{"id":38121,"date":"2025-08-23T21:54:00","date_gmt":"2025-08-23T21:54:00","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/?p=38121"},"modified":"2025-10-03T21:12:32","modified_gmt":"2025-10-03T21:12:32","slug":"nino-caffe-il-pittore-che-dipinse-preti-vescovi-e-cardinali-in-una-mostra-ai-musei-civici-di-palazzo-mosca-a-pesaro-per-i-cinquantanni-della-morte","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2025\/08\/23\/nino-caffe-il-pittore-che-dipinse-preti-vescovi-e-cardinali-in-una-mostra-ai-musei-civici-di-palazzo-mosca-a-pesaro-per-i-cinquantanni-della-morte\/","title":{"rendered":"Nino Caff\u00e8 il pittore che dipinse preti, vescovi e cardinali, in una mostra ai Musei Civici di Palazzo Mosca a Pesaro per i cinquant\u2019anni della morte."},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/08\/157758-Caffe.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft wp-image-38122\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/08\/157758-Caffe.jpg\" alt=\"\" width=\"571\" height=\"428\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/08\/157758-Caffe.jpg 600w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/08\/157758-Caffe-300x225.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 571px) 100vw, 571px\" \/><\/a>Abruzzese di nascita ma pesarese di adozione,\u00a0<strong>Nino Caff\u00e8<\/strong>\u00a0(Civitella Alfedena 1908 &#8211; Pesaro 1975) \u00e8 noto come\u00a0<strong>il pittore \u2018dei pretini\u2019<\/strong>\u00a0per la vasta produzione dedicata a quella porzione di umanit\u00e0 ecclesiastica guardata con spirito satirico e<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/08\/Sui-trampoli-1950-ca-e1755984699231.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\" wp-image-38123 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/08\/Sui-trampoli-1950-ca-e1755984699231.jpg\" alt=\"\" width=\"561\" height=\"248\" \/><\/a> umoristico<strong>. A cinquant\u2019anni dalla morte<\/strong>, Pesaro lo celebra con \u2018Nino Caff\u00e8. Tra naturalismo e satira\u2019, la mostra\u00a0con cui viene\u00a0<strong>inaugurata<\/strong>\u00a0<strong>la nuova ala recuperata dei Musei Civici di Palazzo Mosca<\/strong>.<br \/>\nNonostante l\u2019intento della critica pi\u00f9 avvertita di riscattare Nino Caff\u00e8 dal ruolo di pittore \u201ccaricaturista\u201d che gli \u00e8 stato attribuito ancora oggi <strong>\u00e8 difficile mostrarlo come appartenente alla migliore pittura italiana del XX secolo<\/strong>. Noi stessi abbiamo scritto testi in catalogo anni fa\u00a0 per delle mostre dell\u2019artista, compreso quella che si tenne nel Palazzo del Senato a Roma. \u00a0<strong>Con<\/strong>\u00a0<strong>65 dipinti &#8211; sintesi della sua attivit\u00e0 dagli anni \u201930 ai \u201970 &#8211; provenienti da ben 19 prestatori privati<\/strong>, il progetto espositivo si offre come opportunit\u00e0 di\u00a0<strong>indagare e far conoscere il posto che ha occupato nella cultura artistica italiana legata alla pittura di tradizione<\/strong>\u00a0ma arricchita di nuovi temi spiritosi e dissacratori.<\/p>\n<p>L\u2019esposizione \u00e8 promossa dal\u00a0<strong>Comune di Pesaro<\/strong>\u00a0e organizzata da\u00a0<strong>Fondazione Pescheria &#8211; Centro Arti Visive<\/strong>\u00a0in collaborazione con\u00a0<strong>Pesaro Musei<\/strong>; con il contributo della\u00a0<strong>Regione Marche<\/strong>; con il sostegno di:\u00a0<strong>Associazione Nino Caff\u00e8, Associazione Italiana Archivi d\u2019Artista, Fondazione Spadolini Nuova Antologia<\/strong>.<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/08\/A-palle-di-neve-1950-ca-e1755984737529.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\" wp-image-38124 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/08\/A-palle-di-neve-1950-ca-e1755984737529.jpg\" alt=\"\" width=\"542\" height=\"193\" \/><\/a><\/p>\n<p>Quello dei pretini \u00e8 il tema ricorrente di Caff\u00e8 fin dalla met\u00e0 degli anni \u201940, insieme a quelli pi\u00f9 tradizionali come la natura morta, il ritratto e il paesaggio con cui partecipa a numerose esposizioni tra Biennali di Venezia, Quadriennali di Roma e Regionali sindacali a partire dal <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/08\/Apocalisse-1959-e1755984775558.