{"id":37607,"date":"2025-07-07T19:57:02","date_gmt":"2025-07-07T19:57:02","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/?p=37607"},"modified":"2025-07-07T19:57:02","modified_gmt":"2025-07-07T19:57:02","slug":"da-kentridge-a-cerio-cinque-mostre-a-palazzo-collicola-a-spoleto-un-super-evento-artistico-di-piano-internazionale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2025\/07\/07\/da-kentridge-a-cerio-cinque-mostre-a-palazzo-collicola-a-spoleto-un-super-evento-artistico-di-piano-internazionale\/","title":{"rendered":"Da Kentridge a Cerio. Cinque mostre a Palazzo Collicola a Spoleto. Un super evento artistico di piano internazionale."},"content":{"rendered":"<p><strong><u><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/07\/Spoleto_Palazzo-Collicola_mostra__-Kentridge-1-e1751916598650.jpeg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-37608\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/07\/Spoleto_Palazzo-Collicola_mostra__-Kentridge-1-e1751916598650.jpeg\" alt=\"\" width=\"580\" height=\"386\" \/><\/a>Cinque progetti espositivi<\/u><\/strong><strong> continuano le celebrazioni del <u>25esimo anno dall\u2019apertura di Palazzo Collicola<\/u>. In mostra l\u2019artista di fama internazionale William Kentridge, una selezione di opere dalla collezione di Primo De Donno, i manifesti del Festival dei Due Mondi, l\u2019artista Stefano Cerio e<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/07\/WILLIAM-KENTRIDGE_C6A6903.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\" wp-image-37609 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/07\/WILLIAM-KENTRIDGE_C6A6903.jpg\" alt=\"\" width=\"575\" height=\"383\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/07\/WILLIAM-KENTRIDGE_C6A6903.jpg 922w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/07\/WILLIAM-KENTRIDGE_C6A6903-300x200.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/07\/WILLIAM-KENTRIDGE_C6A6903-768x512.jpg 768w\" sizes=\"(max-width: 575px) 100vw, 575px\" \/><\/a> un\u2019esposizione per i 10 anni di attivit\u00e0 dell\u2019associazione Mahler &amp; LeWitt Studios. La Chiesa dei Santi Giovanni e Paolo ospiter\u00e0 una mostra di Gianni Politi.<\/strong><\/p>\n<p>Inaugurate le nuove mostre a Palazzo Collicola, a Spoleto. Il ciclo, che durer\u00e0 per tutta la stagione estiva, dal 28 giugno al 2 novembre 2025, include cinque nuovi progetti espositivi: <strong>una personale dell\u2019artista di fama internazionale William Kentridge dal titolo <em>Pensieri fuggitivi<\/em>; una mostra con una selezione di opere provenienti dalla collezione di Primo De Donno; una mostra dei manifesti del Festival dei Due Mondi; una personale di Stefano Cerio da titolo <em>Corpi d\u2019aria<\/em>; un\u2019esposizione per celebrare i dieci anni di attivit\u00e0 dell\u2019associazione Mahler &amp; LeWitt Studios, attiva a Spoleto dal 2015.<\/strong><\/p>\n<p>Con questa serie di appuntamenti, Palazzo Collicola continua le celebrazioni del venticinquesimo anno dalla sua apertura: un traguardo che sar\u00e0 festeggiato per tutto il 2025 con un ricco programma di mostre e iniziative. Anche la Chiesa dei Santi Giovanni e Paolo, una delle sedi Musei Civici di Spoleto, sar\u00e0 coinvolta nelle inaugurazioni estive con una mostra di Gianni Politi dal titolo <em>Le cose non saranno mai pi\u00f9 come prima (del potere anarchico dell&#8217;amore)<\/em> a cura di Saverio Verini. \u00a0Il programma espositivo \u00e8 reso possibile grazie al Comune di Spoleto, in collaborazione con: Festival dei Due Mondi, galleria Lia Rumma, William Kentridge Studio, Fondazione CaRiSpo, associazione Amici di Palazzo Collicola, Viaindustriae, Mahler &amp; LeWitt Studios, University of West Georgia e con il supporto di Maggioli Cultura e Turismo.