{"id":38436,"date":"2025-09-26T17:39:59","date_gmt":"2025-09-26T17:39:59","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/?p=38436"},"modified":"2025-09-26T17:39:59","modified_gmt":"2025-09-26T17:39:59","slug":"boccioni-e-i-baer-la-storia-di-una-collezione-ritrovata-la-mostra-da-bottegantica-a-milano","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2025\/09\/26\/boccioni-e-i-baer-la-storia-di-una-collezione-ritrovata-la-mostra-da-bottegantica-a-milano\/","title":{"rendered":"Boccioni e i Baer. La storia di una collezione ritrovata. La mostra da Bottegantica a Milano"},"content":{"rendered":"<p><strong><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/09\/Mia-madre-e1758907862495.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-38437\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/09\/Mia-madre-e1758907862495.jpg\" alt=\"\" width=\"515\" height=\"764\" \/><\/a>Bottegantica \u00a0a Milano presenta dal 3 al 30 ottobre 2025, la mostra Boccioni e i Baer. La storia di una collezione ritrovata con cui la galleria intende rendere omaggio a Umberto<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/09\/Testa-futurista-e1758907902480.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\" wp-image-38439 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/09\/Testa-futurista-e1758907902480.jpg\" alt=\"\" width=\"442\" height=\"669\" \/><\/a> Boccioni, uno dei pi\u00f9 importanti e originali esponenti dell\u2019arte italiana del XX secolo.<\/strong><\/p>\n<p>A quattro anni dalla rassegna Il giovane Boccioni (2021), incentrata sull\u2019esperienza prefuturista del pittore, Bottegantica dedica una mostra di approfondimento sulla storia collezionistica dell\u2019artista legata a un\u2019importante famiglia milanese ebraica, di origine tedesca, che contribu\u00ec in modo significativo alla fortuna internazionale di Boccioni.<\/p>\n<p><strong>Il ritrovamento di un nucleo di quattro disegni inediti di Umberto Boccioni, provenienti dalla Collezione Baer,<\/strong> costituisce il punto di partenza per una doverosa ricostruzione delle vicende collezionistiche di una delle pi\u00f9 significative raccolte \u2013 per qualit\u00e0 e consistenza \u2013 di opere del genio futurista, e per la restituzione di una storia familiare legata a doppio filo con la storia artistica e politica dell\u2019Italia di primo Novecento.<\/p>\n<p><strong>I contatti tra Umberto Boccioni e la famiglia Baer, e quindi con i due cugini Vico e Samuele Baer, importanti imprenditori di successo nel commercio di ricami e confezioni d\u2019abiti, nacquero, verosimilmente, all\u2019interno del raffinato entourage culturale di Margherita Sarfatti. La moglie di Samuele, Betty, ritratta da Boccioni nel 1909 insieme alla piccola figlia Nora, sin dal suo arrivo a Milano, si mosse all\u2019interno del mondo dell\u2019associazionismo femminile, battendosi tanto per l\u2019emancipazione della donna che per le politiche assistenziali, come dimostra la sua vicinanza ad una delle figure pi\u00f9 importanti in questo ambito, come Alessandrina Ravizza.<\/strong> La comune frequentazione di questi ambienti \u00e8, con buona probabilit\u00e0, l\u2019occasione per Betty di approfondire il suo interesse per il mondo dell\u2019arte, proprio nel momento in cui Margherita Sarfatti aveva da poco conosciuto Boccioni. L\u2019ingresso nel circuito sociale e culturale di Betty e Samuele Baer apre a Boccioni nuovi rapporti come quelli con la famiglia Ruberl e, in particolar modo, con Leisel Hammerschlag Ruberl, figlia della celebre attivista Meta Quarck, e, soprattutto, con Vico Baer. Questi in breve tempo, divenne una delle figure pi\u00f9 vicine all\u2019artista, non solo in qualit\u00e0 di <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/09\/Nudo-femminile-e1758907942303.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-38440\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/09\/Nudo-femminile-e1758907942303.jpg\" alt=\"\" width=\"532\" height=\"384\" \/><\/a>collezionista e mecenate, ma anche di \u201csolo amico che mi rimane\u201d, come <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/09\/Nudo-femminile-2-e1758907970392.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\" wp-image-38441 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/09\/Nudo-femminile-2-e1758907970392.jpg\" alt=\"\" width=\"527\" height=\"349\" \/><\/a>gli scriveva l\u2019artista stesso nel 1914.