{"id":38058,"date":"2025-08-17T21:49:53","date_gmt":"2025-08-17T21:49:53","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/?p=38058"},"modified":"2025-08-17T21:49:53","modified_gmt":"2025-08-17T21:49:53","slug":"graffiti-e-arte-al-museion-museo-darte-moderna-e-contemporanea-di-bolzano","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2025\/08\/17\/graffiti-e-arte-al-museion-museo-darte-moderna-e-contemporanea-di-bolzano\/","title":{"rendered":"Graffiti e arte al  Museion, Museo d\u2019Arte Moderna e Contemporanea di Bolzano"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/08\/10_Haring-e1755466852309.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-38060\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/08\/10_Haring-e1755466852309.jpg\" alt=\"\" width=\"574\" height=\"316\" \/><\/a>Nel marzo 2025\u00a0<strong>Museion, Museo d\u2019Arte Moderna e Contemporanea di Bolzano <\/strong>\u00a0 ha inaugurato una mostra fondamentale dedicata al\u00a0<strong>rapporto tra graffiti e arte contemporanea, e visitabile fino al 14 settembre 2025<\/strong>.<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/08\/cultura-14-835x310-1.jpeg\"><img loading=\"lazy\" class=\" wp-image-38059 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/08\/cultura-14-835x310-1.jpeg\" alt=\"\" width=\"590\" height=\"219\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/08\/cultura-14-835x310-1.jpeg 835w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/08\/cultura-14-835x310-1-300x111.jpeg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/08\/cultura-14-835x310-1-768x285.jpeg 768w\" sizes=\"(max-width: 590px) 100vw, 590px\" \/><\/a> Prima esposizione istituzionale in Italia a esplorare l&#8217;evoluzione dell&#8217;uso della pittura spray nell&#8217;arte, Graffiti indaga come il linguaggio visivo proprio della citt\u00e0 e della strada abbia influenzato la pratica artistica in studio. La mostra propone una lettura della pratica dei graffiti soprattutto come una prospettiva unica per osservare e vivere il paesaggio urbano. Eccole presenze: Yuji Agematsu, Chantal Akerman, Nick Atkins, Charles Atlas, Lutz Bacher, Martin Barr\u00e9, Blade, Monica Bonvicini, Patricia L. Boyd, Dan Christensen, Shaun Crawford, Curtis Cuffie, Ren\u00e9 Dani\u00ebls, Daze, Manuel DeLanda, Melvin Edwards, Matias Faldbakken, Heike-Karin F\u00f6ll, Futura 2000,\u00a0Keith Haring, Jenny Holzer &amp; Lady Pink, KAYA, Jutta Koether, Michael Krebber, Brad Kronz, Maggie Lee, Klara Lid\u00e9n, Ilya Lipkin, Colette Lumiere, Kunle Martins, Jeanette Mundt, Georgie Nettell, Armando Nin, N.O.Madski, Clayton Patterson, Charlotte Posenenske, Josephine Pryde, Quik, Lee Qui\u00f1ones, Carol Rama, Rammellzee, R.I.P. Germain, Matthew &#8220;Zexor&#8221; Rodriguez, Karin Sander, Seen, David Smith, Dash Snow, Ben Solomon, Hedda Sterne, Emily Sundblad, SoiL Thornton, Alix Vernet, WANTO, Lawrence Weiner, Dondi White, Martin Wong &amp; LA2, Christopher Wool, Zephyr.<\/p>\n<p><strong><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/08\/02_Rammellzee-e1755466913483.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-38063\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/08\/02_Rammellzee-e1755466913483.jpg\" alt=\"\" width=\"580\" height=\"326\" \/><\/a>Riunendo opere transdisciplinari realizzate nell&#8217;arco di 70 anni, la mostra si concentra su un approccio che supera la storicizzazione del graffiti writing come pratica &#8220;outsider&#8221;. A partire dalle\u00a0pitture a spray degli anni &#8217;50 e &#8217;60, che anticipano i graffiti, l&#8217;esposizione si sviluppa attraverso le opere di celebri writer degli anni &#8217;80 fino ad arrivare ad artiste e artisti contemporanei che integrano i graffiti nelle loro pratiche eterogenee.<\/strong><\/p>\n<p><strong>La bomboletta spray, lo strumento che caratterizza i graffiti contemporanei, fu bre<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/08\/12hq-graffiticluca-guadagnini-25a4063.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\" wp-image-38064 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/08\/12hq-graffiticluca-guadagnini-25a4063.jpg\" alt=\"\" width=\"444\" height=\"666\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/08\/12hq-graffiticluca-guadagnini-25a4063.jpg 683w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/08\/12hq-graffiticluca-guadagnini-25a4063-200x300.jpg 200w\" sizes=\"(max-width: 444px) 100vw, 444px\" \/><\/a>vettata negli Stati Uniti nel 1951.<\/strong> Dalla sua introduzione come prodotto di consumo negli anni &#8217;50, fino alla fine degli anni &#8217;60 \u2013 quando cominci\u00f2 a diffondersi il\u00a0<strong>graffiti writing<\/strong>, pratica oggi ampiamente riconosciuta \u2013 passarono quasi vent&#8217;anni, durante i quali anche artiste e artisti figurativi sperimentarono questo strumento. Una volta che la vernice spray divenne lo stile predominante per la realizzazione dei graffiti, il suo utilizzo in qualsiasi altro contesto venne inevitabilmente associato a questa pratica. Una semplice linea di vernice spray evoca infatti immediate associazioni con la ribellione e l&#8217;urbanit\u00e0, che si tratti di un&#8217;intenzione consapevole o meno.<\/p>\n<p>La mostra si sviluppa su 1.500 metri quadrati nei due piani pi\u00f9 ampi di Museion, e presenta opere chiave dalla seconda met\u00e0 del XX secolo fino ai giorni nostri, oltre a nuove opere site-specific.