<\/p>\n<p><strong><em><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/07\/Spoleto_mostre_Palazzo-Collicola_Collezione-De-Donno-2-e1751916739748.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-37612\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/07\/Spoleto_mostre_Palazzo-Collicola_Collezione-De-Donno-2-e1751916739748.jpg\" alt=\"\" width=\"555\" height=\"416\" \/><\/a>Pensieri fuggitivi<\/em><\/strong><strong> \u00e8 il titolo della mostra di William Kentridge che investe gli spazi del Piano Nobile di Palazzo Collicola.<\/strong> Curata dal direttore dei Musei Civici di Spoleto, Saverio Verini, l\u2019esposizione \u00e8 co-prodotta dal Festival dei Due Mondi, con la collaborazione del William Kentridge Studio e della galleria Lia Rumma: un\u2019unione che permette di presentare un\u2019ampia selezione di opere realizzate negli ultimi venticinque anni dall\u2019artista sudafricano, uno dei nomi pi\u00f9 influenti della scena contemporanea internazionale. Un arco temporale cos\u00ec esteso consente di cogliere la profondit\u00e0, la<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/07\/Spoleto_Palazzo-Collicola_mostra__-Kentridge-2-e1751916765172.jpeg\"><img loading=\"lazy\" class=\" wp-image-37613 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/07\/Spoleto_Palazzo-Collicola_mostra__-Kentridge-2-e1751916765172.jpeg\" alt=\"\" width=\"577\" height=\"384\" \/><\/a> coerenza e l\u2019evoluzione della sensibilit\u00e0 artistica di Kentridge, offrendo al pubblico una visione ampia e articolata della sua produzione, con disegni, sculture, video, stampe, e taccuini a comporre un repertorio ricco e sfaccettato, che vede l\u2019esposizione di oltre cinquanta opere. Il titolo, <em>Pensieri fuggitivi<\/em>, richiama non solo un video presente in mostra (<em>Fugitive Words<\/em>), ma anche la matrice concettuale dell\u2019artista: un pensiero in costante movimento, dove nulla \u00e8 definitivo e tutto pu\u00f2 generare connessioni inattese. La presenza di William Kentridge a Spoleto non si esaurisce con la mostra a Palazzo Collicola: l\u2019artista partecipa infatti al programma di spettacoli del Festival dei Due Mondi con <em>The Great Yes, the Great No<\/em> e ad altre iniziative in citt\u00e0; Kentridge \u00e8 inoltre l\u2019autore a firmare il manifesto di Spoleto68, aggiungendo il suo nome a una lunga lista di artisti di fama internazionale.<\/p>\n<p><strong>Il piano terra accoglie <em>Listen to Your Eyes. Opere e letterature artistiche da una collezione privata,<\/em> mostra che raccoglie una serie di opere provenienti dalla collezione di Primo De Donno, una delle pi\u00f9 sofisticate a livello nazionale, conservata a Foligno, a pochi chilometri di distanza da Spoleto.<\/strong> La collezione \u2013 che vanta opere di autori quali Giorgio de Chirico, Lucio Fontana, Alberto Burri, Piero Manzoni, Mario Schifano, Alighiero Boetti, Gino De Dominicis, Enzo Cucchi, fino ad artisti emersi negli anni Novanta come Vanessa Beecroft e Stefano Arienti \u2013 trova la sua unicit\u00e0 nella raccolta eccezionale di libri, documenti, libri ed ephemera che accompagnano le opere, contribuendo a ricostruire il contesto che le ha generate e la loro fortuna critica. La mostra, a cura di Primo De Donno, Saverio Verini e Viaindustriae, \u00e8 incentrata sul rapporto binario tra opere d\u2019arte e la \u201cletteratura\u201d a esse collegata: un viaggio attraverso alcune delle principali figure e poetiche, movimenti e correnti del XX secolo fino ai giorni nostri, abbracciando un secolo di storia dell\u2019arte.