{"id":37798,"date":"2025-07-22T21:16:14","date_gmt":"2025-07-22T21:16:14","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/?p=37798"},"modified":"2025-07-22T21:17:58","modified_gmt":"2025-07-22T21:17:58","slug":"lorenzo-bonechi-un-grande-del-novecento-fra-tradizione-e-misticismo-a-settantanni-dalla-nascita-e-a-trenta-dalla-morte-lo-si-celebra-al-museo-del-novecento-a-firenze","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2025\/07\/22\/lorenzo-bonechi-un-grande-del-novecento-fra-tradizione-e-misticismo-a-settantanni-dalla-nascita-e-a-trenta-dalla-morte-lo-si-celebra-al-museo-del-novecento-a-firenze\/","title":{"rendered":"Lorenzo Bonechi, un grande del novecento fra tradizione e misticismo. A settant\u2019anni dalla nascita e a trenta dalla morte lo si celebra al Museo del Novecento a Firenze."},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/07\/Lorenzo-Bonechi-Visitazione-scaled-1-e1753218512355.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft wp-image-37802\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/07\/Lorenzo-Bonechi-Visitazione-scaled-1-e1753218512355.jpg\" alt=\"\" width=\"433\" height=\"542\" \/><\/a>A settant\u2019anni dalla nascita di\u00a0<strong>Lorenzo Bonechi<\/strong>\u00a0(Figline Valdarno, 1955 \u2013 1994), il\u00a0<strong>Museo Novecento di Firenze <\/strong>\u00a0rende omaggio all\u2019artista valdarnese con una mostra personale composta da\u00a0<strong>25 opere<\/strong>\u00a0che dialogano con la collezione permanente del museo. L&#8217;esposizione dal titolo<strong>\u00a0\u201cLa citt\u00e0 delle donne\u201d<\/strong>, a cura di\u00a0<strong>Sergio Risaliti<\/strong>\u00a0e\u00a0<strong>Eva Francioli<\/strong>\u00a0e in collaborazione con l\u2019<strong>Archivio Lorenzo Bonechi,\u00a0<\/strong>apre al pubblico<strong>\u00a0venerd\u00ec<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/07\/157399-unnamed_2_.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\" wp-image-37801 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/07\/157399-unnamed_2_.jpg\" alt=\"\" width=\"555\" height=\"416\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/07\/157399-unnamed_2_.jpg 600w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/07\/157399-unnamed_2_-300x225.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 555px) 100vw, 555px\" \/><\/a> 4 luglio fino a mercoled\u00ec 29 ottobre 2025<\/strong>.<br \/>\n<strong>Lorenzo Bonechi<\/strong>, attivo dalla fine degli anni Settanta, prende parte al fervente panorama artistico degli anni Ottanta, segnati non solo dalla Transavanguardia, ma anche dall&#8217;Anacronismo e dalla Pittura colta. Artefice di una ricerca fondata sul disegno, sperimenta incisione e scultura, per poi dedicarsi, a partire dal 1982, quasi esclusivamente alla pittura, utilizzando tempera e olio.<br \/>\n<em>\u00abIl Museo Novecento ospita questa mostra dedicata a Lorenzo Bonechi, un artista valdarnese di straordinaria profondit\u00e0, a settant\u2019anni dalla sua nascita<\/em>\u00a0&#8211; ha detto l&#8217;assessore alla cultura\u00a0<strong>Giovanni Bettarini<\/strong>. &#8211;\u00a0<em>La citt\u00e0 delle donne ci offre l\u2019opportunit\u00e0 di esplorare il suo universo artistico, dove figure eteree e sacre si intrecciano con paesaggi e architetture minimali, creando un dialogo tra spiritualit\u00e0 e umanit\u00e0. Questa esposizione, curata dal Museo Novecento e in collaborazione con l\u2019Archivio Bonechi, rappresenta un omaggio doveroso a un artista che ha lasciato un segno indelebile nel panorama internazionale.\u00bb<\/em><\/p>\n<p><em>\u00abAl Museo Novecento compete la valorizzazione delle proprie prestigiose collezioni, la scoperta di giovani talenti, il recupero di figure artistiche magari poco considerate nel gioco dell\u2019arte nonostante il valore indubbio della loro produzione. Mostre come questa dedicata a Lorenzo Bonechi nascono con l\u2019intento di ricostruire il corso delle vicende storiche e quindi riposizionare l\u2019artista laddove merita, tra i maggiori protagonisti dell\u2019arte italiana e non solo del nostro tempo.\u00a0 Bonechi \u00e8 stato pittore e scultore di straordinaria densit\u00e0 spirituale e poetica, figura appartata, coltissima e sensibilissima, visionaria nel senso vero dell\u2019arte, interprete di iconografie che esprimono la tensione umana verso l\u2019assoluto, il desiderio inalienabile di trascendenza, il riverbero in terra delle armonie del cosmo\u00a0<\/em>&#8211; ha detto\u00a0<strong>Sergio Risaliti<\/strong>, direttore del Museo Novecento. &#8211;\u00a0<em>Bonechi ha saputo evocare, con una lingua pittorica colta e ispirata, una dimensione altra, dove la pittura si fa soglia verso il sacro e il tempo dell\u2019immagine si espande in una meditazione senza fine. Le sue figure femminili, ieratiche, eteree e insieme profondamente umane, ci guidano in un viaggio iniziatico, che affonda le radici<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/07\/Lorenzo-Bonechi-San-Michele-scaled-1-e1753218580973.