{"id":38868,"date":"2025-11-05T17:18:12","date_gmt":"2025-11-05T17:18:12","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/?p=38868"},"modified":"2025-11-05T17:18:12","modified_gmt":"2025-11-05T17:18:12","slug":"il-secondo-capitolo-di-antonia-di-giulio-e-le-opere-recenti-la-mostra-45-55-al-circolo-esteri-della-farnesina","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2025\/11\/05\/il-secondo-capitolo-di-antonia-di-giulio-e-le-opere-recenti-la-mostra-45-55-al-circolo-esteri-della-farnesina\/","title":{"rendered":"Il secondo capitolo di Antonia Di Giulio e le  opere recenti. La mostra 45.55 al Circolo Esteri della Farnesina"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/11\/FILE-DEFINITIVO_15102025-ord-1266-pieghevole_Pagina_2-scaled-e1762362794145.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-38869\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/11\/FILE-DEFINITIVO_15102025-ord-1266-pieghevole_Pagina_2-scaled-e1762362794145.jpg\" alt=\"\" width=\"560\" height=\"399\" \/><\/a>Antonia Di Giulio con l\u2019esposizione dei suoi ultimi lavori al Circolo degli Esteri di Roma, presentata da un funzionario diplomatico del Ministero -aggiungo che lo scritto non offre nulla di nuovo e di\u00a0 pi\u00f9-, Antonia Di Giulio inizia un nuovo percorso creativo.<\/p>\n<p>In questa occasione presenta tre dipinti su tela di grandi dimensioni, accompagnati <strong>da tre scatti fotografici di Mario Schifano in cui Antonia Di Giulio \u00e8 in piedi con un semplice abito nero e tiene in mano una piccola tela bianca<\/strong> a testimoniare l\u2019inizio di un nuovo percorso di solo pittura, senza la presenza della Duchessa. <strong>La pi\u00e8ce teatrale, l\u2019intera performance,<\/strong> esaurito il primo tempo, oggi ci immette nel secondo, e se non c\u2019\u00e8 pi\u00f9 la Duchessa, \u00e8 di volta la Signora.\u00a0 Il personaggio ha cambiato gli abiti, cambia la scenografia, cambiano i gesti, cambia la mimica, cambia l\u2019aria, cambiano le luci e le ombre, e altro.\u00a0 Bene. Partiamo da Schifano, non \u00e8 stato il primo a utilizzare la fotografia nel suo studio -primo di lui gli statunitensi ad iniziare da Weston -, era convinto che la fotografia servisse per catturare la vita e sotto qualunque forma essa si presentasse, l\u2019unico modo possibile per farlo era attraverso il realismo. \u00a0Quel gruppo di fotografi statunitensi fond\u00f2 un\u2019estetica che si basava sulla \u201cperfezione tecnica e stilistica\u201d, e qualunque foto non perfettamente a fuoco, o perfettamente stampata, o montata su cartoncino bianco era \u201cimpura\u201d. Si trattava di una reazione violenta allo stile sdolcinato e sentimentale che in quegli anni aveva reso celebri i fotografi pittorici della California. A quei tempi molti credevano che la fotografia non fosse altro che una nuova classe della pittura e il tentativo di creare con la camera effetti pittorici crebbe, creando una serie di fotografie e fotografi molto simili tra loro; dando luogo ad una serie di \u201cfotopitture\u201d che non avevano nulla a che vedere con la naturalezza della fotografia. <strong>Da qui parte, da qui \u00e8 partito Mario Schifano, con la Duchessa prima e la Signora dopo.\u00a0 Antonia di Giulio ne \u00e8 stata il mezzo.<\/strong> \u00a0<strong>Antonia di Giulio <\/strong><strong>\u00e8 l\u2019incarnazione della poesia applicata alla fotografia, e il suo motore \u00e8 senza dubbio la ricerca continua di identificarsi con la natura per conoscerla fino alla pi\u00f9 profonda essenza.<\/strong> <strong>Lei ha tentato di farsi fotografare, di fotografare se stessa, tentava di \u201cfotografare la vita\u201d.<\/strong> La stessa passione per la purezza delle cose, siano esse fotografie o teleri, entrambi erano fedeli alla purezza dell&#8217;\u201cessere\u201d. Il grande Edward Weston racconta nei suoi \u201cday books\u201d che \u201cla macchina deve essere usata per registrare la vita\u201d anche se astratta, e non esiste mezzo migliore per registrare con totale esattezza l\u2019oggettivit\u00e0. In questo modo il risultato finale \u00e8 un\u2019immagine talmente vera, che quasi ci appare come un simbolo dell\u2019immagine stessa, ma che di nuovo ci sorprende apparendoci per ci\u00f2 che \u00e8, ma come se fosse la prima volta che la si osserva. Una specie di iperrealismo che rivela l\u2019essenza vitale delle cose.<\/p>\n<p><strong>Carlo Franza <\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Antonia Di Giulio con l\u2019esposizione dei suoi ultimi lavori al Circolo degli Esteri di Roma, presentata da un funzionario diplomatico del Ministero -aggiungo che lo scritto non offre nulla di nuovo e di\u00a0 pi\u00f9-, Antonia Di Giulio inizia un nuovo percorso creativo. In questa occasione presenta tre dipinti su tela di grandi dimensioni, accompagnati da tre scatti fotografici di Mario Schifano in cui Antonia Di Giulio \u00e8 in piedi con un semplice abito nero e tiene in mano una piccola tela bianca a testimoniare l\u2019inizio di un nuovo percorso di solo pittura, senza la presenza della Duchessa. 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