{"id":38761,"date":"2025-10-27T20:29:17","date_gmt":"2025-10-27T20:29:17","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/?p=38761"},"modified":"2025-10-27T20:29:17","modified_gmt":"2025-10-27T20:29:17","slug":"ai-musei-reali-di-torino-il-divino-guido-reni-amato-dai-savoia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2025\/10\/27\/ai-musei-reali-di-torino-il-divino-guido-reni-amato-dai-savoia\/","title":{"rendered":"Ai Musei Reali  di Torino il \u201cdivino\u201d Guido Reni amato dai Savoia"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/10\/154265-03-1-1602x1920-1-e1761596159755.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\" wp-image-38762\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/10\/154265-03-1-1602x1920-1-e1761596159755.jpg\" alt=\"\" width=\"548\" height=\"656\" \/><\/a><\/p>\n<p>In occasione dei\u00a0<strong>450 anni dalla nascita di Guido Reni<\/strong>, i\u00a0<strong>Musei Reali di Torino<\/strong>\u00a0celebrano uno dei maestri pi\u00f9 amati e raffinati del Seicento con la mostra\u00a0<em>\u201cIl \u2018divino\u2019 Guido Reni nelle collezioni sabaude e sugli altari del Piemonte\u201d<\/em>, ospitata nello\u00a0<strong>Spazio Scoperte della Galleria Sabauda.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Considerato il protagonista assoluto del<\/strong>\u00a0<strong>classicismo seicentesco<\/strong>, Reni seppe unire l\u2019armonia dei modelli antichi a una straordinaria sensibilit\u00e0 cromatica, conquistando il favore delle corti europee e in particolare della\u00a0<strong>corte sabauda<\/strong>, che ne riconobbe il valore gi\u00e0 in vita. Il percorso espositivo, si articola in pi\u00f9 sezioni: i dipinti commissionati o acquistati dal\u00a0<strong>cardinal Maurizio di Savoia<\/strong>, <strong>che per primo intu\u00ec il talento del pittore;<\/strong> le tele appartenute al\u00a0<strong>principe Eugenio di Savoia Soissons<\/strong>, poi confluite nelle collezioni sabaude grazie a Carlo Emanuele III nel 1741; una preziosa selezione di\u00a0<strong>disegni<\/strong>\u00a0provenienti dalla Biblioteca Reale e dalla Galleria Sabauda, che offrono uno sguardo pi\u00f9 intimo sul processo creativo dell\u2019artista.<\/p>\n<p>Tra i momenti pi\u00f9 attesi, la\u00a0<strong>presentazione dell\u2019inedita tela giovanile<\/strong>\u00a0<strong>L\u2019Assunzione della Vergine<\/strong>, recentemente scoperta nella chiesa di Abbadia Alpina a Pinerolo e restaurata per<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/10\/158266-Lotta-tra-Amorini-e-Putti-baccanti-1920x1512-1.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\" wp-image-38763 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/10\/158266-Lotta-tra-Amorini-e-Putti-baccanti-1920x1512-1.jpg\" alt=\"\" width=\"571\" height=\"428\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/10\/158266-Lotta-tra-Amorini-e-Putti-baccanti-1920x1512-1.jpg 600w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/10\/158266-Lotta-tra-Amorini-e-Putti-baccanti-1920x1512-1-300x225.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 571px) 100vw, 571px\" \/><\/a> l\u2019occasione: un ritrovamento eccezionale che arricchisce la conoscenza della produzione di Reni e della sua influenza sull\u2019arte sacra piemontese. La tela giunse in Piemonte per volont\u00e0 dell\u2019abate Ruggero Tritonio, che la commission\u00f2 a Reni all\u2019inizio del Seicento. Il dipinto \u00e8\u00a0<strong>esposto al pubblico per la prima volta<\/strong>\u00a0in occasione della mostra, restituendo una preziosa testimonianza della prima attivit\u00e0 romana del pittore, quando il giovane artista entra in contatto anche con la moderna pittura di Caravaggio.<\/p>\n<p>\u201cPiccola ma preziosa\u201d, definisce Paola D\u2019Agostino, direttrice dei Musei Reali torinesi di fresca nomina \u2013 \u201cSono molto onorata \u2013 aveva detto in occasione dell\u2019insediamento \u2013 di iniziare il nuovo incarico alla Direzione dei Musei Reali di Torino, che con il loro patrimonio monumentale, le straordinarie collezioni d\u2019arte e di archeologia, la Biblioteca e i Giardini Reali costituiscono uno dei complessi museali di maggior prestigio in Italia e nel mondo. Negli ultimi dieci anni i Musei Reali hanno avuto una crescita straordinaria, grazie alle due direzioni di alto profilo (Enrica Pagella e Mario Turetta, ndr). \u00c8 un privilegio contribuire al progetto culturale e alla valorizzazione di questi luoghi e della dinastia dei Savoia, che li ha progettati, arricchiti di capolavori e modificati nel tempo\u201d -, la mostra \u201cIl divino Guido Reni. Nelle collezioni sabaude e sugli altari del Piemonte\u201d, visitabile sino al 18 gennaio 2026, in occasione dei 450 anni dalla nascita dell\u2019artista (1575 \u2013 1642), nello Spazio Scoperte della Galleria Sabauda. Curata da Annamaria Bava e Sofia Villano, in un anno pieno di lavoro, con un efficace team di collaboratori e <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/10\/Guido-Reni-Preview-006-1024x683-1-e1761596232928.