{"id":38989,"date":"2025-11-15T20:06:28","date_gmt":"2025-11-15T20:06:28","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/?p=38989"},"modified":"2025-11-15T20:06:28","modified_gmt":"2025-11-15T20:06:28","slug":"filippo-de-pisis-e-lartista-del-quadro-del-mese-novembre-allo-studio-bolzani-di-milano-il-prezioso-dipinto-e-fiori-in-bicchiere-un-olio-su-tela-del-1951","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2025\/11\/15\/filippo-de-pisis-e-lartista-del-quadro-del-mese-novembre-allo-studio-bolzani-di-milano-il-prezioso-dipinto-e-fiori-in-bicchiere-un-olio-su-tela-del-1951\/","title":{"rendered":"Filippo De Pisis \u00e8 l\u2019artista del Quadro del Mese (Novembre) allo Studio Bolzani di Milano. Il prezioso dipinto \u00e8 \u201cFiori in bicchiere\u201d un olio su tela del 1951."},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/11\/IMG-20251114-WA0003-e1763236236123.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-38990\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/11\/IMG-20251114-WA0003-e1763236236123.jpg\" alt=\"\" width=\"423\" height=\"516\" \/><\/a>La storica galleria STUDIO BOLZANI di Milano che ha brillantemente festeggiato i cento anni nel 2022, gi\u00e0 da tempo indicata come \u201cBottega Storica\u201d di Milano, e attivissima sul versante dell\u2019arte moderna e contemporanea, ci propone per il 2025 \u201cIL QUADRO DEL MESE\u201d. Sicch\u00e8 nelle vetrine della Galleria Strasburgo a ridosso di Piazza<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/11\/2025-11-13-14.58.31.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\" wp-image-38991 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/11\/2025-11-13-14.58.31.jpg\" alt=\"\" width=\"575\" height=\"647\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/11\/2025-11-13-14.58.31.jpg 878w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/11\/2025-11-13-14.58.31-267x300.jpg 267w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/11\/2025-11-13-14.58.31-768x863.jpg 768w\" sizes=\"(max-width: 575px) 100vw, 575px\" \/><\/a> San Babila troveremo ogni mese un dipinto di eccezionale valore e di un artista di chiara fama.\u00a0<strong>Per novembre 2025 \u00e8 la volta di un dipinto di Filippo De Pisis (Ferrara 1896- Milano 1956),\u00a0<\/strong>artista di chiara fama del Novecento italiano; aggiungiamo che i Bolzani da sempre si sono interessati di numerosi pittori di chiara fama della contemporaneit\u00e0. <strong>L\u2019opera esposta allo Studio Bolzani di Milano\u00a0(in Galleria Strasburgo) in questo novembre 2025 ha per titolo \u201cFiori in bicchiere\u201d un olio su tela, firmato in basso a destra, in formato 50&#215;40, \u00a0datato 1951, con autentica di Giorgio Nicodemi del 1963. Opera a nostro avviso storica, aggiungerei classica e tipica, che segna l\u2019ultimo periodo della vita di De Pisis, trascorso nella clinica Villa Fiorita di Brugherio, come risulta dal dipinto, ove accanto alla firma vi \u00e8 segnato un\u00a0 V. F che sta per Villa Fiorita.<\/strong><\/p>\n<p>L\u2019opera mi riporta ai diversi studi da me affrontati sull\u2019artista, agli scritti sul quotidiano Il Giornale dove scrivo da decenni, all\u2019analisi della \u00a0\u00a0documentazione privata e affascinante, che offre un contesto inedito alla ricostruzione cronologica della carriera del pittore. <strong>L\u2019abilit\u00e0 di De Pisis nell\u2019esprimere l\u2019anima della natura, degli oggetti, delle persone, dei luoghi \u2013 in primis Ferrara come lontano incanto metafisico \u2013 trova fondamento nella letteratura, il mezzo prediletto durante la sua giovinezza per filtrare la realt\u00e0 circostante.