{"id":38570,"date":"2025-10-07T10:44:14","date_gmt":"2025-10-07T10:44:14","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/?p=38570"},"modified":"2025-10-07T11:25:26","modified_gmt":"2025-10-07T11:25:26","slug":"la-stanza-delle-marche-con-carlo-cecchi-chiara-diamantini-bruno-mangiaterra-rocco-natale-la-mostra-al-circolo-esteri-del-ministero-affari-esteri-di-roma-per-il-progetto","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2025\/10\/07\/la-stanza-delle-marche-con-carlo-cecchi-chiara-diamantini-bruno-mangiaterra-rocco-natale-la-mostra-al-circolo-esteri-del-ministero-affari-esteri-di-roma-per-il-progetto\/","title":{"rendered":"\u201cLa stanza delle Marche\u201d con Carlo Cecchi, Chiara Diamantini, Bruno Mangiaterra, Rocco Natale. La mostra al Circolo Esteri del Ministero Affari Esteri di Roma per il Progetto \u201cStorie\u201d"},"content":{"rendered":"<p><strong><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/10\/immagine-x-invito.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft wp-image-38572\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/10\/immagine-x-invito.jpg\" alt=\"\" width=\"543\" height=\"543\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/10\/immagine-x-invito.jpg 945w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/10\/immagine-x-invito-300x300.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/10\/immagine-x-invito-150x150.jpg 150w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/10\/immagine-x-invito-768x768.jpg 768w\" sizes=\"(max-width: 543px) 100vw, 543px\" \/><\/a>\u201cSTORIE\u201d \u00e8 un progetto appositamente ideato per il Circolo Esteri del Ministero Affari Esteri di Roma nel quadro\u00a0\u00a0 della Collezione Farnesina di Arte Contemporanea.<\/strong> Esso vive nobilmente sulle arti che riprogrammano il mondo, si campiona\u00a0 ad essere uno spettacolare archivio decentralizzato\u00a0 ove le diverse discipline si nutrono di arte-mondo, mira a rappresentare come si abita la cultura globale, ovvero l\u2019altramodernit\u00e0, che altro non \u00e8 che una sorta di costellazione, una specie di arcipelago di\u00a0 singoli mondi e singoli artisti le cui isole interconnesse non costituiscono un continente unico di pensiero, ma\u00a0 lo specchio di un\u2019arte postproduttiva e frontaliera, mobile,<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/10\/Tutta-laria-e-piena-di-immagini-erranti-olio-180-x-150.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\" wp-image-38573 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/10\/Tutta-laria-e-piena-di-immagini-erranti-olio-180-x-150.jpg\" alt=\"\" width=\"584\" height=\"452\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/10\/Tutta-laria-e-piena-di-immagini-erranti-olio-180-x-150.jpg 816w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/10\/Tutta-laria-e-piena-di-immagini-erranti-olio-180-x-150-300x232.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/10\/Tutta-laria-e-piena-di-immagini-erranti-olio-180-x-150-768x595.jpg 768w\" sizes=\"(max-width: 584px) 100vw, 584px\" \/><\/a> ipermoderna, ipertesa, ipercolta, mente e cuore, ma anche progetto e destino della comunicazione estetica. <strong>E\u2019 con questo progetto, ideato e diretto dall\u2019illustre Storico dell\u2019Arte Moderna e Contemporanea Prof. Carlo Franza<\/strong>, intellettuale di piano internazionale, che si vuole indicare e sorreggere un&#8217;Europa Creativa Festival e, dunque, protagonisti e bandiere, bandendo ogni culto del transitorio per porgere a tutti il culto dell&#8217;eterno. Il terzo millennio che fa vivere i processi creativi nel clima di abitare stili e forme storicizzate, perch\u00e8 il futuro \u00e8 ora, fra rappresentazioni e interpretazioni, ci porta a cogliere il nuovo