{"id":39897,"date":"2026-01-28T21:43:35","date_gmt":"2026-01-28T21:43:35","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/?p=39897"},"modified":"2026-01-28T21:43:35","modified_gmt":"2026-01-28T21:43:35","slug":"etruschi-e-veneti-acque-culti-e-santuari-esposti-nelle-sale-dellappartamento-del-doge-di-palazzo-ducale-a-venezia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2026\/01\/28\/etruschi-e-veneti-acque-culti-e-santuari-esposti-nelle-sale-dellappartamento-del-doge-di-palazzo-ducale-a-venezia\/","title":{"rendered":"Etruschi e Veneti. Acque, culti e santuari esposti nelle sale dell\u2019Appartamento del Doge di Palazzo Ducale a Venezia"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2026\/01\/01.Leucothea-e1769636006672.jpeg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-39898\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2026\/01\/01.Leucothea-e1769636006672.jpeg\" alt=\"\" width=\"420\" height=\"538\" \/><\/a>La mostra\u00a0<em><strong>Etruschi e Veneti. Acque, culti e santuari<\/strong>, <\/em>\u00a0un racconto intorno al complesso e affascinante mondo delle pratiche religiose antiche, in cui l\u2019acqua assume un valore generativo, terapeutico e identitario, ospitata nelle sale dell\u2019Appartamento del<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2026\/01\/610562192_18424224376113662_6951947738650465786_n-e1769636041536.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"size-full wp-image-39899 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2026\/01\/610562192_18424224376113662_6951947738650465786_n-e1769636041536.jpg\" alt=\"\" width=\"565\" height=\"377\" \/><\/a> Doge di Palazzo Ducale dal 6 marzo al 29 settembre 2026.<\/p>\n<p><em>\u201cEtruschi e Veneti. Acque, culti e santuari\u201d non \u00e8 soltanto la sintesi e l\u2019esposizione di reperti, ma \u00e8 il racconto di un contesto, di una storia, di una stratificazione, che riporta l\u2019archeologia nella sua dimensione pi\u00f9 autentica. \u00c8 una riflessione capace di mettere in relazione il tempo lungo del passato con le emergenze del presente e le domande sul futuro. Una mostra ha senso se \u201cantichizza\u201d il presente e, al tempo stesso, rende presente l\u2019antico nel suo dialogo con la nostra contemporaneit\u00e0. Le testimonianze di questa esposizione che giungono da epoche remote e lontane non sono mai frammenti muti e passivamente osservati da studiosi, appassionati e visitatori, ma sono il punto di riferimento di uno sguardo ben preciso, di un\u2019attitudine, di una volont\u00e0 che, attraverso oggetti, luoghi e contesti culturali, si ricollega con le radici di antiche comunit\u00e0 di cui noi siamo i discendenti. Questa mostra sceglie la prospettiva della relazione: non \u00e8 soltanto il racconto su un popolo o su una civilt\u00e0 isolata, ma si propone di far dialogare ci\u00f2 che gi\u00e0 anticamente era in dialogo: il mondo degli Etruschi e quello dei Veneti. Unendo il versante tirrenico con quello adriatico della nostra penisola, gli Etruschi e i Veneti sono due idealtipi di un modo di abitare l\u2019antico, il viaggio, il mare, il mondo, in una dimensione di apertura che necessariamente la geografia della nostra penisola impone, induce e incoraggia fin dalle origini&#8221;<\/em>,\u00a0ha dichiarato il\u00a0<strong>Ministro della Cultura, Alessandro Giuli. <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2026\/01\/02.Disco-di-Montebelluna.