{"id":39995,"date":"2026-02-06T21:43:17","date_gmt":"2026-02-06T21:43:17","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/?p=39995"},"modified":"2026-02-06T21:43:17","modified_gmt":"2026-02-06T21:43:17","slug":"eugene-berman-e-il-suo-modern-classic-il-neoromantico-e-roma-in-mostra-al-mart-di-rovereto","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2026\/02\/06\/eugene-berman-e-il-suo-modern-classic-il-neoromantico-e-roma-in-mostra-al-mart-di-rovereto\/","title":{"rendered":"Eugene Berman e il suo \u201cModern Classic\u201d. Il neoromantico e Roma in mostra al MART di Rovereto"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2026\/02\/01-Eugene-Berman-Apotheose-de-Lorenzo-Bernini-1940-Collection-of-Alexander-Kuznetsov-and-Pavel-Meliakov.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-39997\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2026\/02\/01-Eugene-Berman-Apotheose-de-Lorenzo-Bernini-1940-Collection-of-Alexander-Kuznetsov-and-Pavel-Meliakov.jpg\" alt=\"\" width=\"458\" height=\"564\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2026\/02\/01-Eugene-Berman-Apotheose-de-Lorenzo-Bernini-1940-Collection-of-Alexander-Kuznetsov-and-Pavel-Meliakov.jpg 1200w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2026\/02\/01-Eugene-Berman-Apotheose-de-Lorenzo-Bernini-1940-Collection-of-Alexander-Kuznetsov-and-Pavel-Meliakov-244x300.jpg 244w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2026\/02\/01-Eugene-Berman-Apotheose-de-Lorenzo-Bernini-1940-Collection-of-Alexander-Kuznetsov-and-Pavel-Meliakov-832x1024.jpg 832w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2026\/02\/01-Eugene-Berman-Apotheose-de-Lorenzo-Bernini-1940-Collection-of-Alexander-Kuznetsov-and-Pavel-Meliakov-768x945.jpg 768w\" sizes=\"(max-width: 458px) 100vw, 458px\" \/><\/a>\u201c<em>Eugene Berman. Modern Classic\u201d<\/em>\u00a0\u00e8\u00a0<strong>la pi\u00f9 importante mostra monografica sulla vita e l&#8217;opera di Berman mai realizzata e visitabile al MART\u00a0 fino al 1 marzo 2026<\/strong>.<br \/>\nGrazie anche al fondamentale coinvolgimento di alcuni tra i collezionisti internazionali pi\u00f9 attenti, la mostra presenta una sintesi completa del suo percorso di artista e attraversa le tre fasi principali della sua carriera, trascorsa a Parigi (anni<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2026\/02\/03-eugene-berman-veduta-immaginaria-di-palestrina-roma-1962-zelenina-collection.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"size-full wp-image-39996 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2026\/02\/03-eugene-berman-veduta-immaginaria-di-palestrina-roma-1962-zelenina-collection.jpg\" alt=\"\" width=\"285\" height=\"237\" \/><\/a> Venti e primi anni Trenta), negli Stati Uniti (dal 1935 al 1957) e a Roma (dal 1958 al 1972). Oltre 100 dipinti, accompagnati da un pari numero di carte, un cospicuo insieme di reperti archeologici e antichit\u00e0 dalle collezioni dell&#8217;autore, documenti, taccuini e fotografie d&#8217;archivio permettono di scoprire quell&#8217;incredibile miscela di realt\u00e0 e poesia, di verosimiglianza e visione immaginaria, di passato e modernit\u00e0 che costituisce il tratto caratteristico dell&#8217;opera di Eugene Berman.<\/p>\n<p>Il percorso espositivo segue un andamento cronologico, intervallato da due affondi di contesto e di approfondimento.<\/p>\n<p>Il primo \u00e8 dedicato al gruppo dei<strong>\u00a0neo-romantici<\/strong>, una variante sentimentale e nostalgica del Surrealismo francese (l&#8217;origine del gruppo si deve al critico Waldemar George, di cui il<strong>\u00a0MART<\/strong> conserva il ritratto a firma di Andrea Savinio). All&#8217;interno del gruppo, Berman condivide temi e stile con il fratello Leonid e con artisti come Christian B\u00e9rard e Pavel Tchelitchew).