{"id":38635,"date":"2025-10-16T19:29:12","date_gmt":"2025-10-16T19:29:12","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/?p=38635"},"modified":"2025-10-16T19:29:12","modified_gmt":"2025-10-16T19:29:12","slug":"le-ceramiche-di-lucio-fontana-negli-spazi-espositivi-della-collezione-peggy-guggenheim-a-venezia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2025\/10\/16\/le-ceramiche-di-lucio-fontana-negli-spazi-espositivi-della-collezione-peggy-guggenheim-a-venezia\/","title":{"rendered":"Le ceramiche di Lucio Fontana negli spazi espositivi della Collezione Peggy Guggenheim a Venezia."},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/10\/IMG_9728-1280x720-1-e1760642072342.jpeg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-38636\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/10\/IMG_9728-1280x720-1-e1760642072342.jpeg\" alt=\"\" width=\"580\" height=\"326\" \/><\/a>Venezia, ottobre 2025 &#8211; \u00c8 stata presentata alla stampa la mostra sulle\u00a0 ceramiche di Lucio Fontana\u00a0 a cura di\u00a0<strong>Sharon Hecker<\/strong>, storica dell\u2019arte, allestita negli spazi espositivi della\u00a0<strong>Collezione Peggy Guggenheim<\/strong>\u00a0dall&#8217;<strong>11 ottobre<\/strong>\u00a02025 al\u00a0<strong>2 marzo<\/strong>, 2026.<\/p>\n<p>Dopo un saluto ai numerosissimi giornalisti e ospiti presenti, la direttrice\u00a0<strong>Karole P. B. Vail<\/strong>\u00a0ha sottolineato l\u2019importanza di questo\u00a0<strong>omaggio a Lucio Fontana<\/strong>, tra gli artisti pi\u00f9 innovativi e irriverenti del XX secolo. &#8220;Si tratta della prima mostra<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/10\/157574-09_fontana_concetto-spaziale-62-63SOS27.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\" wp-image-38637 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/10\/157574-09_fontana_concetto-spaziale-62-63SOS27.jpg\" alt=\"\" width=\"521\" height=\"391\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/10\/157574-09_fontana_concetto-spaziale-62-63SOS27.jpg 600w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/10\/157574-09_fontana_concetto-spaziale-62-63SOS27-300x225.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 521px) 100vw, 521px\" \/><\/a> museale interamente dedicata alla produzione ceramica di Lucio Fontana&#8221;, ha affermato Vail, proseguendo: &#8220;Come suggerisce il titolo stesso, attraverso una sorprendente variet\u00e0 di lavori, circa settanta, la mostra offre un\u00a0<strong>approfondimento inedito<\/strong>\u00a0sul rapporto vitale dell\u2019artista con la creta, materiale che accompagn\u00f2 il suo percorso creativo per tutto l\u2019arco della vita. Gi\u00e0 nel 2006 il museo ha reso omaggio all\u2019artista con la mostra\u00a0<em><strong>Lucio Fontana. Venice\/New York<\/strong><\/em>, curata da Luca Massimo Barbero. Oggi torniamo ad ospitare una monografica dedicata a Fontana, ma che ne esplora un lato assolutamente meno conosciuto, ovvero il suo rapporto con la ceramica&#8221;.<\/p>\n<p>&#8220;Questa mostra svela un\u00a0<strong>lato pi\u00f9 intimo e tattile di Fontana<\/strong>, nato da un legame profondo e duraturo con una materia umile come l&#8217;argilla, un lato che va oltre la figura iconica ed eroica conosciuta per i suoi tagli e i gesti audaci&#8221;, ha poi proseguito la curatrice Hecker. &#8220;Ripercorrendo l&#8217;approccio diretto dell&#8217;artista alla ceramica, l\u2019esposizione restituisce a questo medium il ruolo che gli spetta accanto al marmo e al bronzo, riconoscendone la\u00a0<strong>forza espressiva e il valore artistico<\/strong>. Celebra non solo il rapporto di Fontana con i rituali del lavoro con la creta, ma anche le straordinarie potenzialit\u00e0 di questo materiale come\u00a0<strong>strumento\u00a0<\/strong>di\u00a0<strong>sperimentazione\u00a0<\/strong>e di\u00a0<strong>libert\u00e0 <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/10\/Ph_Claudia_Corrent-2-1024x683-1-e1760642153212.