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\" wp-image-39900 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2026\/01\/02.Disco-di-Montebelluna.jpg\" alt=\"\" width=\"416\" height=\"560\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2026\/01\/02.Disco-di-Montebelluna.jpg 996w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2026\/01\/02.Disco-di-Montebelluna-223x300.jpg 223w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2026\/01\/02.Disco-di-Montebelluna-761x1024.jpg 761w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2026\/01\/02.Disco-di-Montebelluna-768x1034.jpg 768w\" sizes=\"(max-width: 416px) 100vw, 416px\" \/><\/a><\/strong><\/p>\n<p><em>\u201cQuesta mostra \u00e8 il risultato di un lavoro lungo e condiviso, costruito con seriet\u00e0 scientifica e grande collaborazione istituzionale, anche dai privati. Desidero per questo ringraziare il Ministro della Cultura Alessandro Giuli e tutta la <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2026\/01\/04.-San-Casciano-dei-Bagni-scaled-e1769636102708.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-39901\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2026\/01\/04.-San-Casciano-dei-Bagni-scaled-e1769636102708.jpg\" alt=\"\" width=\"444\" height=\"738\" \/><\/a>struttura del Ministero, insieme alla Fondazione Musei Civici di Venezia, ai curatori, ai musei prestatori, alle universit\u00e0 e a tutti i professionisti che hanno reso possibile il progetto. Venezia, citt\u00e0 di scambi e di incontri, \u00e8 il luogo ideale per raccontare una storia che parla di relazioni: l\u2019acqua come via di collegamento, i santuari come spazi di comunit\u00e0, e un\u2019Italia antica fatta di differenze ma anche di tratti comuni. La cultura serve a questo: a capire, a costruire cittadinanza, a dare un senso di unit\u00e0 al Paese rispettando le identit\u00e0 dei territori. Creare legami \u00e8 sempre pi\u00f9 difficile che dividere, ma \u00e8 l\u2019unica strada che genera conoscenza, rispetto e futuro. Questa mostra, non \u00e8 soltanto esposizione, ma anche ricerca e convegnistica a tema. \u00c8 un invito a ritrovare, attraverso la storia, il valore di ci\u00f2 che ci unisce. L\u2019invito \u00e8 di venire a vedere questa mostra con curiosit\u00e0 e con calma, magari pi\u00f9 di una volta, tornando dopo aver visitato anche i diversi siti coinvolti e i musei prestatori\u201d<\/em>, le parole del\u00a0<strong>Sindaco di Venezia, Luigi Brugnaro.\u00a0<\/strong><\/p>\n<p>Sar\u00e0 un confronto inedito e peculiare, un\u2019indagine comparata sul ruolo fondativo dell\u2019<strong>acqua nell\u2019orizzonte del sacro e per lo sviluppo delle societ\u00e0\u00a0<\/strong>in\u00a0<strong>due grandi civilt\u00e0 dell\u2019Italia preromana, Etruschi e Veneti,<\/strong>\u00a0nel corso del I millennio a.C.: mari, fiumi, sorgenti salutifere e acque termali sono gli ambienti privilegiati di contatto con il divino, spazi di guarigione, ma anche luoghi per la crescita della collettivit\u00e0, mete per il transito e per lo scambio culturale. L\u2019esposizione riunisce\u00a0<strong>reperti archeologici di straordinario valore<\/strong>, molti dei quali\u00a0<strong>inediti e provenienti da scavi recenti<\/strong>, grazie a prestiti di eccezionale prestigio concessi da importanti istituzioni museali italiane. La mostra si configura cos\u00ec come un momento di sintesi avanzata della ricerca archeologica, volta a coniugare rigore scientifico e forte impatto mediatico.<\/p>\n<p>Un progetto di grande respiro scientifico e divulgativo, in cui a emergere \u00e8 il dialogo tra due <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2026\/01\/05.Coppia-di-orecchini-in-oro-a-tubo-e1769636166116.png\"><img loading=\"lazy\" class=\"size-full wp-image-39904 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2026\/01\/05.Coppia-di-orecchini-in-oro-a-tubo-e1769636166116.png\" alt=\"\" width=\"504\" height=\"335\" \/><\/a>civilt\u00e0 differenti per geografie e radici culturali, tra cui sono fioriti scambi e relazioni lungo quel confine nella \u2018terra tra i due fiumi\u2019, tra il basso corso dell\u2019Adige e l\u2019antico corso orientale del Po. Uno scambio di materie prime, reso possibile con l\u2019apertura di nuove vie commerciali, ma anche di