<\/p>\n<p>Il secondo affondo segue invece\u00a0<strong>le vicende di Berman a Roma<\/strong>. A cavallo tra gli anni Quarata e Cinquanta Berman \u00e8 in contatto con una serie di artisti legati dall&#8217;interesse per l&#8217;arte visionaria e citazionista. Tra questi Corrado Cagli, che introduce la prima mostra di Berman alla galleria L&#8217;Obelisco nel 1949, ma anche Alberto Savinio, Fabrizio Clerici e Leonor Fini, (negli ultimi anni tra i protagonisti di fortunate mostre del Mart) Carlye Bro e Piero Fornasetti.<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2026\/02\/02-eugene-berman-solitude-1941-collection-of-alexander-kuznetsov-and-pavel-meliakov.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"size-full wp-image-39999 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2026\/02\/02-eugene-berman-solitude-1941-collection-of-alexander-kuznetsov-and-pavel-meliakov.jpg\" alt=\"\" width=\"190\" height=\"237\" \/><\/a><\/p>\n<p><em>Modern Classic<\/em>\u00a0ripercorre l&#8217;intero arco creativo dell&#8217;artista, tra la modernit\u00e0 maturata negli anni parigini a contatto con le ricerche post-impressioniste dei Nabis, la scena surrealista internazionale europea e americana e la classicit\u00e0 approfondita in Italia. Proprio per il nostro paese Berman coltiva una vera e propria passione elettiva, a partire da una rivisitazione del tema del &#8220;viaggio in Italia&#8221; che affonda le sue radici nei viaggi di intellettuali e artisti del XVII secolo, nei Grand Tour del XIX secolo, nelle memorie di Stendhal e di Goethe. Come molti neo-romantici, Berman subisce il fascino dell&#8217;Italia, ne studia con passione e attenzione i periodi pi\u00f9 influenti, dalla classicit\u00e0 al Barocco passando ovviamente per il Rinascimento, e frequenta a pi\u00f9 riprese citt\u00e0 e luoghi di cultura. Sulle tele, nelle illustrazioni e nei lavori per il teatro, guarda ai resoconti di viaggio, alle <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2026\/02\/04-eugene-berman-the-decapitated-muses-iii-1967-collection-of-sergei-valentina-reviakin.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-40000\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2026\/02\/04-eugene-berman-the-decapitated-muses-iii-1967-collection-of-sergei-valentina-reviakin.jpg\" alt=\"\" width=\"294\" height=\"237\" \/><\/a>architetture italiane, alle esperienze dei &#8220;grandi&#8221;, dando vita a un diario visivo onirico, in cui l&#8217;esperienza del presente si mescola con i richiami alla tradizione\u00a0<a href=\"https:\/\/www.itinerarinellarte.it\/it\/mostre\/eugene-berman-modern-classic-14062\">\u00a0artistica<\/a>\u00a0e letteraria.<br \/>\nIn Italia Berman ha anche modo di ammirare e studiare le opere di Giorgio de Chirico, padre del recupero dell&#8217;antichit\u00e0 all&#8217;interno di una lingua che mantiene forti connessioni con la modernit\u00e0. La mostra restituisce la poliedricit\u00e0 del talento di Berman, presentando una ricca documentazione della sua attivit\u00e0 per il teatro, l&#8217;opera lirica, il balletto.<br \/>\nBerman, infatti, non fu solo pittore ma anche scenografo, costumista, illustratore; lavor\u00f2 per il Metropolitan Opera di New York, per il New York Broadway Theatre, per i Ballets Russes di Montecarlo, per il Teatro La Scala di Milano, per l&#8217;Accademia Filarmonica di Roma e per il New York City Centre. Tra le messe in scena di maggiore successo per il Metropolitan Opera di New York: Romeo and Juliet di Antony Tudor (1943) e il Don Giovanni di Mozart di Rudolf Bing (1957).<\/p>\n<p>Arricchiscono il percorso espositivo alcune raccolte di disegni, illustrazioni, grafiche editoriali realizzate per riviste come Town&amp;Country, Vogue America, Life, oltre che programmi di sala e cataloghi.