{"id":40095,"date":"2026-02-15T17:14:10","date_gmt":"2026-02-15T17:14:10","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/?p=40095"},"modified":"2026-02-15T17:14:10","modified_gmt":"2026-02-15T17:14:10","slug":"al-museo-di-roma-palazzo-braschi-la-mostra-ville-e-giardini-di-roma-la-capitale-ritratta-nei-capolavori-di-artisti-dal-cinquecento-ad-oggi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2026\/02\/15\/al-museo-di-roma-palazzo-braschi-la-mostra-ville-e-giardini-di-roma-la-capitale-ritratta-nei-capolavori-di-artisti-dal-cinquecento-ad-oggi\/","title":{"rendered":"Al Museo di Roma-Palazzo Braschi la mostra Ville e Giardini di Roma. La capitale ritratta nei capolavori di artisti dal Cinquecento ad oggi."},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2026\/02\/3.-Matthias-Withoos-attr.-Villa-Aldobrandini.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-40096\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2026\/02\/3.-Matthias-Withoos-attr.-Villa-Aldobrandini.jpg\" alt=\"\" width=\"536\" height=\"389\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2026\/02\/3.-Matthias-Withoos-attr.-Villa-Aldobrandini.jpg 800w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2026\/02\/3.-Matthias-Withoos-attr.-Villa-Aldobrandini-300x218.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2026\/02\/3.-Matthias-Withoos-attr.-Villa-Aldobrandini-768x558.jpg 768w\" sizes=\"(max-width: 536px) 100vw, 536px\" \/><\/a>Il\u00a0<strong>Museo di Roma a Palazzo Braschi<\/strong>\u00a0ospita<strong><em> Ville e Giardini di Roma: una Corona di delizie, <\/em><\/strong>\u00a0 la mostra curata da\u00a0<strong>Alberta Campitelli<\/strong>,\u00a0<strong>Alessandro Cremona<\/strong>,<strong>\u00a0Federica Pirani<\/strong>,<strong>\u00a0Sandro Santolini\u00a0<\/strong>con il supporto di un Comitato scientifico internazionale composto da\u00a0<strong>Vincenzo Cazzato<\/strong>,\u00a0<strong>Barbara Jatta<\/strong>,<strong>\u00a0Sabine Frommel<\/strong>,\u00a0<strong>Denis Ribouillault\u00a0<\/strong>e\u00a0<strong>Claudio Strinati<\/strong>, che ricostruisce, attraverso dipinti, stampe, disegni e<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2026\/02\/4.-Van-Wittel-Castel-Sant_Angelo.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\" wp-image-40097 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2026\/02\/4.-Van-Wittel-Castel-Sant_Angelo.jpg\" alt=\"\" width=\"567\" height=\"299\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2026\/02\/4.-Van-Wittel-Castel-Sant_Angelo.jpg 801w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2026\/02\/4.-Van-Wittel-Castel-Sant_Angelo-300x158.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2026\/02\/4.-Van-Wittel-Castel-Sant_Angelo-768x406.jpg 768w\" sizes=\"(max-width: 567px) 100vw, 567px\" \/><\/a> documenti in molti casi inediti, l\u2019evoluzione delle ville e dei giardini storici di Roma dal XVI secolo alla met\u00e0 del XX.<br \/>\nIl percorso offre una straordinaria visione di come questi luoghi, nati come residenze aristocratiche e simboli di potere, si siano trasformati nel tempo, diventando giardini pubblici e spazi di memoria. Si esplora il passaggio dall\u2019equilibrio formale delle ville rinascimentali all\u2019opulenza barocca, fino agli spazi verdi ottocenteschi e novecenteschi, svelando anche i complessi, oggi scomparsi o profondamente mutati.<\/p>\n<p>Il\u00a0<strong>Museo di Roma<\/strong>\u00a0a Palazzo Braschi ospita una grande esposizione dedicata a uno dei patrimoni pi\u00f9 affascinanti della citt\u00e0: i suoi giardini storici;\u00a0<strong>visitabile fino al 12 aprile 2026<\/strong>, la mostra\u00a0<strong><em>Ville e Giardini di Roma: una Corona di Delizie<\/em><\/strong>\u00a0ripercorre, per la prima volta in maniera cos\u00ec ampia, lo sviluppo dei giardini di Roma nell\u2019immaginario pittorico dal Cinquecento alla seconda met\u00e0 del XX secolo.