destino della bellezza. Con l&#8217;arte vogliamo aprire finestre sul mondo, con l&#8217;arte vogliamo aprire stagioni eroiche, con l&#8217;arte vogliamo inaugurare una nuova civilt\u00e0. <strong>Presenti all\u2019inaugurazione l\u2019Ambasciatore Umberto Vattani Presidente della Venice International University e l\u2019Ambasciatore Gaetano Cortese<\/strong> <strong>Curatore della Collana sulle Ambasciate Italiane del mondo per l\u2019Editore C. Colombo. <\/strong>\u00a0Con <strong>\u201cSTORIE\u201d (2024-2027) <\/strong>si porgono dodici mostre personali di dodici artisti contemporanei, taluni di chiara fama. Questa mostra dal titolo \u201cCarlo Cecchi, Chiara Diamantini, Bruno Mangiaterra, Rocco Natale. La stanza delle Marche\u201d \u00e8 la quarta del nuovo percorso, ed \u00e8 gi\u00e0 una novit\u00e0 in quanto si veicolano a Roma nomi dell\u2019arte contemporanea di significativo rilievo, che evidenziano e mettono in luce gli svolgimenti pi\u00f9 intriganti del fare arte nel terzo millennio. L\u2019esposizione curata dall\u2019illustre Storico dell\u2019Arte Contemporanea di fama internazionale, Prof. Carlo Franza, che firma anche il testo in catalogo dal titolo \u201cCarlo Cecchi, Chiara Diamantini, Bruno Mangiaterra, Rocco Natale. La stanza delle Marche\u201d, riunisce una serie di opere degli artisti Carlo Cecchi, Chiara Diamantini, Bruno Mangiaterra, Rocco Natale, gi\u00e0 apparsi agli occhi della critica italiana e internazionale come figure delle pi\u00f9 interessanti e propositive dell\u2019arte contemporanea, ed ancor oggi nella memoria di tutti ricordati come chiari e significanti interpreti.<\/p>\n<p><strong><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/10\/Il-libro-e-il-fiore-da-Sonetti-a-Orfeo-di-Rilke-1992-e1759833072725.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft wp-image-38574\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/10\/Il-libro-e-il-fiore-da-Sonetti-a-Orfeo-di-Rilke-1992-e1759833072725.jpg\" alt=\"\" width=\"573\" height=\"456\" \/><\/a>E\u2019 scritto <\/strong><strong>nel testo<\/strong><strong> in catalogo<\/strong>: \u201cDedichiamo questa mostra del progetto \u201cStorie\u201d per il Circolo degli Esteri di Roma, a un manipolo di artisti di chiara fama che vanno sotto il nome di \u201cScuola Marchigiana\u201d, qui riuniti per due esemplari motivi; anzitutto perch\u00e8 operano in una regione quale le Marche, e in secondo luogo perch\u00e9 la loro storia si \u00e8 andata costruendo via via con una partenza comune che \u00e8 stata l\u2019Accademia di Belle Arti di Urbino.\u00a0 \u201cUna scuola\u201d \u00e8 un gruppo di artisti che seguono lo stesso stile o almeno una poetica di confine, hanno condiviso gli stessi insegnanti (tra i vari docenti figurano Concetto Pozzati, Pierpaolo Calzolari, Alberto Boatto, Renato Bruscaglia, Rodolfo Aric\u00f2, Massimo Dolcini, Roberto Sanesi, Mario Ceroli) e hanno gli stessi obiettivi. Tutto parte dall\u2019Accademia di Urbino costituita nel 1967, dapprima guidata da Bruscaglia e poi da Concetto Pozzati che, nel 1972, asseriva:\u00a0<em>\u201cIl nostro comune sforzo \u00e8 di stimolare e costruire, di volta in volta uno spazio interdisciplinare [\u2026] in modo da contribuire alla formazione dell\u2019artista inteso come tecnico-professionista e come \u2018intellettuale\u2019\u201d.