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-38639\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/10\/Ph_Claudia_Corrent-2-1024x683-1-e1760642153212.jpg\" alt=\"\" width=\"575\" height=\"383\" \/><\/a>creativa<\/strong>. Mi auguro che la mostra sappia sorprendere il pubblico e offrire una nuova prospettiva su un artista dall&#8217;<strong>inesauribile capacit\u00e0 d\u2019innovazione<\/strong>&#8220;.<\/p>\n<p>Con circa\u00a0<strong>settanta opere<\/strong>, alcune delle quali mai esposte prima, provenienti da note collezioni pubbliche e private, la mostra intende far luce sulla portata della visione scultorea di Fontana attraverso un materiale come la creta, rivelando come abbia rappresentato, nel corso degli anni, un terreno di sperimentazione ricco e produttivo. La sua produzione ceramica si distingue per la variet\u00e0 di forme, tecniche e soggetti: dalle opere\u00a0<strong>figurative\u00a0<\/strong>che rappresentano\u00a0<strong>donne<\/strong>,\u00a0<strong>animali marini<\/strong>,\u00a0<strong>arlecchini\u00a0<\/strong>e\u00a0<strong>guerrieri<\/strong>, fino alle\u00a0<strong>sculture astratte<\/strong>, il suo approccio all\u2019argilla recupera i rituali antichi imposti dalla materia, sui quali interviene in<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/10\/fontana_coccodrillo-35-37sc6-e1760642223129.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\" wp-image-38640 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/10\/fontana_coccodrillo-35-37sc6-e1760642223129.jpg\" alt=\"\" width=\"493\" height=\"278\" \/><\/a> modi innovativi. La sua pratica ceramica si sviluppa nell\u2019arco di decenni e in contesti molto diversi: dal primo periodo in Argentina al ritorno in Italia all\u2019epoca del Fascismo, seguito da un ulteriore lungo soggiorno in Argentina durante la guerra e da un nuovo rientro, nel dopoguerra, nell\u2019Italia della ricostruzione e del boom economico. Fontana realizz\u00f2 anche oggetti per interni privati, dai\u00a0<strong>piatti ai crocifissi<\/strong>,\u00a0<strong>caminetti\u00a0<\/strong>e\u00a0<strong>maniglie<\/strong>, spesso in collaborazione con importanti designer. Con rinomati architetti milanesi cre\u00f2 fregi ceramici per facciate di edifici e sculture per chiese, scuole, cinema, hotel, circoli sportivi e tombe che ancora oggi ornano la citt\u00e0. In mostra sono presenti sia pezzi unici realizzati a mano che oggetti prodotti in serie, alcuni dei quali sfumano i confini tra le due categorie.<\/p>\n<p>L\u2019esposizione ripercorre la produzione ceramica di Fontana, toccando due continenti e quattro decenni cruciali, e intrecciando cronologia e temi scultorei in un racconto inedito e dinamico. La sua\u00a0<strong>produzione proteiforme\u00a0<\/strong>spazia dalle sculture figurative a forme radicalmente astratte, specchio dei diversi contesti storici, sociali, politici e geografici in cui Fontana visse e oper\u00f2. Il percorso espositivo prende avvio da un\u2019opera realizzata al suo ritorno in Argentina nel 1926,\u00a0<em><strong>Ballerina di Charleston<\/strong><\/em>, dopo il trauma della Prima guerra mondiale combattuta da giovane <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/10\/Ph_Claudia_Corrent-8-1024x683-1-e1760642344895.