{"id":39938,"date":"2026-02-01T21:11:39","date_gmt":"2026-02-01T21:11:39","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/?p=39938"},"modified":"2026-02-01T21:11:39","modified_gmt":"2026-02-01T21:11:39","slug":"il-fotografo-paolo-mussat-sartor-con-i-suoi-scatti-racconta-larte-povera-povera-e-la-scena-internazionale-dellarte-degli-anni-70-alla-galleria-gracis-di-milano","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2026\/02\/01\/il-fotografo-paolo-mussat-sartor-con-i-suoi-scatti-racconta-larte-povera-povera-e-la-scena-internazionale-dellarte-degli-anni-70-alla-galleria-gracis-di-milano\/","title":{"rendered":"Il fotografo Paolo Mussat Sartor con i suoi scatti racconta l&#8217;Arte Povera Povera e la scena internazionale dell&#8217;arte degli anni &#8217;70 alla Galleria Gracis di Milano"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2026\/02\/paolo-mussat-sartor-alighiero-boetti-oggi-e-venerdi-ventisette-marzo-millenovecentosettanta-1970.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-39939\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2026\/02\/paolo-mussat-sartor-alighiero-boetti-oggi-e-venerdi-ventisette-marzo-millenovecentosettanta-1970.jpg\" alt=\"\" width=\"551\" height=\"403\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2026\/02\/paolo-mussat-sartor-alighiero-boetti-oggi-e-venerdi-ventisette-marzo-millenovecentosettanta-1970.jpg 680w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2026\/02\/paolo-mussat-sartor-alighiero-boetti-oggi-e-venerdi-ventisette-marzo-millenovecentosettanta-1970-300x219.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 551px) 100vw, 551px\" \/><\/a>La\u00a0<strong>Galleria Gracis<\/strong> <strong>di Milano<\/strong> presenta <em>OBIETTIVO, ARTE POVERA. Un viaggio nell&#8217;arte dal 1968<\/em>, una mostra personale del fotografo\u00a0<strong>Paolo Mussat Sartor<\/strong>\u00a0(Torino, 1947) che attraverso i suoi scatti\u00a0<strong>ha raccontato l&#8217;Arte Povera<\/strong>\u00a0e la scena internazionale dell&#8217;arte moderna e contemporanea a cavallo degli anni &#8217;70,<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2026\/02\/paolo-mussat-sartor-mario-merz-ritratto-aglie-torino-1969.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\" wp-image-39940 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2026\/02\/paolo-mussat-sartor-mario-merz-ritratto-aglie-torino-1969.jpg\" alt=\"\" width=\"434\" height=\"541\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2026\/02\/paolo-mussat-sartor-mario-merz-ritratto-aglie-torino-1969.jpg 680w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2026\/02\/paolo-mussat-sartor-mario-merz-ritratto-aglie-torino-1969-241x300.jpg 241w\" sizes=\"(max-width: 434px) 100vw, 434px\" \/><\/a> restituendoci una lettura critica del lavoro degli artisti che va oltre il semplice racconto e si fa testimonianza autentica e vibrante di quell&#8217;epoca eroica.<\/p>\n<p>Il titolo dell&#8217;esposizione racchiude in s\u00e9 le parole chiave che sono il fil rouge del progetto. L&#8217;OBIETTIVO \u00e8 quello della macchina fotografica di Mussat Sartor che si fonde con il suo sguardo e la sua visione della realt\u00e0. I VIAGGI evocano la serie di fotografie scattate dall&#8217;abitacolo della sua auto tra gli anni &#8217;70 e &#8217;90, quando attraversava l&#8217;Europa per documentare mostre e artisti.<\/p>\n<p>Alla Galleria Gracis saranno esposte circa 30 immagini di Mussat Sartor che ritraggono <strong>i principali protagonisti dell&#8217;Arte Povera e le loro opere, tra cui Giovanni Anselmo, Alighiero Boetti, Gino De Dominicis, Luciano Fabro, Eliseo Mattiacci, Mario Merz, Jannis Kounellis, Giulio Paolini, Giuseppe Penone, Emilio Prini, Michelangelo Pistoletto, Gilberto Zorio <\/strong>e altrettante fotografie della serie dei Viaggi. Ma non solo, le fotografie dialogheranno con le opere degli stessi artisti che lui aveva ritratto, chiudendo il cerchio su quello che \u00e8 il terzo cardine della mostra, ossia l&#8217;ARTE POVERA.<\/p>\n<p>Paolo Mussat Sartor compie i primi passi come fotografo nella galleria di Gian Enzo Sperone a Torino, sua citt\u00e0 natale, nel periodo della sua massima attivit\u00e0 tra il 1968 e il 1975, grazie all&#8217;amico Tucci Russo che lo introduce nell&#8217;ambiente.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2026\/02\/Paolo-Mussat-Sartor-Gilberto-Zorio-Odio-su-muro-1969.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-39942\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2026\/02\/Paolo-Mussat-Sartor-Gilberto-Zorio-Odio-su-muro-1969.jpg\" alt=\"\" width=\"589\" height=\"405\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2026\/02\/Paolo-Mussat-Sartor-Gilberto-Zorio-Odio-su-muro-1969.jpg 680w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2026\/02\/Paolo-Mussat-Sartor-Gilberto-Zorio-Odio-su-muro-1969-300x206.