<\/em> Una formidabile occasione di ampio respiro sul fronte del rinnovamento formativo nelle discipline dell\u2019arte. Non \u00e8 la prima n\u00e9 l\u2019ultima delle \u201cscuole\u201d italiane. Intanto la Scuola romana\u00a0un eterogeneo gruppo di pittori attivi a Roma tra gli anni Venti e gli anni Quaranta del Novecento. L&#8217;espressione, in francese \u201cjeune \u00c9cole de<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/10\/Carlo-CECCHI-Indifferenza-della-ragazza-2023-tecnica-mista-50x70-1-e1759833260324.jpeg\"><img loading=\"lazy\" class=\" wp-image-38576 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/10\/Carlo-CECCHI-Indifferenza-della-ragazza-2023-tecnica-mista-50x70-1-e1759833260324.jpeg\" alt=\"\" width=\"580\" height=\"474\" \/><\/a>\u00a0Rome\u201d, fu coniata dal critico George Waldemar\u00a0nella presentazione del catalogo di una mostra tenuta nel 1933 dai pittori Corrado Cagli, Giuseppe Capogrossi, Emanuele Cavalli e Ezio alla Galerie Bonjean di\u00a0Parigi. Successivamente, la critica abbraccer\u00e0 questa definizione allargandola ad altri artisti attivi nella Capitale italiana nello stesso periodo, bench\u00e9 afferenti a stili e obiettivi artistici assai diversi tra loro, come quelli della cosiddetta \u201cScuola di Via Cavour\u201d. La Nuova Scuola Romana, ovvero il \u201cgruppo-non gruppo\u201d di San Lorenzo, composto da Ceccobelli, Dess\u00ec, Gallo, Nunzio, Pizzi Cannella e Tirelli, rappresenta per ruolo e importanza, accanto all\u2019Arte Povera e alla Transvanguardia, la terza protagonista dell\u2019arte contemporanea italiana. Da quel lontano 1984, anno in cui il collega Achille Bonito Oliva cur\u00f2 \u201cAtelier\u201d, la grande mostra che \u201ccoglieva\u201d questi artisti nei propri studi, situati dalla fine degli anni \u201970 nell\u2019ormai storico Ex Pastificio Cerere di Via degli Ausoni, nessun\u2019altra iniziativa espositiva \u00e8 stata dedicata da Roma a questa compagine di artisti. La Transavanguardia italiana (o anche \u201cArte Cifra\u201d) \u00e8 un&#8217;esperienza artistica sviluppatasi in Italia tra la fine degli anni Settanta\u00a0e la met\u00e0 degli anni Ottanta.\u00a0 Nasce da un&#8217;intuizione del collega\u00a0 critico Achille Bonito Oliva che, nell&#8217;ottobre 1979, nel saggio\u00a0<em>La Transavanguardia Italiana<\/em>\u00a0pubblicato su\u00a0<em>Flash Art,\u00a0 <\/em>seleziona accuratamente sette artisti italiani emergenti, Sandro Chia, Francesco Clemente, Enzo Cucchi, Mimmo Paladino, Nicola De Maria, Marco Bagnoli e Remo Salvadori;\u00a0 le loro ricerche sono paragonabili per il modo in cui concepiscono l&#8217;opera d&#8217;arte e per l&#8217;uso di tecniche prevalentemente pittoriche, fattore che li differenzia dalle correnti artistiche principali di questi anni. In Italia sono nate diverse esperienze artistiche la cui struttura ricalca quella Scuola detta Transavanguardia, come i\u00a0\u201cNuovi Nuovi\u201d di Renato Barilli e il \u201cMagico Primario\u201d di Flavio Caroli. Un esempio brillante \u00e8 la costituzione in Sicilia del \u201cMovimento Culturale Vitaliano Brancati\u201d; il gruppo \u00e8 stato formato da giovani intellettuali che ruotano attorno al \u201cGiornale di Scicli\u201d e si distingue per il desiderio di riscoprire e valorizzare il territorio di provenienza, di preservare, apprezzare e tramandare la cultura, di partecipare in modo attivo e diretto alla creazione di una reale ed apprezzabile identit\u00e0 culturale e storica. Il gruppo detto pure \u201cScuola di Scicli\u201d raccoglie principalmente pittori e scultori ed ha avuto come primo presidente il pittore\u00a0Piero Guccione. Il \u201cGruppo di Scicli\u201d present\u00f2 anni fa presso la Galleria Marieschi di Monza le opere di Candiano, Alvarez, Caruso, Guccione, Polizzi e Sarnari, poi l&#8217;avvicinamento al Gruppo di giovani artisti come Giuseppe Puglisi, Pietro Zuccaro, Sandro Bracchitta e Giuseppe Colombo<strong>.<\/strong> <strong>E quindi il gruppo marchigiano composto da quattro artisti che io considero <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/10\/Prima-del-giorno-olio-foglia-oro-100-x120.