{"id":39277,"date":"2025-12-08T21:43:42","date_gmt":"2025-12-08T21:43:42","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/?p=39277"},"modified":"2025-12-08T21:43:42","modified_gmt":"2025-12-08T21:43:42","slug":"e-la-nativita-1525-di-lorenzo-lotto-il-capolavoro-per-milano-2025-ospitato-dal-museo-diocesano-carlo-maria-martini-di-milano","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2025\/12\/08\/e-la-nativita-1525-di-lorenzo-lotto-il-capolavoro-per-milano-2025-ospitato-dal-museo-diocesano-carlo-maria-martini-di-milano\/","title":{"rendered":"E\u2019 la Nativit\u00e0 (1525) di Lorenzo Lotto il   Capolavoro per Milano 2025, ospitato  dal Museo Diocesano Carlo Maria Martini di Milano."},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/12\/nativita-lorenzo-lotto-e1765229575183.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-39278\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/12\/nativita-lorenzo-lotto-e1765229575183.jpg\" alt=\"\" width=\"546\" height=\"667\" \/><\/a>Il\u00a0<strong>Capolavoro per Milano 2025<\/strong>, che il\u00a0<strong>Museo Diocesano Carlo Maria Martini\u00a0<\/strong>di\u00a0<strong>Milano<\/strong>\u00a0ospita fino\u00a0 all\u20191 febbraio 2026, \u00e8 la\u00a0<strong>Nativit\u00e0<\/strong>\u00a0(1525) di\u00a0<strong>Lorenzo Lotto<\/strong>\u00a0(1480-1556), arrivata\u00a0 dalla\u00a0<strong>Pinacoteca Nazionale di Siena<\/strong>.<br \/>\nL\u2019opera, realizzata dall\u2019artista definito \u201cil genio inquieto\u201d del Rinascimento per la sua straordinaria originalit\u00e0, \u00e8 al centro dell\u2019esposizione che, per la diciassettesima edizione dell\u2019iniziativa, \u00e8 curata da Axel H\u00e9mery, direttore dei Musei Nazionali di Siena, e da Nadia Righi, direttrice del Museo Diocesano. La mostra \u00e8 realizzata con il patrocinio del Comune di Milano, di Regione Lombardia e del Centro Internazionale di Studi e Documentazione su Lorenzo Lotto, grazie al supporto di numerosi sponsor privati.<br \/>\nSi tratta di un piccolo, grande capolavoro quello che \u00e8 arrivato al Museo diocesano \u201cCarlo Maria Martini\u201d di Milano per la nuova mostra che, ci accompagna per tutto il tempo di Avvento e di Natale. <strong>Si tratta della \u201cNativit\u00e0\u201d di Lorenzo Lotto, tra i pr\u00ecncipi della pittura rinascimentale italiana, concessa in prestito dalla Pinacoteca nazionale di Siena; piccola per dimensioni (misura infatti circa 55 centimetri d\u2019altezza), grande, anzi straordinaria, per qualit\u00e0 e bellezza. \u00c8 proprio questo, infatti, il nuovo \u201cCapolavoro per Milano\u201d, una delle manifestazioni culturali pi\u00f9 attese e amate (giunta alla sua sedicesima edizione).<\/strong> \u00a0Sensibile e contemporanea, viva per la particolarit\u00e0 e la complessit\u00e0 della scena, si vede infatti Maria che immerge in una tinozza da bucato il neonato Ges\u00f9 per lavarlo, subito dopo la sua nascita. Ges\u00f9 bambino non solo ha ancora attaccato una parte del cordone ombelicale, ma si scosta quasi tremante per l\u2019acqua fredda. Il pargolo, infatti, non \u00e8 raffigurato semplicemente nella sua nudit\u00e0 \u2013 a sottolineare che Egli \u00e8 vero Dio e vero uomo \u2013 con \u00a0il cordone ombelicale, a mostrare la sua nascita autentica, non solo \u201capparente\u201d, cio\u00e8 venuto al mondo come ogni creatura del genere umano. Un dettaglio straordinario, pressoch\u00e9 unico nella storia dell\u2019arte, che solo un genio, seppur inquieto, come Lorenzo Lotto poteva ideare. Accanto a Maria vi \u00e8 un\u2019altra donna, inginocchiata, pi\u00f9 anziana, che la guarda sorpresa e ammirata, \u00e8 la levatrice Salom\u00e8 \u2013di cui non parlano i Vangeli canonici, ma che \u00e8 ben presente in quelli apocrifi\u2013 non aveva creduto alla verginit\u00e0 di quella donna che ha appena partorito, e per questo le sue mani sono rimaste come paralizzate.<\/p>\n<p>In questo fiabesco racconto, certo diffuso nella cultura popolare e artistica fin dai primi secoli del cristianesimo, Salom\u00e8 \u00e8 la prima \u201cconvertita\u201d, perch\u00e9 dopo l\u2019evento di cui \u00e8 stata protagonista (la paralisi delle mani e la successiva guarigione), ancora prima dei pastori e dei Magi, ha riconosciuto in quella creatura il Salvatore, nato dalla vergine Maria, nel compimento delle profezie messianiche.<\/p>\n<p>Anche se, va segnalato, quella donna potrebbe essere invece santa Anastasia, che diverse leggende medievali identificavano tuttavia proprio con la levatrice di Betlemme, desiderosa di contemplare il Figlio di Dio, e quindi guarita dalla sua infermit\u00e0 da Ges\u00f9, nel suo primo miracolo terreno. \u201cI musei nazionali di Siena sono felici di illuminare il Natale milanese con un gioiello dalle sfaccettature infinite: una iconografia unica, uno spessore spirituale, un fascino che durer\u00e0 oltre la mostra\u201d, ha dichiarato\u00a0<strong>Axel H\u00e9mery<\/strong>, altro curatore della mostra e direttore dei Musei Nazionali di Siena.