{"id":39935,"date":"2026-01-31T22:47:50","date_gmt":"2026-01-31T22:47:50","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/?p=39935"},"modified":"2026-01-31T22:47:50","modified_gmt":"2026-01-31T22:47:50","slug":"carneval-non-te-ne-andare-storia-significati-riti-e-celebrazioni-del-carnevale-e-il-libro-di-carlo-lapucci-uscito-da-graphe-it","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2026\/01\/31\/carneval-non-te-ne-andare-storia-significati-riti-e-celebrazioni-del-carnevale-e-il-libro-di-carlo-lapucci-uscito-da-graphe-it\/","title":{"rendered":"\u201cCarneval, non te ne andare\u2026 Storia, significati, riti e celebrazioni del Carnevale\u201d \u00e8 il libro di Carlo Lapucci uscito da Graphe.it"},"content":{"rendered":"<p><em><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2026\/01\/lapucci-carnevale-cover.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-39936\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2026\/01\/lapucci-carnevale-cover.jpg\" alt=\"\" width=\"584\" height=\"1023\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2026\/01\/lapucci-carnevale-cover.jpg 584w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2026\/01\/lapucci-carnevale-cover-171x300.jpg 171w\" sizes=\"(max-width: 584px) 100vw, 584px\" \/><\/a>E\u2019 in libreria dal 26 gennaio 2026 il libro edito da Graphe.it: molto pi\u00f9 di maschere e coriandoli, un saggio sulle radici profonde di una festa che credevamo di conoscere, dalla\u00a0memoria pagana ai riti che ancora ci coinvolgono. Il <strong>libro \u00e8 di<\/strong> <\/em><strong>Carlo Lapucci e ha per titolo \u201c<\/strong><strong>Carneval non te ne andare\u2026 Storia, significati, riti e celebrazioni del Carnevale<\/strong><strong>\u201d (Pagine 104, prezzo 9,50 euro, Graphe.it, 2026)<\/strong><\/p>\n<p>Il Carnevale affonda le radici in una\u00a0<strong>memoria antica, antichissima, \u00a0<\/strong>che precede il calendario cristiano.<strong> Lapucci esplora i\u00a0significati profondi\u00a0<\/strong>d<strong>i riti e usanze carnevalesche, intrecciando testimonianze storiche e proverbi popolari; esso\u00a0 \u00a0emerge come\u00a0cardine del\u00a0\u201csistema dell\u2019anno\u201d, modello del mondo attraversato dal destino umano.<\/strong> Un libro che\u00a0<strong>trasforma\u00a0<\/strong>il nostro sguardo su una festa che credevamo di conoscere. <strong>Dice Lapucci: <\/strong>\u201c<em>Il Carnevale non \u00e8 stato una festa sempre uguale nel tempo, e d\u2019altra parte la sua origine si perde in tracce sempre pi\u00f9 evanescenti per sfociare in riti primitivi di fecondit\u00e0 e di celebrazione dei cicli naturali. Si colloca nel periodo annuale di apparente morte della natura: il gelo, il riposo delle piante, il letargo degli animali, l\u2019assenza dei migratori, le ridotte attivit\u00e0 di ogni essere vivente e dell\u2019uomo. Dire quando sia nato il Carnevale e quanto il nostro dipenda da quello pagano \u00e8 difficile. Ci terremo a ci\u00f2 che si pu\u00f2 dire di certo, nell\u2019incertezza generale della materia. A cominciare dal nome non ci sono elementi su cui si possa trovare accordo\u2026\u201d.