<\/p>\n<p><strong><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/07\/Stefano-Cerio-Aquila-2-2019.-Stampa-a-pigmento-110-x-140.-Courtesy-lartista-e1751916811650.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-37615\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/07\/Stefano-Cerio-Aquila-2-2019.-Stampa-a-pigmento-110-x-140.-Courtesy-lartista-e1751916811650.jpg\" alt=\"\" width=\"575\" height=\"431\" \/><\/a>Sempre al piano terra \u00e8 allestita <em>Festival dei Due Mondi. Manifesti 1958-2025<\/em>: una sezione espositiva dedicata ai manifesti del Festival realizzati dal 1958 a oggi, un viaggio nella storia dell\u2019arte e in quella del Festival.<\/strong> Balthus, Daniel Buren, Alberto Burri, Enzo Cucchi, Willem De Kooning, Niki de Saint Phalle, Helen Frankenthaler, David Hockney, Jasper Johns, Anish Kapoor, Joan Mir\u00f3, Luigi Ontani, Cy Twombly, Emilio Vedova sono solo alcuni dei grandi artisti che hanno firmato i manifesti nel corso delle 68 edizioni. L\u2019esposizione \u00e8 resa possibile grazie alla collaborazione inedita tra i Musei Civici di Spoleto, Il Festival dei Due Mondi e la University of West Georgia, istituzione da tempo legata a Spoleto, che con il proprio contributo ha permesso di valorizzare questo prezioso patrimonio.<\/p>\n<p><strong>Al secondo piano di Palazzo Collicola viene presentata <em>Corpi d\u2019aria<\/em>, a cura di Stefano Chiodi, con una selezione di fotografie di Stefano Cerio.<\/strong> Il progetto \u00e8 realizzato nell\u2019ambito dell\u2019avviso pubblico \u201cStrategia<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/07\/A-MOMENT-IN-THE-WIND.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\" wp-image-37616 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/07\/A-MOMENT-IN-THE-WIND.jpg\" alt=\"\" width=\"563\" height=\"376\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/07\/A-MOMENT-IN-THE-WIND.jpg 1001w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/07\/A-MOMENT-IN-THE-WIND-300x200.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/07\/A-MOMENT-IN-THE-WIND-768x513.jpg 768w\" sizes=\"(max-width: 563px) 100vw, 563px\" \/><\/a> Fotografia\u201d, promosso dalla Direzione Generale Creativit\u00e0 Contemporanea del Ministero della Cultura, che ha visto Palazzo Collicola tra i soggetti selezionati. Grazie al bando, il museo ha potuto acquisire le serie fotografiche <em>Brenva<\/em> e <em>Aquila<\/em> realizzate da Cerio: in <em>Aquila<\/em> (2019-2021), l\u2019artista ha installato chiese, castelli e scivoli gonfiabili nel paesaggio attorno alla citt\u00e0 abruzzese colpita dal terremoto del 2009, luoghi frequentati da escursionisti ripresi nel momento di vuoto e silenzio, riattivati dalla presenza di giochi da luna park; in <em>Brenva<\/em> (2023), nome del noto ghiacciaio ai piedi del Monte Bianco che, a causa dei cambiamenti climatici, si sta prosciugando a vista d\u2019occhio, \u00e8 stato realizzato un muro gonfiabile, posizionato dove un tempo si trovava la fine del ghiacciaio, rendendo cos\u00ec visibile lo spazio perso negli ultimi anni, a rappresentare anche il limite del nostro sguardo e la mancanza di visione del futuro. Due progetti di forte impronta concettuale, al confine tra fotografia\/arte contemporanea\/arte ambientale, che fanno dialogare i linguaggi per documentare artisticamente le radicali trasformazioni del nostro tempo.