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft wp-image-37804\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/07\/Lorenzo-Bonechi-San-Michele-scaled-1-e1753218580973.jpg\" alt=\"\" width=\"440\" height=\"563\" \/><\/a> nella memoria iconica del Trecento e nel silenzio delle icone bizantine, per farsi parabola universale di bellezza, purezza e rivelazione. \u201cLa citt\u00e0 delle donne\u201d \u00e8 allora anche un luogo mentale e simbolico, dove si celebra la presenza del femminile come principio generativo e salvifico, come manifestazione di una spiritualit\u00e0 antica e attualissima. Un messaggio che restituisce in ultima sacralit\u00e0 alla dimensione politica e delle relazioni sociali.\u00bb<\/em><\/p>\n<p><em>\u00abLe\u00a0figure femminili di Lorenzo Bonechi ci raccontano di un\u2019umanit\u00e0 contingente eppure eterna, fissata in una dimensione senza tempo che vivifica lo spazio attraverso pose fisse e immutabili.<\/em> <em>Abbigliate con abiti semplici e contemporanei, l\u2019artista studia e ricostruisce nel dettaglio le loro figure a partire dall\u2019osservazione dal vero.<\/em>\u00a0&#8211; ha affermato\u00a0<strong>Eva Francioli<\/strong>, co-<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/07\/Lorenzo-Bonechi-Corteo-scaled-1-e1753218549127.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"size-full wp-image-37803 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/07\/Lorenzo-Bonechi-Corteo-scaled-1-e1753218549127.jpg\" alt=\"\" width=\"560\" height=\"388\" \/><\/a>curatrice della mostra &#8211;\u00a0<em>Attraverso il disegno fissa le immagini osservate e rivissute nella memoria, spesso ricorrendo all\u2019ausilio di scatti fotografici che ritraggono modelle in posa. \u00c8 un\u2019umanit\u00e0 allo stesso tempo reale e ideale, dalla duplice natura terrena e divina, quella narrata da Bonechi. L\u2019artista, sempre rigorosamente fedele a s\u00e9 stesso, ai propri principi, attraversa i paesaggi della sua terra d\u2019origine e li rilegge facendo risuonare le armonie in essi nascoste. Le proporzioni della campagna toscana e dei borghi che ne costellano il territorio ritornano, idealizzate, nelle Citt\u00e0 celesti. Queste architetture, ridotte all\u2019essenziale e rese con rigorosa proiezione geometrica, sembrano discendere da una visione interiore: evocano le &#8220;visioni di Gerusalemme&#8221; dell\u2019Apocalisse di San Giovanni, la citt\u00e0 santa che discende dal cielo \u00abpronta come una sposa adorna per il suo sposo\u00bb (Ap 21,2).<\/em><\/p>\n<p><em>In esse si manifesta un\u2019idea di armonia ultima, di trasfigurazione dell\u2019umano nel divino, di citt\u00e0 come corpo mistico e specchio del destino ultimo dell\u2019umanit\u00e0. In questo senso, Bonechi si pone in una linea ideale che attraversa la tradizione cristiana, ma anche la riflessione civile di pensatori come Giorgio La Pira, per il quale la citt\u00e0 non \u00e8 soltanto luogo dell\u2019abitare, ma forma terrena di una vocazione spirituale e comunitaria. Come per La Pira, anche per Bonechi la citt\u00e0 sembra quindi costituire una sorta di profezia e promessa: immagine visibile dell\u2019invisibile, luogo in cui l\u2019umano si prepara a incontrare il divino.<\/em> <em>La costruzione delle Citt\u00e0 celesti procede cos\u00ec per contrasti armonici tra primari e complementari, tra la precisione delle linee e l\u2019intensit\u00e0 spirituale della luce, tra la severit\u00e0 delle forme e la dolcezza dei volti.\u00a0 Con la maestria derivata dalla conoscenza dei grandi artisti del passato, Bonechi sperimenta geometrie che evocano dinamiche non di questa Terra, ricordandoci come l\u2019essenza della realt\u00e0 sia di fatto impossibile da cogliere con i soli sensi, ma richieda un ulteriore salto nel mistero, uno slancio di fede che apre squarci su un altrove che \u00e8 gi\u00e0 qui.\u00bb<\/em><\/p>\n<p><strong><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/07\/cm_obj_149812-e1753218621382.