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-38643\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/10\/Ph_Claudia_Corrent-8-1024x683-1-e1760642344895.jpg\" alt=\"\" width=\"579\" height=\"386\" \/><\/a>insieme agli altri \u201cragazzi del \u201999\u201d. Da qui si prosegue nell\u2019Italia del periodo fascista, dove, nei primi anni trenta, l\u2019artista crea piccole terrecotte intime, non smaltate e con leggeri tocchi di colore, come\u00a0<em><strong>Ritratto di bambina<\/strong><\/em>\u00a0(1931) o\u00a0<em><strong>Busto femminile<\/strong><\/em>\u00a0(1931), per poi approdare alla stagione degli straordinari esperimenti con gli smalti, resa possibile grazie alla collaborazione con gli artigiani di Albisola. A questo periodo appartengono opere affascinanti quali\u00a0<em><strong>Coccodrillo<\/strong><\/em><strong>\u00a0<\/strong>(1936-37),\u00a0<em><strong>Medusa<\/strong><\/em><strong>\u00a0<\/strong>(1938-39),\u00a0<em><strong>Donna seduta<\/strong><\/em>\u00a0(1938) e il maestoso\u00a0<em><strong>Torso Italico<\/strong>\u00a0<\/em>(1938). Durante la Seconda guerra mondiale Fontana torna nuovamente in Argentina, dove continua a lavorare la ceramica, per poi rientrare ancora una volta nell\u2019Italia del dopoguerra. Qui, la ricostruzione del Paese e il boom economico si intrecciarono con la sua produzione ceramica che si espande, iniziando un proficuo dialogo con il mondo del design. Fontana realizza\u00a0<strong>piatti<\/strong>,\u00a0<strong>crocifissi<\/strong>,\u00a0<strong>forme astratte<\/strong>, tutte opere che indagano le origini stesse dell\u2019antica pratica della ceramica. Una sala \u00e8 poi dedicata ai ritratti pi\u00f9 personali delle\u00a0<strong>figure femminili<\/strong>\u00a0che fecero parte della sua vita, testimonianza dell\u2019intima relazione che Fontana ebbe tanto con le donne da lui ritratte \u2013 dalla moglie\u00a0<strong>Teresita Rasini<\/strong>, alla scrittrice e intellettuale\u00a0<strong>Milena Milani<\/strong>, unica donna firmataria del Manifesto dello Spazialismo, alla ceramista\u00a0<strong>Esa Mazzotti<\/strong>\u00a0\u2013 quanto con la materia. La mostra mette in risalto la\u00a0<strong>forza materica della creta,<\/strong>\u00a0<strong>liscia<\/strong>,\u00a0<strong>ruvida<\/strong>,\u00a0<strong>incisa<\/strong>,\u00a0<strong>grezza<\/strong>,\u00a0<strong>dipinta<\/strong>,\u00a0<strong>smaltata<\/strong>,\u00a0<strong>tagliata<\/strong>,\u00a0<strong>bucata<\/strong>, e l\u2019innovativa capacit\u00e0 di Fontana di intrecciare i linguaggi dell\u2019<strong>arte\u00a0<\/strong>e dell\u2019<strong>artigianato<\/strong>, del\u00a0<strong>design\u00a0<\/strong>e della<strong>\u00a0manualit\u00e0<\/strong>. Non mancano\u00a0<strong>fotografie d\u2019archivio<\/strong>\u00a0che ritraggono Fontana al lavoro, testimonianza di un artista collaborativo, profondamente in sintonia con materiali, processi, persone e luoghi.<\/p>\n<p>Ad accompagnare l\u2019esposizione, un cortometraggio inedito,\u00a0<em><strong>Le ceramiche di Lucio Fontana a Milano<\/strong><\/em><strong>,<\/strong>\u00a0appositamente commissionato e realizzato dal regista argentino\u00a0<strong>Felipe Sanguinetti<\/strong>. Concepito come parte integrante del percorso espositivo, il film conduce il pubblico in un viaggio cinematografico attraverso diversi luoghi della citt\u00e0 di Milano, dal\u00a0<strong>Cimitero Monumentale<\/strong>\u00a0all\u2019<strong>Istituto Gonzaga<\/strong>,\u00a0<strong>Fondazione Prada<\/strong>,\u00a0<strong>Villa Borsani<\/strong>,\u00a0<strong>Chiesa di San Fedele<\/strong>,\u00a0<strong>Museo Diocesano<\/strong>, per raccontare le opere ceramiche che Fontana realizza grazie alla collaborazione con importanti architetti italiani, tra cui\u00a0<strong>Osvaldo Borsani<\/strong>,\u00a0<strong>Roberto Menghi<\/strong>,\u00a0<strong>Mario Righini<\/strong>,\u00a0<strong>Marco Zanuso<\/strong>. Tutti interventi site-specific, integrati nel tessuto architettonico e urbano della citt\u00e0, che non hanno potuto essere fisicamente trasportati nelle sale museali, ma che rivivono grazie alle immagini potenti e affascinanti di questo film, fruibile negli spazi antistanti la mostra.