{"id":37570,"date":"2025-07-04T20:47:42","date_gmt":"2025-07-04T20:47:42","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/?p=37570"},"modified":"2025-07-04T20:47:42","modified_gmt":"2025-07-04T20:47:42","slug":"lastrattista-tedesco-otto-hofmann-tra-reale-e-immaginario-una-colonna-del-bauhaus-alla-fondazione-biscozzi-di-lecce","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2025\/07\/04\/lastrattista-tedesco-otto-hofmann-tra-reale-e-immaginario-una-colonna-del-bauhaus-alla-fondazione-biscozzi-di-lecce\/","title":{"rendered":"L\u2019astrattista tedesco Otto Hofmann tra reale e immaginario.  Una colonna del Bauhaus alla Fondazione Biscozzi di Lecce."},"content":{"rendered":"<p><strong><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/07\/juA_UA_Q-e1751661409215.jpeg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-37572\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/07\/juA_UA_Q-e1751661409215.jpeg\" alt=\"\" width=\"420\" height=\"280\" \/><\/a>La Fondazione Biscozzi Rimbaud ETS di Lecce dedica a Otto Hofmann la mostra Otto Hofmann &#8211; l\u2019immaginario e il reale. Dal Bauhaus un artista libero. Opere 1930-1954. La mostra \u00e8 visitabile fino al 14 settembre 2025.<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/07\/1_5BWlcw-e1751661339238.jpeg\"><img loading=\"lazy\" class=\" wp-image-37571 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/07\/1_5BWlcw-e1751661339238.jpeg\" alt=\"\" width=\"452\" height=\"301\" \/><\/a><\/strong><\/p>\n<p>Si tratta del decimo appuntamento espositivo dell\u2019istituzione fondata nel 2018 dai coniugi Luigi Biscozzi e Dominique Rimbaud con l\u2019intento di promuovere l\u2019arte moderna e contemporanea. <strong>Questa \u00e8 una mostra di eccellenza che incornicia una figura e una firma di rilievo nella compagine del Bauhaus, e dovrebbe -dico dovrebbe- nel Salento richiamare l\u2019intellettualit\u00e0.<\/strong><\/p>\n<p>Nato nella Ruhr e cresciuto in Turingia, Otto Hofmann (Essen, Germania,1907-Pompeiana, Italia,1996) perfezion\u00f2 la sua formazione pittorica al Bauhaus di Dessau, dove fu allievo di Vasilij Kandinskij e di Paul Klee. \u00c8 l\u00ec che pose le basi del proprio linguaggio formale, che si dispieg\u00f2 con risultati di piena maturit\u00e0 dal1930sino alla morte, <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/07\/bpNKk0Zg-e1751661450301.jpeg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-37573\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/07\/bpNKk0Zg-e1751661450301.jpeg\" alt=\"\" width=\"448\" height=\"249\" \/><\/a>avvenuta in Italia, dove si stabil\u00ec definitivamente nel 1976 a Pompeiana in provincia di Imperia, <strong>dopo una vita errabonda attraverso l\u2019Europa, vittima prima della persecuzione nazista, poi della lunga prigionia in Unione Sovietica, infine della dittatura comunista nella Germania Est, da cui riesce a fuggire precipitosamente nel 1950, costretto ad abbandonarvi ogni<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/07\/PPgpKBtw-e1751661475714.jpeg\"><img loading=\"lazy\" class=\" wp-image-37574 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/07\/PPgpKBtw-e1751661475714.jpeg\" alt=\"\" width=\"587\" height=\"364\" \/><\/a> avere e la quasi totalit\u00e0 delle sue opere.<\/strong> Emerge il profilo di un artista che abbracci\u00f2 l\u2019astrattismo con estrema originalit\u00e0 e senza alcun dogmatismo, anzi lasciandosi \u201ccontaminare\u201d da elementi surrealisti e dada, non rifuggendo da retaggi figurativi, spesso alternando esiti iconici e aniconici, perseguendo una personale coerenza fondata su basi espressive, pi\u00f9 che sull\u2019adesione a movimenti e tendenze intese in senso chiuso. Un autentico inno alla libert\u00e0, insomma. Le opere di Hofmann presentate nella mostra sono circa cinquanta e, come indicato nel sottotitolo, coprono un arco cronologico che va dal <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/07\/74LZZQ6g-e1751661552150.jpeg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-37577\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/07\/74LZZQ6g-e1751661552150.jpeg\" alt=\"\" width=\"572\" height=\"382\" \/><\/a>1930 