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft wp-image-38577\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/10\/Prima-del-giorno-olio-foglia-oro-100-x120.jpg\" alt=\"\" width=\"590\" height=\"487\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/10\/Prima-del-giorno-olio-foglia-oro-100-x120.jpg 742w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/10\/Prima-del-giorno-olio-foglia-oro-100-x120-300x247.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 590px) 100vw, 590px\" \/><\/a>\u201cscuola\u201d in quanto provenienti dall\u2019Accademia di Urbino, e mette ancor di pi\u00f9 in luce una radice estetica che batte forte sul versante concettuale. In mostra figurano una serie di opere per ognuno di essi che ne rappresentano lavoro, progettazione, idea, pensiero, filosofia, intrecci di arti tali da portarsi verso scandagli performativi.<\/strong>\u00a0 Il lavoro di <strong>Carlo Cecchi<\/strong> \u201cperlustra e scruta\u201d, per dirla con un famoso verso di Caproni, l\u2019intreccio tra paesaggio interiore e paesaggio esteriore, il confine fra soggetto e oggetto, fra tempo e perennit\u00e0, orizzontalit\u00e0 e verticalit\u00e0.\u00a0 Con la poesia che gli vive dentro eleva all\u2019universalit\u00e0 e alla perennit\u00e0 le sensazioni contingenti, gli sfuggenti stati d\u2019animo, portando a evidenza l\u2019originario strato di senso delle cose del mondo della vita. Ecco che Carlo Cecchi \u00e8 riuscito come per una nostalgica peregrinatio nel tempo e nello spazio, portato a evidenza il senso universalmente esperibile dell\u2019incolore quotidianit\u00e0, delle insensate abitudini, del grigiore della noia, dell\u2019angosciante oscurit\u00e0. Non si \u00e8 sottratto alla vera vita, al reale che diventa una sorta di campionario del mondo, ma ci ha convissuto, pur ponendosi in una prospettiva di osservazione particolare, quasi di tre quarti. Svapora in lui la transavanguardia, ormai perduta nei lontani anni Ottanta, per farsi o meglio trasmutarsi in nobile accensione dell\u2019immagine collegata al mistero dell\u2019esistenza, per cui lo straniamento diventa un oltre fra tensione e torsione. Un lavoro il suo ormai fattosi poema, dove l\u2019immagine volge verso l\u2019astrazione nel doppio registro dei contenuti e dell\u2019espressivit\u00e0, un grumo di materia che apre a gridi e a parole, a poesie di vita ed espressione, alla storia e al quotidiano, a una storia e a un racconto ormai ricerca, che non poggia nella decifrazione ma nell\u2019esperienziale certezza che il mistero \u00e8 al fondo del mondo della vita. L\u2019esperienza artistica di <strong>Chiara Diamantini<\/strong> mostra la vibrante consapevolezza di essersi incamminata da sempre nel conquistare la pi\u00f9 integrale libert\u00e0. Diari, racconti, storie, tutto trapassa in una oggettivazione segnica e spaziale, ancor pi\u00f9 pensante per la riflessione sul concetto di spazio che la conduce ad un\u2019interpretazione autonoma e originale. Anche per lei, avendo attraversato i nobili capitoli del segno e del gesto e poi della poesia visiva, della poesia visuale, vive la pulsazione delle neoavanguardie, battito che l\u2019ha portata con un carattere ibrido e multilinguistico, a situarsi in una suggestiva \u201cterra di mezzo\u201d fra la scrittura e l\u2019immagine, fra le arti visive e la poesia. L&#8217;arte veniva intesa e problematizzata, pi\u00f9 in generale, come parte del complesso sistema della comunicazione. I confini cronologici del suo lavoro si estendono in modo altalenante oltre gli anni del secondo novecento, sino alla stretta contemporaneit\u00e0; epoca nella quale si assiste per\u00f2 ad un cambiamento profondo delle tipologie compositive, dei supporti e dei <em>media<\/em> impiegati, nonch\u00e9 del rapporto tra artista, opera e societ\u00e0, nel quadro ormai profondamente mutato della postmodernit\u00e0. L\u2019itinerario artistico, di impianto concettuale fin dagli anni Settanta del Novecento, che ha caratterizzato un artista come <strong>Bruno Mangiaterra,<\/strong> ha trovato legittimazione in un linguaggio pittorico e un assemblaggio poverista affidato alla poesia e al pensiero. Linguaggio profondo, radicale ed elementare insieme, iniziale, armonioso, che via via \u00e8 sembrato vibrare infinitamente in tutta la sua estensione.