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2026\/02\/6_Van-Cleve_Belvedere-Vaticano.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\" wp-image-40099\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2026\/02\/6_Van-Cleve_Belvedere-Vaticano.jpg\" alt=\"\" width=\"557\" height=\"305\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2026\/02\/6_Van-Cleve_Belvedere-Vaticano.jpg 800w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2026\/02\/6_Van-Cleve_Belvedere-Vaticano-300x164.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2026\/02\/6_Van-Cleve_Belvedere-Vaticano-768x420.jpg 768w\" sizes=\"(max-width: 557px) 100vw, 557px\" \/><\/a><\/p>\n<p>Promossa da<strong>\u00a0<em>Roma Capitale, Assessorato alla Cultura<\/em><\/strong><em>,\u00a0<strong>Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali<\/strong><\/em>, l\u2019esposizione si inserisce in un pi\u00f9 ampio e complesso programma di valorizzazione del patrimonio dei giardini storici romani. La mostra, curata da\u00a0<strong>Alberta Campitelli<\/strong>,\u00a0<strong>Alessandro Cremona<\/strong>,<strong>\u00a0Federica Pirani<\/strong>,<strong>\u00a0Sandro Santolini\u00a0<\/strong>con il supporto di un Comitato scientifico internazionale composto da\u00a0<strong>Vincenzo Cazzato<\/strong>,\u00a0<strong>Barbara Jatta<\/strong>,<strong>\u00a0Sabine Frommel<\/strong>,\u00a0<strong>Denis Ribouillault\u00a0<\/strong>e\u00a0<strong>Claudio Strinati<\/strong>, si propone di illustrare come le ville e i giardini siano stati, nei secoli, espressione di potere,<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2026\/02\/7_Hansen_Villa-Albani.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\" wp-image-40102 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2026\/02\/7_Hansen_Villa-Albani.jpg\" alt=\"\" width=\"571\" height=\"385\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2026\/02\/7_Hansen_Villa-Albani.jpg 800w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2026\/02\/7_Hansen_Villa-Albani-300x203.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2026\/02\/7_Hansen_Villa-Albani-768x518.jpg 768w\" sizes=\"(max-width: 571px) 100vw, 571px\" \/><\/a> cultura e raffinatezza per pontefici, principi e cardinali, documentando il passaggio dal rigore del giardino formale alla libert\u00e0 del giardino paesaggistico, fino all\u2019affermazione della loro funzione pubblica, con le passeggiate ottocentesche e i giardini novecenteschi realizzati a seguito delle travagliate trasformazioni dovute al nuovo ruolo di Roma come capitale del Regno, che dal 1870 e fino al Ventennio hanno comportato la distruzione di molti importanti complessi. Organizzazione di\u00a0<strong>Z\u00e8tema Progetto Cultura<\/strong>. Con il contributo di\u00a0<strong>Euphorbia Srl Cultura del Paesaggio<\/strong>. Catalogo edito da\u00a0<strong>L\u2019Erma di Bretschneider<\/strong>.<\/p>\n<p>In mostra sono esposte\u00a0<strong>quasi 190 opere<\/strong>\u00a0di vario genere &#8211; dai disegni ai dipinti, dalle stampe ai manoscritti. Spesso poco conosciute e in molti casi inedite, esse offrono una straordinaria ricchezza documentale per la ricerca. Questa selezione permette di condurre nuove indagini su complessi a volte poco studiati, svelando per la prima volta l\u2019aspetto originario di spazi verdi oggi scomparsi o radicalmente rimaneggiati e proponendo nuove chiavi di lettura e interpretazione.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2026\/02\/8-Van-Wittel-Casino-di-Annibale-Albani.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-40104\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2026\/02\/8-Van-Wittel-Casino-di-Annibale-Albani.jpg\" alt=\"\" width=\"571\" height=\"310\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2026\/02\/8-Van-Wittel-Casino-di-Annibale-Albani.jpg 800w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2026\/02\/8-Van-Wittel-Casino-di-Annibale-Albani-300x163.