio\/ ch\u2019esce pi\u00f9 tardi\u2026\u201d ; o ancora \u201c \u2026dentro le nuove stanze\/ e i nuovi giorni\/ oggi sta il padre \/ insieme con la madre \/ e a te figlio cos\u00ec \/ grande e possente\/ ma ai giorni della nascita\/ tornato, dentro\/ la tua vicenda\/ fatti eterni\u2026\u201d).<\/em><\/p>\n<p>Riaffiorano spesso i dettagli, i fatti, le situazioni, e troppi versi svelano sul versante stilistico e tematico, distintamente, <strong>il modulo tipico piersantiano del genere \u201cautobiografia\u201d.<\/strong> Le occasioni di vita e i ricordi che si susseguono si traducono in una processione di calde serie di immagini composte entro un ritmo estremamente melodico e narrativo, anche persuasivo, suggestivamente trasognato. Molte liriche hanno il merito, come un po&#8217; tutta la poesia di Piersanti -visto che <strong>questo volume vive per una scelta da pi\u00f9 raccolte, e si presenta come la prima grande antologia del poeta<\/strong>&#8211; di risvegliare il verbo poetico al fondo della coscienza laddove esso \u00e8 sepolto in una condizione di oblio, tramite l\u2019abbandono al flusso mnestico-sensoriale che lo sollecita. <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/06\/Umberto-Piersanti-440x425-1.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-37512\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/06\/Umberto-Piersanti-440x425-1.jpg\" alt=\"\" width=\"440\" height=\"425\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/06\/Umberto-Piersanti-440x425-1.jpg 440w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/06\/Umberto-Piersanti-440x425-1-300x290.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 440px) 100vw, 440px\" \/><\/a><\/p>\n<p><strong>E\u2019 una sorta di breviario poetico il volume \u201cL\u2019isola delle selve\u201d( prefazione di Massimo Raffaelli, pp. 234, Marcos Y Marcosa, 2025),<\/strong> dove la scansione ritmico-musicale dei versi minori del novenario ha come fine di modulare in misure cantabili taluni temi per nulla leggeri.<\/p>\n<p>L\u2019ora serale del tramonto, un topos di tutta la lirica moderna, trova in Piersanti una stimmung elettiva e costante, di cui uno tra i pi\u00f9 notevoli esempi \u00e8 <em>\u201c(\u2026 s\u2019accendono improvvise avanti sera\/ scorgi anche luci sospese nell\u2019aria\u2026ormai d\u2019ottobre presto viene sera la chiesa sola resta bianca nell\u2019erba\u2026\u201d). <\/em><\/p>\n<p>La poesia piersantiana solitamente muove da un massimo di concentrazione e di movimento, o gi\u00e0 lo ritrae declinante, per poi emotivamente assestarsi, diradarsi, fino a un calmo e assorto silenzio. Il raccontare in versi \u00e8 il frutto di un compromesso, sicch\u00e8 abbandonate le strade dell\u2019analisi interiore, dell\u2019affermazione dell\u2019Io lirico espanso o inflesso del poeta Piersanti, il compromesso prevede, che la poesia affinch\u00e8 non si riduca al silenzio, o in una sorta di ritirata e di autolimitazione;\u00a0 sul piano della \u2018voce\u2019 poetante ecco allora il rifugiarsi sotto le spoglie di un Io \u2018travestito\u2019, un Io che parla di s\u00e9 parlando d\u2019altro e che finge di parlare di s\u00e9 per parlare d\u2019altro, e sul versante\u00a0 dei contenuti un discendere al basso, alla quotidianit\u00e0, nei suoi aspetti familiari e privati, e nello stesso tempo un uscire dalla psiche verso le cose, i fatti, gli accidenti concreti.<\/p>\n<p>Anche l\u2019ora topica dell\u2019alba costituisce un focus essenziale della poesia piersantiana, assieme al tramonto e con un suo costante repertorio di motivi <em>(\u201c\u2026era ormai sera vidi l\u2019orchidea\/ altissima, bagnata dalla luce,\/ morbida, che arriva quando imbruna\u2026\u201d).<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/06\/Umberto-Piersanti-press-e1751210549704.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"size-full wp-image-37513 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/06\/Umberto-Piersanti-press-e1751210549704.jpg\" alt=\"\" width=\"429\" height=\"638\" \/><\/a> <\/em><\/p>\n<p>Forme metriche aperte e chiuse, versificazione tendenzialmente regolare,\u00a0 una pronuncia ferma e perspicua, quasi eloquente, una terminologia osservabile nell\u2019ossessiva precisione con cui, nei suoi versi, usa la\u00a0<strong>nomenclatura ornitologica e botanica<\/strong><strong>\u00a0<\/strong>per sottolineare le sue conoscenze nella materia e nella capacit\u00e0 di classificare rigorosamente i diversi aspetti;\u00a0 insomma, una veste formale che a prima vista sembrerebbe non solo aliena da velleit\u00e0 sperimentali, ma quasi compiaciuta del carico di tradizione linguistica che avvolge una materia prosaica, dimessa, equamente distante da accensioni sublimi e da cadute troppo realistiche.