idee, culture, saperi. Fiumi, mari e acque sono l\u2019emblema del movimento costante, come quello delle persone, unendosi e conducendo a forme di reciproca conoscenza di uomini e di donne. Il progetto espositivo a cura di<strong>\u00a0Chiara Squarcina<\/strong>\u00a0e<strong>\u00a0Margherita Tirelli<\/strong>, \u00e8 organizzato dalla\u00a0<strong>Fondazione Musei Civici di Venezia<\/strong>, con il\u00a0<strong>patrocinio dell\u2019Istituto Nazionale di Studi Etruschi e Italici,\u00a0<\/strong>realizzata in collaborazione con la\u00a0<strong>Fondazione Luigi Rovati di Milano<\/strong>, che ospiter\u00e0 un secondo momento espositivo nell\u2019autunno del 2026 (14 ottobre &#8211; 10 gennaio 2027) rafforzando una collaborazione virtuosa tra istituzioni e territori, fondata sulla ricerca archeologica e sulla valorizzazione del patrimonio nazionale.<\/p>\n<p><em>Questo progetto espositivo racconta, una volta di pi\u00f9, la capacit\u00e0 dei Musei civici veneziani di saper raccogliere intuizioni e proposte di grande valore scientifico, di fare rete con studiosi, con istituzioni, rendendosi protagonisti e coordinatori di ricerche, indagini e dialoghi inediti. E lo fa parlando a tutti: specialisti, curiosi, visitatori, cittadini e pubblico internazionale, per arricchire la visione, la crescita, la curiosit\u00e0 di tutti e di ciascuno<\/em><strong>\u00a0Mariacristina Gribaudi, Presidente Fondazione Musei Civici di Venezia\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><em><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2026\/01\/06.Cratere-attico-e1769636202477.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-39905\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2026\/01\/06.Cratere-attico-e1769636202477.jpg\" alt=\"\" width=\"382\" height=\"559\" \/><\/a>Questa iniziativa conferma l\u2019apertura della nostra Fondazione alla collaborazione con le Istituzioni pubbliche in una prospettiva condivisa di valorizzazione del nostro grande patrimonio artistico-culturale<\/em><strong>\u00a0Giovanna Forlanelli, Presidente Fondazione Luigi Rovati<\/strong><\/p>\n<p><em>La mostra Etruschi e Veneti. Acque, culti e santuari trae origine dalla volont\u00e0 di affrontare un tema finora inedito, non tanto quello relativo al confronto tra la civilt\u00e0 etrusca e quella veneta, gi\u00e0 oggetto di riflessione scientifica e di aggiornamento delle conoscenze, bens\u00ec quello volto ad indagare il rapporto con la sacralit\u00e0 delle acque nel mondo etrusco e nel mondo veneto, nel tentativo di metterne a fuoco affinit\u00e0 e specificit\u00e0. Il panorama che ne deriva risulta popolato da molteplici divinit\u00e0, preposte chi alle acque salutifere, chi al guado di un grande fiume, chi ancora agli approdi marittimi, insediati ciascuna all\u2019interno di scenari particolari, siano essi sorgenti sananti o porti ospitali, di cui l\u2019elemento-acqua costituiva il fulcro oltre che talora anche il potenziale oggetto di culto\u00a0<\/em><strong>Chiara Squarcina, Direttrice Scientifica Musei Civici di Venezia e co- curatrice dell\u2019esposizione<\/strong><\/p>\n<p>Il percorso si apre con <em><strong>Gli Etruschi e il sacro<\/strong><\/em>, introduzione al mondo religioso etrusco, segnata dalla presenza della\u00a0<strong>Testa di Leucothea da Pyrgi<\/strong>, straordinario prestito del Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia: un\u2019immagine potente e liminare, legata al mare e alla protezione dei naviganti, che introduce il tema dell\u2019acqua come spazio sacro. Segue la sezione dedicata ai\u00a0<em><strong>Sacri approdi dell\u2019Etruria<\/strong><\/em>, con un focus, in due sale, su<em><strong>\u00a0Vulci\u00a0<\/strong><\/em>e\u00a0<em><strong>Pyrgi.