{"id":3899,"date":"2015-01-04T22:03:51","date_gmt":"2015-01-04T22:03:51","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/?p=3899"},"modified":"2015-01-04T22:03:51","modified_gmt":"2015-01-04T22:03:51","slug":"la-germania-si-accorge-dei-falsari-dal-2005-piazzati-oltre-400-dipinti-dellavanguardia-russa-venduti-anche-pezzi-pagati-un-milione-di-euro","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2015\/01\/04\/la-germania-si-accorge-dei-falsari-dal-2005-piazzati-oltre-400-dipinti-dellavanguardia-russa-venduti-anche-pezzi-pagati-un-milione-di-euro\/","title":{"rendered":"La Germania si accorge dei falsari. Dal 2005 piazzati oltre 400 dipinti dell&#8217;avanguardia russa. Venduti anche pezzi pagati un milione di euro."},"content":{"rendered":"<h3><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2015\/01\/kandinsky18-620x394.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-3900\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2015\/01\/kandinsky18-620x394.jpg\" alt=\"\" width=\"492\" height=\"372\" \/><\/a><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2015\/01\/Wiesbaden-_68156425_art_ap.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-3901\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2015\/01\/Wiesbaden-_68156425_art_ap.jpg\" alt=\"\" width=\"304\" height=\"171\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2015\/01\/Wiesbaden-_68156425_art_ap.jpg 304w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2015\/01\/Wiesbaden-_68156425_art_ap-300x168.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 304px) 100vw, 304px\" \/><\/a><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2015\/01\/operazione-50299.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignright size-full wp-image-3902\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2015\/01\/operazione-50299.jpg\" alt=\"\" width=\"468\" height=\"280\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2015\/01\/operazione-50299.jpg 468w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2015\/01\/operazione-50299-300x179.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 468px) 100vw, 468px\" \/><\/a>Una retata in grande stile: cento agenti della polizia federale impegnati per due giorni a perquisire gallerie, magazzini, uffici, case private in tutta la Germania, da Monaco ad Amburgo; indagini in corso anche in Svizzera e in Israele; pi\u00f9 di mille oggetti e documenti sequestrati. Cos\u00ec le autorit\u00e0 tedesche hanno messo le mani su una grossa banda di falsari d\u2019arte, russi, israeliani e tedeschi di origine tunisina, capaci di produrre e piazzare dal 2005 a oggi oltre 400 dipinti, accumulando incassi per parecchi milioni di euro.<\/h3>\n<h3><strong>Pezzi da un milione.<\/strong> <strong>A guidarla erano due uomini arrestati a Wiesbaden, di <\/strong><strong>cui per ora si conosce solo l\u2019et\u00e0, 67 e 41 anni. Il gruppo era specializzato <\/strong><strong>nella contraffazione dei maestri dell\u2019avanguardia russa: Vasilij Kandinskij, <\/strong><strong>pioniere dell\u2019arte astratta; Kazimir Malevich, caposcuola del suprematismo; la<\/strong><br \/>\n<strong>cubista e futurista Natalia Goncharova. Oltre alle opere, la banda fabbricava <\/strong><strong>anche lettere e oscuri certificati di provenienza, compilati in modo da far <\/strong><strong>credere che si trattasse di quadri ignoti agli studiosi, appena scoperti. Due <\/strong><strong>soli dei pezzi, venduti in Germania nel 2011 e in Spagna quest\u2019anno, hanno <\/strong><strong>fruttato insieme due milioni.<\/strong><\/h3>\n<h3><strong>\u00a0Molti ingannati. L\u2019arte d\u2019avanguardia \u00e8 un bersaglio ricorrente dei <\/strong><strong>falsari, perch\u00e9 di solito risulta pi\u00f9 facile da imitare. Un anno fa, per <\/strong><strong>esempio, quattro persone erano gi\u00e0 riuscite a piazzare un Picasso fasullo in <\/strong><strong>Spagna per oltre un milione, quando furono arrestate. In questi anni, poi, i<\/strong><br \/>\n<strong>russi sono molto quotati sul mercato ufficiale, e di conseguenza anche su <\/strong><strong>quello clandestino. A quanto filtra dall\u2019indagine della polizia federale <\/strong><strong>tedesca, un buon numero di esperti e mercanti d\u2019arte di solida reputazione si <\/strong><strong>sono lasciati ingannare.<\/strong><\/h3>\n<p><strong>In carcere, 6 anni.<\/strong> Del resto, appena un anno fa Wolfgang Beltracchi, un tedesco di ovvie origini italiane, ha ammesso di aver contraffatto \u00abcirca 50\u00bb artisti. E si \u00e8 vantato: \u00abAvrei potuto vendere anche duemila quadri, se ne avessi avuto voglia\u00bb. Per i 14 che sono stati individuati, sta scontando sei anni di carcere. Con l\u2019aiuto di documentazioni anch\u2019esse falsificate, era riuscito a convincere mercanti, curatori e collezionisti dell\u2019esistenza a Colonia di due raccolte private, zeppe di capolavori, rimaste ignote per decenni. E fra i suoi clienti c\u2019era uno che finge per mestiere, eppure si \u00e8 lasciato ingannare: l\u2019attore Steve Martin. In Italia, le pene per questo genere di reati, quanto vengono irrogate, non sono certamente altrettanto severe.<\/p>\n<p><strong>Eppure, da noi, stando al resoconto 2012 dell\u2019attivit\u00e0 del comando dei Carabinieri specializzato nella tutela dei beni culturali, la contraffazione di arte contemporanea \u00e8 in aumento.<\/strong> I casi individuati lo scorso anno sono l\u20191,6 per cento in pi\u00f9 rispetto al 2011. Diminuiscono le opere sequestrate, da 5.325 a<br \/>\n4.975, ma aumentano del 34 per cento le denunce. <strong>E cresce ancora pi\u00f9 il giro d\u2019affari del falso: solo per i pezzi confiscati, la stima dell\u2019Arma arriva a 78 milioni di euro all\u2019anno.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Carlo Franza<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Una retata in grande stile: cento agenti della polizia federale impegnati per due giorni a perquisire gallerie, magazzini, uffici, case private in tutta la Germania, da Monaco ad Amburgo; indagini in corso anche in Svizzera e in Israele; pi\u00f9 di mille oggetti e documenti sequestrati. 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