<\/p>\n<p>In tante poesie, l\u2019esistenza, il vivere quotidiano, i problemi impellenti del vivere, si correlano alla natura visitata e descritta in lungo e in largo, quella sua geografia, quel fazzoletto ampio di terra che lo ha visto ragazzo, poi crescere e vivere; qui il morso delle cose e parallelamente una simbolica lucentezza timida e segreta, incapace di manifestarsi in aperta luminosit\u00e0, figura di un mondo che anela a rivelarsi.<\/p>\n<p>Un contrappunto tra buio e luce, chiaro e scuro, contornato da aloni simbolico e orientato verso un\u2019idea dell\u2019infanzia viva ma perduta, e se oscurata volta sul riflesso del proprio biancore. Circa le intime risonanze tematiche, le immagini delle Cesane, eppoi le stelle come ruolo consolatorio, ma emblemi di stabilit\u00e0 e di costanza sotto cui volge una vita esiliata, geograficamente aleatoria. E costituiscono gli elementi di un fisso, di riferimento al proprio cielo natale.<\/p>\n<p>Di continuo vive l\u2019idillio dove il poeta esprime in una sorta di incanto, la beatitudine di ritrovare il senso della natura<strong>, <\/strong>cio\u00e8 della poesia come spazio dell\u2019Io e come forma deputata del canto stilisticamente sostenuto, dall\u2019altro, del realismo, cio\u00e8 della letteratura come interpretazione e mimesi del mondo. Topos tutti modernamente applicati a fini di un prosaicizzante risultato. \u00a0La nostalgia nasce dalla perdita, e non pu\u00f2 essere che nostalgia di vita quotidiana, di piccoli fatti, di microstorie dalle quali si sprigionino i profumi di un tempo scomparso (<em>\u201c\u2026l\u2019autunno ha aromi\/ rari il tartufo nelle colline\/ di genga sottoterra, il melograno\/ su negli orti sospesi dentro i muri \/ ma \u00e8 pi\u00f9 buono l\u2019odore di quercella\/\u2026\u201d). <\/em>\u00a0Ho usato il termine \u2018microstorie\u2019 perch\u00e9 in questa poesia la dimensione del racconto \u00e8 primaria. C\u2019\u00e8 da chiedersi a quale genere poetico appartenga un testo in versi che consente di essere riassunto con tanta ampiezza e ricchezza di particolari e coerenza narrativa. Piersanti aveva materiali per imbastire una novella in prosa e invece costruisce una poesia che \u00e8 in parte lirica nel senso comune del termine, ma anche narrazione in versi e questo non \u00e8 il solo caso nella sua non vastissima produzione, <strong>tanto che si pu\u00f2 affermare che la narrativit\u00e0 \u00e8 una delle cifre pi\u00f9 caratteristiche del suo modo di poetare. <\/strong>Assai spesso, poi, la tendenza al racconto si accompagna, per non dire si appoggia, a un uso insistito del monologo. Il libro, l\u2019antologia, tutto muove fra \u00a0\u00a0prosaico, musicalit\u00e0, e lessico colto e umile; senza trascurare la semplicit\u00e0 sintattica, l\u2019uso insistito del dialogato e di figure retoriche di tipo iterativo che conferiscono una rattenuta melodicit\u00e0. Ma in lui c\u2019\u00e8 una radicalit\u00e0 che lo distingue dagli altri poeti del secondo novecento. \u00c8 una radicalit\u00e0 psicologica e ideologica che sfocia, sul piano della resa poetica, in una dizione pi\u00f9 forte e risentita, in pi\u00f9 accentuati contrasti tonali, in una gestione pi\u00f9 drammatica della dialettica tra sogni, memorie, tradizioni, umanit\u00e0, passioni e vitalit\u00e0.<\/p>\n<p><strong>Umberto Piersanti \u00e8 nato ad Urbino nel 1941 e nella Universit\u00e0 della sua citt\u00e0 insegna Sociologia della Letteratura. <\/strong>Le sue raccolte poetiche sono <em>La breve stagione <\/em>(Quaderni di Ad Libitum, Urbino, 1967), <em>Il tempo differente<\/em> (Sciascia, Caltanissetta- Roma, 1974), <em>L\u2019urlo della mente<\/em> (Vallecchi, Firenze, 1977), <em>Nascere nel\u00a0 \u201940 <\/em>(Shakespeare and Company, Milano, 1981), <em>Passaggio di sequenza<\/em> (Cappelli, Bologna, 1986), <em>I luoghi persi<\/em> (Einaudi, Torino, 1994), <em>Nel tempo che precede <\/em>(Einaudi, Torino, 2002), <em>L\u2019albero delle nebbie<\/em> (Einaudi, Torino, 2008) che ha vinto i seguenti premi: Premio Pavese Citt\u00e0 di Chieri, Premio San