<\/p>\n<p>La mostra rappresenta anche l&#8217;occasione per esporre parte della vasta raccolta di materiali appartenuti a Eugene Berman: oggetti, antichit\u00e0 e reperti archeologici provenienti da collezioni<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2026\/02\/10-eugene-berman-nobilissima-visione-1941-zelenina-collection.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-40001\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2026\/02\/10-eugene-berman-nobilissima-visione-1941-zelenina-collection.jpg\" alt=\"\" width=\"187\" height=\"237\" \/><\/a> private internazionali e dai fondi dello Stato Italiano.<\/p>\n<p>Il Fondo custodito dalla Direzione regionale Musei nazionali Lazio presso il Forte Sangallo di Civita Castellana conserva quadri, disegni, album e taccuini<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2026\/02\/20-eugene-berman-senza-titolo-1942-zelenina-collection.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"size-full wp-image-40002 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2026\/02\/20-eugene-berman-senza-titolo-1942-zelenina-collection.jpg\" alt=\"\" width=\"187\" height=\"237\" \/><\/a> insieme alla ricchissima collezione archeologica ed etnografica di reperti etruschi, villanoviani, greci, romani, precolombiani, egizi rinvenuti nell&#8217;appartamento romano di Berman, situato all&#8217;interno di Palazzo Doria Pamphili. Di questo gruppo eterogeneo fa parte un nucleo di opere e antichit\u00e0 collezionate dallo stesso Berman e generosamente prestate al Mart.<\/p>\n<p>Dall&#8217;American Academy in Rome proviene, invece, una selezione dell&#8217;imponente archivio fotografico di Berman che comprende principalmente fotografie di viaggio scattate in Messico, Egitto, Libia oltre che in diversi siti italiani: Roma, Costiera Amalfitana, Sicilia, Verona, Venezia, etc. Al Mart gli scatti di Berman dialogano con una preziosa selezione di materiali fotografici e album che costituisce un vero e proprio atlante della memoria. Ne fanno parte immagini realizzate da affermati autori coevi (come Henri Cartier-Bresson, Helen Levitt, Charles Henri Ford, Herbert List, Robert Emmett Bright), istantanee prodotte da ditte storiche specializzate nella riproduzione d&#8217;arte (Alinari, Brogi, B\u00f6hm e altri), cartoline e ritagli di giornale.<\/p>\n<p><strong>Eugene Berman (San Pietroburgo, 1899 \u2013 Roma, 1972),<\/strong> dopo essere fuggito da San Pietroburgo con la famiglia a causa della rivoluzione bolscevica, studia pittura a Parigi e nel corso degli anni Venti e Trenta viaggia spesso in Italia. Durante la Seconda guerra mondiale si stabilisce negli Stati Uniti, dove si afferma anche come scenografo, costumista, illustratore e grafico, celebrato da importanti esposizioni, tra cui quella dedicata al suo lavoro per il teatro presso il Museum of Modern Art di New York, nel 1947. Nel 1958 giunge in Italia come artista residente presso l&#8217;Accademia Americana a Roma, ricongiungendosi con il Paese che era stato, fin dall&#8217;inizio, fonte di ispirazione primaria della sua arte. Qui vive fino alla sua morte, nel 1972, circondato da una collezione di antichit\u00e0, ceramiche precolombiane, maschere africane, tessuti peruviani e copti e altri oggetti rari.<\/p>\n<p><strong>Carlo Franza <\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>\u201cEugene Berman. Modern Classic\u201d\u00a0\u00e8\u00a0la pi\u00f9 importante mostra monografica sulla vita e l&#8217;opera di Berman mai realizzata e visitabile al MART\u00a0 fino al 1 marzo 2026. Grazie anche al fondamentale coinvolgimento di alcuni tra i collezionisti internazionali pi\u00f9 attenti, la mostra presenta una sintesi completa del suo percorso di artista e attraversa le tre fasi principali della sua carriera, trascorsa a Parigi (anni Venti e primi anni Trenta), negli Stati Uniti (dal 1935 al 1957) e a Roma (dal 1958 al 1972). 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