{"id":40198,"date":"2026-02-24T21:02:02","date_gmt":"2026-02-24T21:02:02","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/?p=40198"},"modified":"2026-02-24T21:02:02","modified_gmt":"2026-02-24T21:02:02","slug":"pittura-a-napoli-dopo-caravaggio-il-seicento-nella-collezione-della-fondazione-de-vito-al-fortino-leopoldo-i-a-forte-dei-marmi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2026\/02\/24\/pittura-a-napoli-dopo-caravaggio-il-seicento-nella-collezione-della-fondazione-de-vito-al-fortino-leopoldo-i-a-forte-dei-marmi\/","title":{"rendered":"Pittura a Napoli dopo Caravaggio. Il Seicento nella collezione della Fondazione De Vito al Fortino Leopoldo I a Forte dei Marmi"},"content":{"rendered":"<p><strong><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2026\/02\/Seicento-napoletano4.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-40199\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2026\/02\/Seicento-napoletano4.jpg\" alt=\"\" width=\"428\" height=\"601\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2026\/02\/Seicento-napoletano4.jpg 456w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2026\/02\/Seicento-napoletano4-214x300.jpg 214w\" sizes=\"(max-width: 428px) 100vw, 428px\" \/><\/a>Le opere della Fondazione De Vito a Forte dei Marmi per una grande mostra dedicata al Seicento napoletano. Saranno gli spazi rinnovati del Forte Pietro Leopoldo I ad accogliere, dal 27 marzo al 27 settembre, l\u2019esposizione promossa dal Comune di Forte dei Marmi e dalla Fondazione Villa Bertelli, in collaborazione con la Fondazione Giuseppe e Margaret De Vito per la Storia dell\u2019arte moderna a Napoli. Intitolata \u201cPittura a Napoli dopo Caravaggio. Il Seicento nella collezione della Fondazione De Vito\u201d, la<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2026\/02\/Seicento-napoletano3.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\" wp-image-40200 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2026\/02\/Seicento-napoletano3.jpg\" alt=\"\" width=\"434\" height=\"505\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2026\/02\/Seicento-napoletano3.jpg 550w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2026\/02\/Seicento-napoletano3-258x300.jpg 258w\" sizes=\"(max-width: 434px) 100vw, 434px\" \/><\/a> mostra \u00e8 curata da Nadia Bastogi, storica dell\u2019arte specializzata sulla pittura del Seicento e direttrice scientifica della Fondazione De Vito.<\/strong><\/p>\n<p>La mostra \u00e8 stata presentata\u00a0 a Villa Bertelli in una conferenza stampa alla quale sono intervenuti: Andrea Mazzoni Vicesindaco del Comune di Forte dei Marmi, Graziella Polacci, Assessora alla Cultura del Comune di Forte dei Marmi, Ermindo Tucci Presidente della Fondazione Villa Bertelli, Giancarlo Lo Schiavo Presidente della Fondazione De Vito, Nadia Bastogi Curatrice della mostra e direttrice scientifica della Fondazione De Vito.<\/p>\n<p>Dopo il successo ottenuto nei musei francesi Magnin di Digione e Granet di Aix-en-Provence e nel Museo Diocesano di Napoli, un corpus significativo di dipinti della Fondazione De Vito viene presentato per la prima volta in Toscana. Solo un limitato nucleo di opere della Fondazione era stato, infatti, esposto nella mostra Dopo Caravaggio, svoltasi a Prato nel 2019 e chiusa anticipatamente per la pandemia. L\u2019esposizione non intende offrire una panoramica esaustiva del Seicento partenopeo, ma ripercorrere l\u2019evoluzione della pittura napoletana dopo la svolta determinata dalla presenza a Napoli di Michelangelo Merisi detto il Caravaggio tra il 1606 e il 1607 e tra il 1609 e il 1610, attraverso i dipinti raccolti da Giuseppe de Vito, collezionista e studioso di questo periodo artistico.<\/p>\n<p>Con la presentazione di 39 dipinti esemplari dei maggiori protagonisti del \u201csecolo d\u2019oro\u201d, viene tracciata una sequenza cronologica che va dai primi interpreti del naturalismo caravaggesco, agli altri artisti che, successivamente, si mostrarono pronti a rielaborarne il linguaggio in forme pi\u00f9 orientate verso il classicismo e il barocco. Un racconto del Seicento napoletano visto attraverso la lente del collezionista, la cui peculiare figura potr\u00e0 essere approfondita dal visitatore, anche attraverso l\u2019esposizione di documenti inediti e altri materiali.<\/p>\n<p><strong><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2026\/02\/Seicento-napoletano5.