<\/p>\n<p><strong><em>Graffiti<\/em>\u00a0prende come punto di partenza le opere degli anni &#8217;50 e &#8217;60 di artisti e artiste come Hedda Sterne, David Smith, Martin Barr\u00e9, Dan Christensen, Carol Rama e Charlotte Posenenske. In giustapposizione, si possono trovare opere di vernice spray su tela \u00a0 di graffiti writers fondamentali come Rammellzee, Futura 2000, Blade e Lee Qui\u00f1ones. Una selezione di dipinti significativi degli anni &#8217;80 e &#8217;90 di Lady Pink &amp; Jenny Holzer, Martin Wong &amp; LA2 e Keith Haring \u2013 in cui si combinano graffiti e arte contemporanea \u2013 \u00e8 seguita da esempi pi\u00f9 recenti di dipinti spray di Heike-<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/08\/04_Smith-scaled-e1755467059896.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-38066\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/08\/04_Smith-scaled-e1755467059896.jpg\" alt=\"\" width=\"391\" height=\"664\" \/><\/a>Karin F\u00f6ll, Michael Krebber e Christopher Wool. I graffiti digitali di Georgie Nettell dialogano con il fotogramma di una pensilina dell&#8217;autobus di Patricia L. Boyd e i Patina Painting \u00a0\u00a0di Karin Sander, tra molte altre opere. Questa parte della mostra comprende inoltre pezzi di graffiti writers contemporanei come Kunle Martins e WANTO, insieme a una nuova opera di N.O.Madski in dialogo con le sculture di KAYA&#8230;.<\/strong><\/p>\n<p>La mostra prosegue sotto forma di\u00a0<strong>paesaggio urbano<\/strong>, occupato da diverse opere che incorporano realt\u00e0 tipiche degli spazi cittadini. Queste includono film e fotografie di Charles Atlas e Manuel DeLanda, nonch\u00e9 numerose\u00a0<strong>installazioni<\/strong>\u00a0e\u00a0<strong>sculture<\/strong>\u00a0di grandi dimensioni come i cestini della spazzatura e le centraline elettriche readymade di Klara Lid\u00e9n, o il New Media Express di Josephine Pryde, un trenino ricoperto di graffiti in miniatura. Altre tecniche di intervento sulle superfici urbane si ritrovano nella scultura di una serranda di R.I.P. Germain, in una nuova installazione a parete di Matias Faldbakken e in calchi di strada di Alix Vernet.<br \/>\nQuesta mostra inaugura il nuovo progetto di ricerca a lungo termine di Museion, incentrato su forme di resistenza gentile e non violenta, e sull&#8217;arte come pratica sociale e urbana.<\/p>\n<p>La mostra \u00e8 co-curata dall&#8217;artista e archivista newyorkese\u00a0<strong>Ned Vena<\/strong>\u00a0(nato nel 1982 a Boston, USA). La sua pratica artistica, che comprende dipinti, sculture, installazioni e film, \u00e8 stata profondamente influenzata dalla sua esperienza attiva come graffiti writer e dalla sua profonda ricerca sulla storia dei graffiti; dall&#8217;altro lato, i suoi accurati studi sulla storia della pittura hanno plasmato la sua comprensione di questa pratica urbana. Nella mostra si manifestano sia la sua passione personale che la sua conoscenza archivistica interdisciplinare.<\/p>\n<p>Ned Vena afferma: &#8220;<em>I graffiti mi hanno aperto la strada dell&#8217;arte e hanno al contempo definito il mio modo di vedere le cose, cose come l&#8217;arte, per esempio. Graffiti \u00e8 una mostra che presenta opere che non sono necessariamente sui o provenienti dai graffiti, ma che, quando le guardo, mi ricordano la mia esperienza con i graffiti<\/em>&#8220;.<\/p>\n<p>La mostra, promossa da Museion, \u00e8 il risultato di una partnership tra Museion e il Centraal Museum di Utrecht.<\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><strong>Carlo Franza <\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Nel marzo 2025\u00a0Museion, Museo d\u2019Arte Moderna e Contemporanea di Bolzano \u00a0 ha inaugurato una mostra fondamentale dedicata al\u00a0rapporto tra graffiti e arte contemporanea, e visitabile fino al 14 settembre 2025. Prima esposizione istituzionale in Italia a esplorare l&#8217;evoluzione dell&#8217;uso della pittura spray nell&#8217;arte, Graffiti indaga come il linguaggio visivo proprio della citt\u00e0 e della strada abbia influenzato la pratica artistica in studio. La mostra propone una lettura della pratica dei graffiti soprattutto come una prospettiva unica per osservare e vivere il paesaggio urbano. Eccole presenze: Yuji Agematsu, Chantal Akerman, Nick Atkins, Charles Atlas, Lutz Bacher, Martin Barr\u00e9, Blade, Monica Bonvicini, [&hellip;]<\/p>\n&nbsp;&nbsp;<div class=\"readmore\"><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2025\/08\/17\/graffiti-e-arte-al-museion-museo-darte-moderna-e-contemporanea-di-bolzano\/\">Continua a leggere...<\/a><\/div><\/p>","protected":false},"author":1009,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[41744,59246,59281,53889,53888,53709,53710,9894,10357,44441,87,35351,121431,28308,26,17505,35188],"tags":[59309,421816,599560,80556,599557,599558,355485,599562,599559,599563,599555,599556,355195,599561],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/38058"}],"collection":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1009"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=38058"}],"version-history":[{"count":4,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/38058\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":38067,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/38058\/revisions\/38067"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=38058"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=38058"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=38058"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}