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 589px) 100vw, 589px\" \/><\/a>Andrea Bellini, nel volume &#8220;Paolo Mussat Sartor Luoghi d&#8217;Arte e di artisti 1968 \u2013 2008&#8221;, evidenzia \u00abquanto poco il fotografo sia stato attratto dalla scena dell&#8217;arte, intesa nella sua dimensione mondana e salottiera, e quanto invece la sua curiosit\u00e0, il suo occhio e il suo istinto siano rimasti sempre concentrati sull&#8217;opera e il linguaggio degli artisti\u00bb.<\/p>\n<p>Mussat Sartor non usava il grandangolo, non trasformava, n\u00e9 giudicava ci\u00f2 che fotografava e forse anche per questo riusc\u00ec a stabilire con gli artisti un rapporto fatto di rispetto e intesa, come spiega lui stesso: \u00ab<em>Era una fotografia &#8220;ragionata&#8221;, che cercava di rispecchiare l&#8217;idea del lavoro. Ma questo<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2026\/02\/paolo-mussat-sartor-gino-de-dominicis-ritratto-kassel-documenta-v-1972.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\" wp-image-39943 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2026\/02\/paolo-mussat-sartor-gino-de-dominicis-ritratto-kassel-documenta-v-1972.jpg\" alt=\"\" width=\"549\" height=\"405\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2026\/02\/paolo-mussat-sartor-gino-de-dominicis-ritratto-kassel-documenta-v-1972.jpg 680w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2026\/02\/paolo-mussat-sartor-gino-de-dominicis-ritratto-kassel-documenta-v-1972-300x221.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 549px) 100vw, 549px\" \/><\/a> avviene in tutte le mie fotografie, dai ritratti ai paesaggi: cerco di rispettare il soggetto, cerco sempre un dialogo, anche solo mentale, con ci\u00f2 che fotografo. Cerco di capire senza spettacolarizzare, senza sconvolgere, senza spingermi oltre<\/em>\u00bb.<\/p>\n<p>\u00c8 proprio per questo che Galleria Gracis ha deciso di accostare alle sue fotografie dedicate ai protagonisti dell&#8217;Arte Povera, quelle dei Viaggi, esposte qui per la prima volta, scattate per lo pi\u00f9 con la Minox, una macchinetta tascabile che portava sempre con s\u00e9 e che gli permetteva di tenersi impegnato nei lunghi viaggi da una parte all&#8217;altra dell&#8217;Europa, da Amsterdam a Francoforte, passando per Parigi e Basilea, fino a Roma e Bari. Oggetti, situazioni, cambiamenti metereologici, tutto ridotto all&#8217;essenziale, tutto ci\u00f2 che dopo un attento sguardo e riflessione, aveva voluto conservare.<\/p>\n<p>La Galleria Gracis dedica a Paolo Mussat Sartor una seconda mostra personale, dopo il successo di Inattese visioni (2023), esposizione che presentava le sue fotografie arricchite da interventi pittorici, proseguendo cos\u00ec un percorso di valorizzazione e approfondimento del suo linguaggio artistico.<\/p>\n<p><strong><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2026\/02\/paolo-mussat-sartor-jannis-kounellis-fuochi-torino-galleria-sperone-1970.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-39944\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2026\/02\/paolo-mussat-sartor-jannis-kounellis-fuochi-torino-galleria-sperone-1970.jpg\" alt=\"\" width=\"562\" height=\"392\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2026\/02\/paolo-mussat-sartor-jannis-kounellis-fuochi-torino-galleria-sperone-1970.jpg 680w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2026\/02\/paolo-mussat-sartor-jannis-kounellis-fuochi-torino-galleria-sperone-1970-300x209.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 562px) 100vw, 562px\" \/><\/a>Paolo Mussat Sartor\u00a0<\/strong>\u00e8 nato a Torino nel 1947, dove vive e lavora. Autodidatta, fotografa dal 1966. Nel 1968 inizia a collaborare con Gian Enzo Sperone e conosce e fotografa gli artisti italiani e stranieri che in quegli anni espongono le loro opere nella sua galleria. Espone e pubblica Ritratti di Artisti e documentazioni di opere in cataloghi d&#8217;arte e riviste specializzate di tutto il mondo. Collabora anche con riviste d&#8217;arte ed architettura come &#8220;Domus&#8221;, &#8220;Abitare&#8221;, &#8220;Vogue&#8221;, &#8220;Casa Vogue&#8221;, ed &#8220;Ottagono&#8221;. Nel 1979, la casa editrice Stampatori gli pubblica il volume Paolo Mussat Sartor Fotografo 1968\/1978. Arte e Artisti in Italia, un libro che documenta dieci anni di collaborazione con alcuni artisti italiani contemporanei. Parallelamente, dal 1970, si dedica ad un proprio lavoro di ricerca che si sviluppa attraverso il linguaggio fotografico. Dal 1985 interviene su stampe fotografiche, da lui appositamente realizzate, con pigmenti colorati e tecniche miste, ricavandone esemplari unici.<\/p>\n<p><strong>Considerato tra i pi\u00f9 significativi fotografi d&#8217;arte del secondo Novecento, Paolo Mussat Sartor ha contribuito a definire lo sguardo con cui la storia dell&#8217;arte contemporanea \u00e8 stata tramandata. Le sue fotografie continuano a essere esposte in mostre e istituzioni internazionali, come memoria viva e parte integrante di quella stagione straordinaria iniziata negli anni Settanta.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Carlo Franza<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>La\u00a0Galleria Gracis di Milano presenta OBIETTIVO, ARTE POVERA. 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