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-40203\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2026\/02\/Seicento-napoletano5.jpg\" alt=\"\" width=\"449\" height=\"640\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2026\/02\/Seicento-napoletano5.jpg 449w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2026\/02\/Seicento-napoletano5-210x300.jpg 210w\" sizes=\"(max-width: 449px) 100vw, 449px\" \/><\/a>Giuseppe De Vito (Portici 1924 \u2013 Firenze 2015) ha intrecciato infatti la sua attivit\u00e0 di ingegnere imprenditore con quella di studioso ed \u00e8 divenuto uno dei maggiori collezionisti di pittura napoletana del Seicento.<\/strong> De Vito ha messo assieme, a partire dagli anni Settanta del Novecento, una straordinaria raccolta di dipinti dei maggiori artisti partenopei \u2013 alcuni dei quali riconosciuti capolavori \u2013 unica nel suo genere e caratterizzata dalla<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2026\/02\/Seicento-napoletano2.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\" wp-image-40204 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2026\/02\/Seicento-napoletano2.jpg\" alt=\"\" width=\"423\" height=\"477\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2026\/02\/Seicento-napoletano2.jpg 567w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2026\/02\/Seicento-napoletano2-266x300.jpg 266w\" sizes=\"(max-width: 423px) 100vw, 423px\" \/><\/a> predilezione per la corrente naturalista, dalla qualit\u00e0 delle scelte e dal rapporto con i suoi interessi di studio.<\/p>\n<p><strong>La collezione \u00e8 oggi conservata nella villa di Olmo, presso Vaglia (Firenze), nella sede della Fondazione che porta il suo nome e quello della moglie Margaret, da lui costituita nel 2011 per promuovere lo studio dell\u2019arte moderna a Napoli.<\/strong><\/p>\n<p>Sono conservate, fra le altre, opere di Battistello Caracciolo, iniziatore del naturalismo caravaggesco a Napoli, Jusepe de Ribera, Francesco Fracanzano, Paolo Finoglio, Giovanni Ricca e il Maestro degli Annunci ai pastori, sino a Massimo Stanzione, Aniello Falcone, Micco Spadaro, Bernardo Cavallino, Andrea Vaccaro, Antonio De Bellis, non trascurando i protagonisti della svolta di met\u00e0 Seicento verso il Barocco, Mattia Preti e Luca Giordano, e i principali esponenti del genere della natura morta napoletana quali Luca Forte, Paolo Porpora, Giuseppe Recco, Giovanni Battista Recco e Giuseppe Ruoppolo, che ne costituiscono un nucleo altamente rappresentativo. Il percorso della mostra, progettato dall\u2019architetto Marco Francesconi, si svilupper\u00e0 seguendo uno svolgimento cronologico, che consentir\u00e0, tuttavia, di evidenziare anche l\u2019indicazione di legami e corrispondenze tematiche, suggerendo relazioni fra artisti e fra opere, documentando l\u2019affermarsi di generi diversi e portando l\u2019attenzione su particolari soggetti cari alla cultura e alla religiosit\u00e0 partenopee, al fine di consentire una narrazione pi\u00f9 articolata della scena napoletana del Seicento e di evidenziare gli interessi del collezionista.<\/p>\n<p>Una prima sezione documenta l\u2019influenza a Napoli delle opere di Caravaggio e l\u2019affermarsi della corrente naturalista con dipinti degli artisti che per primi recepirono il portato del luminismo caravaggesco e la sua nuova interpretazione dei soggetti sacri, e con la determinante presenza dal 1616 dello spagnolo Jusepe de Ribera.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2026\/02\/Seicento-napoletano6.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-40205\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2026\/02\/Seicento-napoletano6.jpg\" alt=\"\" width=\"482\" height=\"640\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2026\/02\/Seicento-napoletano6.jpg 482w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2026\/02\/Seicento-napoletano6-226x300.jpg 226w\" sizes=\"(max-width: 482px) 100vw, 482px\" \/><\/a>Nella seconda sezione, un gruppo di tele, realizzate tra la met\u00e0 degli anni Trenta e gli anni Cinquanta del Seicento, documenta la vivacit\u00e0 e la molteplicit\u00e0 di presenze artistiche della scena napoletana e i modi peculiari nei quali artisti di formazione naturalista recepirono varie influenze, dovute anche alla presenza di pittori di diversa provenienza attivi nei maggiori cantieri artistici della citt\u00e0. Fra queste opere un nucleo testimonia anche l\u2019affermarsi, verso la met\u00e0 del Seicento, di una produzione di quadri di \u201cfigure in piccolo\u201d, richiesti dal collezionismo privato, con rappresentazioni di martirii di santi, ma anche di episodi di cronaca contemporanea o scene profane. Un altro nucleo ci permette invece di focalizzare soggetti con protagoniste femminili, molto presenti nella devozione partenopea.<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2026\/02\/Seicento-napoletano7.