<\/strong> Una modalit\u00e0 espressiva connaturata al suo immaginario che non si esaurisce neppure quando si compie, tra l\u2019apprendistato romano e il trasferimento a Parigi nella primavera del 1925, il passaggio definitivo alla pittura<strong>. <\/strong>Esemplare di questo nesso \u00e8 la Natura morta con il martin pescatore (1925), dove \u00e8 mirabilmente raffigurato il tema pascoliano del ricordo. Mentre nelle atmosfere misteriose e sospese delle Cipolle di Socrate e delle \u201cnature morte marine\u201d, realizzate tra il 1927 e il <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/11\/de-Pisis-Filippo-364x400-1.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-38995\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/11\/de-Pisis-Filippo-364x400-1.jpg\" alt=\"\" width=\"364\" height=\"400\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/11\/de-Pisis-Filippo-364x400-1.jpg 364w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/11\/de-Pisis-Filippo-364x400-1-273x300.jpg 273w\" sizes=\"(max-width: 364px) 100vw, 364px\" \/><\/a>1932,<strong> il poeta-pittore riconsidera il personale rapporto con la metafisica di De Chirico, conosciuto a Ferrara nel 1915.<\/strong> Negli anni della maturit\u00e0, per De Pisis diventa preponderante trascrivere sulla tela le pure emozioni di fronte all\u2019oggetto della rappresentazione. <strong>Ecco che le suggestioni figurative catturate tra gli angoli della metropoli francese diventano vedute urbane (La Coupole, 1928) o nature morte di originale concezione (I pesci marci, 1928).<\/strong> Ma vanno ricordate anche opere meditate nella tranquillit\u00e0 dello studio come il Gladiolo fulminato (1930) e dal toccante lirismo come La lepre (1933). Nel percorso cronologico del lavoro di De Pisis si intersecano <strong>due sezioni tematiche, la prima ruota attorno alla bellezza<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/11\/1fe1d82bac6b2113e2c3f22917552999.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\" wp-image-38996 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/11\/1fe1d82bac6b2113e2c3f22917552999.jpg\" alt=\"\" width=\"563\" height=\"580\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/11\/1fe1d82bac6b2113e2c3f22917552999.jpg 485w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/11\/1fe1d82bac6b2113e2c3f22917552999-291x300.jpg 291w\" sizes=\"(max-width: 563px) 100vw, 563px\" \/><\/a> efebica, tema incessantemente trasposto con matite o pennelli sui fogli di un ricchissimo \u201cdiario per immagini\u201d, nell\u2019altra un inedito dialogo tra alcune bellissime nature morte di De Pisis, come quella oggi in mostra allo Studio Bolzani<\/strong>. <strong>L\u2019attivit\u00e0 artistica di De Pisis si chiude con le opere scabre e pallide risalenti al ricovero nella clinica di Villa Fiorita <\/strong>(La rosa nella bottiglia, 1950; <strong>Fiori in bicchiere,1951 (quella in questione)<\/strong>, Le pere \u2013 Villa Fiorita, 1953), <strong>per<\/strong> <strong>sottolineare la dimensione appartata e malinconica dell\u2019ultimo tratto di vita.<\/strong><\/p>\n<p>Filippo De Pisis (Ferrara 1896 \u2013 Milano 1956) nato come Luigi Filippo Tibertelli De Pisis, inizia adolescente a scrivere poesie, ma si dedica anche allo studio della pittura otto la guida del maestro Odoardo Domenichini nella sua citt\u00e0 natale, Ferrara, ed \u00e8 proprio la pittura in seguito a portarlo a vivere una vita avventurosa, appassionata in varie citt\u00e0 sia italiane Roma, Venezia e Milano, sia europee Parigi e Londra. Nel 1915 incontra De Chirico e il fratello Alberto Savinio a Ferrara per il servizio militare e nel 1917 Carlo Carr\u00e0. Conosce e si entusiasma rimanendo suggestionato del loro modo di concepire la pittura e, inizialmente, ne condivide lo stile metafisico