{"id":37648,"date":"2025-07-09T21:20:04","date_gmt":"2025-07-09T21:20:04","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/?p=37648"},"modified":"2025-07-09T21:20:04","modified_gmt":"2025-07-09T21:20:04","slug":"marino-marini-superbo-maestro-della-scultura-racconta-lumanita-tra-gridi-pomone-e-cavalli-e-cavalieri-la-mostra-ad-arezzo-alla-fortezza-medicea","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2025\/07\/09\/marino-marini-superbo-maestro-della-scultura-racconta-lumanita-tra-gridi-pomone-e-cavalli-e-cavalieri-la-mostra-ad-arezzo-alla-fortezza-medicea\/","title":{"rendered":"Marino Marini superbo maestro della scultura racconta l\u2019umanit\u00e0 tra gridi, pomone e cavalli e cavalieri. La mostra ad Arezzo  alla fortezza medicea"},"content":{"rendered":"<p><strong><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/07\/Cavaliere-Firenze.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\" wp-image-37649 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/07\/Cavaliere-Firenze.jpg\" alt=\"\" width=\"410\" height=\"410\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/07\/Cavaliere-Firenze.jpg 480w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/07\/Cavaliere-Firenze-300x300.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/07\/Cavaliere-Firenze-150x150.jpg 150w\" sizes=\"(max-width: 410px) 100vw, 410px\" \/><\/a><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/07\/Marino-Marini_Courtesy-Fondazione-Marino-Marini-Pistoia-scaled-1-e1752095268642.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-37650\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/07\/Marino-Marini_Courtesy-Fondazione-Marino-Marini-Pistoia-scaled-1-e1752095268642.jpg\" alt=\"\" width=\"575\" height=\"431\" \/><\/a>Inaugurata ad<\/strong>\u00a0<strong>Arezzo<\/strong>\u00a0\u201c<strong><em>Marino Marini. In dialogo con l&#8217;uomo\u201d<\/em><\/strong>, l&#8217;<strong>antologica con oltre 100 opere<\/strong>\u00a0tra dipinti e sculture a cura di\u00a0Alberto Fiz\u00a0e\u00a0Moira Chiavarini, con il coordinamento scientifico di\u00a0<strong>Alessandro Sarteanesi<\/strong>. L&#8217;esposizione, <strong>aperta sino al 2 novembre<\/strong> <strong>2025<\/strong>, prodotta e organizzata dal\u00a0<strong>Comune di Arezzo<\/strong>\u00a0e dalla\u00a0<strong>Fondazione Guido d\u2019Arezzo<\/strong>\u00a0\u00e8 stata progettata dall\u2019associazione culturale\u00a0<strong>Le Nuove Stanze e Magonza<\/strong>. Dopo la significativa personale di Afro Basaldella, prosegue ad Arezzo l&#8217;indagine sul Novecento italiano con un&#8217;esauriente monografica di Marino Marini (1901-1980).<\/p>\n<p>L&#8217;esposizione prevede\u00a0<strong>due percorsi che si integrano tra loro,\u00a0<\/strong>il primo alla\u00a0<strong>Galleria Comunale d\u2019Arte Moderna e Contemporanea<\/strong>\u00a0con una\u00a0<strong>straordinaria serie di dipinti insieme a gessi e bronzi<\/strong>, il secondo alla\u00a0<strong>Fortezza Medicea<\/strong>\u00a0con\u00a0<strong>grandi sculture e opere monumentali<\/strong>. Il progetto, reso possibile dai prestiti provenienti dalle due istituzioni che rappresentano l\u2019artista, il\u00a0<strong>Museo Marino Marini di Firenze e la Fondazione Marino Marini di Pistoia<\/strong>, consente una\u00a0<strong>lettura articolata dell&#8217;indagine condotta dal grande artista, a partire dagli anni Dieci fino ai Sessanta in un percorso che affronta le tematiche principali della sua intensa ricerca.\u00a0<\/strong>Main sponsor<strong>\u00a0Estra,\u00a0<\/strong>sponsor\u00a0tecnico\u00a0<strong>DUAL\u00a0Italia, Insurance Advisor dott. Flavio Buonagurelli broker assicurativo<\/strong>.<br \/>\n<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/07\/156741-Orfeo_1956_Courtesy_Museo_Marino_Marini_Firenze.