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2026\/02\/8-Van-Wittel-Casino-di-Annibale-Albani-768x417.jpg 768w\" sizes=\"(max-width: 571px) 100vw, 571px\" \/><\/a>Strutturato in\u00a0<strong>sei sezioni<\/strong>, il percorso di visita \u00e8 arricchito da\u00a0<strong>apparati multimediali<\/strong>\u00a0<strong>e immersivi<\/strong>\u00a0che offrono al visitatore la possibilit\u00e0 di approfondire e interagire con i temi trattati. Ad aprire l\u2019esposizione \u00e8 una grande\u00a0<strong>mappa interattiva\u00a0<\/strong>che fornisce una panoramica dettagliata delle ville storiche di Roma ritratte in mostra: un ponte virtuale tra arte e realt\u00e0 che non solo introduce alla conoscenza delle opere, ma ne accresce la comprensione del contesto e dei meravigliosi complessi architettonici che le hanno ispirate.<\/p>\n<p>Il percorso prende il via con una sezione dedicata alle<strong>\u00a0<em>Ville del Cinquecento<\/em><\/strong>,<strong><em>\u00a0tra nostalgia dell\u2019Antico e nuovi modelli<\/em><\/strong>. \u00c8 in questo periodo che, grazie al rafforzato governo pontificio, Roma riemerge dalle nebbie del Medioevo con nuova vitalit\u00e0 demografica, economica e artistica. Gli antichi luoghi per l\u2019<em>otium<\/em>, come le ville e i giardini di delizia, vengono riscoperti e indicati come modello, avviando la fiorente stagione del Rinascimento. Le vigne e gli orti disseminati nell\u2019urbe vengono<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2026\/02\/9_Leroux_Passeggiata-al-Pincio_AM-2824.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\" wp-image-40107 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2026\/02\/9_Leroux_Passeggiata-al-Pincio_AM-2824.jpg\" alt=\"\" width=\"583\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2026\/02\/9_Leroux_Passeggiata-al-Pincio_AM-2824.jpg 801w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2026\/02\/9_Leroux_Passeggiata-al-Pincio_AM-2824-300x154.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2026\/02\/9_Leroux_Passeggiata-al-Pincio_AM-2824-768x395.jpg 768w\" sizes=\"(max-width: 583px) 100vw, 583px\" \/><\/a> trasformati in giardini annessi a residenze. Committenti sono papi, cardinali e aristocratici, ma anche letterati, che impegnano i pi\u00f9 grandi artisti del secolo: Bramante, Peruzzi, Raffaello, Sangallo il Giovane, Giulio Romano, Ligorio, Vignola, Ammannati, Fontana e Del Duca raccolgono le suggestioni dell\u2019antichit\u00e0 e definiscono un modello di giardino romano, destinato a essere celebrato e imitato. <strong>Villa Madama, Villa Giulia, il Belvedere vaticano, La Farnesina, Villa Medici sono documentati in mostra da opere di celebri artisti quali<\/strong>\u00a0<strong>Hendrick van Cleve<\/strong>,\u00a0<strong>Caspar van Wittel<\/strong>,\u00a0<strong>Paolo Anesi<\/strong>. Preziosa \u00e8 la veduta di<strong> Villa Mattei Celimontana di<\/strong>\u00a0<strong>Joseph Heintz il Giovane<\/strong>, degli inizi del Seicento, che restituisce in dettaglio l\u2019assetto dei luoghi.<\/p>\n<p><strong><em>Le ville del Seicento: fasto e rappresentazione del potere<\/em><\/strong>sono protagoniste della seconda sezione. Nel Seicento le ville romane tendono a occupare le aree rimaste ancora libere in zone strategiche della citt\u00e0, nei pressi della residenza papale del Quirinale, delle basiliche e delle mura <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2026\/02\/10-Montani-Colle-Oppio.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-40109\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2026\/02\/10-Montani-Colle-Oppio.jpg\" alt=\"\" width=\"587\" height=\"511\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2026\/02\/10-Montani-Colle-Oppio.jpg 800w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2026\/02\/10-Montani-Colle-Oppio-300x261.