<\/p>\n<p><em><strong>Mani-Fattura: le ceramiche di Lucio Fontana<\/strong><\/em>\u00a0invita il pubblico a riconsiderare Fontana non solo come pioniere dello Spazialismo e dell\u2019arte concettuale, ma come\u00a0<strong>scultore<\/strong>, un\u00a0<strong>artista profondamente legato alla materia<\/strong>, attento al\u00a0<strong>potenziale tattile ed espressivo della creta<\/strong>. La mostra vuole inoltre sollevare nuove questioni di ordine storico, materiale e tecnico sulla sua pratica ceramica, che un critico dell\u2019epoca defin\u00ec come la sua \u201caltra met\u00e0\u201d e \u201cseconda anima\u201d. In contrasto con l\u2019immagine consolidata di Fontana come figura ipermaschile ed eroica che taglia le sue tele con un\u00a0<em>cutter<\/em>, l\u2019esposizione rivela un lato pi\u00f9 informale, profondo e collaborativo dell\u2019artista, radicato nella fisicit\u00e0 morbida dell\u2019argilla e plasmato da relazioni durature, come quella con il ceramista e poeta Tullio d\u2019Albisola e la manifattura ceramica Mazzotti di Albisola. Come afferma la curatrice: \u201cL\u2019argilla emerge come un contenitore di sperimentazione vitale, di molteplicit\u00e0 e fertilit\u00e0\u201d.<\/p>\n<p>La mostra \u00e8 accompagnata da un catalogo illustrato, pubblicato da\u00a0<strong>Marsilio Arte<\/strong>, che include nuovi saggi critici tutti dedicati alla pratica ceramica di Fontana e ai suoi contesti storici, sociali e culturali.<\/p>\n<p><strong>Carlo Franza <\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Venezia, ottobre 2025 &#8211; \u00c8 stata presentata alla stampa la mostra sulle\u00a0 ceramiche di Lucio Fontana\u00a0 a cura di\u00a0Sharon Hecker, storica dell\u2019arte, allestita negli spazi espositivi della\u00a0Collezione Peggy Guggenheim\u00a0dall&#8217;11 ottobre\u00a02025 al\u00a02 marzo, 2026. Dopo un saluto ai numerosissimi giornalisti e ospiti presenti, la direttrice\u00a0Karole P. B. Vail\u00a0ha sottolineato l\u2019importanza di questo\u00a0omaggio a Lucio Fontana, tra gli artisti pi\u00f9 innovativi e irriverenti del XX secolo. &#8220;Si tratta della prima mostra museale interamente dedicata alla produzione ceramica di Lucio Fontana&#8221;, ha affermato Vail, proseguendo: &#8220;Come suggerisce il titolo stesso, attraverso una sorprendente variet\u00e0 di lavori, circa settanta, la mostra offre un\u00a0approfondimento inedito\u00a0sul [&hellip;]<\/p>\n&nbsp;&nbsp;<div class=\"readmore\"><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2025\/10\/16\/le-ceramiche-di-lucio-fontana-negli-spazi-espositivi-della-collezione-peggy-guggenheim-a-venezia\/\">Continua a leggere...<\/a><\/div><\/p>","protected":false},"author":1009,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[41744,59246,80688,74779,53709,53710,66803,66558,9894,46356,44441,87,17030,26,17505,35188,53813,51665,4625,409394],"tags":[382035,600072,600073,355195],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/38635"}],"collection":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1009"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=38635"}],"version-history":[{"count":5,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/38635\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":38646,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/38635\/revisions\/38646"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=38635"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=38635"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=38635"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}