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-37651\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/07\/156741-Orfeo_1956_Courtesy_Museo_Marino_Marini_Firenze.jpg\" alt=\"\" width=\"450\" height=\"337\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/07\/156741-Orfeo_1956_Courtesy_Museo_Marino_Marini_Firenze.jpg 600w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/07\/156741-Orfeo_1956_Courtesy_Museo_Marino_Marini_Firenze-300x225.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 450px) 100vw, 450px\" \/><\/a><br \/>\nUn aspetto distintivo della mostra alla\u00a0<strong>Galleria Comunale<\/strong>\u00a0\u00e8\u00a0<strong>la stretta relazione con l&#8217;antico<\/strong>. La Galleria infatti si situa di fianco alla Chiesa di San Francesco, che custodisce il ciclo di affreschi delle Storie della Vera Croce di Piero della Francesca, ed \u00e8 significativo sottolineare i\u00a0<strong>rapporti tra le figure rappresentate da Marino e quelle del grande artista rinascimentale<\/strong>. In tal senso, va evidenziata la presenza del dipinto\u00a0<em>Le vergini<\/em>\u00a0del 1916 e la\u00a0<em>Zuffa di Cavalieri\u00a0<\/em>del 1927 ca., quest\u2019ultimo messo a disposizione<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/07\/alcune-opere-alla-mostra-marino-marini.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"size-full wp-image-37654 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/07\/alcune-opere-alla-mostra-marino-marini.jpg\" alt=\"\" width=\"580\" height=\"326\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/07\/alcune-opere-alla-mostra-marino-marini.jpg 580w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/07\/alcune-opere-alla-mostra-marino-marini-300x169.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 580px) 100vw, 580px\" \/><\/a> dalle\u00a0<strong>Gallerie degli Uffizi di Firenze<\/strong>, che evocano le celebri composizioni di Piero della Francesca all\u2019interno dell\u2019attigua Cappella Bacci. In mostra, poi, vengono\u00a0<strong>esposte per la prima volta, accanto ad alcune sculture arcaiche di Marino, le sculture ellenistiche in terracotta rinvenute durante gli scavi della Catona ad Arezzo<\/strong>\u00a0(che l\u2019artista vide pubblicate nel 1920 sulla rivista \u201cDedalo\u201d, tra le pi\u00f9 importanti pubblicazioni di critica d&#8217;arte dell&#8217;epoca, diretta da Ugo Ojetti) provenienti dal Museo Archeologico Nazionale Gaio Cilnio Mecenate.<\/p>\n<p>Ad Arezzo\u00a0<strong>il linguaggio di Marino Marini viene approfondito nelle sue fasi salienti, dall\u2019elaborazione di forme e figure mitiche e armoniose, al passaggio verso una crescente tensione stilistica e formale<\/strong>. Il progetto alla Galleria Comunale d&#8217;Arte Moderna e Contemporanea prevede\u00a0<strong>un&#8217;organizzazione tematica, dove pittura e scultura sviluppano una relazione dialettica<\/strong>. Come avviene per esempio con l&#8217;accostamento tra <em>Studio per Miracolo<\/em>, un capolavoro plastico del 1953-54 e\u00a0<em>Orfeo<\/em>, un dipinto del 1956 che sviluppa una medesima matrice lirica e poetica. Ma la componente bidimensionale e quella tridimensionale trovano una serie di convergenze nella sala dedicata ai\u00a0<em>Gridi<\/em>, cos\u00ec come in quella delle\u00a0<em>Pomone<\/em>, un soggetto che Marino ha definito come &#8220;la prima vera forma mia. Quei nudi rigogliosi sono nati dal confronto tra ci\u00f2 che portavo dentro come un seme della mia naturale cultura e ci\u00f2 che ho potuto vedere fuori di casa&#8221;. Accanto al\u00a0<strong>teatro,<\/strong>\u00a0dove spicca\u00a0<em>Il giocoliere<\/em>, bronzo del 1939, un altro specifico ambito di ricerca \u00e8 dedicato al\u00a0<strong>ritratto<\/strong>. Marino ne ha realizzati poco meno di 150 e si possono leggere emblematicamente come princ\u00ecpi intorno ai quali si sviluppa l&#8217;indagine sull&#8217;uomo. Tra le opere esposte in mostra spiccano gli omaggi agli artisti tra cui Carlo Carr\u00e0, Filippo de Pisis, Massimo Campigli, Germaine Richier, Marc Chagall e Jean Arp, collocati accanto a quello di Igor Stravinskij, del suo mercante Curt Valentin e di Marina, sua musa e compagna di vita<strong>.