<\/p>\n<p><strong>Legati all\u2019impresa familiare di produzione di \u201cconfezioni per signora\u201d, M. Baer &amp; Co, fondata nel 1884 a Milano dal padre di Vico, Maximilian, i Baer sostennero ampiamente l\u2019attivit\u00e0 artistica boccioniana<\/strong>: una \u201cfotografia\u201d della collezione \u00e8 ricavabile dagli elenchi delle opere esposte in occasione della mostra postuma del 1933 allestita al Castello Sforzesco di Milano, nella quale figurano ben 38 pezzi prestati dai due cugini Vico e Betty Baer.<\/p>\n<p>Solo cinque anni dopo la mostra boccioniana, i destini della famiglia Baer venivano sconvolti dalle improbe azioni del fascismo. La promulgazione delle leggi razziali porter\u00e0 alla diaspora dei Baer: Ludovico con la sua famiglia, gi\u00e0 rifugiatosi in Svizzera, riuscir\u00e0 a raggiungere gli Stati Uniti nel dicembre del 1938, Nora \u2013 la bambina ritratta ad appena due anni da Boccioni \u2013 fuggir\u00e0 in Inghilterra insieme al marito Cornelio Papp, e anche la sorella Gemma lascer\u00e0 l\u2019Italia nel 1939 per gli Stati Uniti.<\/p>\n<p><strong>Una parte della famiglia di Samuel e Betty Baer, per\u00f2, era rimasta in Italia. Paradigmatico in questo senso il caso della figlia Marianna Baer, del marito Giuliano Treves e del <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/09\/Ritratto-dello-scultore-Ripamonti-e1758908027226.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-38443\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/09\/Ritratto-dello-scultore-Ripamonti-e1758908027226.jpg\" alt=\"\" width=\"424\" height=\"627\" \/><\/a>fratello Mario Baer. Marianna e Giuliano, sfuggiti alla razzia del Carmine del novembre 1943 a Firenze, ripararono a Roma dove Giuliano prosegu\u00ec la sua militanza nelle file partigiane risalendo la penisola,<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/09\/Umberto-Boccioni-Il-lago-1916-olio-su-tela-cm-495-x-685-e1758908054850.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"size-full wp-image-38444 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/09\/Umberto-Boccioni-Il-lago-1916-olio-su-tela-cm-495-x-685-e1758908054850.jpg\" alt=\"\" width=\"581\" height=\"413\" \/><\/a> gradualmente liberata, e trovando la morte proprio a Firenze, durante le azioni per la liberazione della citt\u00e0. Marianna, poco dopo, avrebbe raggiunto l\u2019Inghilterra. Mario, diversamente, rimase a Firenze, lavorando per salvare la vita agli ebrei in fuga dalle persecuzioni.<\/strong><\/p>\n<p><strong>La collezione Baer, nell\u2019immediato dopoguerra, andr\u00e0 lentamente disperdendosi tra vendite e significative donazioni, come le opere di Boccioni che Vico destin\u00f2 al MoMA di New York. Oltre che nei documenti ufficiali, rimane traccia di queste donazioni anche dai movimenti dei Baer tra il vecchio e il \u201cnuovo mondo\u201d: in uno dei tanti elenchi dei passeggeri in ingresso negli Stati Uniti, troviamo Vico e la moglie Lotta di rientro a New York il 27 agosto del 1951. Si erano imbarcati a Malpensa: nel giugno avevano concluso la donazione alla Pinacoteca di Brera di Milano del celeberrimo Autoritratto boccioniano del 1908.<\/strong><\/p>\n<p>Nell\u2019occasione della riemersione del nucleo di disegni, sinora inediti, provenienti dalla collezione di Betty Stein Baer, la mostra Boccioni e i Baer. La storia di una collezione ritrovata, si propone di presentare al pubblico una selezione di opere del maestro futurista, transitate nella collezione Baer, come ad esempio alcuni lavori connessi allo sviluppo del suo La citt\u00e0 sale, uno dei suoi massimi capolavori, o un inedito disegno di una testa futurista.<\/p>\n<p>Tali opere saranno affiancate da altri lavori boccioniani, come il ritratto dello scultore Riccardo Ripamonti, che permettono di ricostruire la fisionomia di una stagione fondamentale non solo per l\u2019arte di Umberto Boccioni, ma per l\u2019intera storia del collezionismo d\u2019avanguardia di inizio secolo.<\/p>\n<p>La mostra sar\u00e0 accompagnata dalla pubblicazione di un volume a cura di Niccol\u00f2 D\u2019Agati con un testo di Ester Coen. Arricchito da materiali e documenti d\u2019epoca che raccontano la storia della Famiglia Baer, il volume presenter\u00e0 per la prima volta una ricostruzione della collezione di Samuele e Betty Baer e di Vico Baer offrendo la possibilit\u00e0 di riscoprire opere ritenute disperse, come Il Ritratto di Vico Baer, e capolavori inediti come il Ritratto di Gemma Baer, sinora ignoto nella letteratura boccioniana.<\/p>\n<p><strong>Carlo Franza <\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Bottegantica \u00a0a Milano presenta dal 3 al 30 ottobre 2025, la mostra Boccioni e i Baer. La storia di una collezione ritrovata con cui la galleria intende rendere omaggio a Umberto Boccioni, uno dei pi\u00f9 importanti e originali esponenti dell\u2019arte italiana del XX secolo. 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