<br \/>\n<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/12\/01_Lorenzo-Lotto-rit-968x551-1.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-39281\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/12\/01_Lorenzo-Lotto-rit-968x551-1.jpg\" alt=\"\" width=\"706\" height=\"402\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/12\/01_Lorenzo-Lotto-rit-968x551-1.jpg 968w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/12\/01_Lorenzo-Lotto-rit-968x551-1-300x171.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/12\/01_Lorenzo-Lotto-rit-968x551-1-768x437.jpg 768w\" sizes=\"(max-width: 706px) 100vw, 706px\" \/><\/a>Il dipinto affronta il tema della Nativit\u00e0 secondo un\u2019iconografia insolita, la scena, intima e raccolta, si svolge all\u2019interno di una semplice stalla, in un\u2019ambientazione notturna, che l\u2019artista riprende dai modelli nordici che circolavano in quegli anni a Venezia e, in generale, nell\u2019Italia settentrionale. Maestro delle potenzialit\u00e0 della luce, Lotto ricorre a una doppia fonte luminosa, la prima \u00e8 l\u2019aura generato dal Bambino, che si diffonde sui visi e sugli abiti degli altri personaggi, per poi riflettersi anche sugli oggetti sparsi attorno a loro; la seconda \u00e8 la fiamma del focolare in secondo piano, dove in un ambiente retrostante compare un\u2019altra figura femminile. Dall\u2019opera emerge l\u2019abilit\u00e0 di Lotto nel costruire un\u2019ambientazione intima e domestica, dove gli strumenti di lavoro di Giuseppe e gli oggetti di casa si uniscono ai gesti affettuosi e spontanei dei personaggi, tra cui si innesca anche un sottile gioco di sguardi.<br \/>\nL\u2019anziana levatrice osserva commossa la Vergine che a sua volta si concentra con struggente tenerezza sul Bambino, il quale con un gesto di grande naturalezza sembra ritrarsi dall\u2019acqua fredda, mentre dietro di loro Giuseppe con le braccia spalancate assiste alla scena in disparte.<br \/>\nL\u2019identificazione della anziana levatrice \u00e8 tutt\u2019altro che certa. Secondo alcuni Vangeli apocrifi dell\u2019Infanzia, si tratterebbe dell\u2019incredula Salom\u00e8, punita con la paralisi dell\u2019arto a causa della sua diffidenza nei confronti della verginit\u00e0 di Maria e poi guarita grazie all\u2019intervento di un angelo che la invita a toccare il neonato. In un altro testo, il Vangelo arabo dell\u2019Infanzia di Cristo, che circolava anche in Europa, si tratterebbe invece di Anastasia, un\u2019anziana donna con le mani paralizzate, accorsa ad aiutare Maria: rimanendo stupita dall\u2019eccezionalit\u00e0 dell\u2019evento, ottiene la grazia della guarigione. \u00c8 forse pi\u00f9 corretto lasciare aperte entrambe le ipotesi, immaginando che Lotto abbia volutamente sovrapposto le due figure, concentrandosi sugli sguardi dell\u2019anziana che osserva il viso di Maria, a sua volta impegnata a guardare il Bambino.<br \/>\n<strong>Dal punto di vista iconografico si notano ulteriori dettagli inconsueti, come il gesto stupito di San Giuseppe e la presenza nel Bambino del cordone ombelicale non ancora reciso, a sottolineare l\u2019umanit\u00e0 di Cristo.<\/strong><\/p>\n<p>Nel corso di un recente restauro (2018) sono emerse alla base dell\u2019opera, in basso a destra, la data e la firma del pittore, sempre citate nei documenti ma ormai considerate perdute, celate dallo sporco e da vecchi interventi di integrazione pittorica. La critica -ed io tra questi- \u00e8 oggi concorde nell\u2019interpretare la data 1525 e non 1521, come erroneamente ritenuto in precedenza. L\u2019opera sarebbe stata quindi <strong>eseguita al termine del lungo soggiorno bergamasco del pittore (1513-1526),<\/strong> tra i pi\u00f9 sereni e fecondi periodi della sua attivit\u00e0 artistica, in cui mette a punto uno stile assolutamente originale.<\/p>\n<p><strong>Carlo Franza <\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Il\u00a0Capolavoro per Milano 2025, che il\u00a0Museo Diocesano Carlo Maria Martini\u00a0di\u00a0Milano\u00a0ospita fino\u00a0 all\u20191 febbraio 2026, \u00e8 la\u00a0Nativit\u00e0\u00a0(1525) di\u00a0Lorenzo Lotto\u00a0(1480-1556), arrivata\u00a0 dalla\u00a0Pinacoteca Nazionale di Siena. L\u2019opera, realizzata dall\u2019artista definito \u201cil genio inquieto\u201d del Rinascimento per la sua straordinaria originalit\u00e0, \u00e8 al centro dell\u2019esposizione che, per la diciassettesima edizione dell\u2019iniziativa, \u00e8 curata da Axel H\u00e9mery, direttore dei Musei Nazionali di Siena, e da Nadia Righi, direttrice del Museo Diocesano. La mostra \u00e8 realizzata con il patrocinio del Comune di Milano, di Regione Lombardia e del Centro Internazionale di Studi e Documentazione su Lorenzo Lotto, grazie al supporto di numerosi sponsor privati. 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