<\/p>\n<p>Al primo piano, nella stanza adiacente alla biblioteca G. Carandente, \u00e8 allestita <em>Mahler &amp; LeWitt Studios: 10 anni di attivit\u00e0<\/em>, una mostra d\u2019archivio a cura di Guy Robertson, che celebra i 10 anni di vita dell\u2019associazione. Attiva dal 2015 negli ex studi d\u2019artista di Anna Mahler e Sol LeWitt e presso la Torre Bonomo. In questi anni, Mahler &amp; LeWitt Studios ha contribuito alla vita culturale di Spoleto attraverso residenze per artisti, progetti speciali e un programma dedicato alle scuole: tutte attivit\u00e0 che saranno ripercorse.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/07\/MAKING-OF-DIORAMAS_1.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-37617\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/07\/MAKING-OF-DIORAMAS_1.jpg\" alt=\"\" width=\"587\" height=\"391\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/07\/MAKING-OF-DIORAMAS_1.jpg 525w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/07\/MAKING-OF-DIORAMAS_1-300x200.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 587px) 100vw, 587px\" \/><\/a>Oltre a Palazzo Collicola, anche la Chiesa dei Santi Giovanni e Paolo, una delle sedi Musei Civici di Spoleto, ospiter\u00e0 <em>Le cose non saranno mai pi\u00f9 come prima (del potere anarchico dell&#8217;amore)<\/em>, di Gianni Politi<em>:<\/em> si tratta di un intervento pensato per lo spazio della ex chiesa, all\u2019interno della quale l\u2019artista presenta una serie di dipinti e due sculture, in dialogo con l\u2019antica destinazione d\u2019uso del luogo e il suo ricco palinsesto di affreschi. Per Politi si tratta di un ritorno a Spoleto e in particolare nella Chiesa dei Santi Giovanni e Paolo, visto che nel 2011 l\u2019artista espose proprio in questo spazio alcune opere: a distanza di quasi quindici anni, il nuovo progetto espositivo di Politi permette di rileggere il percorso dell\u2019artista e osservare le sue evoluzioni.<\/p>\n<p>Altri spazi della citt\u00e0 sono animati da iniziative legate all\u2019arte e alla cultura contemporanea grazie all\u2019iniziativa di importanti fondazioni e associazioni attive sul territorio, tra cui la Fondazione Carla Fendi e l\u2019associazione Mahler&amp;LeWitt Studios che, in collaborazione con Spoleto68 Festival dei Due Mondi, presentano all\u2019ex battistero della Manna d\u2019Oro <em>The Centre for the Less Good Idea<\/em>, una mostra e un programma di residenze. <strong>La mostra <em>Unhappen Unhappen Unhappen \u2013 Pepper&#8217;s Ghost Dioramas<\/em> presenter\u00e0 in anteprima quattro diorami animati realizzati con la tecnica Pepper&#8217;s Ghost da Anathi Conjwa, William Kentridge, Micca Manganye e Sabine Theunissen.