<\/strong><\/p>\n<p>\u201cLa doppia mostra proposta ad Arezzo\u201d, spiega\u00a0<strong>Alberto Fiz<\/strong>\u00a0\u201cstupisce per l&#8217;attualit\u00e0 di un grande maestro della scultura che sottopone la forma a continue verifiche compiendo una rivoluzione che si sviluppa attraverso una preci<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/07\/Emozione-del-gioco-1967-1968_olio-su-tavola_200x200-cm_Courtesy-Fondazione-Marino-Marini-Pistoia-scaled-1-e1752095405603.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-37655\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/07\/Emozione-del-gioco-1967-1968_olio-su-tavola_200x200-cm_Courtesy-Fondazione-Marino-Marini-Pistoia-scaled-1-e1752095405603.jpg\" alt=\"\" width=\"555\" height=\"552\" \/><\/a>sa consapevolezza della storia e dell&#8217;uomo. La sua \u00e8 la capacit\u00e0 di cogliere un tempo interiore dove<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/07\/Piccolo-Cavaliere_1944_terracotta_30x265x13-cm_Courtesy-Fondazione-Marino-Marini-Pistoia-scaled-1.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\" wp-image-37656 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/07\/Piccolo-Cavaliere_1944_terracotta_30x265x13-cm_Courtesy-Fondazione-Marino-Marini-Pistoia-scaled-1.jpg\" alt=\"\" width=\"571\" height=\"575\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/07\/Piccolo-Cavaliere_1944_terracotta_30x265x13-cm_Courtesy-Fondazione-Marino-Marini-Pistoia-scaled-1.jpg 820w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/07\/Piccolo-Cavaliere_1944_terracotta_30x265x13-cm_Courtesy-Fondazione-Marino-Marini-Pistoia-scaled-1-298x300.jpg 298w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/07\/Piccolo-Cavaliere_1944_terracotta_30x265x13-cm_Courtesy-Fondazione-Marino-Marini-Pistoia-scaled-1-150x150.jpg 150w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/07\/Piccolo-Cavaliere_1944_terracotta_30x265x13-cm_Courtesy-Fondazione-Marino-Marini-Pistoia-scaled-1-768x774.jpg 768w\" sizes=\"(max-width: 571px) 100vw, 571px\" \/><\/a> inquietudine e sofferenza non si placano. I temi a cui Marino Marini si rivolge, tutti presenti nelle due sedi aretine, appaiono come simboli di una costruzione all\u2019infinito dove ci\u00f2 che conta maggiormente \u00e8 la relazione tra lo spazio interno e lo spazio esterno, tra l\u2019aspetto fisico e quello psichico\u201d.<\/p>\n<p>Nei suggestivi ambienti della\u00a0<strong>Fortezza Medicea<\/strong>\u00a0lo spettatore pu\u00f2 inoltre ammirare la\u00a0<strong>produzione monumentale di Marino\u00a0<\/strong>dove spiccano le\u00a0<em>Pomone<\/em>, le\u00a0<em>Danzatrici<\/em>, i\u00a0<em>Giocolieri<\/em>\u00a0e naturalmente i\u00a0<em>Cavalieri<\/em>\u00a0con il grande\u00a0<em>Cavaliere<\/em>\u00a0del 1949-50, un&#8217;opera ieratica di intensa potenza espressiva. Insieme ai Cavalieri, esempi insuperati di un\u2019indagine dove si scontrano forze opposte, destinate a dare vita a un unico corpo magmatico, la mostra presenta i\u00a0<em>Miracoli<\/em>\u00a0dove l\u2019equilibrio perfetto creato in precedenza dall\u2019artista si sfalda. In questo caso appare particolarmente emblematico\u00a0<em>Miracolo<\/em>\u00a0un&#8217;imponente scultura in bronzo del 1952 dove \u00abl&#8217;idea parte fino a distruggersi\u00bb e \u00abla scultura vuole andare in cielo, vuole bucare la crosta terrestre o vuole addirittura andare nella stratosfera\u00bb, come scrive Marino.<\/p>\n<p>La mostra evidenzia dunque la componente generativa di un\u2019indagine che va all\u2019origine della forma, laddove \u00abnessuna memoria \u00e8 perduta, ma ogni tempo \u00e8 recuperato nell\u2019appello di un sentimento partecipe alla vitalit\u00e0 del divenire umano\u00bb, secondo quanto ha affermato Umbro Apollonio. Ma \u00e8 probabilmente con la\u00a0<strong>rottura della geometria e con la creazione di forme libere e irregolari<\/strong>, del <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/07\/Miracolo_1952_bronzo_161x102x73-cm_Courtesy-Museo-Marino-Marini-Firenze-e1752095464569.