<\/strong><\/em>\u00a0Di particolare rilievo \u00e8 l\u2019esposizione integrale del deposito votivo della Banditella, la pi\u00f9 antica testimonianza nota in Etruria di un culto all\u2019aperto legato a una sorgente. Il santuario portuale di Pyrgi \u00e8 raccontato attraverso antefisse architettoniche e la copia delle celebri\u00a0<strong>lamine d\u2019oro<\/strong>, evocando il legame profondo tra<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2026\/01\/07.Bronzetto-di-Paride-arciere-e1769636250327.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\" wp-image-39906 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2026\/01\/07.Bronzetto-di-Paride-arciere-e1769636250327.jpg\" alt=\"\" width=\"408\" height=\"419\" \/><\/a> culto, navigazione e potere politico.<\/p>\n<p>Il capitolo\u00a0<em><strong>Acque miracolose<\/strong><\/em>\u00a0conduce nei grandi santuari salutari dell\u2019Etruria interna<em>, <strong>C<\/strong><\/em><em><strong>hianciano e Chiusi<\/strong><\/em>, fino a\u00a0<em><strong>San Casciano dei Bagni<\/strong>,<\/em>\u00a0protagonista con un nucleo di\u00a0<strong>bronzi provenienti dagli scavi pi\u00f9 recenti\u00a0<\/strong>di uno dei pi\u00f9 importanti complessi termali dell\u2019antichit\u00e0 ed\u00a0<strong>esposti al pubblico per la prima volta<\/strong>. Bronzetti votivi, ex voto anatomici e statuaria documentano una frequentazione cultuale durata quasi un millennio, testimoniando il passaggio dal mondo etrusco a quello romano. Il filo narrativo si conclude a\u00a0<em><strong>Marzabotto<\/strong><\/em>, l\u2019antica\u00a0<em>Kainua<\/em>, con l\u2019esposizione di preziose ceramiche di importazione greca, tra cui una raffinata\u00a0<em>kylix<\/em>\u00a0attica a figure nere, provenienti dal piccolo, ma monumentale complesso del santuario Fontile.<\/p>\n<p>Luogo di transito e punto di riferimento della comunit\u00e0 che unisce la cura, fisica e spirituale, ad una sofisticata ricerca idraulica, applicata al territorio: una \u201cdevozione ingegneristica\u201d sottolineata dalla presenza di Dedalo in una decorazione acroteriale. Una figura la sua, che in Etruria padana assume uno speciale significato proprio per le sue capacit\u00e0 ingegneristiche nella gestione delle acque, e che grazie ad un\u2019unica antefissa superstite documenta il raffinato apparato di decorazione del tetto dell\u2019edificio sacro. La sezione etrusca si chiude con\u00a0<em><strong>Adria e Spina<\/strong><\/em>, porti dell\u2019Adriatico settentrionale, dove frammenti iscritti e reperti votivi restituiscono pratiche rituali legate alla navigazione e agli approdi sacri.<\/p>\n<p>Con<em>\u00a0<strong>I Veneti e il sacro<\/strong><\/em>, l\u2019attenzione si sposta sul mondo veneto antico, mettendone in luce le specificit\u00e0 religiose, il rapporto privilegiato con l\u2019acqua ed un articolato sistema di luoghi sacri, attraversati da pratiche votive, culti salutari e dinamiche di integrazione culturale. Il percorso ha inizio con l\u2019esposizione di alcuni reperti emblematici della religiosit\u00e0 veneta, tra cui spiccano il\u00a0<strong>disco bronzeo di Montebelluna,\u00a0<\/strong>raffigurante la dea clavigera, e\u00a0<strong>l\u2019orlo di lebete di Altino<\/strong>\u00a0che conserva incisa l\u2019unica formula votiva nota in lingua venetica.<\/p>\n<p>Le acque sananti sono rappresentate rispettivamente dal santuario termale di<em><strong>\u00a0Montegrotto\u00a0<\/strong><\/em>e dal luogo di culto delle sorgenti terapeutiche di\u00a0<em><strong>Lagole di Calalzo.<\/strong><\/em>\u00a0Il primo \u00e8 caratterizzato dalla presenza di numerosissime\u00a0<strong>coppe e tazze miniaturistiche<\/strong>, di bronzetti di cavalieri ma anche di cavalli, a documentare probabilmente come il potere salutifero delle acque venisse ricercato anche per gli animali. Ex voto peculiari di Lagole sono invece i\u00a0<strong>simpula<\/strong>, attingitoio utilizzati per raccogliere l\u2019acqua, ritualmente spezzati in due parti dopo l\u2019uso rituale e spesso contraddistinti dalla presenza di iscrizioni votive.