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-37805\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/07\/cm_obj_149812-e1753218621382.jpg\" alt=\"\" width=\"454\" height=\"566\" \/><\/a>Profondamente radicato nella cultura toscana<\/strong>,\u00a0<strong>Bonechi<\/strong><strong>\u00a0<\/strong><strong>guarda con attenzione all\u2019arte del Trecento e del Quattrocento, approfondisce la tradizione bizantina e quella delle icone russe, unendo l\u2019indagine spirituale allo studio delle fonti storiche e letterarie.<\/strong> Nascono cos\u00ec opere intrise di riferimenti alla pittura antica e alle iconografie sacre, in un percorso caratterizzato da una rara coerenza espressiva.<br \/>\n<strong>Nei suoi primi lavori emerge un segno mosso e franto, che evolve, tra il 1986 e il 1987, in una nuova essenzialit\u00e0: rigore<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/07\/Lorenzo-Bonechi-Citta-Celeste-scaled-1-e1753218654350.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\" wp-image-37806 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/07\/Lorenzo-Bonechi-Citta-Celeste-scaled-1-e1753218654350.jpg\" alt=\"\" width=\"440\" height=\"695\" \/><\/a> compositivo e campiture di colore nette, tese verso una fissit\u00e0 quasi mistica.<\/strong> Dall\u2019inizio degli anni Novanta, la sua produzione si apre tuttavia a una nuova gestualit\u00e0, che aggiorna la sua costante ricerca di equilibrio tra spiritualit\u00e0 e umanit\u00e0. La mostra intende valorizzare in particolare il ruolo della figura femminile nell\u2019opera dell\u2019artista. Donne eteree ma concrete, collocate tra paesaggi armoniosi e architetture minimali, appaiono talvolta come sante eremite, talaltra come protagoniste di una sorellanza ispirata. Solitarie o in gruppo, si presentano come emanazioni di una doppia natura, terrena e divina, evocando al tempo stesso sia immagini della cristianit\u00e0 che le Korai greche, a proposito delle quali lo stesso Bonechi annotava nel proprio diario:\u00abSono in sostanza corpi umani in cui si vuol esaltare la pi\u00f9 perfetta delle forme create, la pi\u00f9 amata dagli dei [\u2026]. Queste statue al primo momento ci possono apparire rozze, rigide, assenti, ma sono le prime emozionanti rappresentazioni dell\u2019uomo [\u2026] nella assoluta nobilt\u00e0 della sua forma.\u00bb La mostra attraversa alcuni dei temi pi\u00f9 ricorrenti nella pratica dell\u2019artista: le figure sospese nel tempo, l\u2019indagine sulla sacralit\u00e0 dell\u2019esistenza, la\u00a0<strong>Citt\u00e0 celeste<\/strong>, il paesaggio \u2013 antropizzato o naturale \u2013 che diventa talvolta protagonista assoluto della rappresentazione.<\/p>\n<p>L\u2019esposizione al Museo Novecento vuole cos\u00ec gettare nuova luce su un artista di straordinaria profondit\u00e0, prematuramente scomparso, ma gi\u00e0 in vita apprezzato a livello internazionale. Le sue opere sono state presentate in prestigiosi musei e gallerie: dal National Museum of Modern Art di Tokyo alla Tate Gallery di Londra, dallo Smithsonian Hirshhorn Museum di Washington alla Sperone Westwater Gallery di New York.<\/p>\n<p><strong>La critica e il mercato hanno riconosciuto il valore del suo linguaggio personale, tanto da celebrarlo\u00a0<em>post mortem<\/em>\u00a0alla 46\u00aa Biennale di Venezia (1995<\/strong>). Le sue opere sono oggi conservate in importanti collezioni pubbliche e private, tra cui il Gabinetto dei Disegni e Stampe degli Uffizi, la Tate Britain, il Philadelphia Museum of Art e il National Museum of Modern Art di Tokyo.<\/p>\n<p><strong>Vi assicuro che sar\u00e0 uno dei pochi -apparteneva al gruppo della Pittura Colta- del primo cinquantennio del terzo millennio ad essere ricordato come un grande, un grande che si \u00e8 nutrito di cultura, di mistica e\u00a0 di bellezza.\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>Carlo Franza<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>A settant\u2019anni dalla nascita di\u00a0Lorenzo Bonechi\u00a0(Figline Valdarno, 1955 \u2013 1994), il\u00a0Museo Novecento di Firenze \u00a0rende omaggio all\u2019artista valdarnese con una mostra personale composta da\u00a025 opere\u00a0che dialogano con la collezione permanente del museo. L&#8217;esposizione dal titolo\u00a0\u201cLa citt\u00e0 delle donne\u201d, a cura di\u00a0Sergio Risaliti\u00a0e\u00a0Eva Francioli\u00a0e in collaborazione con l\u2019Archivio Lorenzo Bonechi,\u00a0apre al pubblico\u00a0venerd\u00ec 4 luglio fino a mercoled\u00ec 29 ottobre 2025. Lorenzo Bonechi, attivo dalla fine degli anni Settanta, prende parte al fervente panorama artistico degli anni Ottanta, segnati non solo dalla Transavanguardia, ma anche dall&#8217;Anacronismo e dalla Pittura colta. 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