{"id":40413,"date":"2026-03-14T20:15:22","date_gmt":"2026-03-14T20:15:22","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/?p=40413"},"modified":"2026-03-14T20:27:49","modified_gmt":"2026-03-14T20:27:49","slug":"il-ritratto-di-maffeo-barberini-futuro-papa-urbano-viii-capolavoro-del-caravaggio-acquisito-dallo-stato-italiano-per-30-milioni-di-euro","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2026\/03\/14\/il-ritratto-di-maffeo-barberini-futuro-papa-urbano-viii-capolavoro-del-caravaggio-acquisito-dallo-stato-italiano-per-30-milioni-di-euro\/","title":{"rendered":"Il ritratto di Maffeo Barberini, futuro Papa Urbano VIII, capolavoro del Caravaggio, acquisito dallo Stato Italiano per 30 milioni di euro"},"content":{"rendered":"<p><strong><em><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2026\/03\/Caravaggio_Maffeo_Barberini-746x1024-1.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft wp-image-40414\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2026\/03\/Caravaggio_Maffeo_Barberini-746x1024-1.jpg\" alt=\"\" width=\"589\" height=\"808\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2026\/03\/Caravaggio_Maffeo_Barberini-746x1024-1.jpg 746w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2026\/03\/Caravaggio_Maffeo_Barberini-746x1024-1-219x300.jpg 219w\" sizes=\"(max-width: 589px) 100vw, 589px\" \/><\/a>\u201cIl Ritratto di Maffeo Barberini\u201d<\/em><\/strong>\u00a0<strong>\u00e8 un dipinto a olio su tela\u00a0(124 x 90 cm) attribuito a\u00a0Michelangelo Merisi\u00a0detto il\u00a0Caravaggio\u00a0dal grande storico dell&#8217;arte\u00a0Roberto Longhi<\/strong>\u00a0nel 1963 (Roberto Longhi,\u00a0<em>Il vero &#8220;Maffeo Barberini&#8221; del Caravaggio<\/em>, in\u00a0<em>Paragone. Arte<\/em>, n.\u00a014, 1963,<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2026\/03\/caravaggio-maffeo-barberini-palazzo-barberini-7-scaled-e1773518494401.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\" wp-image-40415 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2026\/03\/caravaggio-maffeo-barberini-palazzo-barberini-7-scaled-e1773518494401.jpg\" alt=\"\" width=\"405\" height=\"608\" \/><\/a> pp.\u00a03-11), realizzato tra il 1599 e il 1603 circa. <strong>Dal marzo 2026 l&#8217;opera \u00e8 di propriet\u00e0 dello\u00a0Stato italiano assegnata stabilmente alle\u00a0Gallerie Nazionali d\u2019Arte Antica di Palazzo Barberini in Roma. <\/strong>Considerato un caposaldo della ritrattistica\u00a0moderna, il dipinto \u00e8 uno dei rarissimi ritratti autografi del Merisi sopravvissuti, facente parte di un ristrettissimo gruppo di soli tre esemplari certi nel corpus del pittore.<\/p>\n<p>Lo Stato Italiano ha appena portato a termine uno degli investimenti pi\u00f9 rilevanti mai sostenuti per l&#8217;acquisto di un&#8217;opera d&#8217;arte dall&#8217;incredibile valore storico: ha acquistato l&#8217;opera di Caravaggio, il Ritratto di Monsignor Maffeo Barberini. Come rivelato in un comunicato stampa ufficiale condiviso sul sito del Ministero della Cultura, ieri, alla presenza del Ministro della Cultura Alessandro Giuli, del Direttore generale Musei Massimo Osanna, del Direttore delle Gallerie Nazionali di Arte Antica di Roma Thomas Clement Salomon e <strong>del notaio Luca Amato \u00e8 stato firmato l\u2019atto di acquisto del dipinto per 30 milioni di euro<\/strong>. \u00a0<strong>Vi sembra una cifra esosa? No, non lo \u00e8 affatto.