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\" wp-image-40206 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2026\/02\/Seicento-napoletano7.jpg\" alt=\"\" width=\"406\" height=\"519\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2026\/02\/Seicento-napoletano7.jpg 501w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2026\/02\/Seicento-napoletano7-235x300.jpg 235w\" sizes=\"(max-width: 406px) 100vw, 406px\" \/><\/a><\/p>\n<p>La terza sezione \u00e8 dedicata alla Natura morta, genere che a Napoli ebbe una peculiare affermazione di matrice caravaggesca con la formazione di una vera e propria scuola di pittori che riscossero grande successo, ben oltre l\u2019ambito partenopeo.<\/p>\n<p>L\u2019ultima sezione documenta gli sviluppi verso il barocco, avviati dalla met\u00e0 del Seicento con l\u2019arrivo in citt\u00e0 di Mattia Preti nel 1653 e l\u2019affermazione di Luca Giordano, artisti di grande fama, entrambi rappresentati in collezione con opere importanti.<\/p>\n<p>Uno spazio della mostra sar\u00e0, infine, preposto ad illustrare la personalit\u00e0 di collezionista e studioso di De Vito, la sua partecipazione alle mostre degli anni Ottanta sul Seicento napoletano, gli intensi rapporti intrattenuti con musei, istituzioni culturali, studiosi, galleristi e la creazione del periodico Ricerche sul \u2018600 napoletano, attraverso l\u2019esposizione di documenti e materiali in gran parte inediti che possono essere posti in rapporto con le opere. La presentazione della mostra in un territorio come quello della Lucchesia, che offre notevoli testimonianze della pittura seicentesca di matrice caravaggesca, a partire dalle opere di Pietro Paolini, Simone del Tintore, Pietro Ricchi e Girolamo Scaglia, aggiunge interesse all\u2019esposizione che, anche attraverso un programma di iniziative collaterali, potr\u00e0 favorire nei visitatori la scoperta della pittura caravaggesca locale e stabilire confronti con quella di ambito napoletano.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2026\/02\/Seicento-napoletano1.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-40208\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2026\/02\/Seicento-napoletano1.jpg\" alt=\"\" width=\"475\" height=\"402\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2026\/02\/Seicento-napoletano1.jpg 640w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2026\/02\/Seicento-napoletano1-300x254.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 475px) 100vw, 475px\" \/><\/a>Patrocinata dal Ministero della Cultura, dalla Regione Toscana e dalla Provincia di Lucca, con la collaborazione della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Lucca e Massa Carrara, l\u2019esposizione \u00e8 realizzata con il sostegno di Mutua BVLG, Fondazione Banca del Monte di Lucca e Live Emotion Group srl.<\/p>\n<p>In occasione della mostra sar\u00e0 pubblicato un catalogo (Pacini Fazzi, 2026) con i saluti istituzionali di Bruno Murzi, sindaco del Comune di Forte dei Marmi, Graziella Polacci, assessora alla Cultura del Comune di Forte dei Marmi, Ermindo Tucci, presidente della Fondazione Villa Bertelli, Giancarlo Lo Schiavo, presidente della Fondazione De Vito, e Angela Acordon, soprintendente Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Lucca e Massa Carrara, e il contributo critico di Nadia Bastogi, storica dell\u2019arte e direttrice scientifica della Fondazione De Vito.<\/p>\n<p><strong>Opere di: Giovanni Battista Caracciolo detto Battistello, Bernardo Cavallino, Carlo Coppola, Antonio De Bellis, Jusepe de Ribera, Giovan Francesco De Rosa detto Pacecco, Aniello Falcone, Paolo Finoglio, Luca Forte, Francesco Fracanzano, Domenico Gargiulo detto Micco Spadaro, Luca Giordano, Maestro degli annunci ai pastori, Paolo Porpora, Mattia Preti, Giuseppe Recco, Giovanni Ricca, Giovanni Battista Ruoppolo, Giovanni Battista Spinelli, Massimo Stanzione, Andrea Vaccaro.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Carlo Franza<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Le opere della Fondazione De Vito a Forte dei Marmi per una grande mostra dedicata al Seicento napoletano. Saranno gli spazi rinnovati del Forte Pietro Leopoldo I ad accogliere, dal 27 marzo al 27 settembre, l\u2019esposizione promossa dal Comune di Forte dei Marmi e dalla Fondazione Villa Bertelli, in collaborazione con la Fondazione Giuseppe e Margaret De Vito per la Storia dell\u2019arte moderna a Napoli. Intitolata \u201cPittura a Napoli dopo Caravaggio. Il Seicento nella collezione della Fondazione De Vito\u201d, la mostra \u00e8 curata da Nadia Bastogi, storica dell\u2019arte specializzata sulla pittura del Seicento e direttrice scientifica della Fondazione De Vito. 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