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft wp-image-38125\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/08\/Apocalisse-1959-e1755984775558.jpg\" alt=\"\" width=\"581\" height=\"302\" \/><\/a>1931, ricevendo anche dei premi.\u00a0<strong>Dipingere il clero diviene la sua sigla quasi esclusiva dal 1950<\/strong>, quando incontra il favore della galleria romana L\u2019Obelisco di Irene Brin e Gaspero del Corso che decidono di lanciarlo sul mercato europeo e americano e che proprio con una sua personale aprono la loro sede di New York. In questa occasione anche il Metropolitan Museum acquista una sua opera. Attraverso un\u2019inedita lettura di tipologie ecclesiastiche di vari livelli che diventano vere e proprie caricature del clero e della Chiesa,\u00a0<strong>Caff\u00e8 inventa un\u00a0<em>t\u00f2pos<\/em><\/strong>\u00a0e d\u00e0 libero sfogo a un immaginario sempre pi\u00f9 ricco e divertente: chierichetti, diaconi, preti, vescovi, cardinali in atteggiamenti non convenzionali, immersi in un mondo tutto loro fatto di sogni, aspirazioni, abitudini, sollazzi, ma anche paure e sensi di colpa. La prima intuizione sul tema arriva a Caff\u00e8 dalle schiere di prelati che vede passare sotto la sua casa di Urbino nel soggiorno in quella citt\u00e0 tra il 1943 e il 1944, ospite prima del soprintendente Pasquale Rotondi e poi della famiglia Ben<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/08\/Saltimbanchi-1940-e1755984807683.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\" wp-image-38126 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/08\/Saltimbanchi-1940-e1755984807683.jpg\" alt=\"\" width=\"520\" height=\"258\" \/><\/a>edetti. Dapprima i \u201cpretini\u201d popolano i paesaggi cittadini e della campagna urbinate e pesarese, poi diventano soggetto preminente dei suoi quadri. Quando si trasferisce a Roma &#8211; in pieno Giubileo del 1950 &#8211; numerose saranno le richieste di sue opere sull\u2019argomento da parte del\u00a0<strong>collezionismo internazionale<\/strong>. Tuttavia, la sua onesta formazione di pittore, continuata a contatto con ambienti certamente all\u2019avanguardia come quello fiorentino e romano, non gli fa dimenticare il mestiere del pittore figurativo, il passaggio inevitabile attraverso il disegno e il progetto, la meditazione sulle composizioni sceniche nelle sue opere <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/08\/nino-caffe-pretino-in-bicicletta-1.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft wp-image-38127\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/08\/nino-caffe-pretino-in-bicicletta-1.jpg\" alt=\"\" width=\"585\" height=\"421\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/08\/nino-caffe-pretino-in-bicicletta-1.jpg 460w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/08\/nino-caffe-pretino-in-bicicletta-1-300x216.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 585px) 100vw, 585px\" \/><\/a>corali. E mentre i\u00a0<strong>paesaggi\u00a0<\/strong>mostrano l\u2019esercizio della pittura\u00a0<em>en plen air<\/em>, i\u00a0<strong>ritratti<\/strong>\u00a0&#8211; che spesso gli venivano richiesti e che altrettanto spesso concedeva agli amici e ai familiari &#8211; e le\u00a0<strong>nature morte<\/strong>\u00a0si concentrano su una ricerca psicologica di volti e insiemi di oggetti, in sintonia con una visione ravvicinata dei soggetti, i \u2018pretini\u2019 diventano un vero e proprio genere a parte con un universo ricco di iconografie.