{"id":38590,"date":"2025-10-11T17:21:08","date_gmt":"2025-10-11T17:21:08","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/?p=38590"},"modified":"2025-10-11T17:21:08","modified_gmt":"2025-10-11T17:21:08","slug":"due-fotografi-manlio-villoresi-e-mimmo-dabbrescia-tra-sguardi-dentro-e-sguardi-fuori-la-mostra-al-museo-della-scienza-e-della-tecnica-a-milano","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2025\/10\/11\/due-fotografi-manlio-villoresi-e-mimmo-dabbrescia-tra-sguardi-dentro-e-sguardi-fuori-la-mostra-al-museo-della-scienza-e-della-tecnica-a-milano\/","title":{"rendered":"Due fotografi, Manlio Villoresi e Mimmo Dabbrescia tra sguardi dentro e sguardi fuori. La mostra al Museo della Scienza e della Tecnica a Milano"},"content":{"rendered":"<p><strong><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/10\/Dabbrescia-Fabrizio-De-Andre-14121-794x800-1.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-38591\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/10\/Dabbrescia-Fabrizio-De-Andre-14121-794x800-1.jpg\" alt=\"\" width=\"579\" height=\"584\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/10\/Dabbrescia-Fabrizio-De-Andre-14121-794x800-1.jpg 794w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/10\/Dabbrescia-Fabrizio-De-Andre-14121-794x800-1-298x300.jpg 298w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/10\/Dabbrescia-Fabrizio-De-Andre-14121-794x800-1-150x150.jpg 150w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/10\/Dabbrescia-Fabrizio-De-Andre-14121-794x800-1-768x774.jpg 768w\" sizes=\"(max-width: 579px) 100vw, 579px\" \/><\/a>\u201cLo sguardo dentro, lo sguardo fuori&#8230;lo sguardo dove?\u201d \u00e8 il titolo di una sorprendente mostra dedicata a\u00a0Manlio Villoresi\u00a0e a\u00a0Mimmo Dabbrescia. Ottanta opere dei due grandi fotografi saranno esposte al Museo Nazionale Scienza e Tecnologia dal 4 ottobre al 26 ottobre 2025.<\/strong><br \/>\nDue forme narrative diverse, due artisti che non si sono mai conosciuti, ma che qui si incontrano in un dialogo continuo grazie ai ritratti fotografici che sono il loro tratto comune, seppure con prospettive differenti. Se Villoresi ha un rapporto intenso con il soggetto fotografato, con uno sguardo \u201cdentro\u201d, Dabbrescia invece lascia che i suoi soggetti<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/10\/158029-Dabbrescia_Salvador_Dali_giusta.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\" wp-image-38594 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/10\/158029-Dabbrescia_Salvador_Dali_giusta.jpg\" alt=\"\" width=\"574\" height=\"431\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/10\/158029-Dabbrescia_Salvador_Dali_giusta.jpg 600w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/10\/158029-Dabbrescia_Salvador_Dali_giusta-300x225.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 574px) 100vw, 574px\" \/><\/a> guardino altrove, per dare spazio anche al \u201cfuori.\u201d<br \/>\nCuratori della mostra sono Andrea Ciresola, restauratore di beni culturali, artista, scrittore e blogger e Carola Annoni di Gussola esperta e consulente d\u2019arte della Fondazione Villoresi Poggi. La postfazione del catalogo \u201cManlio e Mimmo, convergenze parallele\u201d \u00e8 firmata da Giovanna Calvenzi, giornalista e photo editor. Organizzatrice della mostra \u00e8 la Fondazione Villoresi Poggi con il supporto di Musei in Comune di Roma, Museo di Roma e Art D2 modern and contemporary art.<\/p>\n<p><strong>Manlio Villoresi<\/strong>\u00a0(1891-1976), dopo l\u2019apprendistato a Citt\u00e0 di Castello (PG) nello studio di fotografo del padre, si trasferisce a Roma dove apre il suo studio e si fa presto conoscere, diventando il fotografo prescelto dagli artisti e dai protagonisti della buona societ\u00e0 romana. Tra gli anni 1920 e 1940, nel suo studio (prima in piazza Barberini 12, poi in via Vittorio Veneto 96) sono transitate personalit\u00e0 della cultura, attori cinematografici, musicisti e cantanti lirici, ma anche esponenti dell\u2019aristocrazia, protagonisti dello sport e della politica. Nel 1925 Manlio fu nominato da Vittorio Emanuele III Cavaliere Ufficiale dell\u2019Ordine della Corona d\u2019Italia e dieci anni dopo Commendatore. Alla sua morte lascia una collezione di 1570 lastre di vetro alla gelatina bromuro d\u2019argento, formato 13&#215;18, all\u2019Archivio fotografico del Museo di Roma.