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-38766\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/10\/Guido-Reni-Preview-006-1024x683-1-e1761596232928.jpg\" alt=\"\" width=\"573\" height=\"383\" \/><\/a>studiosi e restauratori, \u00e8 un\u2019occasione da non tralasciare \u2013 l\u2019ultimo appuntamento torinese con Reni risale al 1989, alla Promotrice -, scavo di pregio verso un artista che negli ultimi anni ha visto raccolti attorno a s\u00e9 studi e mostre, da Francoforte al Prado, da Bologna a Roma, nella cornice della Galleria Borghese, qui una decina di tele e altrettanti disegni e incisioni, un breve itinerario a documentare per tappe le diverse fasi della carriera, dagli anni giovanili alla maturit\u00e0 piena: un\u2019occasione per riscoprire alcuni tratti, inattesi, di quello che i contemporanei non ebbero ripensamenti a definire \u201cdivino\u201d, per incontrare presenze di un\u2019arte che anche nel nostro territorio conserva esempi strabilianti. Capolavoro di composizione, tratteggio di luci e ombre <strong>-Reni non guardava soltanto alla lezione iniziale dei Carracci, Ludovico soprattutto, ma altres\u00ec a quella successiva di Caravaggio-,<\/strong> la grande tela dipinta tra il 1605 e 1606, raffigurante l\u2019\u201dAssunzione della Vergine\u201d, gioiello ai molti sconosciuto della Chiesa Parrocchiale di San Verano ad Abbadia Alpina, nei pressi di Pinerolo. Alterazioni di vernici, lacerazioni, abrasioni, una ragnatela di screpolature, una parte centrale dalle dimensioni non indifferenti ridotta a un buco che ha necessitato di un rattoppo vero e proprio e di cuciture per riorganizzare la parte mancante, con un\u2019opera successiva di velinatura e altri passaggi, ogni cosa dovuto al lavoro del restauratore Domenico Pagliero di Savigliano e del suo laboratorio. Inoltre l\u2019applicazione,<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/10\/Guido-Reni-Preview-008-1024x683-1-e1761596254773.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\" wp-image-38767 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/10\/Guido-Reni-Preview-008-1024x683-1-e1761596254773.jpg\" alt=\"\" width=\"572\" height=\"382\" \/><\/a> postdatata, di una cornice settecentesca, riformata nel telaio e molto rispettosa dell\u2019originale. In \u201ccondizioni tremende\u201d \u2013 ha sottolineato Valeria Moratti della Soprintendenza durante la presentazione della mostra, con un apparato di conoscenza, di particolari, di parole, di dati lavorativi e di risultati che non possono non aver soddisfatto e appassionato la platea \u2013 si presentava la tela prima del decisivo intervento, un\u2019opera dalla ricca storia. <strong>Un documento, in data 19 aprile 1606, attesta il pagamento effettuato dal prelato Ruggero Tritonio \u2013 udinese di nascita, un\u2019importante carriera ecclesiastica che l\u2019avrebbe portato anche in Scozia e Polonia, legato al pontificato di Sisto V e a figure di spicco del mecenatismo romano, il suo arrivo presso la corte dei Savoia tra il 1580 e il 1583, tra gli incarichi divenne abate appunto di quella Chiesa Parrocchiale \u2013 al pittore:<\/strong> oggi ne possiamo nuovamente ammirare le brillantezze e le cromie accese, nei mantelli degli apostoli che circondano la tomba vuota della Vergine trasportata su una nuvola e circondata da piccoli angeli, del rosso e del blu, del giallo e del bianco, non tralasciando quello spruzzo violaceo che \u00e8 un fiore, quasi impercettibile, tenuto nella mano da un astante.<\/p>\n<p>Ancora dal territorio piemontese deriva <strong>\u201cSan Maurizio riceve la palma del martirio\u201d (1615 \u2013 1618, \u201cin un momento di transizione nel linguaggio del maestro, dal rigore classicista del periodo precedente verso una pittura pi\u00f9 morbida e pastosa\u201d),<\/strong> dal Santuario della Madonna dei Laghi, in Avigliana, la possente figura del soldato in primo piano, il braccio destro in bella diagonale a proseguire verso l\u2019angelo che gli porge la testimonianza e sullo sfondo, in vasta lontananza, la battaglia e la legione tebea alla sua guida, sterminata dall\u2019imperatore Massimiano sul finire del terzo secolo. Il dipinto \u00e8 documentato nel Santuario nel 1624, dovuto al mecenatismo del cardinale Maurizio di Savoia pronto a celebrare uno dei protettori della dinastia ma altres\u00ec un velato omaggio a se stesso, che del santo porta il nome. <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/10\/Guido-Reni-Preview-001-1.