\u00a0 Diventata arte, il suo rapporto con la filosofia \u00e8 apparso ossessivo, e se egli stesso difende in forme diverse la sua idea, una filosofia di rimando procede attingendo al primordio della natura. Tutto diventa corpo, materia, aria, luce, movimento, filosofia delle origini, nostalgia dell\u2019unit\u00e0. Teleri e installazioni sono fenomeni mirabili e unici, e nell\u2019afferrare l\u2019idea Bruno Mangiaterra sente le palpitazioni dello spirito tra dissidio e inseparabilit\u00e0, che ritmano la cultura occidentale fino all\u2019epoca attuale. La sua arte \u00e8 una metafora continua che porta alla luce l\u2019enigmatico, il brillare del bello sorprendente e misterioso. L\u2019artista con la sua tecnica costruttiva che appartiene alla pi\u00f9 alta espressione dell\u2019umanesimo, insegue il partito preso delle cose, il tempo favoloso della scoperta del mondo -l\u2019infanzia del mondo- che attinge la sua chiarit\u00e0 al silenzio nudo del pensiero, e si d\u00e0 corpo in un mormorio che si fa respiro, ritmo e poi silenzio di nuovo. <strong>Rocco Natale<\/strong> affonda da sempre il suo lavoro artistico attentamente versato in un\u2019area che \u00e8 quella di un\u2019arte povera, lasciando cos\u00ec scoprire consonanza fra la dim<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/10\/ROCCO-scaled-e1759833226436.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"size-full wp-image-38575 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/10\/ROCCO-scaled-e1759833226436.jpg\" alt=\"\" width=\"560\" height=\"481\" \/><\/a>ora del tempo e l\u2019alone del tempo. Anche in lui, poesia e filosofia, paesaggio e storia, si susseguono a un universo arcaico, primordiale, allo stato selvaggio. Egli scopre e sviluppa nel suo fare un mondo in cui tutto \u00e8 fremito e mormorio indistinto, materia agglomerata che si forma e conforma, incanto della terra, stupore dell\u2019aria. Un vedere e un sentire che sale dal fondo senza fondo della vita. Rocco Natale muove il suo lavoro con materiali diversi, eppure semplici e naturali, esplorando lo spazio informe che il moderno disincanto non ha affatto dissolto. Pur lavorando a Urbino, rimangono alte le accensioni sulle sue radici lucane, innervate in una dimensione fra spirituale e poetica, radicate su palafitte abitate da presenze misteriose, pietre, piante, stelle, potenze invisibili; installazioni e sculture che vivono realt\u00e0 primigenie, dove la forza e il colore della materia ricordano la nascita e il battito d\u2019ali nella quiete dell\u2019alba e del tramonto, e pi\u00f9 ancora una storia e una poesia delle origini. Un racconto incantato l\u2019intera sua indagine sul mondo, attraversato da un fuoco interiore, dove invenzione, talento e abilit\u00e0 catturano la natura del vivere, sia memoriale sia magica.