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2026\/02\/10-Montani-Colle-Oppio-768x668.jpg 768w\" sizes=\"(max-width: 587px) 100vw, 587px\" \/><\/a>cittadine. Al tempo stesso, per disporre di spazi sempre pi\u00f9 vasti e articolati, fuori della cinta muraria, lungo le principali direttici di accesso alla citt\u00e0 si insediano vasti complessi con giardini. Grazie alla riattivazione degli antichi acquedotti \u00e8 possibile realizzare lussureggianti giardini impreziositi da scenografiche fontane, secondo una concezione teatrale che suscita la meraviglia dei visitatori, con l\u2019estro dei migliori artisti e architetti del tempo come Flaminio Ponzio, Carlo Maderno, Giovanni Vasanzio, Alessandro Algardi e Pietro da Cortona. Ne sono esempio le magnificenze di Villa Borghese, immortalata dallo straordinario dipinto di\u00a0<strong>Joseph Heintz il Giovane<\/strong>, firmato e datato 1625, e da numerosi altri dipinti, delle purtroppo distrutte Villa Ludovisi, Villa Giustiniani, Villa del Vascello e la Villa del Pigneto Sacchetti, opera eccelsa di Pietro da Cortona, precocemente perduta ma amata e documentata da molti artisti. Spartiacque tra ultimi bagliori e decadenza del modello romano sono\u00a0<strong><em>Le ville del Settecento: tra magnificenza e \u201cbuon gusto\u201d<\/em><\/strong>\u00a0(terza sezione). Nella prima met\u00e0 del secolo si continuano le magnificenze barocche, con residenze dotate di giardini disegnati secondo l\u2019aggiornata moda alla francese, con elaborati\u00a0<em>parterres de broderie<\/em>\u00a0e boschetti sagomati come \u201cstanze\u201d verdi. Ne sono esempio i giardini di Villa Patrizi fuori Porta Pia, di Palazzo Colonna &#8211; collegati<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2026\/02\/158462-4_Van_Wittel_Castel_Sant_Angelo_.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\" wp-image-40112 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2026\/02\/158462-4_Van_Wittel_Castel_Sant_Angelo_.jpg\" alt=\"\" width=\"564\" height=\"423\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2026\/02\/158462-4_Van_Wittel_Castel_Sant_Angelo_.jpg 600w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2026\/02\/158462-4_Van_Wittel_Castel_Sant_Angelo_-300x225.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 564px) 100vw, 564px\" \/><\/a> all\u2019edificio da ponti sospesi su via del Pilotta &#8211; e quelli progettati da Ferdinando Fuga per il Palazzo gi\u00e0 Riario, dal 1736 dei nipoti di Clemente XII Corsini e oggi Orto Botanico cittadino. Con la crisi economica e l\u2019affermarsi di esigenze di decoro e appartata comodit\u00e0, si realizzano edifici pi\u00f9 contenuti con giardini ridotti, quali la villa del cardinale Valenti Gonzaga presso Porta Pia, acquistata nell\u2019Ottocento da Paolina Borghese. Ma il Settecento ci consegna una realizzazione destinata a divenire celebre in tutta Europa: la villa del cardinale Alessandro Albani, progettata fuori Porta Salaria tra il 1747 e il 1763 da Carlo Marchionni, con Giovanni Battista Nolli, Giovanni Battista Piranesi e lo storico dell\u2019arte antica Johann Joachim Winckelmann per la mirabile collezione d\u2019antichit\u00e0.<br \/>\nI giardini mantengono un disegno formale con aiuole elaborate e assi prospettici, come ben mostra l\u2019incisione colorata di\u00a0<strong>Francesco Panini<\/strong>\u00a0del 1770, ma accolgono anche strutture tipiche dei giardini inglesi, come la\u00a0<em>caffeaus<\/em>\u00a0semicircolare o il casino del bigliardo, immortalato dal dipinto di\u00a0<strong>Christoffer Wilhelm Eckersberg<\/strong>, definendo un mix di fascino e gusto romano celebrato dagli artisti per tutto il corso dell\u2019Ottocento.