<\/strong> Pepper&#8217;s Ghost \u00e8 una tecnica di illusione teatrale di origine vittoriana che \u00e8 diventata uno degli strumenti performativi distintivi del Centro. Fondato da William Kentridge e Bronwyn Lace a Johannesburg, in Sudafrica, il Centro promuove progetti collaborativi e interdisciplinari, con particolare attenzione al supporto di giovani artisti del continente africano. La loro peculiare strategia \u00e8 quella di incoraggiare gli artisti a perseguire \u201cl&#8217;idea meno buona\u201d, ovvero quell\u2019idea che inizialmente si pone ai margini, come risultato di un blocco creativo o di un caso, ma che in seguito consente maggiori opportunit\u00e0 esplorative. Casa Menotti, infine, accoglie la mostra personale di Federica Di Pietrantonio, artista emergente che per l\u2019occasione dialoga con gli ambienti che ospitavano l\u2019abitazione di Gian Carlo Menotti, proponendo un sottile omaggio al Maestro. Attraverso installazioni caratterizzate da una forte componente sonora, Di Pietrantonio si inserisce in modo insieme discreto e incisivo nello spazio, con un\u2019attitudine fortemente<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/07\/8.-Micca-Manganye-in-_Hands_-2.-Photo-by-Zivanai-Matangi-e1751917202865.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\" wp-image-37618 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/07\/8.-Micca-Manganye-in-_Hands_-2.-Photo-by-Zivanai-Matangi-e1751917202865.jpg\" alt=\"\" width=\"579\" height=\"387\" \/><\/a> orientata alla sperimentazione.<\/p>\n<p><strong><u>Biografie degli artisti<\/u><\/strong><\/p>\n<p><strong>William Kentridge <\/strong>\u00e8 nato a Johannesburg, in Sudafrica, nel 1955. \u00c8 riconosciuto a livello internazionale per i suoi disegni, film, produzioni teatrali e operistiche. Il suo metodo combina disegno, scrittura, cinema, performance, musica, teatro e pratiche collaborative per creare opere d\u2019arte radicate in politica, scienza, letteratura e storia, mantenendo per\u00f2 uno spazio per la contraddizione e l&#8217;incertezza. Dal 1990, le opere di Kentridge sono state esposte in musei e gallerie di tutto il mondo, tra cui il Museum of Modern Art di New York, l&#8217;Albertina Museum di Vienna, il Mus\u00e9e du Louvre di Parigi, la Whitechapel Gallery di Londra, il Louisiana Museum di Copenaghen, il Museo Reina Sofia di Madrid, il Kunstmuseum di Basilea, lo Zeitz MOCAA e la Norval Foundation di Citt\u00e0 del Capo, e la Royal Academy of Arts di Londra. Ha partecipato pi\u00f9 volte a Documenta di Kassel (2012, 2002, 1997) e alla Biennale di Venezia (2015, 2013, 2005, 1999 e 1993). Le sue produzioni operistiche includono <em>Il flauto magico<\/em> di Mozart, <em>Il naso<\/em> di \u0160ostakovi\u010d e le opere di Alban Berg Lulue Wozzeck, rappresentate nei teatri d&#8217;opera di fama mondiale, tra cui il Metropolitan Opera di New York, La Scala di Milano, l\u2019English National Opera di Londra, l&#8217;Op\u00e9ra de Lyon, l\u2019Opera di Amsterdam, la Sydney Opera House e il Festival di Salisburgo. Le produzioni teatrali di Kentridge, eseguite in teatri e festival di tutto il mondo, comprendono <em>Refuse the Hour<\/em>, <em>Winterreise<\/em>, <em>Paper<\/em> <em>Music<\/em>, <em>The Head &amp; the Load<\/em>, <em>Ursonate<\/em>, <em>Sibyl<\/em>, <em>The Great Yes, the Great No<\/em> e, in collaborazione con la Handspring Puppet Company<em>, Ubu &amp; the Truth Commission<\/em>, <em>Faustus in Africa!<\/em>, <em>Il ritorno di Ulisse<\/em> e <em>Woyzeck on the Highveld<\/em>. Nel 2016, Kentridge ha fondato il Centre for Less Good Idea a Johannesburg: uno spazio dedicato al pensiero e alla creazione reattiva attraverso pratiche artistiche sperimentali, collaborative e interdisciplinari. Il centro ospita un programma continuo di workshop, spettacoli pubblici e attivit\u00e0 di mentoring. Kentridge ha ricevuto dottorati honoris causa da numerose universit\u00e0, tra cui Yale, l\u2019Universit\u00e0 di Londra e la Columbia