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-37657\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/07\/Miracolo_1952_bronzo_161x102x73-cm_Courtesy-Museo-Marino-Marini-Firenze-e1752095464569.jpg\" alt=\"\" width=\"543\" height=\"680\" \/><\/a>tutto autonome dal soggetto, che Marino raggiunge l\u2019apice della sua ricerca, in un percorso capace di incidere profondamente nel linguaggio contemporaneo.<\/p>\n<p>\u201cDopo le celebrazioni dei 450 anni dalla morte di Giorgio Vasari, che hanno visto la citt\u00e0 al centro di un percorso culturale e artistico culminato nella grande mostra internazionale dedicata al maestro rinascimentale, Arezzo riprende il dialogo con l\u2019arte moderna e contemporanea e lo fa proponendo un\u2019esposizione straordinaria, dedicata a uno dei principali artisti italiani del Novecento, tra i pi\u00f9 riconosciuti a livello internazionale. Le pitture e le sculture inconfondibili ed iconiche di Marino Marini saranno ospitate dalla Galleria Comunale d\u2019Arte Moderna e Contemporanea e dalla Fortezza Medicea, quest\u2019ultima capace di regalare una scenografia suggestiva e possente in grado di valorizzare le opere esposte. Una narrazione della capacit\u00e0 del maestro toscano di combinare la profonda sensibilit\u00e0 arcaica e il legame forte con le sue radici alla ricerca formale moderna, in un dialogo creativo unico e prezioso. L\u2019antologica che Arezzo gli dedica propone tutto il suo percorso, offrendo un\u2019occasione speciale per ammirarne il genio e la<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/07\/Pomona-sdraiata_1935_bronzo_73x159x38-cm_Courtesy-Museo-Marino-Marini-Firenze-e1752095513457.jpeg\"><img loading=\"lazy\" class=\" wp-image-37658 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/07\/Pomona-sdraiata_1935_bronzo_73x159x38-cm_Courtesy-Museo-Marino-Marini-Firenze-e1752095513457.jpeg\" alt=\"\" width=\"570\" height=\"342\" \/><\/a> maestria\u201d, <strong>dichiara il sindaco di Arezzo e presidente della fondazione Guido d\u2019Arezzo Alessandro Ghinelli<\/strong>. \u201cPochi artisti hanno sentito cos\u00ec profondamente come Marino Marini il senso delle proprie radici culturali e antropologiche &#8211;\u00a0<strong>dice Silvia Evangelisti, consigliere di amministrazione Museo Marino Marini di Firenze<\/strong>\u00a0&#8211; e pochi come lui hanno saputo esprimere modernamente il sentimento della classicit\u00e0. La terra natia di Marino Marini \u00e8 la Toscana, patria antica del popolo etrusco della cui grande cultura e civilt\u00e0&#8217; artistica conserva, ancora oggi, le preziose superstiti testimonianze, e a quella grande tradizione artistica si rivolge Marino, per cogliere il fascino di una pienezza formale, limpida e pagana, arcana, profondamente umana e scevra da ogni retorica e arcaismo letterario. Nelle Pomone, nei ritratti, nei Giocolieri, nei gruppi equestri di Cavallo e cavaliere di Marino Marini, sculture o disegni o dipinti, il sentire classico si traduce in profonda armonia di forme, in perfetto equilibrio tra le parti e in una grande semplicit\u00e0 ed asciuttezza, in nome della quale l&#8217;artista sacrifica ogni dettaglio narrativo\u201d.