<\/p>\n<p><strong><em>L\u2019Ottocento tra distruzioni e nuovi giardini per l\u2019urbanistica di Roma capitale<\/em><\/strong>\u00e8 raccontato nella quarta sezione. Il secolo delle rivoluzioni non lascia spazio a residenze di delizia. I danni causati dagli scontri non risparmiano il patrimonio di ville e giardini; ma si afferma anche un nuovo modello, il verde pubblico della passeggiata, destinato non pi\u00f9 alla nobilt\u00e0 messa in crisi dai mutati scenari politici, bens\u00ec a un\u2019utenza pi\u00f9 ampia e \u201cdemocratica\u201d.<br \/>\nGli effetti dell\u2019occupazione francese di inizi secolo e della battaglia per la difesa della Repubblica romana del 1849 depauperano e distruggono ville e giardini, soprattutto sul Gianicolo. Scompare l\u2019originale Villetta Doria, nell\u2019area dell\u2019attuale Galoppatoio di Villa Borghese, unico insuperato esempio di giardino \u201call\u2019inglese\u201d, fortunatamente immortalata in varie vedute. Ancor pi\u00f9 devastanti sono gli effetti del nuovo ruolo di Roma capitale. Dopo il 1870, infatti, le necessit\u00e0 di un\u2019urbanistica condizionata dall\u2019aumento vertiginoso della popolazione e dalle necessit\u00e0 di nuove strutture viarie e funzionali si impongono a scapito del verde storico, soprattutto all\u2019interno delle Mura Aureliane: ville dal valore incommensurabile, quali le ville Ludovisi e Montalto, sono impietosamente distrutte.<br \/>\n<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2026\/02\/VilleGiardini_1050x545-e1771174648270.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-40114\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2026\/02\/VilleGiardini_1050x545-e1771174648270.jpg\" alt=\"\" width=\"576\" height=\"299\" \/><\/a>Per far fronte alle devastanti inondazioni del Tevere vengono costruiti gli argini, interrompendo il rapporto tra la citt\u00e0 e il fiume e distruggendo gli spettacolari affacci di alcune ville, come ci documenta\u00a0<strong>Caspar van Wittel<\/strong>\u00a0<strong>con la veduta di Villa Altoviti.<\/strong> Fa eccezione <strong>Villa Torlonia in via Nomentana, commissionata dalla potente famiglia di banchieri,<\/strong> ultimo esempio di mecenatismo romano, realizzata in tre fasi: inizi Ottocento, met\u00e0 Ottocento e inizi Novecento. Le nuove classi sociali introducono intanto una nuova tipologia abitativa, i villini, che spesso utilizza lacerti di giardini superstiti delle antiche ville. A seguire, una sezione dedicata al\u00a0<strong><em>Giardino romano nel Novecento tra propaganda, distruzioni e nuovi modelli<\/em><\/strong>. Il nuovo secolo si apre per Roma all\u2019insegna di un\u2019effervescente vitalit\u00e0: nel 1870 contava 220mila abitanti che trent\u2019anni dopo erano il doppio. Molte ville vengono distrutte per lasciare spazio alla modernizzazione, mentre l\u2019acquisizione e l\u2019apertura al pubblico di Villa Borghese nel 1903, collegata nel 1908 alla Passeggiata del Pincio, segna un indubbio contributo al verde cittadino. Dopo la tragica parentesi della guerra, il Regime fascista avvia una politica del verde su un doppio registro legato alle nuove esigenze urbanistiche mussoliniane. Il giardino di Villa Rivaldi, ad esempio, viene impietosamente distrutto per consentire l\u2019apertura di via dell\u2019Impero (attuale via dei Fori Imperiali) e contemporaneamente si afferma, per quanto disorganico e in funzione propagandistica, un incremento considerevole del verde pubblico. Vengono, infatti, arricchite di alberi numerose piazze, mentre alcune ville nobiliari di propriet\u00e0 dello Stato, come Villa Aldobrandini e Villa Mattei Celimontana, sono conferite al Comune di Roma e aperte al pubblico.