<\/strong> L&#8217;opera entrer\u00e0 a parte del patrimonio dello Stato e verr\u00e0 esposta stabilmente all&#8217;interno delle Gallerie Nazionali d&#8217;Arte Antica di Palazzo Barberini, a Roma. Il Ritratto di Maffeo Barberini \u00e8 un dipinto a olio su tela attribuito a Caravaggio raffigura l&#8217;allora futuro papa Urbano VIII in un momento chiave della sua carriera: all&#8217;epoca aveva circa 30 anni ed era chierico della Camera Apostolica, non sapendo che di l\u00ec a poco sarebbe diventato non solo pontefice ma anche uno dei massimi mecenati della Roma Barocca. Nel ritratto Maffeo Barberini appare seduto a tre quarti, ha il volto illuminato e concentrato con gli occhi rivolti verso l&#8217;osservatore. Nella mano sinistra stringe una lettera piegata, mentre con la destra sembra dirigersi verso un interlocutore, dando vita a un gesto che dona dinamicit\u00e0 all&#8217;immagine<strong>. Tra la luce radente sul volto e la pennellata sull&#8217;iride che fissa il riflesso, due elementi simbolo della pittura del Caravaggio<\/strong>, l&#8217;opera trasmette vitalit\u00e0 e intensit\u00e0.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2026\/03\/OIP-1.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-40417\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2026\/03\/OIP-1.jpg\" alt=\"\" width=\"474\" height=\"632\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2026\/03\/OIP-1.jpg 474w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2026\/03\/OIP-1-225x300.jpg 225w\" sizes=\"(max-width: 474px) 100vw, 474px\" \/><\/a>Dove sar\u00e0 esposto il ritratto realizzato da Caravaggio? E quale il motivo per cui il ritratto di Maffeo Barberini \u00e8 tanto prezioso? Si tratta di uno dei rarissimi ritratti sopravvissuti realizzati da Caravaggio, nonch\u00e9 di una fonte d&#8217;ispirazione della ritrattistica moderna. L&#8217;artista, infatti, fu il primo a sostituire la \u201cmera somiglianza\u201d con la realt\u00e0, trasformando il soggetto in una presenza viva pi\u00f9 che in una figura storica. Per decenni l&#8217;opera firmata da Caravaggio era rimasta in una collezione privata -ne era proprietaria una galleria-, poi \u00e8 stata esposta per la prima volta al pubblico nelle sale di<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2026\/03\/OIP.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"size-full wp-image-40418 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2026\/03\/OIP.jpg\" alt=\"\" width=\"474\" height=\"474\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2026\/03\/OIP.jpg 474w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2026\/03\/OIP-300x300.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2026\/03\/OIP-150x150.jpg 150w\" sizes=\"(max-width: 474px) 100vw, 474px\" \/><\/a> Palazzo Barberini tra novembre 2024 e 2025 (faceva parte della grande mostra Caravaggio 2025). Da allora \u00e8 finita al centro di una trattativa durata oltre un anno tra il Ministero della Cultura e i proprietari privati. Ora \u00e8 finalmente arrivata l&#8217;acquisizione da parte dello Stato Italiano, evento che doner\u00e0 ulteriore prestigio alle Gallerie Nazionali di Arte Antica. A Palazzo Barberini, infatti<strong>, il dipinto \u201cdialogher\u00e0\u201d con le altre opere del Caravaggio, prima tra tutte Giuditta che decapita Oloferne (acquisita nel 1971).<\/strong><\/p>\n<p><strong>Storia. <\/strong>Il dipinto ritrae\u00a0Maffeo Berberini (1568-1644) all&#8217;et\u00e0 di circa trent&#8217;anni, nel periodo in cui ricopriva la carica di chierico della\u00a0Camera Apostolica (carica ottenuta nel marzo 1598). L&#8217;opera restituisce una fase cruciale della sua ascesa al potere nella curia romana: Barberini, che diverr\u00e0 uno dei massimi\u00a0mecenati della Roma\u00a0barocca appare qui come una figura austera, vigile e gi\u00e0 consapevole del proprio ruolo.\u00a0La committenza \u00e8 supportata dalle testimonianze dei biografi coevi\u00a0Giulio Mancini e Giovanni Pietro Bellori, i quali confermarono l&#8217;esecuzione di ritratti per la famiglia Berberini \u00a0\u00a0da parte di Caravaggio.<\/p>\n<p><strong>L&#8217;opera fu identificata e attribuita a Caravaggio da\u00a0Roberto Longhi nel 1963,\u00a0precedentemente, il dipinto venne individuato dal collega Giuliano Briganti; l&#8217;autografia fu confermata anche da\u00a0Federico Zeri che ne tracci\u00f2 la provenienza dal mercato antiquario romano (Collezione Sestieri) intorno al 1935, periodo della dispersione della\u00a0<em>Collezione Barberini<\/em>.