\u00a0 <\/em>Il Carnevale ha una storia molto antica, le cui origini vanno ricercate in epoche molte remote, quando la religione dominante era pagana. La ricorrenza trae forse le proprie origini dai Saturnali della Roma antica o dalle feste dionisiache del periodo classico greco. <strong>Un proverbio latino definisce cos\u00ec il Carnevale: \u00absemel in anno licet insanire\u00bb (una volta all\u2019anno \u00e8 lecito impazzire). Durante queste festivit\u00e0 era lecito lasciarsi andare, liberarsi da obblighi e impegni, per dedicarsi allo scherzo ed al gioco. Mascherarsi rendeva irriconoscibile il ricco e il povero, e scomparivano cos\u00ec le differenze sociali<\/strong>. Una volta terminate le feste, il rigore e l\u2019ordine tornavano a dettare legge nella societ\u00e0\u2026In Italia, dal medioevo ad oggi, questa ricorrenza si \u00e8 maggiormente arricchita e ai presenta con creazioni di maschere e vestiti particolari, dando vita a dei personaggi con caratteristiche specifiche: <strong>Arlecchino,<\/strong> vestito con pezze di vestito variopinte; <strong>Brighella,<\/strong> tipo scontroso, bugiardo, e sempre pronto a complottare per il suo tornaconto; <strong>Colombina<\/strong>, la maschera femminile pi\u00f9 famosa di Venezia che incarna le doti della domestica fedele e molto intelligente; <strong>Pantalone,<\/strong> il pap\u00e0 di Colombina, un vecchio mercante squattrinato che si lamenta sempre per la mancanza di denaro; <strong>Rugantino,<\/strong> arrogante e strafottente; <strong>Meneghino<\/strong>, servitore intelligente che ha pi\u00f9 sale in zucca dei suoi padroni. Il Carnevale insomma, rappresenta divertimento nella sua spensieratezza e ironia, con punte per\u00f2, qualche volta di sarcasmo non sempre tolleranti.<\/p>\n<p>Ancora Lapucci: \u201cAlla scuola primaria ci hanno spiegato che la parola \u201cCarnevale\u201d potrebbe derivare da carnem levare (rinunciare alla carne al sorgere del Mercoled\u00ec delle ceneri), e ci hanno insegnato a riconoscere le maschere della tradizione. Ma la pi\u00f9 sfrenata delle feste della liturgia occidentale pone, a un secondo sguardo, molte altre domande e pesca assai pi\u00f9 profondamente nella memoria sociale, ancestrale, agricola e pagana prima ancora che nel dipanarsi del calendario cristiano. Per quali vie, tessendo quali nessi il Carnevale \u00e8 arrivato nella sua posizione di contrappunto alla Quaresima? Con una scrittura affascinante e coinvolgente, l\u2019autore esplora su pi\u00f9 livelli il significato di questa ricorrenza (nel senso etimologico di qualcosa che ritorna regolarmente, con il suo portato di simboli) ripercorrendo testimonianze, proverbi, usanze e riti che in parte sopravvivono tuttora, e che meritano di essere compresi a fondo. Poich\u00e9 il Carnevale \u00e8 uno dei cardini del sistema dell\u2019anno, quella \u201cimmensa cattedrale nelle cui icone [\u2026] \u00e8 rappresentata la vita intera, in un modello del mondo, dell\u2019universo, attraversato dal destino dell\u2019uomo\u201d.<\/p>\n<p><strong>Un libro da leggere, storico, minuzioso, capace di indicare riti, celebrazioni, usanze e altro. <\/strong><\/p>\n<p>Carlo Lapucci vive a Firenze, dove insegna. Si \u00e8 occupato di letteratura e ha studiato il problema della traduzione dirigendo la rivista \u00abLe lingue del Mondo\u00bb; ha insegnato per molti anni dedicandosi allo studio delle\u00a0<strong>radici<\/strong>\u00a0<strong>profonde della cultura italiana<\/strong>.\u00a0<strong>Esperto di letteratura,<\/strong>\u00a0<strong>linguistica e tradizioni popolari<\/strong>, ha partecipato come specialista alla trasmissione radiofonica\u00a0<em>La luna nel pozzo\u00a0<\/em>e collabora con giornali e riviste. <strong>Con Graphe.it ha gi\u00e0 pubblicato studi apprezzati su Natale, Befana, orco, bestiari popolari e altri temi del folklore italiano.