<br \/>\nNel 1928, nel Parco del Valentino a Torino si tiene una mostra dedicata ai giardini con una forte presenza del Servizio Giardini romano che allestisce un padiglione barocco e sistemazioni a giardino, progettate da Raffaele de Vico, in gran parte ispirate a Villa Borghese. Nel 1931, a Firenze, un\u2019altra mostra esalta il primato italiano con dieci modelli di villa e se ne presenta in mostra il filmato d\u2019epoca. Il modello di villa romana tra Cinque e Seicento, realizzato in miniatura da\u00a0<strong>Luigi Piccinato<\/strong>, \u00e8 qui illustrato in una foto d\u2019epoca. Numerosi sono<strong> i giardini progettati per lo pi\u00f9 da Raffaele de Vico: Villa Glori (Parco della Rimembranza) 1924, Parco Flaminio (1924), Villa Caffarelli (1925), Piazza Mazzini (1925-1926), il Parco di Colle Oppio (1926-1927), Parco degli Scipioni (1929), Parco Nemorense o Virgiliano (1930), Villa Fiorelli (1930-1931), Parco di Testaccio (1931), il Parco di Santa Sabina sull\u2019Aventino o degli Aranci (1931), Villa Paganini (1934), Parco Cestio (1938). Molti di questi giardini vengono immortalati nei dipinti di\u00a0Carlo Montani\u00a0dei quali si presenta in mostra un\u2019ampia selezione.<\/strong><\/p>\n<p>Una sezione racconta infine il<strong>\u00a0<em>Vivere in villa: svaghi e socialit\u00e0 nei giardini romani<\/em><\/strong>. La reinterpretazione rinascimentale dell\u2019ideale classico della vita in villa acquisisce gi\u00e0 alla fine del Quattrocento una dichiarata connotazione sociale, che si manifesta attraverso attivit\u00e0 come il simposio intellettuale, la caccia, il collezionismo di esemplari rari di piante e di animali, l\u2019esposizione di sculture, la pratica delle arti e l\u2019allestimento di ricevimenti e banchetti per le pi\u00f9 svariate occasioni. Ne scaturisce l\u2019esigenza di possedere giardini adatti a ogni forma di svago e di intrattenimento. Alle cacce vengono cos\u00ec destinate le zone boscherecce delle ville mentre idonei spazi vengono progettati per ospitare concerti, spettacoli teatrali e banchetti, manifestazione del potere e della magnificenza del proprietario. Le ville romane, inizialmente aperte a una cerchia ristretta di ospiti, con l\u2019affermarsi del\u00a0<em>Grand Tour<\/em>\u00a0e con la diffusione della \u201cmoda\u201d del caff\u00e8 e della cioccolata, nel corso del Settecento diventano luoghi sempre pi\u00f9 aperti verso un pubblico eterogeneo e internazionale. Con il repentino cambiamento della societ\u00e0 tra Otto e Novecento si affermano nuovi riti sullo sfondo di una Roma capitale in rapida evoluzione.<strong> Villa Borghese e i viali del Pincio, uniti dal cavalcavia sul viale del Muro Torto, inaugurato nel 1908, sono le cornici ideali per ospitare caff\u00e8, mostre, eventi sportivi e musicali, meta preferita dai romani per scampagnate e passeggiate domenicali, come mostrano i dipinti di\u00a0Georges Paul<\/strong>\u00a0<strong>Leroux<\/strong>\u00a0e\u00a0<strong>Armando<\/strong>\u00a0<strong>Spadini<\/strong>.<\/p>\n<p>Con la mostra\u00a0<em>Ville e Giardini di Roma: una Corona di Delizie\u00a0<\/em>si rinnova l\u2019impegno della Sovrintendenza Capitolina nel rendere accessibili e fruibili dai diversi pubblici le esposizioni temporanee: \u00e8 prevista la possibilit\u00e0 di ascolto di\u00a0<strong>approfondimenti audio<\/strong>\u00a0su una selezione di opere e di\u00a0<strong>fruizione tattile con audiodescrizione<\/strong>\u00a0di alcune tavole in riproduzione, insieme alla possibilit\u00e0 di partecipare a\u00a0<strong>visite guidate tattili-sensoriali<\/strong>\u00a0su prenotazione per non vedenti e ipovedenti accompagnati. Saranno inoltre calendarizzate\u00a0<strong>visite con LIS<\/strong>\u00a0per il pubblico sordo. L\u2019esposizione si avvale di prestigiosi prestiti da istituzioni nazionali e internazionali quali il\u00a0<em>Mus\u00e9es royaux des Beaux-Arts de Belgique<\/em>, la\u00a0<em>N\u00e1rodn\u00ed Galerie<\/em>\u00a0di Praga, lo\u00a0<em>Statens Museum for Kunst<\/em>\u00a0&#8211;\u00a0<em>National Gallery of Denmark<\/em>, lo\u00a0<em>Ch\u00e2teau de Fontainebleau<\/em>, il\u00a0<em>Mus\u00e9e