al 1954. Ognuna delle tre sale in cui si articola il percorso ospita lavori appartenenti a fasi distinte della produzione di Hofmann. Dapprima ci sono gli oli su tela e le carte degli anni Trenta, tra i quali va segnalata una straordinaria composizione astrattista (Senza titolo,1930\u2013olio su tela,60x60cm) che fu esposta nella personale che il pittore allest\u00ec al Bauhaus nella tarda primavera del 1930.Trovano posto nella seconda sala le testimonianze della prigionia nella Russia sovietica, dove Hofmann, arruolato<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/07\/q2TprD7g-e1751661579884.jpeg\"><img loading=\"lazy\" class=\" wp-image-37578 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/07\/q2TprD7g-e1751661579884.jpeg\" alt=\"\" width=\"581\" height=\"387\" \/><\/a> forzatamente nella Wehrmacht, rest\u00f2 prigioniero dal 1940 al 1946. Le opere realizzate in questo angoscioso periodo sono acquarelli eseguiti sui sottili fogli delle lettere inviate alla moglie e agli amici, e inoltre ci sono drammatiche fotografie d\u2019epoca che documentano le terribili conseguenze della guerra; perla mostra alla Fondazione Biscozzi | Rimbaud sono state selezionate soltanto stampe originali di piccolo formato, toccanti nella loro \u201cpovert\u00e0\u201d, che va di pari passo con la potenza espressiva<\/p>\n<p>L\u2019ultima sala, infine, ospita una serie di dipinti di datazione compresa fra il 1947 al 1954: un periodo movimentato, dal ritorno in Germania, dove Hofmann si reinser\u00ec come uno dei protagonisti della rinascita post-bellica tra le figure di punta della mitica Galerie Gerd Rosen, alla fuga a Berlino Ovest, fino al successivo trasferimento a Parigi nel 1950 e ai soggiorni a Cagnes-sur-Mer in Costa Azzurra. Costanti sono la libert\u00e0 stilistica, l\u2019estro creativo, l\u2019inesausta curiosit\u00e0 inventiva e la capacit\u00e0 di reagire alle brutture della storia e alle asperit\u00e0 dell\u2019esistenza affidandosi alla forza salvifica dell\u2019arte, nella quale Hofmann seppe trovare una ragione di vita e un mezzo di affermazione della sua eccezionale personalit\u00e0.<\/p>\n<p><strong>Carlo Franza <\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>La Fondazione Biscozzi Rimbaud ETS di Lecce dedica a Otto Hofmann la mostra Otto Hofmann &#8211; l\u2019immaginario e il reale. Dal Bauhaus un artista libero. Opere 1930-1954. La mostra \u00e8 visitabile fino al 14 settembre 2025. Si tratta del decimo appuntamento espositivo dell\u2019istituzione fondata nel 2018 dai coniugi Luigi Biscozzi e Dominique Rimbaud con l\u2019intento di promuovere l\u2019arte moderna e contemporanea. 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Nato nella Ruhr e cresciuto in Turingia, Otto Hofmann (Essen, Germania,1907-Pompeiana, Italia,1996) [&hellip;]<\/p>\n&nbsp;&nbsp;<div class=\"readmore\"><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2025\/07\/04\/lastrattista-tedesco-otto-hofmann-tra-reale-e-immaginario-una-colonna-del-bauhaus-alla-fondazione-biscozzi-di-lecce\/\">Continua a leggere...<\/a><\/div><\/p>","protected":false},"author":1009,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[44800,59246,59281,53889,53888,74779,53709,53710,66803,9894,231285,10357,51711,53794,41640,28386,44441,87,35351,35224,44697,26,17505,35188,64,28369,4625,409394],"tags":[599298,473121,599296,599297,355195],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/37570"}],"collection":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1009"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=37570"}],"version-history":[{"count":6,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/37570\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":37582,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/37570\/revisions\/37582"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=37570"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=37570"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=37570"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}