<br \/>\nCos\u00ec il poeta <strong>Aldo Palazzeschi<\/strong>\u00a0scrisse di Caff\u00e8 nel 1950: [\u2026]\u00a0<em>Prendendo a soggetto i giovani seminaristi della vita comune, in refettorio seduti a mensa, in un\u2019ora di ricreazione nel cortile del seminario o sulla spiaggia del mare, candidamente addormentati sognanti la mitria e la porpora, l\u2019artista ha saputo trarre dal nero, il simbolo delle cose austere e dolorose, la gioia pura e semplice. Un problema pittorico felicemente risolto che costituisce la sua conquista e per noi la novit\u00e0: la poesia. Nino Caff\u00e8 \u00e8 colto, ma nel calore de<\/em><em>lla sua arte l\u2019istinto prevale; fatto tesoro della classicit\u00e0 toscana vi aggiunge una nativa sensualit\u00e0 nel colore per cui, se dovessimo conferire a questo Marchigiano una patria ideale, \u00e8 verso il leone alato che ci dovremmo rivolgere. Non sfuggir\u00e0 all\u2019osservatore, profano o competente, il movimento e il senso<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/08\/nino-caffe-girotondo-1-2.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\" wp-image-38128 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/08\/nino-caffe-girotondo-1-2.jpg\" alt=\"\" width=\"498\" height=\"398\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/08\/nino-caffe-girotondo-1-2.jpg 460w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/08\/nino-caffe-girotondo-1-2-300x240.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 498px) 100vw, 498px\" \/><\/a> architettonico raffinatissimo dei suoi quadri\u201d.<\/em><\/p>\n<p>Nato a Civitella Alfedena nel 1908, <strong>Nino Caff\u00e8<\/strong>\u00a0studia prima a L&#8217;Aquila poi dal 1923 ad Ancona, dove la famiglia si trasferisce. Ludovico Spagnolini gli impartisce le prime lezioni di pittura. Nel 1930 la famiglia si sposta a Pesaro, dove Nino si inserisce subito nella vivace vita culturale della citt\u00e0 e dove conosce e frequenta molti degli artisti locali: Bruno Baratti, Werter Bettini, Ciro Cancelli, Alessandro Gallucci, Aldo Pagliacci, Achille Wildi. Nel 1931 inizia ad esporre e nel 1938 partecipa per la prima volta alla Biennale di Venezia. Durante la guerra \u00e8 ospite della famiglia Benedetti a Urbino: dalla loro casa davanti al Duomo ritrae i primi pretini. Nel 1942 la galleria milanese di Ettore Gianferrari gli dedica una prima esposizione. Nel 1948 ha la prima mostra a Pesaro nella casa natale di Rossini. Dopo le mostre di Milano e Pesaro, inizia per Caff\u00e8 un periodo di successo, legato anche allo sviluppo del tema dei cosiddetti \u2018pretini\u2019 e delle rappresentazioni in chiave satirica di personaggi della Curia romana e in genere dell\u2019universo chiesastico. Schiere di chierichetti e prelati, infatti, erano quelle che Caff\u00e8 che vedeva passare sotto la casa di Urbino dove abita negli anni della guerra. Con questa tipologia artistica, Caff\u00e8 si affaccia al Giubileo del 1950, prende uno studio a Roma e acquista l\u2019attenzione dei pellegrini che a Roma cercano anche qualche particolarit\u00e0 pittorica. Qui si occupa di lui la galleria L\u2019Obelisco di Gaspero del Corso e Irene Brin. Gli anni \u201850 sono per Caff\u00e8 densi di commissioni, soprattutto americane, tanto che molti dei suoi dipinti migliori si trovano tuttora presso collezioni private statunitensi. La sua fama come \u2018pittore di pretini\u2019 diventa internazionale. Nel 1963 chiude il suo studio romano e decide di fare ritorno a Pesaro, pur continuando a collaborare con L&#8217;Obelisco. \u00c8 invitato ad esporre anche in altre gallerie, a Milano, Verona, Palermo, Genova, La Spezia. Muore a Pesaro nel 1975 a soli 66 anni.<\/p>\n<p><strong>Carlo Franza <\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Abruzzese di nascita ma pesarese di adozione,\u00a0Nino Caff\u00e8\u00a0(Civitella Alfedena 1908 &#8211; Pesaro 1975) \u00e8 noto come\u00a0il pittore \u2018dei pretini\u2019\u00a0per la vasta produzione dedicata a quella porzione di umanit\u00e0 ecclesiastica guardata con spirito satirico e umoristico. A cinquant\u2019anni dalla morte, Pesaro lo celebra con \u2018Nino Caff\u00e8. Tra naturalismo e satira\u2019, la mostra\u00a0con cui viene\u00a0inaugurata\u00a0la nuova ala recuperata dei Musei Civici di Palazzo Mosca. Nonostante l\u2019intento della critica pi\u00f9 avvertita di riscattare Nino Caff\u00e8 dal ruolo di pittore \u201ccaricaturista\u201d che gli \u00e8 stato attribuito ancora oggi \u00e8 difficile mostrarlo come appartenente alla migliore pittura italiana del XX secolo. 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