cantonal des Beaux-Arts de Lausanne<\/em>, il\u00a0<em>Mus\u00e9e d\u2019Angers<\/em>, il\u00a0<em>Mus\u00e9e Ingres Bourdelle de Montauban<\/em>, l\u2019<em>Ecole Nationale Sup\u00e9rieure des beaux-Arts de Paris<\/em>, il\u00a0<em>Mus\u00e9e d\u2019Orsay<\/em>\u00a0di Parigi, i\u00a0<em>Musei Vaticani\u00a0<\/em>e la\u00a0<em>Biblioteca Apostolica Vaticana,<\/em>\u00a0la\u00a0<em>Biblioteca<\/em>\u00a0<em>Nazionale Centrale<\/em>\u00a0di Firenze (G.A.P.), le\u00a0<em>Gallerie degli Uffizi<\/em>,\u00a0<em>Villa La Pietra<\/em>\u00a0\/\u00a0<em>New York University Florence<\/em>, la\u00a0<em>Biblioteca Nazionale Marciana<\/em>, l\u2019<em>Accademia Nazionale di San Luca<\/em>, l\u2019<em>Archivio della Congregazione dell\u2019Oratorio<\/em>\u00a0di Roma, l\u2019<em>Archivio di Stato<\/em>\u00a0di Roma, la\u00a0<em>Biblioteca Alessandrina<\/em>, la\u00a0<em>Biblioteca Istituzionale<\/em>\u00a0della Citt\u00e0 Metropolitana di Roma Capitale, la\u00a0<em>Biblioteca Nazionale Centrale<\/em>, la\u00a0<em>Collezione Patrizi-Montoro Corso<\/em>, la\u00a0<em>Collezione Patrizi-Montoro<\/em>, la\u00a0<em>Collezione Pompei Franco<\/em>, la\u00a0<em>Galleria Colonna<\/em>, la\u00a0<em>Galleria Pallavicini<\/em>, l\u2019<em>Istituto Centrale per la grafica<\/em>\u00a0e numerose altre collezioni pubbliche e private, tra le quali spicca un nucleo consistente di opere facente parte della vasta collezione d\u2019arte di Roma Capitale, alcune delle quali ripresentate al pubblico e valorizzate dopo una lunga assenza espositiva.<\/p>\n<p><strong>Carlo Franza<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Il\u00a0Museo di Roma a Palazzo Braschi\u00a0ospita Ville e Giardini di Roma: una Corona di delizie, \u00a0 la mostra curata da\u00a0Alberta Campitelli,\u00a0Alessandro Cremona,\u00a0Federica Pirani,\u00a0Sandro Santolini\u00a0con il supporto di un Comitato scientifico internazionale composto da\u00a0Vincenzo Cazzato,\u00a0Barbara Jatta,\u00a0Sabine Frommel,\u00a0Denis Ribouillault\u00a0e\u00a0Claudio Strinati, che ricostruisce, attraverso dipinti, stampe, disegni e documenti in molti casi inediti, l\u2019evoluzione delle ville e dei giardini storici di Roma dal XVI secolo alla met\u00e0 del XX. Il percorso offre una straordinaria visione di come questi luoghi, nati come residenze aristocratiche e simboli di potere, si siano trasformati nel tempo, diventando giardini pubblici e spazi di memoria. Si esplora il passaggio [&hellip;]<\/p>\n&nbsp;&nbsp;<div class=\"readmore\"><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2026\/02\/15\/al-museo-di-roma-palazzo-braschi-la-mostra-ville-e-giardini-di-roma-la-capitale-ritratta-nei-capolavori-di-artisti-dal-cinquecento-ad-oggi\/\">Continua a leggere...<\/a><\/div><\/p>","protected":false},"author":1009,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[108264,44662,31446,9894,80492,53652,53794,41640,44759,44441,87,35351,35224,26,17505,35188,44805,28369,51665,4625,409394],"tags":[451887,600955,600958,600938,600963,600940,600961,600946,600951,456476,600962,600954,596305,456471,600953,600947,600950,600943,600948,600945,355195,600941,600957,600939,600944,600949,600960,600942,405655,74774,600952,600956,600959],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/40095"}],"collection":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1009"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=40095"}],"version-history":[{"count":13,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/40095\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":40117,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/40095\/revisions\/40117"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=40095"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=40095"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=40095"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}