<\/p>\n<p><strong>Biografie degli artisti <\/strong><\/p>\n<p><strong>Carlo Cecchi<\/strong> \u00e8 nato a Jesi nel 1949, vive e lavora nelle Marche e a Roma. Docente di Pittura negli Istituti d\u2019arte e nei Licei artistici, si diploma all\u2019Istituto d\u2019arte di Ancona con il massimo dei voti. Conosce lo scultore Edgardo Mannucci e il critico Vittorio Rubiu, che lo seguir\u00e0 negli anni. Di indole indipendente, insofferente agli schemi e dallo spiccato senso di ironia, Cecchi ama la poesia e la musica, suona la batteria e negli anni Sessanta fonda un gruppo rock. Si diploma all\u2019Accademia di Belle Arti di Urbino dove ha come docenti Pierpaolo Calzolari, Mario Ceroli, Alberto Boatto, Tommaso Trini e Concetto Pozzati, suo maestro prediletto con cui stringe una lunga amicizia. Grazie a queste importanti figure dell\u2019arte italiana, Cecchi impara presto diverse tecniche espressive \u2013 scultura, mosaico, scenografia \u2013 e se nelle sue prime mostre mantiene una cifra concettuale, via via trova nella pittura e nel disegno il linguaggio pi\u00f9 proprio. Espone in gallerie e musei anche con installazioni site-specific, interviene in luoghi non deputati all\u2019arte e collabora con poeti e letterati. Ama molto scrivere, infatti e realizza numerosi libri d\u2019artista. Dal 1974 espone in gallerie private e in spazi pubblici nazionali e internazionali \u2013 Biennale di Venezia, Biennale di Zagabria, PAC di Milano, Pinacoteca Civica di Jesi, Pinacoteca Civica di Ancona, Biblioteca Angelica di Roma, \u2013 e le sue opere sono presenti in importanti in collezioni pubbliche e private in Italia e all\u2019estero. Nel 2020 \u00e8 l\u2019illustre Storico dell\u2019Arte Contemporanea Prof. Carlo Franza ad invitarlo nel Progetto \u201cScenari\u201d con una mostra personale dal titolo \u201cTra biografia e pittura\u201d al Plus Florence di Firenze. Nel 2022 una sua mostra dal titolo \u201cDisordini\u201d si tiene \u00a0alla Fondazione Marco Besso di Roma presentata da Michele Ainis\u00a0 e ancora al Plus Florence di Firenze la personale dal titolo \u00a0\u201cRitorni dell\u2019eco\u201d presentata da Carlo Franza.<\/p>\n<p><strong><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/10\/INVITO-ROMA-CON-BORDO-OTTOBRE-2025.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-38583\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/10\/INVITO-ROMA-CON-BORDO-OTTOBRE-2025.jpg\" alt=\"\" width=\"581\" height=\"410\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/10\/INVITO-ROMA-CON-BORDO-OTTOBRE-2025.jpg 878w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/10\/INVITO-ROMA-CON-BORDO-OTTOBRE-2025-300x212.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/10\/INVITO-ROMA-CON-BORDO-OTTOBRE-2025-768x542.jpg 768w\" sizes=\"(max-width: 581px) 100vw, 581px\" \/><\/a>Chiara Diamantini<\/strong> \u00e8 nata nel 1949 a Senigallia dove risiede. Diplomata all\u2019Accademia delle Belle Arti di Urbino nel 1972 ha legato, da allora, il suo percorso culturale al libro d\u2019artista e alla poesia verbo-visiva. Nelle sue sperimentazioni poetico-visive ha sviluppato la \u201cricerca di una funzione estetica\u201d per approdare \u201call\u2019interazione tra parola e immagine\u201d, utilizzando creativamente un linguaggio spesso simbolico. I suoi libri d\u2019artista, le sue opere sono degli itinerari poetici, ricchi di contenuti e di eleganza formale, che si aprono all\u2019interno delle citazioni dei pi\u00f9 grandi esponenti della letteratura: Br\u00e9ton, Kafka, Rilke, Pound, Praz, Miller, Shakespeare, Tennyson; e ancora Bachelard, Walser, Proust, Manzoni, Leopardi, Montale e Sbarbaro. I testi, decodificati, vivono di un\u2019energia nuova, si arricchiscono di significati pi\u00f9 profondi, che l\u2019artista rivela stabilendo una relazione indissolubile tra la parola, il concetto e il segno, una connessione tra linguaggio e immagine che va oltre la semplice illustrazione. Chiara Diamantini ha tenuto varie mostre personali e numerose collettive in Italia e all\u2019estero, \u00e8 stata presente nei pi\u00f9 importanti spazi espositivi, dalle Biennali di Venezia e di San Paolo all&#8217;Istituto Italiano di Cultura di Tokyo, dalla