ma poi brevi soggiorni a Roma e a Parigi all\u2019inizio degli anni venti gli aprono nuovi orizzonti pittorici. Inizia a rielaborare un suo stile fatto di suggestioni e soggetti del tutto originali, dove il tratto pittorico diventa spezzato quasi sincopato che Eugenio Montale defin\u00ec \u201cpittura a zampa di mosca\u201d. Alla ricerca di nuovi stimoli si trasferisce nel 1925 a Parigi. Conosce \u00c9douard Manet e Camille Corot, Henri Matisse e i Fauves, per un uso pi\u00f9 gestuale del colore e, oltre alle nature morte, dipinge nel periodo parigino paesaggi urbani, nudi maschili e immagini d\u2019ermafroditi. Entra quindi a far parte degli \u201citaliani di Parigi\u201d, un gruppo d\u2019artisti che comprendeva de Chirico, Savinio, Massimo Campigli, Mario Tozzi, Renato Paresce e Severo Pozzati, e il critico francese Waldemar George (che nel 1928 cura la prima monografia su de Pisis) presenta la mostra \u201cAppels d\u2019Italie\u201d alla Biennale di Venezia del 1930. Durante il periodo parigino visita Londra, per brevi soggiorni che ripeter\u00e0 ben tre volte, stringendo rapporti d\u2019amicizia con Vanessa Bell e Duncan Grant. Nel 1939 ritornato in Italia, De Pisis, in occasione del Premio St. Vincent, passa un\u2019estate nella cittadina valdostana dove ha anche l\u2019occasione di incontrare il pittore locale Italo Mus. Si stabilisce a Milano e, in seguito alla distruzione del suo studio in Via Rugabella nel 1943, si stabilisce a Venezia dove si lascia ispirare dalla pittura di Francesco Guardi e di altri maestri veneziani del XVIII secolo. Dipinge fino al 1953, dopodich\u00e9 le precarie condizioni di salute non gli permetteranno pi\u00f9 di svolgere alcun lavoro e il 2 aprile 1956 muore in casa del fratello a Milano.<\/p>\n<p><strong>Carlo Franza <\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>La storica galleria STUDIO BOLZANI di Milano che ha brillantemente festeggiato i cento anni nel 2022, gi\u00e0 da tempo indicata come \u201cBottega Storica\u201d di Milano, e attivissima sul versante dell\u2019arte moderna e contemporanea, ci propone per il 2025 \u201cIL QUADRO DEL MESE\u201d. Sicch\u00e8 nelle vetrine della Galleria Strasburgo a ridosso di Piazza San Babila troveremo ogni mese un dipinto di eccezionale valore e di un artista di chiara fama.\u00a0Per novembre 2025 \u00e8 la volta di un dipinto di Filippo De Pisis (Ferrara 1896- Milano 1956),\u00a0artista di chiara fama del Novecento italiano; aggiungiamo che i Bolzani da sempre si sono interessati [&hellip;]<\/p>\n&nbsp;&nbsp;<div class=\"readmore\"><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2025\/11\/15\/filippo-de-pisis-e-lartista-del-quadro-del-mese-novembre-allo-studio-bolzani-di-milano-il-prezioso-dipinto-e-fiori-in-bicchiere-un-olio-su-tela-del-1951\/\">Continua a leggere...<\/a><\/div><\/p>","protected":false},"author":1009,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[59246,9894,10357,180472,28386,44441,87,35351,35266,26,66655,28369,51665,4625,409394],"tags":[600490,600488,3131,93597,600491,355195,531491,600489],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/38989"}],"collection":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1009"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=38989"}],"version-history":[{"count":5,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/38989\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":38998,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/38989\/revisions\/38998"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=38989"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=38989"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=38989"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}