<\/strong> Dopo decenni di permanenza in una collezione privata, la critica internazionale ne ha confermato unanimemente l&#8217;attribuzione durante la mostra\u00a0<em>Caravaggio 2025<\/em>, tenutasi a Roma.\u00a0Dopo essere stato esposto per la prima volta al pubblico tra il novembre 2024 e il luglio 2025, il dipinto \u00e8 stato al centro di una trattativa durata oltre un anno tra il\u00a0Ministero della Cultura\u00a0e i proprietari privati.\u00a0Il 10 marzo 2026, il Ministro della Cultura\u00a0ha annunciato l&#8217;acquisto ufficiale da parte dello Stato Italiano dell&#8217;opera per la cifra di 30 milioni di euro.<\/p>\n<p><strong>Descrizione. <\/strong>Il ritratto \u00e8 stato descritto in modo accademico da Roberto Longhi come un momento fondativo della ritrattistica moderna, capace di sostituire la \u201cmera somiglianza\u201d con una \u201crealt\u00e0 atteggiata\u201d e psicologica. L&#8217;impostazione \u00e8 stata definita dalla critica \u201cquasi contemporanea\u201d, restituendo la sensazione di una presenza viva pi\u00f9 che di una figura storica.<\/p>\n<p>La figura del prelato emerge con forza dalla penombra grazie alla caratteristica luce radente di Caravaggio, che modella le carni con un&#8217;estrema densit\u00e0 luminosa e mette in risalto un volto segnato da una concentrazione sospesa tra introspezione e ambizione. Gli occhi, resi vividi da un leggero strabismo, puntano direttamente verso l&#8217;osservatore, mentre le labbra appaiono serrate ma prive di rigidit\u00e0, contribuendo a un&#8217;espressione di vigile impazienza. Il monsignore \u00e8 raffigurato seduto di tre quarti su una poltrona disposta diagonalmente, indossando una berretta e una veste talare dalle tonalit\u00e0 verdi. Il dinamismo della composizione \u00e8 enfatizzato dal <strong>contrasto tra le mani: mentre la sinistra stringe con energia una lettera piegata, la destra compie un gesto improvviso, descritto da Longhi come \u201csospeso e rotante\u201d, che sembra dirigersi verso un interlocutore invisibile posto al di fuori dello spazio pittorico.<\/strong> In primo piano, un rotolo di documenti chiuso da un cordone di velluto funge da fulcro prospettico, guidando l&#8217;occhio dell&#8217;osservatore attraverso la complessa costruzione narrativa e spaziale dell&#8217;opera. La gamma cromatica \u00e8 giocata su una &#8220;sinfonia di verdi&#8221; (sia il verde metallico che il verde oliva). Caravaggio utilizza una tecnica specifica per <strong>lo sguardo, applicando una piccola pennellata -una virgola- di\u00a0biacca\u00a0sull&#8217;iride per fissare il riflesso della luce e dare intensit\u00e0 vitale al personaggio.<\/strong> Dalle analisi tecniche \u00e8 emersa l&#8217;assenza di\u00a0cinabro nell&#8217;incarnato, sostituito da\u00a0terre e bianco di piombo. <strong>L\u2019opera, dunque, \u00e8 un caposaldo della ritrattistica moderna. <\/strong><\/p>\n<p><strong>Carlo Franza <\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>\u201cIl Ritratto di Maffeo Barberini\u201d\u00a0\u00e8 un dipinto a olio su tela\u00a0(124 x 90 cm) attribuito a\u00a0Michelangelo Merisi\u00a0detto il\u00a0Caravaggio\u00a0dal grande storico dell&#8217;arte\u00a0Roberto Longhi\u00a0nel 1963 (Roberto Longhi,\u00a0Il vero &#8220;Maffeo Barberini&#8221; del Caravaggio, in\u00a0Paragone. Arte, n.\u00a014, 1963, pp.\u00a03-11), realizzato tra il 1599 e il 1603 circa. Dal marzo 2026 l&#8217;opera \u00e8 di propriet\u00e0 dello\u00a0Stato italiano assegnata stabilmente alle\u00a0Gallerie Nazionali d\u2019Arte Antica di Palazzo Barberini in Roma. Considerato un caposaldo della ritrattistica\u00a0moderna, il dipinto \u00e8 uno dei rarissimi ritratti autografi del Merisi sopravvissuti, facente parte di un ristrettissimo gruppo di soli tre esemplari certi nel corpus del pittore. 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