<\/strong> Tra le opere di linguistica e tradizioni popolari si ricordano il\u00a0<em>Dizionario dei modi di dire della lingua italiana<\/em>\u00a0(Garzanti 1993) e\u00a0<em>Fiabetoscane<\/em>\u00a0(Mondadori 1984). Nel 2006 per Le Monnier e poi per Mondadori \u00e8 uscito il\u00a0<em>Dizionario dei proverbi italiani<\/em>\u00a0che raccoglie 25.000 proverbi, prima opera e studio generale sui detti italiani. Si \u00e8 occupato di letteratura e tra le sue opere si segnalano: La pianura e altri racconti, Firenze 1974, Premio il Ceppo nuovo autore; L\u2019erba inutile, Vallecchi 1982; Il battello del sale, Il Grifo 1991; L\u2019uomo di vetro, Camunia 1992; Canzoniere dell\u2019amore coniugale, Cappelli 1974, vasta indagine nella poesia italiana e straniera di tutti i tempi; Oib\u00f2! &#8211; Parodie e copie, Rossi 2000, premio Giusti per la satira. Ha studiato il problema della traduzione dirigendo la rivista \u00abLe lingue del Mondo\u00bb e fondendo gli studi raccolti in Dal volgarizzamento alla traduzione, Valmartina 1983. Tra le opere di linguistica e tradizioni popolari si ricordano il Dizionario dei modi di dire della lingua italiana, Garzanti 1993; Fiabe toscane, Mondadori 1984; La Bibbia dei poveri, Mondadori 1985; Indovinelli italiani, Vallardi 1994. Nel 2006 per Le Monnier e nel 2007 per Mondadori \u00e8 uscito il Dizionario dei proverbi italiani che raccoglie 25.000 proverbi, prima opera e studio generale sui detti italiani. Ha collaborato con case editrici e ha partecipato come esperto alla trasmissione di Radiodue La luna nel pozzo ed \u00e8 stato l\u2019autore delle serie I verdi giardini della memoria e Cose dell\u2019altro mondo della stessa rete nazionale. Collabora a giornali e riviste tra cui \u201cIl Sole 24 ore\u201d, \u00abToscana oggi\u00bb, \u201cLa Nazione\u201d, \u201cStudi piemontesi\u201d, \u201cErba d\u2019Arno\u201d, \u201cIl Caff\u00e8 illustrato\u201d.<\/p>\n<p><strong>Carlo Franza <\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>E\u2019 in libreria dal 26 gennaio 2026 il libro edito da Graphe.it: molto pi\u00f9 di maschere e coriandoli, un saggio sulle radici profonde di una festa che credevamo di conoscere, dalla\u00a0memoria pagana ai riti che ancora ci coinvolgono. Il libro \u00e8 di Carlo Lapucci e ha per titolo \u201cCarneval non te ne andare\u2026 Storia, significati, riti e celebrazioni del Carnevale\u201d (Pagine 104, prezzo 9,50 euro, Graphe.it, 2026) Il Carnevale affonda le radici in una\u00a0memoria antica, antichissima, \u00a0che precede il calendario cristiano. Lapucci esplora i\u00a0significati profondi\u00a0di riti e usanze carnevalesche, intrecciando testimonianze storiche e proverbi popolari; esso\u00a0 \u00a0emerge come\u00a0cardine del\u00a0\u201csistema dell\u2019anno\u201d, [&hellip;]<\/p>\n&nbsp;&nbsp;<div class=\"readmore\"><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2026\/01\/31\/carneval-non-te-ne-andare-storia-significati-riti-e-celebrazioni-del-carnevale-e-il-libro-di-carlo-lapucci-uscito-da-graphe-it\/\">Continua a leggere...<\/a><\/div><\/p>","protected":false},"author":1009,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[59281,44662,9894,87,17030,47,28369,41632,4625],"tags":[452035,600883,472622,594869,471997,600884],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/39935"}],"collection":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1009"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=39935"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/39935\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":39937,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/39935\/revisions\/39937"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=39935"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=39935"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=39935"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}