<br \/>\n<strong>Mimmo (Domenico) Dabbrescia<\/strong>, pugliese di Barletta, dove \u00e8 nato nel 1938, milanese di adozione, inizia la sua carriera con Fedele Toscani (padre di Oliviero Toscani) e vanta il primato di essere stato il pi\u00f9 giovane fotogiornalista assunto al Corriere della Sera, l\u00ec chiamato da Dino Buzzati e da Alfredo Pigna. Ha lavorato anche per la Domenica del Corriere e per la nascente Amica, per poi aprire una sua agenzia fotografica. Ha girato il mondo realizzando reportages dagli Stati Uniti all\u2019Urss al Canada. Negli anni Sessanta e Settanta ritrae i Beatles, Joe Cocker, Clint Eastwood, Liz Taylor e Richard Burton, ma anche Eugenio Montale e Dino Buzzati. Ha pubblicato diversi libri fotografici con personaggi del calibro di Dal\u00ec, Guttuso, De Chirico, Baj, Music, Hartung, Migneco, Dova, Sassu e Salvatore Fiume. A met\u00e0 degli anni Settanta fonda con Bruna Corradini la casa editrice Edizioni Brixia e la rivista Prospettive d\u2019arte, specializzata in arte, cultura e fotografia, che diriger\u00e0 per quasi venti anni.<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/10\/Manlio-15-ANNA-MAGNANI_1945-571x800-1.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-38596\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/10\/Manlio-15-ANNA-MAGNANI_1945-571x800-1.jpg\" alt=\"\" width=\"561\" height=\"786\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/10\/Manlio-15-ANNA-MAGNANI_1945-571x800-1.jpg 571w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/10\/Manlio-15-ANNA-MAGNANI_1945-571x800-1-214x300.jpg 214w\" sizes=\"(max-width: 561px) 100vw, 561px\" \/><\/a><\/p>\n<p><strong><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/10\/Manlio-6-VITTORIO-GASSMAN_1945_1950_18X13-570x800-1.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"wp-image-38595 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/10\/Manlio-6-VITTORIO-GASSMAN_1945_1950_18X13-570x800-1.jpg\" alt=\"\" width=\"571\" height=\"801\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/10\/Manlio-6-VITTORIO-GASSMAN_1945_1950_18X13-570x800-1.jpg 570w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/10\/Manlio-6-VITTORIO-GASSMAN_1945_1950_18X13-570x800-1-214x300.jpg 214w\" sizes=\"(max-width: 571px) 100vw, 571px\" \/><\/a>Sono tanti i personaggi ritratti nelle 80 opere scelte e ora esposte al Museo Nazionale Scienza e Tecnologia. Tra questi, per quanto riguarda Mimmo Dabbrescia, ci sono Fabrizio De Andr\u00e9, Mina, Francis Bacon, Eugenio Montale, Clint Eastwood, Salvador Dal\u00ec, Lucio Dalla, Giorgio de Chirico, Dino Buzzati, C\u00e9sar (C\u00e9sar Baldaccini), Valentino, Carlos Santana. Manlio Villoresi firma invece, fra gli altri, i ritratti di Anna Magnani, Vittorio Gassman, Aldo Di Lazzaro, Maria Mercader, Massimo Girotti, Isa Barsizza, Eleonora Duse, Franca Faldini, Domenico Modugno, Dina Sassoli, Gigi Villoresi.<\/strong><\/p>\n<p>\u201c\u00c8 la decisione di rubare gli sguardi, la figura, l\u2019intimit\u00e0 che determina la vertigine di certe immagini dei fotografi. Qui l\u2019intermediazione non esiste perch\u00e9 non esiste interlocutore, il corpo del soggetto, anche quando \u00e8 solido, composto, precisato, sembra esprimere un non detto molto chiaro e cerca anche di descriverlo a parole. L\u2019unico modo sembra far ricorso a degli ossimori\u201d, commenta Andrea Ciresola.<\/p>\n<p>\u201cQuesta mostra racconta anche l\u2019evoluzione della fotografia nell\u2019arco di due terzi di secolo: dal rigore e dall\u2019arte dell\u2019atelier fotografico di Manlio Villoresi, dove il ritratto diventa icona aurea, fino alla dimensione pi\u00f9 dinamica e libera di Mimmo Dabbrescia, che porta l\u2019obiettivo nelle strade del mondo, trasformando i volti in espressioni di glamour e di contemporaneit\u00e0. Due visioni apparentemente lontane, che in realt\u00e0 dialogano fra loro come momenti complementari di una stessa storia: quella di un linguaggio in continua trasformazione, capace di riflettere lo spirito del tempo e di lasciarci una memoria viva, ma anche sul modo in cui scegliamo di guardare la realt\u00e0\u201d, sottolinea Carola Annoni di Gussola.