<\/p>\n<p>Del santuario fluviale di\u00a0<em><strong>Pora Reitia a Este<\/strong><\/em><strong>\u00a0<\/strong>vengono messi in evidenza i diversi aspetti del culto, legati in particolare all\u2019insegnamento della scrittura, documentato da stili e tavolette scrittorie, e alla tecnica della filatura e della tessitura, documentate da fusaiole, rocchetti e pesi da telaio.<\/p>\n<p>Il percorso narrativo si conclude con il santuario nord-adriatico di\u00a0<em><strong>Altino,<\/strong><\/em>\u00a0porto sacro dei Veneti aperto alle rotte adriatiche, mediterranee ed endo lagunari, centro di un culto volto ad accogliere e integrare comunit\u00e0 diverse, come attestano bronzetti provenienti dall\u2019area etrusca, centro-italica e celtica, lamine figurate e monumenti votivi di eccezionale rilievo.\u00a0<em><strong>Etruschi e Veneti. Acque, culti e santuari<\/strong><\/em><strong>\u00a0<\/strong>offre cos\u00ec al pubblico un racconto autorevole e suggestivo, restituendo all\u2019acqua il suo ruolo fondativo nella costruzione del sacro e nell\u2019identit\u00e0 delle civilt\u00e0 antiche.<\/p>\n<p>Rinnovando il legame tra arte, nuovi linguaggi, ricerca, divulgazione scientifica e applicazione tecnologica che ha segnato le precedenti esposizioni, la mostra chiude con un progetto installativo a cura di Fondazione Bonotto, presentato per la prima volta a Palazzo Ducale, nel contesto dell\u2019esposizione;\u00a0<em><strong>We are bodies of water<\/strong><\/em>, un grande arazzo realizzato con filati di materie plastiche riciclate dai rifiuti industriali, rappresenta il panorama su cui si inseriscono e interferiscono elementi digitali e sonori realizzati a partire da una ricerca sull\u2019ambiente lagunare veneziano. Lo studio \u00e8 stato guidato da esperti in scienze naturali e poeticamente tradotto da artisti di diverse discipline.<\/p>\n<p><strong>Carlo Franza <\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>La mostra\u00a0Etruschi e Veneti. Acque, culti e santuari, \u00a0un racconto intorno al complesso e affascinante mondo delle pratiche religiose antiche, in cui l\u2019acqua assume un valore generativo, terapeutico e identitario, ospitata nelle sale dell\u2019Appartamento del Doge di Palazzo Ducale dal 6 marzo al 29 settembre 2026. \u201cEtruschi e Veneti. Acque, culti e santuari\u201d non \u00e8 soltanto la sintesi e l\u2019esposizione di reperti, ma \u00e8 il racconto di un contesto, di una storia, di una stratificazione, che riporta l\u2019archeologia nella sua dimensione pi\u00f9 autentica. \u00c8 una riflessione capace di mettere in relazione il tempo lungo del passato con le emergenze del [&hellip;]<\/p>\n&nbsp;&nbsp;<div class=\"readmore\"><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2026\/01\/28\/etruschi-e-veneti-acque-culti-e-santuari-esposti-nelle-sale-dellappartamento-del-doge-di-palazzo-ducale-a-venezia\/\">Continua a leggere...<\/a><\/div><\/p>","protected":false},"author":1009,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[44662,9894,44723,53794,41640,35247,44441,87,26,35185,17505,35188,17494,4625,409394],"tags":[600868,600871,600872,600867,600869,355195,531563,600870],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/39897"}],"collection":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1009"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=39897"}],"version-history":[{"count":5,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/39897\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":39909,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/39897\/revisions\/39909"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=39897"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=39897"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=39897"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}