University Art Gallery di Sydney al Mus\u00e9e de la Ville di Parigi, dal Palazzo delle Esposizioni e la XI Quadriennale di Roma al MOMA di New York, dalla Fondazione Guggenheim di Venezia al Museo Pecci di Prato, dal National Museum of Women in the Arts di Washington al Mart di Rovereto. Sue opere figurano in importanti collezioni pubbliche e private. Nell&#8217;ambito del \u201cXVI Premio Nazionale Arti Visive\u201d ha ricevuto il premio acquisto \u201cCitt\u00e0 di Gallarate\u201d per la Poesia Visiva. Insieme a Mirella Bentivoglio (di cui \u00e8 amica e collaboratrice) ed Eugenio Miccini (fondatore del Movimento della Poesia Visiva in Italia) ha dato vita all\u2019archivio verbo-visivo del Musinf di Senigallia, curando personalmente la catalogazione delle opere raccolte. <strong>\u00a0<\/strong>Di lei hanno scritto: V. Accame, M. Bentivoglio, A. Boatto, V. Conti, M. D&#8217;Ambrosio, M. De Candia, A. Dragone, Carlo Franza,\u00a0 F. Gualdoni, Janus, M. Liverani, B. Mantura, E. Miccini, G. Niccolai, I. Panicelli, M. Pasquali, S. Rescio, N. Stringa, M. Vescovo, F. Vincitorio, F. Zoccoli e altri.<\/p>\n<p><strong>Bruno Mangiaterra <\/strong>\u00a0\u00e8 nato a Loreto nelle Marche nel 1952. Negli anni dello studio liceale e presso l\u2019Accademia di Belle Arti di Urbino e dopo nel suo percorso artistico, frequenta assiduamente artisti e critici contemporanei: G.Accame, R.Aric\u00f2, G.Ballo, A.Boatto, R.Buscaglia, P.P.Calzolari, G.d\u2019Agostino, G.De Santi, E.Marchegiani, U.Piersanti, C.Pozzati, T.Toniato, nomi che lo hanno formato e inserito nel mondo dell\u2019arte. Ripensa la concettualit\u00e0 come attraversamento delle Neoavanguardie e come libert\u00e0 espressa del proprio coinvolgimento filologico del \u201cfare arte\u201d, non si d\u00e0 pittura se non per manipolazione linguistica dei materiali intesa come ricerca della realt\u00e0 in quanto significato della storia. Vive e lavora nelle Marche a Loreto (An). \u00c8 stato docente di Discipline Pittoriche presso il Liceo Artistico \u201cE. Mannucci \u201c di Ancona, \u00e8 stato segnalato pi\u00f9 volte da Giulio Turcato, Pierre Restany, Elio Marchegiani, Mariano Apa, Carlo Franza, ha pubblicato libri d\u2019arte e cartelle di incisioni con testi poetici, filosofi e letterati contemporanei tra gli altri: Giacomo Luigi Busilacchi, Umberto Piersanti, Eugenio De Signoribus, Plinio Acquabona,\u00a0 Gianni D\u2019Elia, Giuseppe Cacciatore, Pasquale Venditti, Alessandro Cat\u00e0, Francesco Scarabicchi, Galliano Crinella, Stefano Papetti, Gualtiero De Santi, Enrico Capodaglio, Massimo Raffaeli. Le sue opere sono presenti in numerose Collezioni pubbliche e private. Ha ideato numerose rassegne di Arte Contemporanea e convegni culturali per Enti e Istituzioni. Tra le ultime esposizioni: 2008 Premio delle arti \u2013 Premio della Cultura XX Edizione 2008, Circolo della stampa Milano; 2011\u00a054\u00b0 Esposizione Internazionale d\u2019arte della Biennale di Venezia, Padiglione Italia\u00a0Marche,\u00a0a cura di Vittorio Sgarbi; 2016\u00a0Premio delle Arti \u2013 Premio della Cultura XXVIII Edizione, Artista dell\u2019Anno, Circolo della stampa Milano 2016.<\/p>\n<p><strong>Rocco Natale<\/strong> \u00e8 nato a Rapone (Pz), vive e lavora a Urbino dove insegna \u201cScultura\u201d presso l\u2019Accademia di Belle Arti. Opera nel campo della scultura dal 1981. L\u2019elemento caratterizzante della sua ricerca artistica \u00e8 l\u2019assemblaggio di materiali come ceramica, rame, bronzo, ferro, pietra, legno. Attualmente si interessa a sperimentare impasti ceramici colorati. Intensa \u00e8 la partecipazione a mostre personali e collettive quali: \u201cUna nuovissima generazione nell\u2019arte italiana\u201d (Siena, 1985), \u201cForme del vedere\u201d (San Quirico d\u2019Orcia, 1986), Galleria \u201cIl punto di svolta\u201d (Roma, 1995), \u201cImmaginazione aurea. Artisti-orafi e orafi-artisti nel secondo Novecento\u201d (Ancona, 2001). Su invito di Giovanni Carandente nel 1988 ha esposto presso la Galleria \u201cIl millennio\u201d (Roma), alla Biennale d\u2019Arte di Venezia (Aperto88) e alla Galleria Civica d\u2019Arte Moderna di Spoleto (\u201cMemorie del sottosuolo\u201d) nel 2006, Creative council via Marone 6 Milano 2009, Biennale di Venezia, lo stato dell\u2019arte regione d\u2019Italia, Orto dell\u2019abbondanza, Urbino, Biennale di Venezia lo stato dell\u2019arte regione d\u2019Italia Galleria civica Potenza, 2011 Terra Formans, cortile della biblioteca, Sant,Agata bolognese 2012, Il silenzio della materia, museo Barbella Chieti 2016, Oltre il silenzio della materia, Bastione Sangallo, Loreto 2017, Silenziosi spazi senza tempo, Fortezza di Civitella del Tronto 2017, Forme Sensibili, Museo Tattile, Mole Vanvitelliana, Ancona2018, Premio Marche, Forte Malatesta, Ascoli Piceno 2018\/19. Si sono interessati alla sua ricerca: Enrico Crispolti, Giovanni Carandente, Anna Caterina Toni, Mariano Apa, Bruno Ceci, Roberta Ridolfi, Massimo Bignardi, Silvia Cuppini, Arnando Ginesi, Francesca Pietracci, Gabriele Tinti, Lucio del Gobbo, Antonello Rubini, Micla Petrelli, Carlo Franza, Massimo Pasqualone, Susanna Morris, Giuseppe Tedeschi, Francesco Orsolini, Leo Stozieri, Carlo Melloni, Andrea B. Delguercio, Laura Monaldi, Lia Devenere, Alberto Berardi, Mario Pellegrini, Lucilla Melloni, Silvia Galzia, Cinzia Zungolo, Davide Tonti, Fabio Fraternali, Sara Bartolucci, Nunzio Giustozzi.<\/p>\n<p><strong>Carlo Franza <\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>\u201cSTORIE\u201d \u00e8 un progetto appositamente ideato per il Circolo Esteri del Ministero Affari Esteri di Roma nel quadro\u00a0\u00a0 della Collezione Farnesina di Arte Contemporanea. Esso vive nobilmente sulle arti che riprogrammano il mondo, si campiona\u00a0 ad essere uno spettacolare archivio decentralizzato\u00a0 ove le diverse discipline si nutrono di arte-mondo, mira a rappresentare come si abita la cultura globale, ovvero l\u2019altramodernit\u00e0, che altro non \u00e8 che una sorta di costellazione, una specie di arcipelago di\u00a0 singoli mondi e singoli artisti le cui isole interconnesse non costituiscono un continente unico di pensiero, ma\u00a0 lo specchio di un\u2019arte postproduttiva e frontaliera, mobile, ipermoderna, [&hellip;]<\/p>\n&nbsp;&nbsp;<div class=\"readmore\"><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2025\/10\/07\/la-stanza-delle-marche-con-carlo-cecchi-chiara-diamantini-bruno-mangiaterra-rocco-natale-la-mostra-al-circolo-esteri-del-ministero-affari-esteri-di-roma-per-il-progetto\/\">Continua a leggere...<\/a><\/div><\/p>","protected":false},"author":1009,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[44800,59281,53889,53888,53709,53710,9894,28280,10357,44441,87,35351,26,80676,17505,35188,28369,4625,409394],"tags":[600036,231149,600037,355308,35174,385641,600034,409232,355195,600035],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/38570"}],"collection":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1009"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=38570"}],"version-history":[{"count":7,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/38570\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":38585,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/38570\/revisions\/38585"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=38570"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=38570"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=38570"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}