<\/p>\n<p>\u201cNella sequenza ritmata dagli sguardi nasce un racconto di volti intensi che i due autori certamente non hanno previsto: Villoresi sembra preferire lo sguardo! dentro\u201d, che suggerisce una relazione intensa fra fotografo e fotografato; Dabbrescia preferisce che il suo soggetto guardi! fuori\u201d in modo da poterlo raccontare quasi a sua insaputa, mentre osserva l\u2019ambiente che lo circonda\u201d. spiega Giovanna Calvenzi nella sua postfazione.<\/p>\n<p>\u201cUn\u2019occasione unica per raccontare l\u2019evoluzione della fotografia, dagli scatti in studio di un grande fotografo della mondanit\u00e0 romana come Manlio Villoresi, alla fotografia con mezzi pi\u00f9 moderni e dinamici. Ci\u00f2 mi ha permesso di viaggiare e di fotografare personaggi della vita politica e dell\u2019attualit\u00e0 dell\u2019epoca oltre che artisti e cantanti, soprattutto questi ultimi potendoli ritrarre nelle loro abitazioni, studi e all\u2019aperto, durante i loro viaggi e tourn\u00e9e in giro per il mondo. Come Manlio con il suo studio e salotto annesso come luogo d\u2019incontro e feste per i suoi clienti e amici, cosi io con la mia macchina fotografica ho raccontato nei miei servizi gli aspetti pi\u00f9 personali e umani dei personaggi incontranti nei miei 50 anni di carriera fotografica\u201d, evidenzia Mimmo Dabbrescia.<br \/>\n\u201cLa Fondazione Villoresi Poggi \u2013 promotrice della mostra &#8211; \u00e8 impegnata nel preservare e tramandare la memoria degli antenati dei fondatori Giuseppe Villoresi e Piergiovanni Poggi che hanno contribuito al progresso sportivo, scientifico e culturale del nostro Paese. Tra questi, Manlio Villoresi rappresenta un protagonista silenzioso ma incisivo della cultura e dell\u2019arte italiana. La sua eleganza, discreta e mai ostentata, era una forma di rispetto: verso s\u00e9 stesso, verso gli altri e verso il tempo. In un\u2019epoca che spesso privilegia il rumore e l\u2019apparenza, il suo esempio dimostra come la vera forza risieda nella misura, nella sobriet\u00e0 e nella capacit\u00e0 di lasciare tracce profonde senza bisogno di clamore. In questa prospettiva si colloca anche il lavoro di ricerca e di narrazione che sto portando avanti con un romanzo storico a lui dedicato, attualmente in fase di ultimazione, per offrire uno sguardo pi\u00f9 ampio sulla sua figura e sulla sua eredit\u00e0\u201d, racconta Valerio Villoresi.<\/p>\n<p><strong>Carlo Franza <\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>\u201cLo sguardo dentro, lo sguardo fuori&#8230;lo sguardo dove?\u201d \u00e8 il titolo di una sorprendente mostra dedicata a\u00a0Manlio Villoresi\u00a0e a\u00a0Mimmo Dabbrescia. Ottanta opere dei due grandi fotografi saranno esposte al Museo Nazionale Scienza e Tecnologia dal 4 ottobre al 26 ottobre 2025. Due forme narrative diverse, due artisti che non si sono mai conosciuti, ma che qui si incontrano in un dialogo continuo grazie ai ritratti fotografici che sono il loro tratto comune, seppure con prospettive differenti. Se Villoresi ha un rapporto intenso con il soggetto fotografato, con uno sguardo \u201cdentro\u201d, Dabbrescia invece lascia che i suoi soggetti guardino altrove, per [&hellip;]<\/p>\n&nbsp;&nbsp;<div class=\"readmore\"><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2025\/10\/11\/due-fotografi-manlio-villoresi-e-mimmo-dabbrescia-tra-sguardi-dentro-e-sguardi-fuori-la-mostra-al-museo-della-scienza-e-della-tecnica-a-milano\/\">Continua a leggere...<\/a><\/div><\/p>","protected":false},"author":1009,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[59246,53889,53888,74779,53709,53710,66803,66558,9894,10357,44441,87,28340,26,17505,35188,28369,7576,51665,4625],"tags":[600048,43063,4276,600045,43154,600054,18270,16922,59338,281390,381650,47078,600052,16868,600055,44595,600051,6523,600057,600058,600049,413454,600056,22152,600042,355195,59575,20690,65333],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/38590"}],"collection":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1009"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=38590"}],"version-history":[{"count":5,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/38590\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":38599,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/38590\/revisions\/38599"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=38590"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=38590"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=38590"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}