University. Nel 2010 ha ricevuto il Premio Kyoto. Nel 2012 gli \u00e8 stato conferito il titolo di Commandeur nell\u2019Ordine delle Arti e delle Lettere in Francia, e ha presentato le Charles Eliot Norton Lectures presso l\u2019Universit\u00e0 di Harvard. Nel 2015 \u00e8 stato nominato Accademico Onorario della Royal Academy di Londra. Nel 2017 ha ricevuto il Premio Princesa de Asturias per le Arti e nel 2018 il Premio Internazionale Antonio Feltrinelli. Nel 2019 ha ricevuto il Praemium Imperiale per la pittura a Tokyo. Nel 2021 \u00e8 stato nominato Membro Associato Straniero dell&#8217;Acad\u00e9mie des Beaux-Arts di Parigi. Nel 2022 ha ricevuto l\u2019Onorificenza dell\u2019Ordine della Stella d\u2019Italia e, nel 2023, l\u2019Olivier Award per l\u2019Eccellenza nell\u2019Opera con <em>Sibyl<\/em> a Londra. Le opere di Kentridge fanno parte delle collezioni di numerosi musei, tra cui l\u2019Art Gallery of Western Australia, Perth; l\u2019Art Institute of Chicago; il Carnegie Museum of Art, New York: il San Diego Museum of Art; la Fondation Cartier, Parigi; lo Zeitz MOCAA, Citt\u00e0 del Capo; la Norval Foundation, Citt\u00e0 del Capo; il LACMA, Los Angeles; l\u2019Haus der Kunst, Monaco; la Sharjah Art Foundation; il Mudam, Lussemburgo; il Mus\u00e9e d\u2019Art Contemporain de Montr\u00e9al; il MoMA, New York; il SF MoMA, San Francisco; il Castello di Rivoli, Torino; il Moderna Museet, Stoccolma; il MoCA, Los Angeles; lo Stedelijk Museum, Amsterdam; la National Gallery of Victoria, Melbourne; la Johannesburg Art Gallery; il MAXXI, Roma; il Louisiana Museum, Humlebaek, Danimarca; la National Gallery of Canada, Ottawa; il National Museum of Modern Art, Kyoto; l\u2019Israel Museum Gerusalemme; l\u2019Inhotim Museum, Brumadinho, Brasile; la Broad Art Foundation, Los Angeles; il Centre Pompidou, Parigi; la Fondation Louis Vuitton, Parigi; la National Gallery of Australia, Canberra; la Tate Modern, Londra; il Sifang Art Museum, Nanchino; la Kunsthalle Mannheim; la Fondazione Vehbi Ko\u00e7, Istanbul; la Luma Foundation, Arles; il Museum of Fine Arts, Budapest; la Fundaci\u00f3 Sorigu\u00e9, Lleida; il Guggenheim, Abu Dhabi; la Kunsthalle Praha, Praga; l\u2019Amorepacific Museum of Art, Seoul, oltre a numerose collezioni private in tutto il mondo.<\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><strong>Stefano Cerio<\/strong> vive e lavora tra Roma, dove \u00e8 nato nel 1962, e Parigi. Dal 2001 si interessa di fotografia di ricerca e video. Nel 2024 espone al MAXXI nell\u2019ambito del progetto di allestimento di opere della collezione del museo pensato dall\u2019artista Alex Da Corte. Nel 2021 ha realizzato un\u2019opera per la nuova sede del museo MAXXI de L\u2019Aquila, a cui nel 2022 \u00e8 seguita la pubblicazione di un libro per Hatje Cantz, <em>Aquila<\/em>. Nel 2019 l\u2019Istituto italiano di cultura di Parigi espone <em>Constructions<\/em> <em>instables<\/em>; nel 2018 il Museo Pignatelli di Napoli gli dedica una importante retrospettiva, mentre nel 2017 Hatje Cantz pubblica il libro <em>Night<\/em> <em>Games<\/em>, da cui nasce una mostra personale da Camera, a Torino. Nel 2015 la serie <em>Chinese Fun<\/em>, esposta nel 2013 da Noire Contemporary Art a Torino, diventa un libro per l\u2019editore Hatje Cantz e una mostra alla Fondazione VOLUME! a Roma. Nel 2014 espone <em>Cruise Ship<\/em> al Mois de la Photo a Parigi. Nel 2012 espone la serie <em>Night Ski<\/em> allo Studio Trisorio di Napoli e nel 2011 presenta <em>WinterAquapark<\/em> alla Fondazione Forma di Milano, accompagnata da pubblicazione edita da Contrasto; nello stesso anno mostra il video <em>Summer Aquapark <\/em>al MAXXI di Roma. Nel 2010 realizza due mostre alla Galerie Italienne di Parigi ed espone al museo Madre di Napoli nella collettiva <em>O\u2019Vero<\/em>. Nel 2005 la Citt\u00e0 della Scienza di Napoli gli dedica la personale <em>Codice Multiplo<\/em>.