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-38770\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/10\/Guido-Reni-Preview-001-1.jpg\" alt=\"\" width=\"591\" height=\"886\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/10\/Guido-Reni-Preview-001-1.jpg 591w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/10\/Guido-Reni-Preview-001-1-200x300.jpg 200w\" sizes=\"(max-width: 591px) 100vw, 591px\" \/><\/a>Una sorta di autocelebrazione, anche se posta magari in secondo piano. Alle pareti, <strong>anche le due tele assai simili che narrano un celebre episodio delle \u201cMetamorfosi\u201d di Ovidio. \u201cApollo che scortica Marsia\u201d, databile intorno al 1620, \u00e8 in prestito dal Mus\u00e9e des Augustins di Tolosa, ennesimo esempio delle spogliazioni napoleoniche (vi soggiorna dal 1805),<\/strong> in campo la bellezza del corpo e del viso del dio, simbolo altres\u00ec di razionalit\u00e0 divina, contrapposta al corpo martoriato e al volto straziato dal dolore, simboli di tracotanza, del satiro colpevole di una sfida musicale in cui non sarebbe mai stato vincitore. Reni riflette sull\u2019alto senso della giustizia divina attraverso quel gesto, terribile in s\u00e9, di punizione, \u201ccalmo e misurato\u201d, distaccato, lontano da s\u00e9, quasi non riguardante un essere distante dalla superbia e dalla bruttura del mondo, accrescendo il tutto di un valore simbolico, \u201cla vittoria dell\u2019intelletto e dell\u2019armonia apollinea sulla brutalit\u00e0 e sull\u2019eccesso, un tema caro alla cultura dell\u2019epoca e in linea con le riflessioni che dovevano svolgersi nell\u2019Accademia romana dei Desiosi, fondata dal Cardinal Maurizio.\u201d Accanto la replica, con piccole digressioni, datata intorno al 1670, e appartenenti alle collezioni sabaude.<\/p>\n<p><strong>Si passeggia tra le bellezze del \u201cSan Giovanni Battista\u201d (1635) e del \u201cSan Gerolamo\u201d (1640 circa), veri capolavori della piena maturit\u00e0 dell\u2019autore, tra \u201cLa morte di Lucrezia\u201d, un tema sempre ricercato nella vasta produzione, e un\u2019incantevole \u201cLotta tra Amorini e Baccarini\u201d (1613 \u2013 1615) che proviene dal ramo cadetto dei Savoia Carignano ed \u00e8 trasferito nel Palazzo Reale nel 1831 per volont\u00e0 di re Carlo Alberto,<\/strong> opera considerata una seconda versione, verosimilmente autografa, della tela di analogo soggetto eseguita da Guido Reni per il marchese Facchinetti, bolognese, e oggi conservata alla Galleria Doria Pamphilj di Roma: opere appartenenti tutte alla Sabauda. Interessante, forse pi\u00f9 appartata, l\u2019attivit\u00e0 incisoria di Reni, ancora preziosa appartenenza dei nostri musei, i legami con l\u2019editoria documentati dai \u201cDisegni degl\u2019apparati fatti in Bologna per la venuta di N.S. Papa Clemente VIII l\u2019anno MDXCVIII intagliati da Guido Reni\u201d, pubblicati per la prima volta a Bologna nel 1598; inoltre studi di mani e di teste, pieno di fascino quello della \u201ctesta di giovane donna\u201d, carboncino e pietra rossa, che ricorda da vicino il viso femminile del frammento di \u201cBacco e Arianna\u201d conservato a Bologna.<\/p>\n<p><strong>Per chi vorr\u00e0, s\u2019annunciano piene d\u2019interesse le giornate del 25 e 26 novembre prossimi quando l\u2019Accademia delle Scienze di Torino, in stretta collaborazione con i Musei Reali, organizzer\u00e0 il convegno scientifico dal titolo \u201cGuido Reni (1575 \u2013 1642). L\u2019arte di un grande maestro: esplorazioni critiche e restauri\u201d: un appuntamento che guarder\u00e0 alle recenti ricerche reniane, dalle novit\u00e0 che sono emerse durante la mostra al Prado (2023) alle opere di restauro, non ultima quella eseguita all\u2019interno del Casino dell\u2019Aurora a Roma.<\/strong> Parteciperanno, tra gli altri, David Garc\u00eca Cueto del Museo Nacional del Prado, Raffaella Morselli della Sapienza Universit\u00e0 di Roma e Giulia Iseppi dell\u2019Universit\u00e0 di Bologna.<\/p>\n<p><strong>Carlo Franza <\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>In occasione dei\u00a0450 anni dalla nascita di Guido Reni, i\u00a0Musei Reali di Torino\u00a0celebrano uno dei maestri pi\u00f9 amati e raffinati del Seicento con la mostra\u00a0\u201cIl \u2018divino\u2019 Guido Reni nelle collezioni sabaude e sugli altari del Piemonte\u201d, ospitata nello\u00a0Spazio Scoperte della Galleria Sabauda. 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