Pellegrino, Premio Giovanni Pascoli, Premio Tronto, Premio Mario Luzi, Premio Alfonso Gatto, Premio Citt\u00e0 di Marineo. Nel 1999 per I quaderni del battello ebbro (Porretta Terme, 1999) \u00e8 uscita l\u2019antologia <em>Per tempi e luoghi<\/em> curata da Manuel Cohen che ha anche scritto il saggio introduttivo. Nel 2015 \u00e8 uscita per Marcos y Marcos la raccolta poetica <em>Nel folto dei sentieri<\/em>. Umberto Piersanti \u00e8 anche autore di quattro romanzi, <em>L\u2019uomo delle Cesane<\/em> (Camunia, Milano, 1994), <em>L\u2019estate dell\u2019altro millennio<\/em> (Marsilio, Venezia, 2001), <em>Olimpo<\/em>(Avagliano, 2006) e <em>Cupo tempo gentile<\/em> (Marcos y Marcos, 2012), e di due opere di critica:\u00a0 <em>L\u2019ambigua presenza<\/em> (Bulzoni, Roma, 1980) e <em>Sul limite d\u2019ombra<\/em> (Cappelli, Bologna, 1989). Ha curato insieme a Fabio Doplicher l\u2019antologia di poesia italiana del secondo novecento<em> Il pensiero, il corpo <\/em>(Quaderni di Stilb, Roma, 1986).\u00a0 Ha realizzato un lungometraggio, <em>L\u2019et\u00e0 breve<\/em> (1969-70), tre film-poemi (<em>Sulle Cesane<\/em>, 1982, <em>Un\u2019altra estate, Ritorno d\u2019autunno<\/em>, 1988), e quattro \u201crappresentazioni visive\u201d su altrettanti poeti per la televisione.\u00a0 Le sue poesie sono apparse sulle principali riviste italiane e straniere come \u201cNuovi Argomenti\u201d, \u201cParagone\u201d, \u201cil verri\u201d, \u201cPoesia\u201d, \u201cPoetry\u201d etc. In Spagna, nel 1989, presso l\u2019editore Los Libros de la Frontera, collana El Bardo, \u00e8 uscita l\u2019antologia poetica <em>El tiempo diferente<\/em> (testo italiano a fronte, traduzione di Carlo Frabetti). Un\u2019altra antologia tradotta da Emanuel di Pasquale \u00e8 stata pubblicata negli Stati Uniti con il titolo <em>Selected Poems 1967-1994<\/em> (Gradiva Publications \u2013 Stony Brook, New York, 2002).\u00a0\u00c8 presente anche in numerose antologie italiane e straniere e tra i premi vinti ricordiamo il Camaiore, il Penne, il Caput Gauri, l\u2019Insula Romana, il Mastronardi, il Piccoli, il Frascati. Tre testi filmici <em>L\u2019et\u00e0 breve<\/em>, <em>Nel dopostoria<\/em> e <em>Sulle Cesane<\/em> insieme a numerosi interventi sulla sua opera cinematografica, sono usciti nel volume <em>Cinema e poesia<\/em> (Cappelli, Bologna, 1985) a cura di Gualtiero De Santi. Attualmente dirige la rivista <em>Pelagos<\/em>.<\/p>\n<p><strong>Carlo Franza <\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>\u201cTutto \u00e8 intimo\u201d, scriveva Friedrich H\u00f6lderlin. Anche il\u00a0fuori, la realt\u00e0 esteriore. Anche un paesaggio invernale, anche il trascorrere e animarsi delle stagioni con l\u2019autunno e la primavera. Animali e piante dei boschi e dei monti delle Cesane, profili, figure care come la madre e il figlio, luoghi e persone, di tutto ci\u00f2 e altre accensioni, Umberto Piersanti fra una terna dei maggiori poeti italiani ci consegna versi che sono miracolosi affreschi, una poesia della bellezza che \u00e8 l\u2019armonia tra\u00a0dentro\u00a0e\u00a0fuori (\u201c\u2026 Itaca \u00e8 l\u00e0\/ cos\u00ec vera\/ e presente,\/ fatta\u00a0 di terra\/ e acque e foglie,\/ l\u2019hai intravista\/ e persa mille volte,\/ [&hellip;]<\/p>\n&nbsp;&nbsp;<div class=\"readmore\"><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2025\/06\/29\/la-grande-poesia-di-umberto-piersanti-lisola-tra-le-selve-e-unantologia-fatta-di-luce-come-un-miracoloso-affresco\/\">Continua a leggere...<\/a><\/div><\/p>","protected":false},"author":1009,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[41640,87,17030,26,47,80448,7575,28369,51665,4625,41643],"tags":[339748,599263,599266,41637,355195,599264,125169,269301,406649,599265],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/37507"}],"collection":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1009"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=37507"}],"version-history":[{"count":7,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/37507\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":37518,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/37507\/revisions\/37518"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=37507"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=37507"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=37507"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}