<\/p>\n<p><strong>Gianni Politi<\/strong> \u00e8 nato a Roma nel 1986. Ha studiato filosofia presso l\u2019Universit\u00e0 \u201cLa Sapienza\u201d di Roma. Attraverso l\u2019uso di materiali classici della tradizione pittorica italiana, ha sviluppato una pratica basata su processi privati che avvengono nello studio, nel tentativo di generare immagini spontanee. Lo studio diventa quindi soggetto e oggetto di una produzione pittorica variegata e che sfocia anche nell\u2019uso di sculture per narrare il quotidiano sforzo di dipingere oggi. Nel tentativo di ridefinire la pittura astratta oggi, l\u2019artista carica il lavoro di esperienze e ricorrenze personali riflettendo su temi primari come amore, amicizia e sessualit\u00e0 in un tentativo costante di mitizzare i materiali utilizzati. L\u2019artista ha mostrato il suo lavoro in varie istituzioni nazionali e internazionali tra cui La Galleria Nazionale d\u2019Arte Moderna di Roma, Nomas Foundation, MAXXI, MACRO e l\u2019Italian Cultural Council di Praga. Il suo lavoro \u00e8 rappresentato dalla Galleria Lorcan O\u2019 Neill di Roma.<\/p>\n<p><strong>Carlo Franza <\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Cinque progetti espositivi continuano le celebrazioni del 25esimo anno dall\u2019apertura di Palazzo Collicola. In mostra l\u2019artista di fama internazionale William Kentridge, una selezione di opere dalla collezione di Primo De Donno, i manifesti del Festival dei Due Mondi, l\u2019artista Stefano Cerio e un\u2019esposizione per i 10 anni di attivit\u00e0 dell\u2019associazione Mahler &amp; LeWitt Studios. La Chiesa dei Santi Giovanni e Paolo ospiter\u00e0 una mostra di Gianni Politi. Inaugurate le nuove mostre a Palazzo Collicola, a Spoleto. Il ciclo, che durer\u00e0 per tutta la stagione estiva, dal 28 giugno al 2 novembre 2025, include cinque nuovi progetti espositivi: una personale dell\u2019artista [&hellip;]<\/p>\n&nbsp;&nbsp;<div class=\"readmore\"><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2025\/07\/07\/da-kentridge-a-cerio-cinque-mostre-a-palazzo-collicola-a-spoleto-un-super-evento-artistico-di-piano-internazionale\/\">Continua a leggere...<\/a><\/div><\/p>","protected":false},"author":1009,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[150,59281,9894,10357,28386,44545,44441,87,35351,17030,26,17505,35188,28369,4625],"tags":[599311,263637,599310,355195,80560,599309,339743],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/37607"}],"collection":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1009"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=37607"}],"version-history":[{"count":5,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/37607\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":37621,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/37607\/revisions\/37621"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=37607"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=37607"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=37607"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}