<\/p>\n<p>\u201cLa Fondazione Marino Marini di Pistoia accoglie con grande piacere l\u2019invito del Comune di Arezzo, della Fondazione Guido d\u2019Arezzo e dell\u2019Associazione Le Nuove Stanze a partecipare alla mostra monografica dedicata a Marino Marini, con un&#8217;ampia selezione di opere provenienti dalle proprie collezioni\u201d,\u00a0<strong>dice Andrea Niccolai, presidente della Fondazione Marino Marini di Pistoia<\/strong>. \u201cQuesta iniziativa, che si svolge nel cuore della Toscana, ha un significato particolare per la Fondazione pistoiese, poich\u00e9 restituisce il lavoro di Marino ai territori che hanno segnato la sua formazione e alimentato le sue prime fonti visive. La mostra rappresenta un\u2019importante occasione per rendere nuovamente accessibili al pubblico opere fondamentali dell\u2019artista. Proprio a partire da questa esperienza, la Fondazione intende intraprendere una nuova fase di attivit\u00e0 che dar\u00e0 visibilit\u00e0 al proprio patrimonio e al lavoro del suo Centro di Documentazione\u201d. \u201cArezzo si conferma citt\u00e0 dell\u2019arte e della cultura\u201d,\u00a0<strong>conclude Francesco Macr\u00ec, presidente di Estra<\/strong>. \u201cDeve essere dato atto all\u2019Amministrazione Ghinelli di aver costantemente, in questi 10 anni, dedicato attenzione e risorse a temi che tutti i Comuni affrontano con difficolt\u00e0 a causa della carenza di risorse.\u00a0 In questa citt\u00e0 la passione per la cultura, e per l\u2019arte in particolare, trova nel Comune e nella Fondazione Guido d\u2019Arezzo punti di riferimento attenti e propositivi.\u00a0 Le loro scelte contribuiscono a valorizzare, in Toscana e in Italia, Arezzo citt\u00e0 d\u2019arte. Ma anche a sostenere le sue ambizioni turistiche. In questo contesto, Estra \u00e8 con il Comune di Arezzo e con la Fondazione non solo per questo singolo e fondamentale progetto ma, soprattutto, per una strategia di crescita e di sviluppo culturale che la nostra azienda sostiene fino in fondo e con convinzione\u201d.<\/p>\n<p><strong>Carlo Franza <\/strong><\/p>\n<p><strong><br \/>\n<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Inaugurata ad\u00a0Arezzo\u00a0\u201cMarino Marini. In dialogo con l&#8217;uomo\u201d, l&#8217;antologica con oltre 100 opere\u00a0tra dipinti e sculture a cura di\u00a0Alberto Fiz\u00a0e\u00a0Moira Chiavarini, con il coordinamento scientifico di\u00a0Alessandro Sarteanesi. L&#8217;esposizione, aperta sino al 2 novembre 2025, prodotta e organizzata dal\u00a0Comune di Arezzo\u00a0e dalla\u00a0Fondazione Guido d\u2019Arezzo\u00a0\u00e8 stata progettata dall\u2019associazione culturale\u00a0Le Nuove Stanze e Magonza. Dopo la significativa personale di Afro Basaldella, prosegue ad Arezzo l&#8217;indagine sul Novecento italiano con un&#8217;esauriente monografica di Marino Marini (1901-1980). L&#8217;esposizione prevede\u00a0due percorsi che si integrano tra loro,\u00a0il primo alla\u00a0Galleria Comunale d\u2019Arte Moderna e Contemporanea\u00a0con una\u00a0straordinaria serie di dipinti insieme a gessi e bronzi, il secondo alla\u00a0Fortezza Medicea\u00a0con\u00a0grandi sculture [&hellip;]<\/p>\n&nbsp;&nbsp;<div class=\"readmore\"><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2025\/07\/09\/marino-marini-superbo-maestro-della-scultura-racconta-lumanita-tra-gridi-pomone-e-cavalli-e-cavalieri-la-mostra-ad-arezzo-alla-fortezza-medicea\/\">Continua a leggere...<\/a><\/div><\/p>","protected":false},"author":1009,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[44800,59246,80688,74779,66803,66558,9894,10357,41640,28386,44441,87,35351,26,17505,35188,28369,17494,4625,409394],"tags":[599325,599326,599327,599324,317555,594998,355195],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/37648"}],"collection":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1009"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=37648"}],"version-history":[{"count":6,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/37648\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":37662,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/37648\/revisions\/37662"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=37648"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=37648"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=37648"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}